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Tutte le informazioni, gli eventi e i concerti di teatro linguaggicreativi a Milano (Milano)

Teatro Linguaggicreativi
Via Eugenio Villoresi 26
Milano (Milano)

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19 – 20 – 21 FEBBRAIO

BREVI GIORNI E LUNGHE NOTTI

Storie di straccioni, di porci e di re

Di e con Gabriele Genovese

Regia e scenografia Elisabetta Carosio

Produzione Lumen. Progetti, arti, teatro

 

C’è o c’era sulla cima di un colle un paese nel sud dell’Italia che è come se sorgesse sulla cupola del mondo e lo riassumesse, tutto il mondo. Lì si incontrano le storie di Zio Mario, storie di uomini e animali che potevano convivere e parlare. Ci stanno dentro l’Italia dei nostri genitori e dei nostri nonni con le loro musiche cariche di sogni e ci sta la nostra con le sue contraddizioni. Ci sono gli sguardi degli altri a regolare tutto, sguardi che giudicano e condannano e sguardi d’amore e di gioia. Sono storie vere e sono storie inventate allo stesso tempo quelle di Zio Mario, perché non c’è storia che in bocca a un narratore non diventi anche anche magia.

 

 

4 – 5 – 6 e 11 – 12 – 13 MARZO

FESTIVAL

 

Festival come incontro. FESTIVAL COME FESTA. Festival è anche invitare gli amici, che siano artisti o pubblico. Festival è confronto. FESTIVAL E’ DIVERTIRSI A MISCHIARE LINGUAGGI. Festival è Concerti, Spettacoli, Reading.

Festival anno I, perché dopo 6 stagioni abbiamo voglia di rivedere chi è già passato da qui. Festival è chiamare le cose con il loro nome. E tutti gli artisti sul palco per sei giorni lo faranno. E il pubblico potrà incontrarli e farlo a sua volta e i giornalisti, gli organizzatori. Tutti. Anche noi che il festival l’abbiamo progettato proprio come un momento di insieme. Perché un festival si può solo fare insieme.

Ogni sera a fine spettacolo verrà offerto un rinfresco, creato un luogo apposito, nel teatro, in cui ci si possa confrontare, incontrare e anche ridere insieme.

 

 

18 MARZO

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte

 

 

1 – 2 – 3 e 8 – 9 – 10 APRILE

REGINE ALLO SPECCHIO

Regia di Emanuela Rolla

Elaborazione drammaturgica collettiva

Con Emanuela Rolla, Cristina Pasino, Giulia Eugeni, Susanna Gozzetti

Produzione Performer- Produzione applicata

 

Maria Stuarda regina di Scozia ed Elisabetta I, regina d’Inghilterra, sono cugine di sangue ma la storia le ha poste una di fronte all’altra come eterne nemiche, custodi entrambe di un ruolo e un potere che le ha rese, in modo diverso, vittime della loro stessa sorte.

Sono i giorni in cui entrambe vivono lo stesso conflitto, la storia è crudele, la vita di Maria Stuarda porterebbe alla morte di Elisabetta, e la vita di Elisabetta stabilisce la morte di Maria Stuarda. Sono gli ultimi giorni prima che la decisione di una regina ponga fine alla vita dell’altra. Nel trascorrere di queste ore emergono le due donne accompagnate dalle loro dame.

Può capitare che dietro l’indecisione di una regina ci sia la voce sicura e ferma di una dama di compagnia.

Maria Stuarda sarà condannata a morte, per la decisione finale della cugina Elisabetta.

Presente e passato si alternano e si uniscono entrambi per portare risposte.

Nel presente le due regine sono il risultato delle loro scelte passate.

Le due rispettive dame saranno indispensabili, alla storia, per sviluppare e veicolare il pensiero delle regine.

Lo spettacolo si apre con la decapitazione, ordinata da Elisabetta, di Maria Stuarda.

