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Musicals

LYPSINKA

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LYPSINKA Trans Music Story
E° sul finire degli anni ‘40 ed in pieni ‘50 che l’America Opulenta e Ricca mostrava se stessa attraverso la Musica, il Cinema ed i Musicals, servendosi di personaggi simbolo (siano essi ballerini, cantanti, attori che autocompiacendosi esprimevano il messaggio di questo paese potente sia Economicamente che Intellettualmente.Questi artisti fotocopie igieniche e sorridenti, quasi Pin Up dello status sociale del proprio paese, ci mostravano un mondo bello, pulito, ma allo stesso tempo eccitante e trasgressivo.Soprattutto nei consumi (già di massa, anche se ancora in parte eccentrici ed individuali). Consumi che significavano già “modi di essere” persone ed individui. La trasgressione (anche sessuale),piccolo scarto di esistenza nella banale successione del quotidiano, poteva finalmente rappresentarsi e far identificare su di se un’intera Nazione, solo se trattata in maniera canzonatoria e divertente, nei film ,nei musicals e nei suoni di quegli anni. Si sà, la finzione è lo specchio della realtà, per cui si può pensare azzardando un collegamento,che i bisogni della popolazione di un’enorme paese occidentale e capitalista arrivati ad un certo punto,
possono (forse devono) essere anche trasgressivi e quindi abbattere anche l’ultimo Tabù (il più grande); quello Sessuale. In America tutto il mondo dello spettacolo è sempre stato debitore (soprattutto agli inizi) del Teatro Burlesque, del Vaudeville e della Pochade.Generi che affondavano a piene mani nel travestimento degli uomini in donne.“Charley's Aunt” è stato un copione di successo sin dal 1925 in America prima e poi in tutto il Mondo in Italia “La Zia di Carlo” fornì un’enorme trampolino di lancio per la luminosa trionfale carriera di Gino Bramieri.Tutti i comici delle torte in faccia che noi conosciamo si sono cimentati con Gonne e Crinoline nel nome della farsa spesso musicale . Da Buster Keaton a Charlie Chaplin. da Harold Lloyd a Laurel & Hardy, da Langdon a Ben Turrpin. Il tema veniva trattato con molta innocenza, che però la maliziosità dei ruggenti Anni ‘20 (e gli interventi censori del codice Hays) ha contribuito a spostare di significato con delle commedie o drammi in costume che adombravano in sottopelle letture ben più pruriginose. Questi ameni di travestimento sono stati molto più visibili nel Cinema che nella Musica.Basti pensare ad una Katharine Hepburn in “Il Diavolo è Femmina”(1936), ad una Asta Nielsen in “Hamlet”(1920), ad una Louise Brooks in “Beggars of Life” (1928).Per non parlare del fascino algido e fiammeggiante di star come Greta Garbo o Marlene Dietrich, che respiravano atmosfere molto più perverse, sia pure nell’assoluta castità dei copioni.Soprattutto nei film di Marlene Dietrich la musica oltre a fare da azione propulsiva una sorta di all’azione filmica (una sorta di meta-linguaggio cinematografico) interrompeva spesso eccitandolo, il testo filmico. La storia del travestimento prosegue con “Ero uno Sposo di Guerra” del ‘49 con un Gary Grant che si traveste per emigrare negli USA, o Tony Curtis e Jack Lemmon, jazziste femmine per evitare la vendetta dei gangster in “A qualcuno piace Caldo”; dove i riferimenti alla sessualità libera sono sempre meno nascosti e si limano sempre di più i confini tra la morale benpensante e quella di chi sa di essere diverso.
Con gli anni ‘60/70 si rompono le acque: nasce la multiformità; Travestirsi o essere Gay non è più una situazione clandestina e riprovevole.Basti citare “Psyco”dove un Norman Bates deviato e disturbato rivestiva i panni della madre.Qui l’eterno femminile umano già si liberava dell’Iper Mascolinità Americana. Fondamentale risulta così essere il regista Ed Wood Jr che poteva girare “Glen or Glenda”, dramma scientifico sul Travestitismo, così come John Waters poteva tranquillamente fare di un travestito Divine, il protagonista assoluto dei suoi sconvenienti filmacci. A livello musicale, negli Anni ‘70 in America sull’onda di quel grandissimo film musicale che è stato “The Rocky Horror Picture Show” che fornì un’enorme trampolino di lancio per la luminosa trionfale carriera di Tim Curry, si esaltava il travestismo con tutto il filone musicale poi definito Glam Rock, che ha come capostipiti i New York Dolls di David Johannson, i primissimi Kiss, lo stesso David Bowie. Il favoloso Lypsinka nasce John Epperson in una piccolissima città del Mississippi, dove studia pianoforte in particolare musica classica. Si appassiona sin da piccolo ai film di serie B sui travestiti e ama follemente i Melò di Douglas Sirk (suo film preferito è“Imitation of Life” con Lana Turner). Compositore prolifico si è spesso ispirato per i suoi spettacoli (che mette in scena da se) a Judy Garland o Liza Minnelli. Le sue musiche preferite sono “Ethel Merman Live in Las Vegas” perchè pone dei quesiti che ogni performer si pone e “7 Got Rhytm”. Incredibile artista multiforme rappresentante l’odierna genialità gay.

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