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ROMAEUROPA FESTIVAL

                        dal 19.9 Between al 25.11 worlds
UN MONDO SENZA FRONTIERE CON UN TEATRO SENZA CONFINI
Muri, recinzioni, barriere: sarebbero questi i simboli della nostra relazione con il mondo all’inizio del XXI secolo?
Dal 2000 ad oggi si contano oltre 70 muri sparsi per oltre 40.000 chilometri. Melilla chiude le porte di ingresso in Spagna, l’Ungheria e la Serbia bloccano la rotta balcanica, Calais in Francia ostacola il passaggio in Gran Bretagna, Israele si barrica contro i territori palestinesi, gli Stati Uniti contro il Messico e la Corea del Nord contro la Corea del Sud... Il nuovo mondo si presenta a noi tra la globalizzazione - con la sua utopia di una comunità umana pensata soprattutto sugli scambi - e il suo opposto: il ri uto della comunità globale e il rifugio nell’individualità.
La caduta del muro di Berlino, tuttavia, sembrò un tempo annunciare la  ne delle separazioni tra i popoli. Così non
è stato. Possiamo arrenderci e accettare come fenomeno irreversibile queste pieghe, questo ri uto dell’Altro? Che ruolo può avere un evento culturale in questo contesto? La nostra risposta non può che essere culturale. Fare un tentativo è urgente; è un dovere di civiltà. Perché siamo convinti che il ruolo della cultura - in particolar modo
nelle sue espressioni e forme ludiche come il cinema, il teatro, lo spettacolo dal vivo, la letteratura, l’arte - è quello di farci aprire a nuove scoperte, di creare la curiosità e offrire accesso a diverse visioni del mondo. Promuovere l’apertura alla conoscenza è un modo per poter negare
i falsi preconcetti riguardo i rischi che la nostra società corre incontrando altre civiltà. Se è vero, come suggerisce Giuseppe Laterza, che la cultura rende migliori perché arricchisce e ampli ca la nostra visione del mondo, allora essa promuove anche una relazione diversa con l’Altro rendendo la comunità più vivibile. Ciò signi ca che abbiamo un compito da svolgere.
È una s da che il Romaeuropa Festival 2018 intende accogliere invitando artisti dall’Africa, dalla Cina, dall’Iran, dall’Argentina, dal Brasile. Attraverso il teatro o la danza e
la performance ci racconteranno storie che hanno segnato l’immaginario dei loro paesi, ci trasmetteranno con ironia
e con forza sentimenti che a volte ci sembreranno vicini
alle nostre preoccupazioni e che invece affondano le loro radici in realtà di cui spesso conosciamo poco o niente. Sarà interessante confrontare i loro approcci con gli sguardi di artisti come Milo Rau, un regista europeo che metterà in discussione la funzione del teatro nella nostra società. Quello che stiamo tentando di fare in questa edizione del Romaeuropa Festival non è altro che seguire un percorso tracciato da uno degli artisti europei più visionari, Peter Brook, che sarà uno dei protagonisti del Romaeuropa Festival 2018. Ci ha fatto scoprire l’eredità letteraria e le tradizioni di altre civiltà: dell’India con il suo Mahabarata, della Persia con La Conférence des oiseaux e dell’Africa con i suoi più recenti allestimenti.
Ci sono percorsi che non possono essere bloccati, come quelli della creazione. Grandi artisti hanno aperto la strada
a tanti creatori del giorno d’oggi come Frank Zappa, Arvo Pärt, John Adams ai quali renderemo omaggio in questa edizione 2018. E c’e chi oltrepassa le barriere tra i generi
o quelle che separano in categorie le tradizioni dello spettacolo per creare territori di pura invenzione: un mondo di fantasia, di sfrenata genialità e libertà dove gli attori
si trasformano in chimere, animali o opere d’arte; dove frigoriferi e pentole sono protagonisti della scena, o dove
si costruiscono cabaret; come quello in cui si esibisce la splendida Vimala Pons in uno steaptease al contrario mentre il suo compagno Tsirihaka Harivel si lancia da uno scivolo di 9 metri di altezza.
Questa edizione del Festival ha trovato, come sempre negli ultimi anni, dei complici in tutta la città. Si tratta di grandi istituzioni culturali: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Musica per Roma, l’Opera di Roma, il Teatro di Roma, le Terme di Diocleziano, per la prima volta il Palazzo Barberini e La Pelanda, uno dei luoghi centrali della creazione emergente e dell’offerta culturale per i kids. Anche le istituzioni private come il Teatro Olimpico e il Teatro Vascello, sono per noi dei partner importanti e da anni al nostro  anco. Questo percorso nella città è una speci cità
e una ricchezza: sia per la qualità dei rapporti umani che si sono creati con i responsabili di queste istituzioni culturali, sia per la condivisione del nostro ruolo di “passeur” come
ci chiamò Daniel Pennac. Cooperazione e scambi sono da sempre un importante valore dei nostri rapporti. Ovviamente non sarebbe possibile realizzare il Festival senza il Mibact,
la Regione Lazio, il Comune di Roma e anche la Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo.
La stampa e la RAI sono stati attenti protagonisti; hanno saputo trasmettere i messaggi dei creatori suscitando interesse e curiosità verso un’arte dell’ef mero e creando forte attenzione da parte del nostro pubblico. La parola “nostra” non è una parola che vuole de nire una proprietà ma è un segno di affetto nei confronti di chi da anni ci segue, ci critica e ci spinge ad essere sempre più all’ascolto, sempre più vetrina dei cambiamenti delle nostre società.
In ne vorrei ringraziare, anche da parte del Consiglio
di Amministrazione della Fondazione Romaeuropa, Fabrizio Grifasi per la sua grande sensibilità e intelligenza nel costruire un programma cosi innovativo,  ducioso nell’intelligenza del pubblico e dei nostri partner. Ovviamente niente sarebbe possibile senza la condivisione e partecipazione dello staff di Romaeuropa, per il quale le barriere sono solo ostacoli da saltare.
Monique Veaute
Presidente Fondazione Romaeuropa
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BETWEEN WORLDS
Artisti da ventiquattro paesi di quattro continenti che superano i con ni tra le diverse discipline artistiche. Figure di riferimento della creazione artistica internazionale e, nel contempo, oltre la metà di compagnie invitate che saranno per la prima volta al Ref, di cui una parte consistente
di giovanissimi e scoperte. Rimandi tra l’ipertecnologia
e la centralità della fragilità umana. Ricerca radicale
nelle estetiche e pratiche amatoriali diffuse. Sguardo internazionale e radici cittadine. Una comunità di artisti
al centro di un pubblico intergenerazionale che include famiglie e bambini. Il nomadismo cittadino come paradigma di attraversamento metropolitano e opportunità di
incontri. L’abitare creativo di spazi del patrimonio storico
e dell’architettura contemporanea, di teatri pubblici e privati, di luoghi periferici e centrali. L’incrocio di esperienze istituzionali e indipendenti.
Potrei continuare nell’elenco di quelli che sembrano essere degli estremi e che invece sono i paradigmi attorno ai quali è declinato il progetto Romaeuropa. Il “festival stagione” che ha l’ambizione di contenere il tutto contraddittorio di questo nostro tempo. Un Festival Mondo che  sicamente intercetta e convoglia pensieri e progetti, incrocia temi
e questioni al cuore del nostro vivere come modalità di libero sviluppo della ricerca artistica, sovrapponendo le generazioni e permettendosi incursioni in territori molto distanti, eleggendo le contraddizioni e le diversità a cuore
del proprio operare come pratica di racconto del presente attraverso le opere degli artisti che crediamo signi cativi.
L’essenza stessa della nostra missione si colloca in questo spazio “in between”, luogo di mediazioni e riconciliazioni tra opposti, ambito di ri essione e accoglienza, esigenza
di approfondimento che non dimentica il fare “festa” come esercizio di inclusione, senza banalizzare la complessità che ci circonda.
