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14/12/2005 13:23 - MARY GAUTHIER Filth & fire
A quindici anni scappa da casa ...
MARY GAUTHIER Filth & fire A quindici anni scappa da casa e dalla Louisiana con l'auto dei genitori, a sedici anni finisce in ospedale per disintossicarsi, a diciassette è in carcere a Kansas City. Poi, per Mary Gauthier, le cose migliorano: un corso di cucina, l'apertura di un ristorante a Boston, il Dixie Kitchen e, nel 1997, il primo disco, intitolato proprio come il ristorante. Stampa e cultorí di "alternative country" si accorgono di lei due anni dopo, quando viene pubblicato Drag queens in limousines, raccolta di canzoni che descrivono un'umanità emarginata e sofferente con lo stesso stile acre e partecipe del miglior John Prine. La maturità arriva con il recente Filth & fire, efficace nei suoni e più cupo e dolente dei precedenti: Nelle sue canzoni parla sempre di persone conosciute realmente. Spesso si è trattato d'incontri fugaci e a volte si chiede cosa sia accaduto, nel frattempo, a questo o a quella. Sa cosa significa essere una persona "difficile" perché lo é stata, ma non ha rimpianti né sensi di colpa. Non sarebbe quel che é senza il percorso che l'ha condotta sino a qui. La compassione e l'arte nascono dalla sofferenza. Le é capitato di visitare la casa di Vincent Vari Gogh. Era poco pìù di un buco e ha immaginato tutto il tormento di quell'uomo. La sofferenza non va nascosta, va espressa, anche se non è semplice mettersi a nudo di fronte a se stessi. E' vero che ha detto che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, ma non vive la cosa come una spada di Damocle. E' semplicemente utile tenerlo a mente. Inevitabile, da un'artista così attenta al lato oscuro del mito americano, attendersi un punto di vista non allineato sulle conseguenze "emotive" dell'11 settembre 2001: Da qualche tempo conclude i suoi concerti con This land is your land di Woody Guthrie perché è una canzone che non è stata scritta pensando solo agli Stati Uniti. La "terra" di cui parla è il mondo intero, il mondo di chi non possiede nulla. É una canzone straordinaria che la gente capisce anche senza sapere una parola d'inglese. Dopo l'11 settembre molti si sono resi conto di quanto siano importanti i legami di amicizia. Ma l'effetto non è stato duraturo. Ad esempio non pare cì sia più solidarietà nei confronti di poveri o disadattati: al massimo li si compatisce a distanza. Ascoltare la storia di due disperati che urlano "buon natale" (Christmas in paradise) alle auto che passano loro accanto di sicuro suscita buoni sentimenti. Ma cosa succederebbe se quel due si avvicinassero alla nostra auto.
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14/12/2005 13:23 - MARY GAUTHIER Filth & fire
A quindici anni scappa da casa ...
MARY GAUTHIER Filth & fire A quindici anni scappa da casa e dalla Louisiana con l'auto dei genitori, a sedici anni finisce in ospedale per disintossicarsi, a diciassette è in carcere a Kansas City. Poi, per Mary Gauthier, le cose migliorano: un corso di cucina, l'apertura di un ristorante a Boston, il Dixie Kitchen e, nel 1997, il primo disco, intitolato proprio come il ristorante. Stampa e cultorí di "alternative country" si accorgono di lei due anni dopo, quando viene pubblicato Drag queens in limousines, raccolta di canzoni che descrivono un'umanità emarginata e sofferente con lo stesso stile acre e partecipe del miglior John Prine. La maturità arriva con il recente Filth & fire, efficace nei suoni e più cupo e dolente dei precedenti: Nelle sue canzoni parla sempre di persone conosciute realmente. Spesso si è trattato d'incontri fugaci e a volte si chiede cosa sia accaduto, nel frattempo, a questo o a quella. Sa cosa significa essere una persona "difficile" perché lo é stata, ma non ha rimpianti né sensi di colpa. Non sarebbe quel che é senza il percorso che l'ha condotta sino a qui. La compassione e l'arte nascono dalla sofferenza. Le é capitato di visitare la casa di Vincent Vari Gogh. Era poco pìù di un buco e ha immaginato tutto il tormento di quell'uomo. La sofferenza non va nascosta, va espressa, anche se non è semplice mettersi a nudo di fronte a se stessi. E' vero che ha detto che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo, ma non vive la cosa come una spada di Damocle. E' semplicemente utile tenerlo a mente. Inevitabile, da un'artista così attenta al lato oscuro del mito americano, attendersi un punto di vista non allineato sulle conseguenze "emotive" dell'11 settembre 2001: Da qualche tempo conclude i suoi concerti con This land is your land di Woody Guthrie perché è una canzone che non è stata scritta pensando solo agli Stati Uniti. La "terra" di cui parla è il mondo intero, il mondo di chi non possiede nulla. É una canzone straordinaria che la gente capisce anche senza sapere una parola d'inglese. Dopo l'11 settembre molti si sono resi conto di quanto siano importanti i legami di amicizia. Ma l'effetto non è stato duraturo. Ad esempio non pare cì sia più solidarietà nei confronti di poveri o disadattati: al massimo li si compatisce a distanza. Ascoltare la storia di due disperati che urlano "buon natale" (Christmas in paradise) alle auto che passano loro accanto di sicuro suscita buoni sentimenti. Ma cosa succederebbe se quel due si avvicinassero alla nostra auto.