 

 

16 -17 APRILE

NAUFRAGI

Testo e Regia di Alice Lutrario

Con Daniele Felicioni, Vanessa Korn, Dario Sansalone

Scene e Ombre Lucia Menegazzo

 

Un Uomo, una Donna e un Figlio vivono ai confini del mondo. L’Uomo e la Donna sono chiamati a rendere conto al Figlio delle ragioni della sua nascita e di una morte che, seppure lontana, resta scritta nell’esistenza di ognuno.

Il mondo chiama come un lontano e inquietante presagio un giovane essere umano che cresce. L’abbandono è alle porte ed il Figlio dovrà adattarsi alle esigenze spietate di una società che chiede di sopravvivere senza fare domande.

Una riflessione in tre quadri sul tema della nascita, dell’identità, dell’amore e dell’abbandono in una società che appare sempre più spietata e respingente verso i bisogni esistenziali dell’individuo .

 

 

29 APRILE

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte

 

 

6-7-8 e 13-14-15 MAGGIO

NUOVA PRODUZIONE LINGUAGGICREATIVI

Regia di Paolo Trotti

Cast in via di definizione

 

 

27 MAGGIO

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte

 

 

 

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Stagione teatrale 2014/15

EPPUR SI MUOVE!

11 OTTOBRE

ore 18.00: conferenza stampa, a seguire festa di inaugurazione con aperitivo, presentazione della stagione e spettacolo:

COME UN FRIGO OVVERO VUOTO, Con Walter Leonardi e Flavio Pirini

 

17-18-19/24-25-26 ottobre

IL GIOCO DI EFFE (Social game over)

Di Paolo Trotti

Regia di Elena Parretti e Amedeo Romeo

Con Simona Migliori

Produzione Teatro Linguaggicreativi

DEBUTTO NAZIONALE

 

Effe non ha un nome. È stata sradicata dal proprio ambiente, ha una madre distratta, una sorella incapace di capire se stessa e le persone che la circondano, un padre lontano. Effe ha sedici anni e ha smarrito tutti i suoi punti di riferimento. È attratta dal bianco e si perde nello spazio indefinito del mondo dei social network. Effe diventa Whitesnow98 e inizia la sua discesa verso il basso. In un ambiente sonoro che evoca le atmosfere dei rave, un’attrice sola dà voce a tutti i personaggi e all’urlo disperato di Effe. Il gioco di Effe è uno spettacolo sui nostri figli, ed è uno spettacolo su noi adulti, che ci siamo persi prima di loro.

 

Venerdì 31 ottobre

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte e Teatro Linguaggicreativi

 

Sabato 15 novembre:

PASOLINI, MON AMOUR. Reading e musica. in collaborazione con Comune di Milano e Consiglio di zona 6, nell’ambito di BOOKCITY. Ingresso gratuito con prenotazione.

A cura di Teatro Linguaggicreativi.

 

Domenica 16 novembre

 RICCHI DI COSA, POVERI DI COSA. Burkina Faso, Senegal, Italia.

Reportage teatrale tra giornalismo, fotografia e musica

testo e voce Livia Grossi

foto e video Emiliano Boga

musica Jali Omar Suso

scrittura scenica Emanuela Villagrossi

 

Un viaggio tra Italia, Burkina Faso e Senegal per parlare di teatro ed emigrazione, in tempo di crisi, tra video, interviste e musica.  Al centro del lavoro la riflessione per un Occidente alla deriva, la necessità di una nuova ridefinizione delle parole “ricchezza” e “povertà”, ma anche l’urgenza di ritrovare un senso all’incontro spettatore-attore.

Il Burkina Faso è il sesto paese più povero al mondo e ci sono più di 200 compagnie teatrali che si mantengono facendo teatro, in scena, temi d’informazione e prevenzione sociale, dall’aids alle spose bambine. Il reading è preceduto da un prologo dedicato a Thomas Sankara, “il Che Guevara africano”.

 

Venerdì 28 novembre

 RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte e Teatro Linguaggicreativi

 

 

29-30 NOVEMBRE

CHI NON LAVORA, NON.