Perché è sull’esasperazione delle differenze rappresentate in questo momento come insormontabili e quindi da ri utare che si articola la visione apocalittica di un
ritorno a una purezza immaginaria e perduta, eppure in aperta contraddizione con la frenesia degli iperscambi e dell’overload comunicativo, a cui opponiamo un percorso ragionato e sensibile, dove le contraddizioni sono una s da, senza nascondersi le paure, i fallimenti e le fragilità che agitano il presente che viviamo, offrendo il nostro Festival come ambito di ritrovo per chi rivendica leggerezza e pensiero nella sobrietà dei colori dell’autunno.
Fabrizio Grifasi
Direttore Generale e Artistico Fondazione Romaeuropa
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 community
• per il pubblico:
ROBINSON IN SCENA AL REF18
talk e incontri con gli artisti realizzati in collaborazione con Robinson
La Repubblica
MACRO ASILO
talk e incontri in collaborazione con MACRO Asilo
POST IT
incontri post-spettacolo con le icone della creazione contemporanea
in collaborazione con RAI Radio 3
DANZAEFFEBI MEETS REF18
progetto per 6 spettatori in
collaborazione con Danzaeffebi con Dominio Pubblico
IL MULINO
incontri letterari tra artisti e autori in collaborazione con il Mulino
mostra AFRICAN METROPOLIS Una città immaginaria/An Imaginary City
22.6 - 21.10 • MAXXI - Museo Nazio- nale delle arti del XXI secolo
mostra ROAD TO JUSTICE
22.6 - 14.10 • MAXXI - Museo Nazio- nale delle arti del XXI secolo
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 community
• per gli studenti delle scuole superiori:
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO Point of view in collaborazione con Dominio Pubblico
VEDERE L’ORESTEA
un progetto di visione indirizzato
a studenti e insegnanti, curato da Casa dello Spettatore, con la collaborazione della cattedra di drammaturgia antica del Dipartimento di Studi Letterari, Filoso ci e di Storia dell’arte della Università degli studi di Roma
Tor Vergata
PER UNA SCUOLA CONTEMPORANEA
partecipazione e visione del festival per scuole superiori di secondo grado
• per i professionisti e studenti universitari:
MASTERCLASS in collaborazione con D.A.F. - Dance Arts Faculty
MASTERCLASS E INCONTRI
con gli artisti per gli allievi dell’Accademia Nazionale di Danza
PERCORSO DI VISIONE
in collaborazione con DA.RE. dance research
PERCORSI DI VISIONE E INCONTRI
con gli artisti in collaborazione con le
Università La Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre
SEMINARI CON GLI ARTISTI
per gli allievi della Scuola d’Arte Cinematogra ca Gian Maria Volonté
VIS-À-VIS
progetto di formazione aperto
al pubblico sulle rassegne Anni luce
e Dancing days a cura di Teatro e Critica
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I LUOGHI DI REF18
  Accademia di Francia
a Roma - Villa Medici Viale della Trinità dei Monti, 1
Accademia d’Ungheria
in Roma (Palazzo Falconieri) Via Giulia, 1
Auditorium Parco della Musica Teatro Studio Bregna • Sala Petrassi Sala Sinopoli • Sala S. Cecilia
Via Pietro de Coubertin, 30
Aula Ottagona (ex Planetario)
Via Giuseppe Romita, 8
Biblioteca Elsa Morante
Piazzale Elsa Morante
Biblioteca Enzo Tortora
Via Nicola Zabaglia, 27
Biblioteca Renato Nicolini
Via Marino Mazzacurati, 76
MACRO Asilo
Via Nizza, 138
Mattatoio Testaccio
Piazza Orazio Giustiniani, 4
MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo Via Guido Reni, 4/a
Mercato Testaccio
Via Beniamino Franklin
Opi cio Romaeuropa
Via dei Magazzini Generali, 20/a
Palazzo Barberini
Via delle Quattro Fontane, 13
Sala Santa Rita
Via Montanara, 8
Teatro Argentina
Largo di Torre Argentina, 52
Teatro Biblioteca Quarticciolo
Via Ostuni, 8
Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman, 1
Teatro Olimpico
Piazza Gentile da Fabriano, 17
Teatro Vascello
Via Giacinto Carini, 78
Teatro Vittoria
Piazza di S. M. Liberatrice, 10
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 09.2018
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• Opening REf
 > Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima nazionale
> 19 - 22.9
> Teatro Argentina
• Burkina Faso / Mali / Senegal • h 21 - sabato 22 h 19
• da ¤ 15 a 30
Serge-Aimè Coulibaly Rokia Traoré • Felwine Sarr Faso Danse Théâtre
Kirina
Apertura di REf18 all’insegna dell’incontro tra l’immaginario africano e quello occidentale: Kirina è un’opera per danzatori, musicisti e 40  guranti nata dalla collaborazione tra il coreografo Serge-Aimè Coulibaly (già danzatore per Les Ballets C de la B di Alain Platel e fondatore della Faso Danse Théâtre), la cantante maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traorè e il librettista Felwine Sarr (tra i più importanti economisti e studiosi africani).
Il titolo dello spettacolo è il nome della località situata nell’odierna Guinea dove si è svolta l’ultima battaglia da cui è nato l’impero mandingo nell’Africa Occidentale. Ed è a partire da questo luogo che questa speciale crew racconta e descrive la marcia di un popolo, colto nel suo momento di massima forza e splendore. La potenza e la sensualità della musica incontra l’energia della danza e si fonde con un testo in grado di traghettare radici africane e occidentali verso
il futuro. «Le nostre società sono in perenne movimento,
le popolazioni cambiano velocemente nelle grandi città e queste trasformazioni fanno parte di una grande marcia, quella dell’umanità» ha affermato Coulibaly.
In collaborazione con
Ideazione, Coreogra a: Serge Aimé Coulibaly; Direzione e creazione musicale: Rokia Traoré; Libretto: Felwine Sarr; Drammaturgia: Sara Vanderieck; Assistente alla coreogra a: Sayouba Sigué; Creazione e Interpretazione - Danzatori: Sayouba Sigué, Adonis Nebié, Ahmed Soura, Marion Alzieu, Antonia Nawelle, Ida Faho, Jean-Robert Koudogbo, Daisy Ransom Phillips, Issa Sanou; Paroliere: Ali Ouédraogo (Doueslik); Cantanti: su scelta di Rokia Traoré: Musicisti: Rokia Traoré choisira quatre musiciens; Scenogra a, Costumi: Catherine Cosme con l’ausilio di un altro designer;
Luci: Nathalie Perrier; Video: Eve Martin; Tecnico luci, Video, Suono: Hermann Coulibaly, Jérémy Vanoost; Direttore tecnico: Sam Serruys; Direttore di produzione: Laure Louvat; Coordinamento, Distribuzione: Frans Brood fransbrood.com; Produzione: ASBL Faso Danse Théâtre; Coproduzione: Ruhr Triennale (DE), Festival de Marseille (FR), Théâtre National de la Fédération Wallonie-Bruxelles - Bruxelles (BE), De Grote Post - Ostende (BE), Romaeuropa Festival(IT)
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> 20 - 29.9
> Biblioteca Elsa Morante Biblioteca Enzo Tortora Biblioteca Renato Nicolini
• Svizzera / Gran Bretagna • h TBD
• ¤5
Ant Hampton Tim Etchells
The Quiet Volume
Già al Festival con la sua compagnia Forced Entertainment, l’inglese Tim Hetchells torna in un’anteprima che funge da ponte ideale tra Short Theatre e Romaeuropa.
Nata in collaborazione con Ant Hampton, The Quiet Volume è una performance sussurrata e nascosta che, coinvolgendo due persone alla volta, sembra autogenerarsi nella particolare tensione di una biblioteca.