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14/12/2005 13:23 - MARY GAUTHIER Drag Queens in Limousines
A quindici anni Mary Gauthier ...
MARY GAUTHIER Drag Queens in Limousines A quindici anni Mary Gauthier scappa di casa dopo aver rubato l'auto dei propri genitori, a sedici è in una comunità di recupero per tossicodipendenti, il giorno del suo diciottesimo compleanno invece canta "Amazing Grace" nella cella di una prigione di Kansas City. Oggi, che di anni ne ha qualcuno in più, Mary Gauthier è uno dei nomi più considerati di quella scuola country al femminile della quale hanno fatto parte Emmylou Harris e Lucinda Williams. Ma, a differenza delle grandi artiste appena citate, nelle canzoni di "Drag Queens in Limousines" è possibile percepire un dolore "autentico", che nasce da un'autobiografia tormentata, più volte precariamente in bilico su precipizi senza ritorno. Quelle che racconta la Gauthier, infatti, sono le storie degli "ultimi", dei diseredati, di coloro che dalla vita hanno ricevuto solo odio ma che, forse, hanno in loro molta più nobiltà delle cosiddette persone "normali". Karla Faye Tucker, ad esempio, condannata a morte nel '98 e protagonista del brano omonimo, ma anche tutti i "dimenticati" senza nome e senza volto che popolano la provincia americana, come la spogliarellista di "Evangeline", il padre di famiglia manesco ed alcolista di "I Drink", il macchinista di "Jackie's Train". Storie "minime", dunque, ma contraddistinte da una grande forza interiore che si fa poesia tra quieti paesaggi country e delicate peninellate di folk acustico. Con la voce bella ed evocativa di Mary al di sopra di tutto.
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14/12/2005 13:23 - MARY GAUTHIER Drag Queens in Limousines
Mary Gauthier arriva dalla Lousiana, ...
MARY GAUTHIER Drag Queens in Limousines Mary Gauthier arriva dalla Lousiana, fa la musicista per vocazione e la ristoratrice per lavoro, ha 38 anni e vive a Boston e vive a Boston e, se proprio volete trovare una che gli assomiglia, la si può paragonare a Lucinda Williams. C’è una canzone in questo disco, I Drink, che racconta la vita di Mary: First swim, birds fly, Daddies yell, Mamas Cry, Old Men Sit and Think, I drink. Cioè la disperazione e la solitudine, la mediocrità e la marginalità della vita dei piccoli borghi di provincia del Sud, dove ci sono solo bar, magari una sala da ballo, una via in centro al paese e niente altro. Ha lasciato casa a 15 anni (Thibodax, Luisiana) rubando la macchina di papà, è finita in cella a Kansas City a 18 anni, poi ha peregrinato per gli Usa prima di finire a Boston, dove ha aperto il suo ristorante, Dixie Kitchen a Back Bay, che poi ha lasciato per diventare musicista. Ma Mary è una cantautrice coi controcoglioni e questo suo album, il secondo, è degno di grande attenzione. Ha esordito alla fine del ’97 con Dixie Kitchen ed ha cominciato velocemente a farsi un mone e solo due anni dopo, ha edito,sempre in via privata, questo lavoro che ora ha trovato persino una distribuzione europea. Mary incarna la tipologia del Sud, è lenta nella dicotomia, pigra nel cantare e la sua musica ha il sapore dei luoghi da cui proviene ma, rispetto alla Williams, ha anche un tocco cajun. Infatti la sua musica mischia Hank Williams con i Balfa Brothers, John Prine con Merle Haggard, Johnny Cash con Nathan Abshire, non dimentica le sue origini e ci mette una solida dose di humor e di sarcasmo e, non ultimo, una notevole maestria nello scrivere le canzoni. Infatti quello che sorprende maggiormente nel disco di Mary è la maturità delle composizioni, l’asciuttezza degli arrangiamenti e l’inventiva nelle soluzioni melodiche. In poche parole Drag Queens in Limousines è un grande disco, uno di quelli che lasciano a bocca aperta e che si ascoltano e si riascoltano all’infinito. A prescindere dal fatto che si tratta di un disco autogestito, quindi autoprodotto, l’album ha una fattura decisamente professionale ed un suono nitido, brilla come un diamante per il suo contenuto ad alto livello, ed è