Di Amedeo Romeo e Paolo Trotti

Regia di Paolo Trotti

Con Amedeo Romeo

Produzione Teatro Linguaggicreativi

 

Giovanni ha trent’anni, ha comprato a rate una meravigliosa vasca da bagno per Ciuffetto, l’amatissima moglie. Ogni mese, per un anno, dovrà pagare un decimo del suo stipendio per estinguere le rate. Un giorno, Giovanni perde il lavoro; perde la casa; perde ogni punto di riferimento. Gli rimangono un debito, una vasca da bagno, poche speranze.

 

 

16-17-18 gennaio 2015

LUREX

A GRANDE RICHIESTA DOPO IL SUCCESSO DELLA SCORSA STAGIONE

Di Simona Migliori

Con Patrizio Luigi Belloli e Simona Migliori

Regia di Amedeo Romeo

Produzione Teatro Linguaggicreativi

 

Alex e Cristina lavorano in un call center. Da anni rispondono al telefono ai tanti consumatori che ogni giorno chiamano il Servizio Consumatori Acqua Freschissima. Tra una telefonata e l’altra si raccontano di cene con gli amici, nottate in discoteca, incontri fugaci, ma la realtà è un’altra: le loro serate trascorrono in solitudine davanti alla televisione catturati dalle repliche di Dynasty, il serial che negli anni ‘80 ha tenuto incollati allo schermo milioni di telespettatori grazie alla sua formula vincente: intrighi, sesso, potere, capelli cotonati e vestiti in lurex. Tradimento, sotterfugi e inganni dallo schermo si insinuano della vita dei due protagonisti, svelano la vera natura della loro amicizia fino ad un epilogo tragico degno dei migliori serial televisivi.

 

Venerdì 23 gennaio

GIORGIO PERLASCA. L’UOMO DEL SILENZIO. UN UOMO GIUSTO.

Racconti e letture PER NON DIMENTICARE  a cura di Antonio Rosti e con Stefania Casiraghi, Michele Agrifoglio, Bruno Pacini.

 

Questa è la straordinaria vicenda di un meraviglioso “impostore” che non esita a mettere in gioco la propria vita e che, nella Budapest occupata dai tedeschi nel 1944, spacciandosi per il console spagnolo, riesce a mettere sotto la propria protezione e a salvare dalla deportazione e dallo sterminio migliaia di ebrei. Una storia che appartiene al passato, ma che oggi più che mai, ci restituisce la speranza che non è impossibile un mondo migliore.

 

Sabato 24 gennaio

NELLA PROSSIMA VITA – STAND UP CONCERT

con Federico Sirianni (voce, chitarra, armonica), Raffaele Rebaudengo (viola e violino)

e Vito Miccolis (percussioni)

 

Federico Sirianni, pluripremiato cantautore genovese, porta in scena un recital che sta a metà fra la stand-up comedy e il concerto, i racconti e gli aneddoti vengono punteggiati dalle canzoni originali suonate sul palco da due eccellenti musicisti, Raffaele Rebaudengo (violinista degli GnuQuartet) e Vito Miccolis (storico percussionista torinese).

I testi originali vedono la collaborazione dell’autore e comico genovese Alessandro Bergallo, mentre numerose sono le citazioni di alcuni scrittori, autori e comedians molto amati da Sirianni (Bill Hicks su tutti).

 

 

Venerdì 30 gennaio

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte e Teatro Linguaggicreativi

 

31 GENNAIO E 1 FEBBRAIO

LE SERVE DI JEAN GENET

regia e scena Emanuela Rolla

con Emanuela Rolla, Susanna Gozzetti, Gabriella Fossati

luci e fonica Federica Barcellona

 

 

Due cameriere, due sorelle amano e odiano insieme la propria padrona. Hanno denunciato l’amante di questa con delle lettere anonime, ma venendo a sapere che sarà rilasciato in mancanza di prove e che il loro tradimento sarà scoperto, tentano, una volta di più, di assassinare “Madame”, fallendo miseramente. Quello che viene recitato ogni sera dalle due serve è l’assassinio della Signora; assassinio sempre interrotto, cerimonia mai conclusa, mai portata a termine. L’odio verso la padrona non è più il solo pretesto del loro malessere. Esaltate, visionarie, paranoiche, le serve sono incastrate in un mondo dove, vittime di loro stesse, si contorcono, si combattono; un mondo dove l’unica via d’ uscita è la morte.