È questo spazio, con la sua combinazione di silenzio e concentrazione, infatti, a nutrire il particolare progetto dei due artisti: due membri del pubblico/partecipanti siedono  anco a  anco e costruiscono, a partire dagli spunti offerti da parole scritte e bisbigliate, un improbabile percorso di conoscenza e relazione. The Quiet Volume si mimetizza nell’ambiente sof ce e ordinato di ogni biblioteca, e, utilizzando le sue stesse regolamentazioni, esplora l’esperienza soggettiva della lettura, permettendo alle nostre personali emozioni di affacciarsi in uno spazio condiviso per incontrare, silenziosamente e anonimamente, quelle di un altro sconosciuto lettore.
In corealizzazione con In collaborazione con
In scena anche dal 10 al 15.9. maggiori info su shorttheatre.org
creazione/creation: Ant Hampton, Tim Etchells voci versione inglese/English version voices: Ant Hampton, Seth Etchells, Jenny Naden produzione artistica/artistic production Katja Timmerberg registrazione binaurale/ binaural recordings TiTo Toblerone commissione e produzione/ commissioned and produced by: Ciudades Paralelas: a festival of portable theatre curated by Stefan Kaegi and Lola Arias, developed
debutto e co-produzione della versione italiana/ Italian version premiered at / coproduced by Uovo performing arts festival, Milano diretta da Ant Hampton supervisione/supervision Martina Pozzo / Uovo direttore di produzione/ production director Paolo Rumi prima voce/ rst voice: Emanuele Fortunati voce di bambino/child’s voice: Pietro Ferro terza voce/third voice: Franca Porzio traduzione/translation by: Maddalena Fiocchi audio recordings and editing/ recordings / edit: Andrea Pestarino @ Music Production
       10

 > 22.9
> Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli
• Mali
• h 21
• da ¤ 15 a 25
   Oumou Sangaré
Mogoya
Premiata con un Grammy Award nel 2010, icona della world music internazionale, Oumou Sangaré è oggi la principale interprete del ‘Wassoulou’, genere di musica popolare dell’ovest africano interpretato principalmente dalle donne. Nata a Bamako, capitale del Mali, Sangaré ha conquistato il cuore delle platee internazionali attraverso la sua voce ed energia da sempre incanalata nella lotta contro la discriminazione delle donne e in particolare contro i matrimoni combinati e la poligamia. Per REf18, la cantante, che nel 1998 è stata commendatore dell’Ordre des Arts et des Lettres, arriva con il suo ultimo progetto Mogoya. Firmato insieme al team di produzione A.l.b.e.r.t (già collaboratore dei Franz Ferdinand), questa raccolta di nuove canzoni segna un cambio di direzione nella carriera dell’artista. Sangaré si rivolge a un pubblico di ragazzi e ragazze pronti ad ascoltare le sue storie e i suoi consigli
di vita (non a caso alcune musiche dell’album sono state composte in stretta collaborazione con Tony Allen). Come tutta la vita dell’artista, anche questo live promette di
essere una vera e propria avventura, romantica e aggressiva, spericolata e poetica.
In collaborazione con
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> Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima nazionale
> 24 - 26.9
> Teatro Argentina
• Israele
• h 21
• da ¤ 15 a 30
Sharon Eyal • Gai Behar L-E-V
Love Chapter 2
Chi durante REf16 ha potuto vedere OCD Love ricorderà quel sensuale amalgama di musica e danza creato da Sharon Eyal, coreografa associata alla Batsheva Dance Company. Con lei, riuniti sotto il nome L-E-V (cuore, in ebraico), Gai Behar animatore della vita notturna di Tel Aviv e il musicista, padre dei techno rave israeliani, Ori Lichtik.
Oggi la compagnia torna in scena con Love Chapter 2, nuovo exploit sul tema dell’amore articolato come danza potente ed espressiva, capace contemporaneamente di trasmettere un’energia dirompente e di fondere con eleganza musica elettronica, rigore coreogra co e venature glamour.
Una pièce sul rapporto amoroso che, tra dolcezza e violenza, pulsa come un cuore avvolto di tenebra e frammentato
in pezzi d’amore ma ancora in grado di mostrare, durante l’esplosione, tutta la sua luminosità.
Creazione: Sharon Eyal, Gai Behar Musica dal vivo: Ori Lichtik; Luci: Alon Cohen Costumi: Rebecca Hytting, Gon Biran; Produzione costumi: Odelia Arnold Danzatori: Gon Biran, Rebecca Hytting, Mariko Kakizaki, Darren Devaney, Keren Lurie Pardes, Daniel Jensen Direttore tecnico: Alon Cohen; Assistente direzione tecnica: Bruch Shpigelman; Direttore di produzione: Maya Manor; Direttore tournée internazionale: Menno Plukker Theatre Agent, Inc.; Coproduzione: Vincitore del premio per il balletto FEDORA - Van Cleef & Arpels, Montpellier Danse Festival - Francia, Sadler’s Wells - Londra - Inghilterra, Julidans Stadsschouwburg Amsterdam - Olanda, Theater Freiburg, Freiburg-im- Breisgau - Germania, Steps - Dance Festival - Svizzera, Romaeuropa Festival - Italia
    In collaborazione con
Con il contribuo e patrocinio di
In network con
                                                      CELEBRANDO L'INNOVAZIONE
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> Coproduzione Romaeuropa Festival
> Prima nazionale
> 25 - 26.9
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Spagna
• h 21
• da ¤ 15 a 25
Agrupación Señor Serrano
Kingdom
Già con Birdie, presentato durante REf17, i catalani Agrupación Señor Serrano hanno dimostrato come cinema, immaginario collettivo e media siano strumenti utili a interpretare la realtà e manipolare le sue narrazioni. Con Kingdom la compagnia composta da Àlex Serrano, Pau Palacios e Ferran Dordal porta in scena il mito di King Kong e suggerisce l’identi cazione fra il modello capitalista e patriarcale e il celebre mostro partorito da Hollywood. Nella forma di un falso documentario costruito in real time, Kingdom espone i meccanismi che agiscono all’interno
del modello economico e sociale del mondo occidentale e che ci inducono a crisi cicliche. Se la costruzione di questa scena, sospesa tra reale e virtuale, avviene attraverso immagini  lmate e manipolate digitalmente, musiche e testi, la compagnia raddoppia le carte in tavola e sviluppa la propria ricerca drammaturgica ed estetica presentando un dispositivo più complesso capace di raccogliere oggetti, performer, musicisti e danzatori. In poche parole una moltitudine di sguardi sulla complessità e le criticità del presente.
Ideazione Àlex Serrano, Pau Palacios and Ferran Dordal Performer 5 performers, in fase di selezione Project manager Barbara Bloin Luci, Programmazione video in fa se di selezione Sound design, Musiche Roger Costa Vendrell Creazione video Vicenç Viaplana Modellini in scala Saray Ledesma e Nuria Manzano Costumi Nuria Manzano Assistente alla produzione Marta Baran Consulente progetto Víctor Molina Consulente legale Cristina Soler Management Art Republic Coproduzione GREC Festival de Barcelona, CSS Teatro Stabile di Innovazione del FVG - Udine, La Triennale Teatro dell’Arte - Milano, Home Theatre – Manchester, Teatro Stabile del Veneto - Padova/ Venice, Teatros del Canal - Madrid, Théâtre de l’Archipel – Perpignan, Grand Theatre - Groningen, Romaeuropa Festival Foto © Vicenç Viaplana
    Con il contributo di In collaborazione con
Con il patrocinio di
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> 27.9 - 7.10
> Sala Santa Rita
• Italia
• dalle h 16 alle 20
il venerdì dalle h 16 alle 23 il sabato dalle h 11 alle 19 lunedì chiuso
• ingresso gratuito
NONE collective
Genesi
Fondato da Gregorio De Luca Comandini, Mauro Pace e Saverio Villirillo, il collettivo artistico NONE si muove sul con ne tra arte, design e ricerca tecnologica ed è da sempre impegnato con la creazione di opere immersive in ambito internazionale.
