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TEATRO ALFIERI MONTEMARCIANO
VIA UMBERTO I
Montemarciano (Ancona)

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CON LA MACINA NEL SEGNO DELLA PIÙ SFRENATA ED IRREFRENABILE ALLEGRIA, TORNA LA DICIASSETTESIMA EDIZIONE DE IL “NOSTRO” SANREMO 2016, AL TEATRO “ALFIERI” DI MONTEMARCIANO DOMENICA 10 APRILE

 
“Risum teneatis, amici?”
 (Riuscirete a trattenere il riso, amici?).
Orazio, Ars poetica 

 “Terribile ed awful è la potenza del riso.
Chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri,
 come chi ha il coraggio di morire”.
Giacomo Leopardi “Zibaldone”,  23 Settembre 1828

“Ma quando i tempi sono tristissimi
è proprio allora che si deve ridere...”
Umberto Eco, L’espresso, n. 53, anno LVIII, 3 gennaio 2013


2016
Logo della Manifestazione
(Marco Gigli, 2013).



  Ritorna immancabile, implacabile ed inesorabile come le stagioni, domenica 10 Aprile, alle ore 16,00, al Teatro “Alfieri” di Montenarciano, Il “nostro” Sanremo, la più incredibile, originale, strana, divertentissima manifestazione canora, giunta quest’anno alla sua diciassettesima edizione. Ma cosa succederà veramente a Montemarciano? Avrete sicuramente intuito, che questa simpatica ed irriverente performance, che tra l’altro porta un significativo ed emblematico sottotitolo: “Festa-gioco per una coraggiosa e spericolata banda di amici sull’orlo di una irrefrenabile crisi di… allegria!!!” , non è altro che una riuscitissima ed azzeccatissima parodia del famigerato Festival della canzone italiana di Sanremo, con più un grande senso dell’humor, un pizzico di sana follia ed una irrefrenabile voglia di prendere e di prendersi in giro, effettuata da una affiatata compagnia di amici, in vena di divertirsi e soprattutto di far divertire l’attento, caloroso e sempre più coinvolto pubblico, che ha la fortuna di assistere a questo singolare spettacolo.   
  Un “piccolo-gioioso, irriverente” Festival, al quale si adatta benissimo la citazione estrapolata dall’ Ars poetica di Orazio: “Risum teneatis, amici?” (Riuscirete a trattenere il riso, amici?). Infatti sarà difficile trattenere il riso di fronte alla scatenata sarabanda di idee, gag, sorprese, stonature, travestimenti, allegria, comicità che “travolgerà” il pubblico per tutta la durata dello spettacolo. Inoltre a conferma dell’utilità del riso e soprattutto dell’azione terapeutica della risata, ci sembra più che calzante cosa scrisse a proposito Giacomo Leopardi, in una pagina del suo “Zibaldone”, il 23 Settembre 1828: “Terribile ed awful è la potenza del riso. Chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire”, e come attualmente ha scritto giustamente Umberto Eco sul La bustina di Minerva: “Ma quando i tempi sono tristissimi è proprio allora che si deve ridere...” (l’Espresso, n. 53, 3 gennaio 2013),
     Ben trentacinque “concorrenti” che si esibiranno, con i diciotto motivi degli anni dal 1991 al 1993 del Festival di Sanremo, in una girandola di sorprese, gag esilaranti, travestimenti ed altrettanti irresistibili… “interpretazioni”. Dottori, impiegati, liberi professionisti, casalinghe, commercianti, bancari, studenti, pensionati, maestri  (citati con il solo nome di battesimo ed il titolo della canzone interpretata) tutti uniti, da una salda amicizia e da una gran voglia di cantare, si scateneranno in look stravaganti, ricercati, stonature micidiali, stecche, ma anche appassionate interpretazioni, in una graffiante maratona musicale, dal ritmo incalzante, senza un attimo di riposo, di noia o di stanca. 
     Un gioco, questo de Il “nostro” Sanremo, diventato ormai un vero e proprio appuntamento annuale irrinunciabile, e dove ormai si fa fatica a contenere i nuovi “concorrenti” e a soddisfare l’incontenibile richiesta e l’ ”assalto” di un pubblico ogni anno sempre più numeroso e determinato a non perdersi l’occasione di partecipare a questo “evento”, ormai diventato un vero e proprio cult. Un gioco, ma inserito in un contesto e in un meccanismo perfetti, di grande professionalità, completamente opposto e lontano anni luce, dalle sgangherate e sguaiate “corride” televisive.
    Dall’edizione del 2004, Il “nostro” Sanremo, oltre ad essere la solita, interessante e soprattutto divertente manifestazione, si è perfezionata ancora di più, trasformandosi e specializzandosi in una vera ricerca filologica e di costume.
   Infatti il tema del Festival di quest’anno, sarà il seguente: “Il Festival sempre più esangue, ripetitivo, dilatato, televisivo: 1991-1992-1993” , in modo da “costringere” i partecipanti ed il pubblico a “recuperare” motivi musicali, atmosfere, gusti, idee di una determinata epoca del nostro costume e della nostra storia.
   A dar vita e corpo alla figura del “bravo presentatore”,  quest’anno, per la prima volta, si cimenterà Paolo Pirani,  regista, già affermato conduttore di diverse edizioni del Festival. Come nella tradizione dei famigerati Festival di Sanremo, il presentatore, sarà coadiuvato dalla classica, invadente, incontenibile, micidiale valletta: Daniela.
Come da tradizione i concorrenti saranno coadiuvati dall’immancabile “Coretto:”1+4” di Gastone Pietrucci, ed accompagnati da una vera orchestra, formata dai musicisti de La Macina, e da … coraggiosi musicisti ospiti, tra i quali, il tastierista Alberto Cucchieri, responsabile degli originali arrangiamenti delle sedici canzoni in scaletta, che dirigerà con bravura e soprattutto tanta pazienza i “cantanti”, avendo qui anche la funzione del bravo direttore d’orchestra.   
     Il pubblico presente (attraverso apposite schede di votazione) assegnerà i vincitori  de Il “nostro” Sanremo 2016, nelle tre Categorie della “Qualità” della “Simpatia” e del “Coraggio”.
     Quattro Giurie tecniche di Qualità (veramente prestigiose, formate tra l’altro da registi, attori, musicisti, costumisti, critici, giornalisti), assegneranno rispettivamente i quattro ambiti Premi collaterali de la Critica del “Look,  della Stampa e dell’Orchestra.
     Tutta l’iniziativa è stata ideata e curata da Gastone Pietrucci e Giorgio Cellinese, con la partecipazione attiva e fondamentale de La Macina e con il patrocinio e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura  e del Comune di Montemarciano.

Ingresso: € 10,00
Per informazioni: La Macina: 0731-4263



Montemarciano-Teatro “Alfieri”
Domenica10 Aprile 2016, ore 16,00 (precise)
Diciassettesima edizione de
IL “NOSTRO” SANREMO
“Il Festival sempre più esangue, ripetitivo, dilatato, televisivo: 1991-1992-1993” 
(Festa -Gioco per una coraggiosa e spericolata banda
di amici sull’orlo di una irrefrenabile crisi di… allegria!!!)


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