 

 

6-7-8 e 13-14-15 febbraio

MADAME CYCLETTE

da un’idea di Patrizio Belloli

Con Matteo Barbè, Elena Cleonice Fecit, Paui Galli e Andrea Tibaldi

Creazione drammaturgica collettiva

Regia di Patrizio Belloli

DEBUTTO NAZIONALE

 

Madame Cyclette è una panoramica su una guerra vana e sublime: quella contro il tempo e le sue tracce impietose. Su quando è la pelle a decidere chi siamo e quanto tempo ci rimane per esserlo. In una forma brillante, anarchica, visionaria, fatta di sorprendenti salti logici e connessioni misteriose, dodici diversi quadri, tutti legati dal tema del nostro apparire pubblico, si ricompattano in un insieme armonioso, bieco e candido insieme, sotto l’ossessione dei nostri visi, delle nostre rughe e delle nostre creme.

“Madame Cyclette” è uno spettacolo nero e sfavillante, sull’orlo di una crisi di nervi.

Perché il senso del tempo ci sfugge ma il segno del tempo rimane.

 

 

Venerdì 27 febbraio

RASSEGNA VEDO, SENTO, PARLO…GUSTO!

A cura di Vanghè Ambulatorio d’Arte e Teatro Linguaggicreativi

 

28 febbraio e 1 marzo

NELLA GIOIA

Di Amedeo Romeo e Sabina Villa

Con Sabina Villa

con frammenti da “L’ARTE DELLA GIOIA” di Goliarda Sapienza

 

“Io mutevole muto. E in questo sono Nella Gioia” dice la protagonista dello spettacolo, Nella, una donna che attraversa il tempo, mutando nella forma ma preservando la propria relazione libera e scomoda con il mondo che cambia.

Nella Gioia è il viaggio di una donna nella Storia, nella guerra, nell’amore, nei conflitti sociali. E’ la costruzione di un’educazione sentimentale, erotica, politica ed umana. E’ ricordo, racconto e visione di un passo ulteriore.

Uno spettacolo per un solo corpo e molte voci, sulle tracce di una vita di donna che persegue – trovandola? – la libertà del corpo e della mente.

 

 

 

6 e 7 marzo

BARBIE E’ MORTA

Di e con Serena Facchini ed Elena Parretti

Voce fuori campo: Stefania Patruno

Produzione LibraLab

 

Due donne alle prese con un gioco: un complotto per una nuova rivoluzione femminile mondiale. Un gioco ironico, vivace e sconclusionato, intervallato da scampoli di disarmante realtà. Ma cosa ci è rimasto davvero, oggi, della ribellione femminile delle generazioni precedenti?

 

13/14/15 MARZO

PIOMBO

uno studio sugli anni Settanta

drammaturgia di Maledirezioni
mise-en-éspace di Carlotta Origoni (La Boje​)
con Martina De Santis​ e Sara Urban​

DEBUTTO NAZIONALE

 

Nel 1974 Pier Paolo Pasolini scriveva che “la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile”.
Ma anche Pasolini, talvolta, si sbagliava.

La compagnia Maledirezioni in “Piombo. Uno studio sugli anni Settanta” si interroga sulla possibilità di comprendere e raccontare i cosiddetti anni di piombo in Italia.

Lo sguardo è quello di chi è nato all’inizio del decennio successivo e che dunque non ha visto né vissuto quella storia, ma si è soltanto scontrato con la sua eredità e la sua memoria: una memoria complessa, non lineare, spesso negata. Una memoria che Maledirezioni tenta, sul palcoscenico, di ridisegnare servendosi di verità e finzione. E di cui accoglie e dichiara tutte le contraddizioni e le domande.