GENESI è, più che un’installazione, un rito collettivo, uno stimolo alla ricerca della connessione tra l’individuo e la propria spiritualità. Dal mantra OM alle campane tibetane, dai canti dei Muezzin ai canti gregoriani  no alle tecniche di ipnosi: le più svariate e antiche pratiche di meditazione si mescolano per creare un crescendo sonoro che insieme all’utilizzo della luce mette alla prova lo spettatore trasformandolo in un performer inconsapevole.
Fede e spiritualità si confrontano con il buio dell’incertezza, della paura e del caos. Ma il buio, in fondo, non rappresenta anche il divenire, ciò che dobbiamo ancora scoprire?
GENESI Iinstallazione immersiva di NONE collective, 2017 Commissionato nell’ambito della Festa di Roma 2017 in collaborazione con l’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale Foto © NONE collective • GENESI Festa di Roma 2018, Piazza Sant’Anastasia Cristina Vatielli | NONE collective
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> Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima assoluta
> 29 - 30.9
> Teatro Argentina
• Libano
• sabato 29 h 18 domenica 30 h 17
• da ¤ 11 a 25
Omar Rajeh
Maqamat • Zad Moultaka
#minaret
Può una città morire? E con essa i suoi valori, la sua storia e la sua cultura? Per quasi mille anni il minareto della Moschea degli Omayyadi di Aleppo (Patrimonio dell’Unesco) è stato uno dei maggiori simboli della città siriana. Oggi non esiste più.
Il coreografo e danzatore libanese Omar Rajeh, fondatore della compagnia Maqamat Dance (Beirut, 2002) incontra il video artista Benjamin Krieg e il compositore Zad Moultaka e con #minaret dà vita a un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più grandi e antiche del mondo.
In scena un gruppo di danzatori provenienti da Libano, Siria, Iran, Germania, Belgio, Corea e Argentina si confronta con
le immagini riprese da droni per indagare la risposta delle nostre coscienze e dei nostri corpi all’assuefazione alla violenza generata da social media,  lm e tv. Perché lontano dal voler documentare una catastrofe o prendere una posizione rispetto ai fatti raccontati, Omar Rajeh intende trascinarci in un territorio poetico in cui testare il ruolo stesso della cultura.
Può l’arte avviare un cambiamento, resistere ef cacemente, svolgere un ruolo nella difesa dei valori umani?
Coreogra a: Omar Rajeh Perfomer: Antonia Kruschel, Charlie Prince, Mia Habis, Moonsuk Choi, Omar Rajeh, Yamila Khodr Musiche composte ed eseguite da: Alia Sellami, Pablo Palacio, Youssef Hbseich, Ziad Sahab; Disegno luci: Guy Hoare; Video artista: Joe Elias; Pilota Droni: Hadi Bou Ayash; Direttore tecnico: Nadim Deaibes; Direttore di palco: Samah Tarabey
Una produzione di Omar Rajeh | Maqamat Dance Theatre. Coprodotto da HELLERAU – European Center for the Arts Dresden, BIPOD Festival e da Fondazione Romaeuropa - Arte e Cultura. Con il supporto di apap – advanced performing arts project and Tanzfabrik Berlin.
    In collaborazione con
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> Prima nazionale
> 29 - 30.9
> Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli
• Francia / Vietnam
• sabato 29 h 20 domenica 30 h 17
• da ¤ 18 a 30
Caroline Guiela Nguyen
les Hommes Approximatifs
Saigon
Marie-Antoinette è una donna vietnamita arrivata in Francia nel 1954. Sull’insegna del suo ristorante ha scritto ‘SAIGON’. È il nome di ben 979 ristoranti nel paese ma anche quello della sua terra d’origine. Qui si viene per parlare vietnamita o per cantare canzoni che piangono amori perduti e dimenticati in patria. Nel ristorante ci sono  ori arti ciali e luci al neon, l’altare per gli antenati e una raf gurazione della Vergine Maria appesa a un muro.
È in questo luogo che ci porta Caroline Guiela Nguyen, acclamata regista della scena francese insieme alla sua compagnia les Hommes Approximatifs. 11 attori in scena (francesi, francesi di origine vietnamita e vietnamiti) incarnano le voci di uomini e donne segnati dalla storia
e dalla geogra a. Ogni incontro è utile a condividere paesaggi, volti, canzoni e lingue che non esistono più da nessuna parte se non nella loro memoria e nel luogo che hanno costruito per renderla viva. Perché Saigon indaga con poesia e delicatezza l’identità post-coloniale, quando le proprie radici divengono un ricordo lontano incarnato in un ristorante etnico, sospeso tra la Francia di oggi e la Saigon degli anni ’50, e per sempre scollato dalla realtà.
Collaborazione artistica Claire Calvi Scenogra e Alice Duchange Costumi Benjamin Moreau Luci Jérémie Papin
Suono Antoine Richard Composizione musicale Teddy Gauliat-Pitois, Antoine Richard Drammaturgia Jérémie Scheidler, Manon Worms Traduzioni Duc Duy Nguyen, Thi Thanh Thu Tô Consulenza script Nicolas Fleureau con Caroline Arrouas, Dan Artus, Adeline Guillot, Thi Truc Ly Huynh, Hoàng Son Lê, Phú Hau Nguyen, My Chau Nguyen Thi, Pierric Plathier, Thi Thanh Thu Tô, Anh Tran Nghia, Hiep Tran Nghia Produzione les Hommes Approximatifs, La Comédie de Valence - centre dramatique national Drôme-Ardèche coproduction Odéon- Théâtre de l’Europe, MC2 : Grenoble, Festival d’Avignon, Centre dramatique national de Normandie - Rouen, Théâtre national de Strasbourg, Centre dramatique régional de Tours - Théâtre Olympia, La Comédie de Reims - CDN, Théâtre National de Bretagne - Rennes, Théâtre du Beauvaisis - Scène nationale de l’Oise en pré guration, Théâtre de la Croix-Rousse Sostegno Région Auvergne-Rhône-Alpes, du Conseil départemental de la Drôme, de l’Institut français all’interno del programma Théâtre Export e con l’Institut français du Vietnam, Université de Théâtre et de Cinéma de Hô-Chi-Minh-Ville et de La Chartreuse, Villeneuve lez Avignon - Centre national des écritures du spectacle Vincitore de Commission nationale d’Aide à la création de textes dramatiques - ARTCENA con la partecipazione artistica di Jeune théâtre national Foto © Jean Louis Fernandez
Nell’ambito di
    In collaborazione con
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
                                                                             ITALIA
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 10.2018
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> 2 - 3.10
> Teatro Argentina
• Italia
• h 21
• da ¤ 11 a 25
   Anagoor
Orestea
Agamennone, Schiavi, Conversio
Diretta da Simone Derai e Marco Menegoni, la compagnia italiana Anagoor si è imposta all’attenzione internazionale per la sua estetica cristallina in grado di coniugare performing art e scena ipermediale e, contemporaneamente, di costruire un dispositivo teatrale colto, permeato da riferimenti all’arte classica e alla contemporaneità.
Dopo aver presentato per REf15 Virgilio Brucia, la compagnia torna in scena con l’atteso allestimento integrale dell’Orestea / Agamennone, Schiavi e Conversio. Visione, canto e orazione concorrono alla costruzione di uno spettacolo che mantiene la struttura e le parole della tragedia eschilea, ma solo per ritrovare nelle sue maglie e nei suoi interstizi, così come nel pensiero del suo autore
e in un più complesso arcipelago intertestuale, le radici dell’occidente e delle sue meditazioni sul male e sulla fragilità del bene, sulla lingua che descrive questi concetti. Orestea è, infatti, per Anagoor la storia di un mondo in rivolta contro il dolore e la  nitezza dell’essere umano, un teatro in grado di farsi pensiero per riscrivere, oggi, una nuova idea del sacro.
