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HIS ELECTRO BLUE VOICE - Ruthless Sperm

His Electro Blue Voice - Ruthless Sperm Sub Pop C’è una scena di Single in cui uno dei protagonisti sfoggia una maglietta dei Mudhoney sulla quale campeggia il logo Sub Pop, la storica etichetta di Seattle che a partire da fine anni ottanta è una delle voci più importanti e celebri nell’ambito del rock alternativo. Oggi nel 2013 una band italiana, gli His Electro Blue Voice danno alla luce il loro primo disco per la label americana. Se dopo i Jennifer Gentle un’altra band italiana si accasa presso l’etichetta fondata da Bruce Pavitt una ragione c’è: Ruthless Sperm suona internazionale e suona molto bene. Il disco d’esordio della band formata da Francesco Mariani (chitarra e voce), Claudia Manili (basso) e Andrea Napoli (batteria) è noise, postrock, shoegaze e tanto altro. Personalmente per decretare Ruthless Sperm un ottimo album mi sarebbe bastato l’ascolto delle prime tre tracce: la marziale e furiosa “Death Climb”, “Split Dirt” con il suo lungo finale ipnotico e straniante dove le influenze post wave/kraut si fanno evidenti, “Sea Bug” dove i maestri Husker Du si affacciano con prepotenza . La prima prova sulla lunga durata dei ragazzi di Como suona ruvido, sporco ed intenso, sia nelle sonorità anni novanta come in “Tumor”, sia quando la parte wave/dark prende il sopravvento nella lenta ed inquietante Red Earth, senza considerare la bonus track Mad Seen, una vera e propria discesa negli inferi. Un disco che non sfigura affatto nel catalogo della Sub Pop e che si spera possa avere il giusto risalto, quanto meno all’estero visto il successo di critica di altri gruppi quali i Metz, Pissed Jeans, Fucked up e compagnia rumorosa.
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