La drammaturgia originale si compone mediante il ricorso a fonti storiche e alle narrazioni su quegli anni; il gioco scenico si confronta con il verosimile della rappresentazione. Niente è vero, ma tutto è plausibile. E così le attrici ripercorrono le vicende di Anna e Lea, personaggi fittizi, due sorelle, diversamente protagoniste e spettatrici della Storia. L’una che sceglie la lotta armata e l’altra che la rifiuta, entro un arco di tempo che dal 1968 della contestazione arriva sino agli inizi degli anni ‘80, gli anni che hanno dato alla luce la nostra generazione.

“Piombo” vuole riflettere sui compromessi personali che la Storia talvolta richiede e sugli ambigui fatti che hanno contribuito a creare la società del nostro presente e a comporre la nostra memoria collettiva.

Uno spettacolo imperfetto, dichiaratamente incompiuto e irrimediabilmente fallimentare.
Come è lo è per noi, oggi, la comprensione totale, profonda e complessa degli anni di piombo.
“Fallire ancora, fallire meglio”, diceva Samuel Beckett, e noi ci crediamo.

 

 

 

20/21/22 MARZO

IL COMPLESSO DI TELEMACO

Di Mauro Lamantia e Filippo Renda

Con Mauro Lamantia e Simone Tangolo

regia di Filippo Renda

produzione Idiot Savant

DEBUTTO NAZIONALE

 

E’ la storia di una generazione cresciuta senza padri, quei padri, biologici e non, che hanno deciso di rimanere giovani, troppo giovani. Nella Itaca raccontata dagli Idiot Savant tutto ciò che ha costruito Ulisse ha smesso di funzionare in sua assenza. Penelope è bloccata a letto, l’unica cosa che riesce a fare è filare e costringe anche il figlio, Telemaco, a restare immobile, in attesa del ritorno del pater. Adesso Telemaco pretende il ritorno paterno; come uniche prove per il suo riconoscimento possiede un improbabile ritratto, una musicassetta di canti folkloristici ellenici e una pistola.

 

 

27/28/29 MARZO

RUMORI (Inutili conversazioni su rimbalzi di mosche)

Di Antonello Antinolfi

Regia e scene di Francesco Leschiera

Con Alessandro Macchi e Francesco Leschiera

Assistente alla regia: Sonia Burgarello

Luci di Luca Lombardi

Produzione Teatro del Simposio

DEBUTTO NAZIONALE

 

In un atmosfera irreale e sospesa due personaggi sono in attesa di essere convocati.
Siamo in un ospedale? in un manicomio? in una generica sala d’aspetto? 
I pochi elementi scenici ci fanno intuire il senso di irrealtà e di isolamento.
I rumori di fondo provenienti da un televisore perennemente acceso avvolge i protagonisti, rappresentando l’unico varco verso il mondo esterno: un mondo così impassibile e al contempo così violento nella sua impassibilità che li ha spinti verso conseguenze estreme, verso atroci delitti contro sé stessi o contro gli altri. 
In tale contesto i due personaggi si ritrovano faccia a faccia a costringere l’altro a dover ricordare tali atroci gesti e a mettere continuamente in discussione le motivazioni e le cause che hanno generato tale violenza.
All’inizio è un gioco. Un gioco dettato dal caso, come una moneta che lanciata per aria continua a cadere nello stesso verso. Poi il gioco diventa sempre meno casuale e i due personaggi si trovano a fronteggiare le accuse vicendevoli, in bilico tra il desiderio di fuggire e la consapevolezza del ricordo che si fa strada, fino alla ricerca della redenzione e del perdono, riconoscendosi al contempo vittime e colpevoli, in un mondo dove l’indistinguibile brusio diventa silenzio.