Drammaturgia Simone Derai, Patrizia Vercesi Traduzione dal greco Patrizia Vercesi, Simone Derai Con Marco Cicculo, Sebastiano Filocamo, Leda Kreider, Marco Menegoni, Gayané Movsisyan, Giorgia Nardin, Eliza Oanca, Benedetto Patruno, Piero Ramella, Massimo Simonetto, Valerio Sirna, Monica Tonietto, Annapaola Trevenzuoli Voce del messaggero Pierdomenico Simone DanzaGiorgia Nardin Musica, Sound design Mauro Martinuz VideoSimone Derai, Giulio Favotto Video/riprese, Direzione della fotogra a, Post-produzione Giulio Favotto Video/concept, Editing, Regia Simone Derai Assistente al progetto Marco Menegoni Assistente alla regia Massimo Simonetto RegiaSimone Derai Coordinamento organizzativo Annalisa Grisi Management, Promozione Michele Mele Produzione Anagoor 2018 Con il sostegno di Fondation d’enterprise Hermès nell’ambito del programma New Settings CoproduzioneCentrale Fies, Teatro Metastasio di Prato, TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile del Veneto Con il supporto di Theater an der Ruhr Sponsor tecnico Lani cio Paoletti Foto © Andrea Pizzalis
In collaborazione con
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> Prima nazionale
> 3 - 6.10
> Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli
• Francia
• h 21
• da ¤ 15 a 30
Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons
GRANDE —
Tsirihaka Harrivel e Vimala Pons lavorano insieme dal 2005 e sanno perfettamente cosa il circo possa essere oggi. GRANDE –, la loro ultima produzione, è uno spettacolo selvaggiamente contemporaneo che combina la poesia delle immagini con la danza, la musica live ed esibizioni circensi. La lingua di questo circo è quella del music-hall e del varietà: uno spettacolo diviso in una serie di numeri (o ‘grandi’ numeri) che si con gurano come un recital sul continuo mutamento del corpo e della nostra immaginazione. GRANDE — è infatti una storia di oggetti familiari, d’amore, d’infanzia, di disputa, di ossessione.
I due performer sul palco inventano marce e canzoni, recitano, suonano e reagiscono allo svolgersi degli eventi tra contraddizioni e adrenalina, intimità e tensione: eccoli
in esuberanti striptease al contrario o intenti a utilizzare
un semplice paio di jeans per raggiungere mete altissime
e lanciarsi su ripidissimi scivoli; eccoli esibirsi nonostante tutto e tutti e con tutte le loro forze, anche  no a smettere di funzionare. Perché GRANDE — (rigorosamente con il trattino) è un titolo da completare attraverso lo sguardo e il divertimento dello spettatore.
Realizzazione, ideazione, scrittura, musica, dispositivo audio, dispositivo di illuminazione, accessori di creazione e creazione di oggetti: Tsirihaka Harrivel e Vimala Pons
Direttore Generale: Charlotte Fégelé Scheda audio: Manu Laffeach Direzione creativa: Élise Lahouassa Costumi: Vimala Pons & Remy Ledudal Realizzazione delle costruzioni: Mathieu Delangle, Manu Laffeach, Julien Vadet, Marion Bee, Flavien Renaudon, Élise Lahouassa, Florian Méneret, Tsirihaka Harrivel, Marlène Bouana
    In collaborazione con
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                          ITALIA
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 DIGITALIVE
Streaming, realtà virtuale, intelligenze arti ciali, deep learning... l’accelerazione tecnologica continua a rivoluzionare i concetti di tempo e di ‘live’ (dal vivo, de visu), lasciando emergere un alto gradiente di performatività - nozione ora estesa all’intera natura del processo mediale, il cui centro è diventato il più ampio spettro di azioni quotidiane, intime e collettive. L’ubiquità pervasiva dei media e della rete in uenza profondamente i modi e gli stili in cui la performatività viene messa in atto e fruita. Per un’analisi delle interrelazioni fra corpi, software e macchine, nasce Digitalive, nuova sezione di
REf dedicata alle arti multimediali performative, all’innovazione artistica e alla creatività emergente, con l’obiettivo di cogliere l’attimo, mostrare quel che c’è di nuovo ‘qui e ora’ nel panorama delle live acts e della vasta area di contaminazione fra scienze, media, musica, arti visive.
dal 4.10
al 7.10 MATTATOIO
In collaborazione con
La relazione simbiotica con devices onnipresenti e interconnessi permette una ‘esibizione’ individuale continua, annullando la percezione delle differenze fra agire umano e non: la performatività è postumana, direbbe Karen Barad. Allora esperienze VR e AR, streaming, live AV, ma anche semplici gesti e abitudini trovano dentro DL nuove, libere modalità di presentazione, attivando inedite dinamiche di fruizione e coinvolgimento del pubblico, su un palco REALE e su uno VIRTUALE.
Rivolto a realtà new generation e a chi sperimenta forme espressive crossover, Digitalive incarna la vocazione scouting di REF e l’unione fra le due anime storiche della rassegna - le arti sceniche e quelle digitali. Per il 2018 Digitalive porta in scena una overview della produzione multimediale  rmata da artisti italiani (prevalentemente under 35) attivi
e riconosciuti nel panorama internazionale, in un tentativo di de nizione d’identità, di una possibile ‘Maniera’ contemporanea. Uno dei partecipanti verrà premiato con la produzione di una nuova opera e con azioni di promozione internazionale.
A cura di Federica Patti
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DIGITALIVE
 > live performance > 4 - 5.10
> Mattatoio
• Italia
• giovedì 4 h 21 venerdì 5 h 19:30
• da ¤ 8 a 15
Quiet Ensemble
Back Simphony
Il pubblico di Romaeuropa Festival e Digitalife ricorderà il duo Quiet Ensemble nato nel 2009 e composto da Fabio Di Salvo e Bernardo Vercelli. Da sempre impegnati nell’ambito della ricerca artistica a cavallo tra musica, performance,
arti visive e nuove tecnologie, i due artisti tornano a
lavorare sulla luce come protagonista di una performance live. Back Simphony è un concerto sinfonico di oggetti semplici e meccanici che prende vita in un backstage, quasi nascondendosi dall’essere umano. In questo spazio vuoto appaiono gradualmente meccanismi fragili e oggettistica stroboscopica per dare vita ad un crescendo dinamico e ritmico coinvolgente. Una sinfonia composta da un’orchestra non umana che improvvisamente rivela la sua anima per svanire nell’ombra non appena si riaprirà il sipario.
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DIGITALIVE
 > live performance > 4 - 5.10
> Mattatoio
• Italia
• giovedì 4 h 22 venerdì 5 h 21
• da ¤ 8 a 15
Marco Donnarumma
Corpus Nil Eingeweide
Corpus Nil Eingeweide può essere descritto come un imprevedibile gioco basato sull’interazione corpo-macchina. Autore di questa performance è Marco Donnarumma, performer, sound artist, musicista e studioso di origini napoletane ma con base a Berlino, presente nelle più prestigiose università e premiato nei più importanti
festival del mondo tra cui il celebre Ars Electronica nel
2017. L’artista esegue una coreogra a che trasforma il suo corpo mentre due tipi di biosensori indossabili catturano
i dati prodotti dal graduale mutare per trasmetterli a un software. Sono i suoni dei muscoli e degli organi interni
del performer che la macchina è pronta a ri-sintetizzare.
Ma contemporaneamente è proprio il computer che, come intelligenza arti ciale, impara le sfumature del movimento del performer e sceglie autonomamente come variare l’output musicale.
Sul palco insieme a lui, Amygdala, una protesi dotata di intelligenza arti ciale il cui unico scopo è imparare un rituale di puri cazione del ‘taglio della pelle’ tipico di alcune tribù animiste, per cui si allena sul proprio corpo, all’in nito. Perché in questa partita non è il giocatore a governare lo strumento digitale: in uno scambio paritario il performer impara come in uenzare la macchina e viceversa, in un coinvolgimento corpo a corpo tra organicità e universo digitale.
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DIGITALIVE
 > live streaming performance > 4 - 7.10
> online
• Italia
• gratuito
Elisa Giardina Papa
Labor of Sleep, Have you been able to change your habits??