stato decisamente convincente perché ha portato l’autrice ad essere invitata nei maggiori festival statunitensi: Kerrville, Newport, Strawberry, solo per citarne alcuni. Mary sta già da tempo lavorando al suo terzo disco, ma intanto gustiamoci Drag Queens e vediamo di approfondire il contenuto. L’album mischia in modo sapiente folk contemporaneo e sapori country, speziandoli con elementi di blues e cajun: le liriche, nella più classica tradizione della scrittura americana di con, parlano di losers, giocatori, avventurieri, loschi individui, delusi, emarginati, amanti senza futuro. Potrebbe scrivere romanzi, spesso le sue liriche sono cariche di immagini che la musica riesce poi a focalizzare alla perfezione, ma Mary ha scelto definitivamente di girare gli Usa con la sua chitarra e la sua voce roca e intensa e di fare sentire alla gente le sue ballate, la sua graffiante ironia (il paragone con John Prine, a livello testuale, calza a pennello), la sua musica fresca e reattiva. Aiutano la Gauthier nella sua seconda avventura discografica musicisti dell’area di Boston, alcuni nostre vecchie conoscenze, come John Lincoln Wright, Matt Leavenworth, Jimmy Ryan (Blood Oranges), Catie Curtis, Caroline Aiken, Richard Bowden. Sono del Sud ama raccontare la Gauthier “e questo è il modo in cui ho imparato ad ascoltare la musica : sono cresciuta con le stazioni AM e si ascoltava solo country –Hank Williams Sr, Johnny Casyh, Merle Haggard, Patsy Cline, Johnny Horton- ma i miei familiari rinnegavano questa musica, pensavano che questa gente avesse bisogno di essere educata. Loro ascoltavano cose più classiche, Neil Diamone, musica da film, show tunes degli spettacoli di Broadway e li mandavo fuori di testa quando accendevo la radio ed ascoltavo musica. Mi è sempre piaciuto anche il country fuori dalle regole, quello di John Prine per intenderci, anche se non veniva suonato per radio. Dal country alternativo ho preso le regole di vita che in seguito ho fatto mie. Ho capito che avrei incontrato gente che avrebbe gradito quello che facevo o che non lo avrebbe ed ho deciso di presentarmi ogni sera dicendo questa frase : Queste sono le mie canzoni, se non vi piacciono andatevene”. Tosta la nostra cantautrice! - Drag Queens in Limousines inizia con il passo di un valzer pigro del Sud : grandi liriche, elettrica e cadenzata, cantata da una voce forte e presente, la ballata è il miglior biglietto da visita. Una voce e la sua chitarra e l’atmosfera è subito catturata, poi entra la band, ed il suono si fa pieno e carico di rumori. Our Lady of the Shooting Stars è una composizione raffinata dal tessuto elettroacustico e dalla vena triste, interiore e notturna. Karla Faye è una country ballad che ha il ritmo di un valzer e che racconta una storia amara e volutamente marginale : ma Mary ha il tocco magico , sa dosare le note, parola dopo parola, e lascia andare la sua voce su un motivo dal ritmo pigro. Di I Drink abbiamo già descritto parzialmente il testo: canzone splendida, lenta, magica e coinvolgente. Anche Evangeline contribuisce a mantenere alto il livello : composizione dalla struttura semplice, ha uno sviluppo intrigante ed un ritornello decisamente memorizzabile. Si tratta di una perfetta country song che anche un grande come Hank non avrebbe certo disdegnato di interpretare : l’entrata dell’organo, prima, e del resto del gruppo, poi, sono di grande impatto. In Lucky Stars gli stumenti sono dosati in modo leggero e lasciano emergere la melodia con raffinata leggerezza. Il disco si avvia alla fine, ma le sorprese non sono finite : malinconica e con il sapore delle cose di un tempo Different Kinds of Gone, leggera come una piuma Slip of the Tongue, rurale e ruspante Lifetime, in cui ci sono accenni cajun, per arrivare al gran finale di Jackie’s Train, ritmata ed accessibile, spolverata di country e meno amara di quelle che la hanno preceduta. Il suo treno si avvia nelle paludi della Lousiana e fa rotta verso il Nord.
















































