10/11/12 APRILE

MARTA E MARIA (LA SOLITA TRUFFA)

Di Renato Gabrielli

regia di Massimiliano Speziani

con Francesca Perilli e Laura Gamucci

DEBUTTO NAZIONALE

 

“Raccontami una storia. Non importa quale. Non importa se è una balla. Farò quel che vuoi. Il mio sangue ha bisogno di una storia. Ora mi siedo, chiudo gli occhi ed arriva la storia.”

Due sorelle sono davanti a una sedia a rotelle per invalido, vuota. La sedia, ci dicono, apparteneva a loro padre. Di lui “resta ciò che non è bruciato: qualche vestito, scarpe, occhiali, brandelli di fogli di quaderno, una bottiglia mezza vuota”. Interpretando a turno con appassionata ironia il padre assente, un visionario truffatore, e fornendo due contrapposte versioni del “giallo” della sua scomparsa, le due sorelle perpetuano un quotidiano rito familiare che consente loro di sopravvivere e al tempo stesso le imprigiona.

Lo spettacolo parte come un’indagine sulla figura paterna e diventa man mano un atto di svelamento delle due figure femminili, del loro approccio, del loro atteggiamento nei confronti della vita, della fede e dell’autorità.

Due approcci, due forze opposte destinate a non incontrarsi, a non integrarsi e a non trovare pace; condannate a restare insieme continuano a dar vita, su una scena dalle coordinate spaziali e temporali indefinite, a un dramma della ripetizione che sembra nascondere qualcosa di terribile e allo stesso tempo di tragicomico.

 

17/18/19 APRILE

IN CARNE E WIRELESS

 

Drammaturgia di Francesco Camattini e Federica Bognetti

Con Federica Bognetti

Piano: Alessandro Sgobbio

Musiche e canzoni: Francesco Camattini e Alessandro Sgobbio

Scrittura scenica e drammaturgia: Federica Bognetti

Supervisione al movimento: Lara Guidetti

Luci: Claudine Castay

Produzione: Francesco Camattini – Compagnia VerandaRabbit

 

Tagliente e ironico spettacolo sul precariato dei nostri giorni. I protagonisti si muovono nel mondo del lavoro: chi offrendone un surrogato improbabile, chi prestando il proprio corpo per assurdi esperimenti tenta di vendere l’impossibile, chi cercando nella rete la risposta ad ogni problema si scontra con una nuova burocrazia, quella informatica. La precarietà del vivere moderno si camuffa dietro a figure rigide e traballanti destinate a crollare.

 

8/9 MAGGIO

AUT, UN VIAGGIO CON PEPPINO IMPASTATO

Drammaturgia di Paolo Trotti, Simona Migliori e Giuseppe Adduci

Regia di Paolo Trotti

Con Stefano Annoni

Consulenza per Teatro d’Ombra Barbara Bedrina

Produzione: ArteVOX e Linguaggicreativi

 

“…Fatela davvero anche voi una radio, come ho fatto io. Assordiamo i potenti, la rivoluzione si fa anche a canzoni, spariamole a tutto volume, incrociamole. “Questa chitarra ammazza i fascisti” c’era scritto sulla chitarra di Woody Gutrie. Ecco, questa radio, queste radio, le radio di Terrasini, di Palermo, del mondo ammazzano i mafiosi se suonano la stessa musica.”

Aut è un viaggio, un viaggio di un treno fantasma, un treno che corre su quelle rotaie che saranno la tomba di Peppino. Lui è seduto su quel treno e dal finestrino vede passare la sua vita. Vita che non si ferma neanche con la sua morte. Vita che non poteva mai essere vita privata, ma era lotta e politica. Il treno e la radio diventano teatro per raccontare la sua storia. Peppino si racconta. E lo fa in modo schizofrenico, saltando da un’immagine, da un ricordo, da una trasmissione all’altra. Com’erano i suoi sogni, schizofrenici. Le sue trasmissioni. La sua voglia di trasgredire. Arrivando fino al sogno… Lo spettacolo è lui, solo come negli ultimi giorni di vita, “eroe o vittima è il protagonista della sua propria esistenza”.

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