Presente in alcuni dei più importanti musei del mondo, come il MoMa di New York o il Whitney Museum di Londra, l’opera di Elisa Giardina Papa esplora la sessualità e l’identità di genere in relazione al neoliberismo capitalista e alle nuove tecnologie. Labor of Sleep, Have you been able to change your habits?? consiste in una serie di brevi videoclip (uno per l’alba e uno per il tramonto) che coprono un arco di nove giorni e che fanno ironicamente riferimento alle app per il miglioramento personale.
Con questo lavoro Papa suggerisce come oggi i nostri dispositivi digitali possono essere contemporaneamente veleno e rimedio, fornendo un sollievo che sono pronti a portar via. I video mostrano, infatti, come l’utilizzo delle tecnologie per regolare le abitudini del sonno umano all’interno di un sistema più ampio - che include tanto esseri umani quanto intelligenze arti ciali - sia diventato la nuova frontiera per la raccolta di dati sui nostri corpi e sul nostro modo di riposare o di renderci attivi.
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DIGITALIVE
 > nuova produzione event speci c > web app, Instagram clip video,
algorave performance > 4 - 7.10
> Mattatoio
• Italia
• dalle h 19 alle 23 • gratuito
IOCOSE
Moving forward
IOCOSE è un collettivo formato da quattro artisti: Matteo Cremonesi (Brescia), Davide Prati (Berlino), Filippo Cucca e Paolo Ruf no (Londra). Lavorano come gruppo dal 2006 attraverso una varietà di media come siti web, video, social network, ritratti ma anche semi di girasole e cani.
Il loro obiettivo è quello di indagare il fallimento di tutte
le narrazioni, sia utopiche che distopiche, riguardanti lo sviluppo tecnologico e culturale. Come si narra il futuro? L’immaginario attraverso il quale lo narriamo non è sempre fallimentare?
Per Digitalive presentano nuove produzioni mixed
media della serie ironica e provocatoria Moving forward, originariamente composta da clip video in cui gli artisti spostano in avanti con un dito una serie di cose e di persone. Il motivo di questo gesto apparentemente banale? Cercare di spostare in avanti l’intero mondo ma ponendosi in contrasto con la retorica dell’innovazione.
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DIGITALIVE
 > 5 - 7.10
> Mattatoio
• Italia
• venerdì 5 h 19
sabato 6 h 19
domenica 7 h 10:30 + 12
• ¤8
The Cool Couple
Karma Fails, Meditation is Visualization
The Cool Couple è un duo artistico nato a Milano nel 2012 su iniziativa di Niccolò Benetton (1986) e Simone Santilli (1987). Le loro opere spaziano tra differenti formati artistici - dalla fotogra a alla costruzione di stanze per la meditazione -
e sono spesso af ancate da una  tta attività di ricerca e didattica.
Karma Fails è il primo capitolo di Turbolent Times. Nothing Happens in Nice Weather, un percorso costruito intorno
al dibattito sull’Antropocene. Il duo cerca di andare oltre
la retorica apocalittica e mainstream della  ne del mondo, focalizzando la sua attenzione sull’essere umano, la sua condizione e il suo potere. Per farlo si concentra sulla pratica della meditazione trasformandola in una fonte di energia in nita e rinnovabile o il punto di partenza del pensiero critico. È possibile creare una pratica di meditazione in grado di decostruire gli stereotipi visivi e pervasivi del capitalismo? Il pubblico è invitato a entrare in un studio per la meditazione riallestito al Mattatoio per provare a generare un processo virale e partecipativo di analisi visiva.
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DIGITALIVE
 > performance live in realtà virtuale > 5 - 7.10
> Mattatoio
• Italia / Ungheria
• venerdì 5 dalle h 19 alle 23
sabato 6 dalle h 19 alle 23
domenica 7 ottobre dalle h 10:30 alle 17
• gratuito
Kamilia Kard
titolo TBA
L’artista italo-ungherese Kamilia Kard focalizza tutto il suo lavoro sul tema della costruzione dell’identità nell’era di internet. I suoi strumenti sono tools comuni nell’ambito dei media digitali: video, sel e, gif animate, emoji e stampe.
A partire da questi elementi l’artista fonda un’estetica caratterizzata da colori cangianti, effetti glitterati e
un gusto vaporwave che, partendo dal pop, scivola provocatoriamente nel kitsch. Come si costruisce oggi un’immagine? Come si crea la narrazione di un’identità capace di relazionarsi tanto al mondo virtuale quanto a quello reale? Per REf l’artista affronta una nuova s da creando per la prima volta un ambiente in realtà virtuale, fruibile da uno spettatore alla volta - mentre altri spettatori stanno a guardare...
    Con il patrocinio di
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DIGITALIVE
 > live performance > 5 - 6.10
> Mattatoio
• Italia / Belgio • h 20:15
• ¤5
VOID
Noise is full of words
VOID è il collettivo artistico, con base a Bruxelles, fondato nel 2013 da Mauro Vitturini e Arnaud Eeckhout. Noise is full of words viene presentata per Digitalive come performance di lunga durata, in doppia replica, in cui un software per
il riconoscimento vocale annota, in tempo reale, ciò che percepisce e comprende del suono prodotto da uno strumento musicale.
Il problema tecnico, scaturito dalla relazione tra il suono e il programma nato per interpretare la voce, diviene la base di quest’opera d’arte il cui risultato sarà una proiezione video e un libro stampato: sulle sue pagine la traduzione in parole e frasi che il computer effettuerà erroneamente a partire dalla massa rumorosa dei suoni prodotti dagli strumenti.
    Con il patrocinio di
Ambasciata del Belgio in Italia
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DIGITALIVE
 > live performance
> nuove produzione event speci c > 5 - 6.10
> Mattatoio
• Italia
• venerdì 5 h 22 sabato 6 h 19:30
• da ¤ 8 a 15
Polisonum
Sound detection live
Polisonum è un collettivo di ricerca artistica che utilizza il suono come metodo d’indagine delle trasformazioni dei paesaggi e delle geogra e, nei luoghi della storia e della contemporaneità. Reinventare lo spazio urbano, romperne gli schemi e le routine, mettendo in relazione gli elementi che lo attraversano per plasmare spazi sonori inediti,
è l’obiettivo del collettivo i cui membri provengono da ambiti di studio differenti e la cui pratica è rigorosamente multidisciplinare.
L’ascolto dei suoni che ci circondano stimola uno sguardo attento e fornisce informazioni sulla natura degli oggetti
che popolano il mondo e le loro relazioni e interazioni. I soundscapes dei nostri paesaggi quotidiani divengono, per Polisonum, un’opera aperta con la quale lo spettatore ha possibilità di interagire per creare una nuova composizione, maturando una ride nizione individuale e collettiva del nostro spazio vitale. Sound detection live, una produzione
in anteprima assoluta per REf18 si con gura come lo
studio, l’esplorazione sonora di una campana: un’orchestra motorizzata composta da piccoli driver pilotati in remoto dal musicista sul palco agirà sull’oggetto campana (in scena) generando suoni processati in real time.
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DIGITALIVE
 > live performance > 6.10
> Mattatoio
• Italia
• h 21
• da ¤ 8 a 15
Andrea Familiari
AV Improvisation w/ Black Fanfare (Demetrio Castellucci)
Classe 1987, attivo tra l’Italia e Berlino, Andrea Familiari centra la sua ricerca artistica sulla rappresentazione della percezione uditiva attraverso strutture geometriche. Nelle sue performance, nei suoi live e nelle sue installazioni interattive, l’artista analizza i dati prodotti dal suono e genera dei paesaggi distorti, forme surreali e scenari astratti in cui si decompongono micro e macrocosmi.
Il live improvvisato, ospitato da Digitalive, lo vede al  anco di un altro giovane artista della scena italiana: Demetrio Castellucci, fondatore della compagnia teatrale Dewey Dell, con base a Vilnius (Lituania), e artista attivo in ambito musicale con differenti progetti tra cui Black Fanfare.
