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POP.1280 - Imps of Perversion

Pop.1280 - Imps of Perversion Sacred Bones Non credo di essere una persona particolarmente ombrosa e negativa. Potrei avere un lato del carattere a me sconosciuto o che tengo nascosto che viene sublimato dagli ascolti musicali, quelli certamente a volte eccessivamente neri e di difficile gestione. I Pop.1280 band newyorkese al secondo album fanno parte di questa cerchia di ascolti. Nella loro musica sin dal primo disco quello che mi è arrivato all’orecchio era inquietudine, violenza, oscurità, tutti componenti che in questo “Imps of perversion”, titolo che rimanda all’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, vengono ripresi e riutilizzati. Birthday Party a braccietto con Swans che passeggiano con i Suicide verso sonorità garage se devo cercare di chiudere entro una serie di riferimenti i contorni musicali nei quali si muove la band capitanata da Chris Bug. Il nuovo disco sempre edito dalla Sacred Bones, ci porta all’interno di brani corrosivi e assordanti dove le urla a volte sgraziate del cantante si mescolano ad improvvise sferzate noise della chitarra di Ivan Lip, accompagnate dalla sezione ritmica composta da Zach Ziemann alla batteria e Pascal Ludet al basso. Più che ai filoni ed ai generi musicali ai quali il suono dei Pop.1280 rimanda, è la rabbia, la violenza ed volte una certa “inascoltabilità” che rende la prova dei newyorkesi un fiore nero nell’odierna proposta musicale
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