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RUBEN - IL ROGO DELLA VESPA

RUBEN - IL ROGO DELLA VESPA (Vrec) Ruben è veramente un cantautore fuori di testa. Si capisce subito visto che il titolo del disco deriva dalla visione metaforica di un nido di vespe in fiamme a simboleggiare la nostra società alla deriva. Parliamo di un concept sull’infezione in senso lato che attanaglia il mondo e che può essere risolto con un bel rogo di tutto per questo quarto lavoro di Ruben con due peculiarità: la maniacale cura del suono (tutta la produzione artistica è dello stesso cantautore: un rock, folk ricco di strumentazione vintage) e la completa originalità dei testi. Fuori da tutte le mode Ruben rientra nei cantautori pessimisti (con ironia) che riescono a raccontarti del giornalista corrotto, o del pornomane chiuso in camera con sottili particolari ed un commento tra le righe che accusa ma anche biasima allo stesso tempo. E’ come se Ruben avesse vissuto tutte le situazioni raccontate nelle 12 canzoni di questo “Il Rogo della Vespa” come se fossero accadute veramente accanto a lui, senza che lui stesso potesse intervenire. Così mentre “Salta una scuola e va giù un teatro” (“Infezione”) il Nostro ha tempo di affrontare l’amore a due attraverso l’originale metafora della “Schiuma” (“Mi circondi con fare ammiccante”) e del “Letto” (“Guarda chi c’è / nel letto con me”). Spazio a numerosi ospiti tra cui il violino di Michele Gazich in “Dare e Avere” (un bel resoconto di vita), Francesca Dragoni dei Petramante nella già citata “Schiuma”, John Mario, Laura Facci e Veronica Marchi. Si chiude in allegria con “Uno del giro”. Dieci anni di carriera festeggiati alla grande con packaging dorato molto stilo
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