Se Demetrio macina bassi cercando di congiungere un piglio pop ad atmosfere rave, ad Andrea il compito di restituire visivamente la forza trascinante del suono promettendo nuovi scenari e inedite atmosfere.
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DIGITALIVE
 > live concert > 6.10
> Mattatoio
• Italia
• h 23
• da ¤ 8 a 15
Caterina Barbieri
Pattern of Consciousness
Tra le leve della nuova musica elettronica ‘made in Italy’, Caterina Barbieri sviluppa una ricerca incentrata sull’utilizzo di vecchi e nuovi sintetizzatori e strumenti a corda. Il suo minimalismo deriva da una meditazione sulle forme d’onda primarie e dall’esplorazione del potenziale polifonico e poliritmico dei sequenziatori, elementi attraverso i quali trasforma la musica in geometrie severe che si articolano nel tempo e nelle spazio.
Con Pattern of Consciousness il suo ultimo apprezzato album, qui presentato dal vivo e in modalità inedita ridisegnata per REf, Barbieri macina, scompone e ricompone una varietà impressionante di pattern per dare vita a strutture elettroniche che sembrano ipnotizzare l’ascoltatore, ma solo per sorprenderlo con nuove e destabilizzanti fratture. L’ambient incontra una techno implosiva per plasmare un enigmatico quanto magnetico universo.
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DIGITALIVE
 > live performance > 6 - 7.10
> Mattatoio
• Italia
• sabato 6 h 22 domenica 7 h 16
• da ¤ 8 a 15
fuse*
Dökk
Studio italiano fondato nel 2007 da Luca Camellini e Mattia Carretti, fuse* non è un semplice gruppo di creativi, ma un ensemble di ricercatori e artisti mediali impegnato tanto nella produzione di performance e installazioni quanto nella creazione d’esperienze multimediali, software e piattaforme tecnologiche e nell’intersezione tra virtualità e architettura. Dopo aver presentato Ljós durante REf16, il collettivo torna con Dökk, un nuovo viaggio nell’inconscio dove mondi e universi nascono e si dissolvono, tesi alla costante ricerca di un equilibrio tra luce e buio.
‘Buio’ è, non a caso, il signi cato della parola islandese che dà il titolo a questa performance, costruita attraverso una narrazione circolare capace di trasformare il palcoscenico in un luogo della mente in cui perdere le coordinate spazio-temporali e ricostruire la realtà secondo la propria immaginazione.
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 > Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima nazionale
> 6 - 7.10
> Teatro Argentina
• Repubblica Ceca / Belgio / Paesi Bassi
• sabato 6 h 19 domenica 7 h 17
• da ¤ 15 a 30
Leoš Janácek • Ivo van Hove Annelies Van Parys
The Diary of One Who Disappeared
Nel 1917 il compositore ceco Leoš Janácek (1854 – 1928) incontra Kamila Stösslová, in una località di cura. La donna ha quasi quarant’anni meno di lui. Il loro rapporto rimarrà platonico ma Janácek rimarrà ossessionato da lei  no
alla sua morte. A testimoniarlo oltre settecento lettere e un’opera (a sua volta ispirata a un poema in versi narrante la storia di un ragazzo follemente innamorato della giovane zingara Zefka) dal titolo Zápisník zmizelého: The Diary of One Who Disappeared.
Un lavoro ardente così de nito dallo stesso musicista in
una lettera alla sua musa: «C’è talmente tanta emozione, così tanto fuoco in questo spettacolo, che se ci toccasse saremmo entrambi ridotti in cenere». A cogliere questa eredità è il regista olandese Ivo Van Hove, direttore artistico del Toneelgroep Amsterdam e tra i più acclamati registi nel mondo, qui impegnato in uno spettacolo di teatro musicale in grado di restituire tutto il mistero e tutta la poesia di Janácek.
Alle 22 canzoni per tenore e pianoforte, struttura
dell’opera, si aggiungono 3 brani per un coro di donne e un mezzosoprano scritti dalla compositrice Annelies Van Parys. Il risultato è un miscuglio di crudeltà e tenerezza capace
di trascinarci nel cuore della musica e nell’essenza di ogni discorso amoroso.
Con il contributo di In collaborazione con Con il patrocinio di
Ambasciata del Belgio in Italia
Composizione Leoš Janácek, Annelies Van Parys Direttore Ivo van Hove Mezzosoprano Marie Hamard, Raphaële Green Tenore Ed Lyon Attore Hugo Koolschijn, Gijs Scholten Pianoforte Lada Valesova Coro membri della Choral Academy of De Munt, La Monnaie: Hanna Al Bender, Trees Beckwé, Lisa Willems, Isabelle Jacques, Raphaële Green Drammaturgia Krystian Lada Scene Jan Versweyveld Costumi An D’huys Produzione Muziektheater Transparant Coproduzione Toneelgroep Amsterdam, Klara Festival, De Munt/La Monnaie, Kaaitheater, Les Théâtres de la Ville de Luxembourg, Opera Days Rotterdam, Beijing Music Festival Foto © Laura Makabresku Foto galleria © Jan Versweyveld
In network con

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> Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima nazionale
> 9 - 14.10
> Teatro Argentina
• Italia
• h 21
sabato 13 h 19 domenica 14 h 17
• da ¤ 11 a 25
Daria De orian Antonio Tagliarini
Quasi niente
Dopo Reality (2012), Ce ne andiamo per non darvi altre preoccupazioni (2013) e Il cielo non è un fondale (2016), Daria De orian e Antonio Tagliarini - Premio Ubu per l’innovazione alla drammaturgia nel 2014 - tornano per REf con Quasi niente, nuova produzione ispirata a Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni. In scena tre donne e due uomini (accanto al duo: Monica Piseddu, Francesca Cuttica e Benno Steinegger) lavorano attorno alla  gura di Giuliana, moglie e madre, interpretata nel  lm da una giovane Monica Vitti. È lei, ‘selvatica vestita elegante’, a farsi carico di quella marginalità che da sempre attrae i due artisti, chiave di lettura del mondo intero. Perché Quasi niente ci parla non solo del disagio, della fragilità, delle crepe del reale, ma anche della fanciullezza di una donna che il mondo non sembra più interessato ad ascoltare.
Sullo sfondo una società malata, priva di margini d’immaginazione e schiacciata- da quel ‘realismo capitalista’ che ha soppresso ogni passato e ipotecato ogni futuro. Spetta al teatro, con il suo ‘impotente fantasticare’ fungere ancora una volta da cerniera tra il dentro e il fuori, tra l’immagine e il reale a essa sotteso.
Un progetto di Daria De orian e Antonio Tagliarini liberamente ispirato al  lm Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni collaborazione alla drammaturgia e aiuto regia Francesco Alberici con Francesca Cuttica, Daria De orian, Monica Piseddu, Benno Steinegger, Antonio Tagliarini collaborazione al progetto Francesca Cuttica, Monica Piseddu, Benno Steinegger consulenza artistica Attilio Scarpellini luce Gianni Staropoli suono Leonardo Cabiddu e Francesca Cuttica (Wow) costumi Metella Raboni traduzione e sovrattitoli in francese Federica Martucci direzione tecnica Giulia Pastore
organizzazione Anna Damiani accompagnamento e distribuzione internazionale Francesca Corona / L’Of cina foto: ©Chiara Ernandes Una produzione A.D. / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Teatro Metastasio di Prato /Emila Romagna Teatro Fondazione in coproduzione con théâtre Garonne, scène européenne Toulouse / Romaeuropa Festival / Festival d’Automne à Paris / Théâtre de la Bastille - Paris / LuganoInscena LAC / Théâtre de Grütli - Genève / La Filature, Scène nationale – Mulhouse con il sostegno di Istituto Italiano di Cultura di Parigi, L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, FIT Festival - Lugano
    In corealizzazione con
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> 10.10
> Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli
• Italia / Stati Uniti • h 21
• da ¤ 19 a 30
Frank Zappa
Ensemble Giorgio Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scala
Peter Rundell
The Yellow Shark
versione integrale
Venticinque anni sono trascorsi dalla scomparsa di Frank Zappa, genio della musica del Novecento, tra i migliori chitarristi di tutti i tempi e artista in grado di far proprie in uenze stilistiche diversissime: dal rock al blues, dal jazz al progressive, dall’avanguardia al cabaret. «Era una  gura eccezionale perché apparteneva a due mondi: quello della musica pop e quello della musica classica» affermò Pierre Boulez.
