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Tatabox - Tatabox

Tatabox - Tatabox Dei Tatabox si sa poco o nulla e forse un motivo c’è. L’album si apre con l’atmosfera cupa di “Ottobre” che risente dell’influenza della New Wave italiana, non quella patinata e ridicola. La canzone in sé non sarebbe neanche male ma la voce femminile risulta molto debole. Poco convincente e registrata male. Troppo distante dalla musica sia fisicamente che emotivamente. Il problema si ripresenta in maniera grossolana con la seconda canzone che è in lingua inglese. La pronuncia della cantante è a tratti quasi imbarazzante. Con “Pioggia” i Tatabox guadagnano un po’ più punti seppure la canzone sia una ingenua ninnananna. “Anew Sunrise” vede un leggero cambiamento. Sono inseriti nella struttura canzone dei loop elettronici e una voce maschile e si nota la differenza. Dopodiché l’album continua secondo percorsi differenti. Si passa da una ballabile poesia acustica (Sartori) a un tentativo di blues rock (Titania), da un cantico per rievocare i morti (Cindy) ad una conclusiva “Another Sun” che ripropone i limiti di questo album. I Tatabox partono da spunti non male. I testi sono ben costruiti e ricercati. Manca solo quel pizzico di convinzione e attenzione in più per rendere il loro lavoro credibile. www.myspace.com/tatabox1 Nicola Casciotti nicolacasciotti@interfree.it
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