Nato come registrazione dal vivo eseguita dall’orchestra tedesca Ensemble Moderne e pubblicato nel 1993, The Yellow Shark è l’ultimo album dell’artista ed è considerato uno dei suoi massimi capolavori.
L’orchestra dell’Accademia Teatro alla Scala fa ora rivivere questo monumento musicale in un’esecuzione integrale
ad opera dell’Ensemble Giorgio Bernasconi. A dirigerlo
è Peter Rundell: non solo uno dei più importanti direttori d’orchestra al mondo, ma anche un testimone di questa grande creazione, da lui stesso diretta nel 1992 al Festival di Francoforte. Un appuntamento con la storia della musica e con la sua eredità.
In corealizzazione con Con il patrocinio di In network con
Tour: 24 luglio 2018, Festiva di Stresa (Stresa/Verbania) 6,7 ottobre 2018, Piccolo Teatro Studio (Milano) 10 ottobre 2018, Auditorium parco della musica – sala Sinopoli (Roma) 12 ottobre 2018, Teatro Valli (Reggio Emilia)
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> 10 - 21.10
> Sala Santa Rita
• Germania
• dalle h 16 alle 20
il venerdì dalle h 16 alle 23 il sabato dalle h 11 alle 19 lunedì chiuso
• ingresso gratuito
Robert Henke
Linee e Punti No.1
Dopo aver letteralmente in ammato il Teatro Argentina con il suo Lumiere III, performance per laser, musica e  gure astratte, Robert Henke torna a REf18 con le sue spericolate sperimentazioni luminose. Linee e Punti No. 1 è un’opera site speci c pensata appositamente per la Sala Santa Rita di Roma. Ed è proprio questo spazio a spingere l’artista, musicista e ingegnere informatico tedesco a creare un
vero e proprio dialogo tra l’architettura e un organismo elettronico animato ancora una volta dai laser e dal suono. Fasci di luce accarezzano le pareti, punti e griglie saltano sul pavimento e cercano di comprendere, in una danza algoritmica senza  ne, i meccanismi che rendono vivo lo spazio. «Questa non è un’installazione» afferma d’altronde lo stesso Henke «ma qualcosa di vivo, una geometria che respira lentamente all’interno di una forma solida».
Foto © Robert Henke
    Con il patrocinio di
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> 12.10
> Accademia d’Ungheria in Roma
• Ungheria
• h TBD
• ingresso gratuito
    Dániel Dobri
Un’altra Roma
Composto dal giovane Dániel Dobri su libretto di Ági Jókai, Un’altra Roma trae le mosse dal saggio Due Roma dello scrittore ungherese Balázs Lengyel Balázs.
In questo scritto l’autore racconta le proprie esperienze nella Città Eterna (visitata nel 1947 e nel 1948 in relazione all’Accademia D’Ungheria) insieme alla moglie e poetessa Ágnes nemes nagy.
Un soggiorno importante, parte di una stagione d’incontri tra i due paesi poi terribilmente interrotta, per lunghi anni, dalla dittatura stalinista.
Ventiseienne, chitarrista e compositore, diplomatosi al Jazz Conservatory di Budapest, Dobri fa propria la tradizione dei melodrammi di Liszt e Stravinsky e ripercorre questa esperienza utilizzando le poesie di nemes nagy e i testi del compagno scritti durante quei giorni di residenza. A dare voce a questo percorso, insieme alla stessa Jókai, qui anche attrice e narratrice, è il cantante Botond Ódor, tenore del Theater an der Wien.
Con il contributo di
composto da Dàniel Dobri Botond Ódor (tenore), Ági Jókai (recital in prosa e libretto), Zsuzsanna Grósz (pianoforte), Dávid Kéringer (clarinetto) sulle poesie di Ágnes Nemes Nagy e sulla novella di Balázs Lengyel
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> Prima nazionale > 11 - 20.10
> Teatro Vittoria
• Gran Bretagna / Francia
• h 21
domenica 14 h 17 sabato 20 h 16 + 21
• da ¤ 22,50 a 40
Peter Brook Marie-Hèlène Estienne
The Prisoner
Se c’è un artista che non necessita di presentazioni è sicuramente Peter Brook. Il rivoluzionario maestro del teatro internazionale, più volte ospite di Romaeuropa Festival, torna con il suo ultimo spettacolo diretto insieme a Marie- Hèlène Estienne.
Un cast multietnico per affrontare con la maestria e quel consueto tocco lirico che caratterizza la scrittura scenica di questo gigante del teatro mondiale, i temi della punizione, della giustizia e del crimine. Un uomo siede da solo davanti a un’enorme prigione in un paesaggio desertico. Chi è?
E perché si trova in questo luogo? È una sua libera scelta oppure sta scontando una qualche forma di punizione?
E coloro che sono dentro il carcere che crimini hanno commesso? Come guardano a loro volta l’uomo che li sta osservando? È un pazzo o forse un dio?
Cos’è la redenzione e quale il signi cato del termine giustizia in un mondo dove carcerati e guardiani si scrutano reciprocamente ponendosi le stesse domande?
Spettacolo in inglese con sovratitoli in italiano
Testo, Regia Peter Brook, Marie-Hélène Estienne Luci Philippe Vialatte Scene David Violi Con Hiran Abeysekera, Ery Nzaramba, Omar Silva, Kalieaswari Srinivasan, Donald Sumpter Assistente ai costumi Alice François Con l’aiuto di Tarell Alvin McCraney, Alexander Zeldin Produzione C.I.C.T. – Théâtre des Bouffes du Nord Coproduzione National Theatre London, The Grotowski Institute, Ruhrfestspiele Recklinghausen, Yale Repertory Theatre, Theatre For A New Audience – New York Foto © Simon Annand
    Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                ITALIA
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> Prima nazionale
> 13 - 14.10
> Accademia di Francia a Roma Villa Medici
• Iran
• sabato 13 h 18 + 20 domenica 14 h 16 + 18:30
• da ¤ 8 a 15
Ali Moini
My Paradoxical Knives
Nato nel 1974 a Shiraz (Iran), Ali Moini vanta un percorso eclettico e versatile che lo porta dallo studio dei canti e delle musiche tradizionali iraniani, alla performance e alla danza al  anco di artisti come Meg Stuart, Lisa Nelson o Deborah Hay. My Paradoxical Knives è una performance che attinge dalla tradizione culturale persiana e che lega insieme le poesie del poeta Su  del XIII secolo Rumi e i movimenti alla base della pratica roteante dei dervisci. Il tradizionale abito Su , rappresentazione di sicurezza e uguaglianza, è tramutato dall’artista in una fonte di pericolo: ora composto da cinghie, infatti, collega dei coltelli al corpo del performer come fossero strumento di difesa e contemporaneamente di minaccia. Girando e cantando le poesie di Rumi, Moini lascia sollevare queste armi per puntarle verso il pubblico. Questa danza rituale cambia così il suo signi cato, diventando
un mezzo per interrogare la forza delle tradizioni e della poesia, le misure di sicurezza poste nella relazione tra artista e pubblico o la percezione di minaccia dinanzi a una cultura diversa. Quanto è veramente possibile avvicinarsi a un’identità distante da noi?
In collaborazione con
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> Prima nazionale > 13 - 14.10
> Teatro Vascello
• Cina
• sabato 13 h 21 domenica 14 h 17
• da ¤ 19 a 25
Wen Hui
Living Dance Studio Beijing
Red
A Documentary Performance
Cineasta e coreografa cinese, Wen Hui è alla guida della compagnia Living Dance Studio di Beijing con la quale porta avanti una ricerca incentrata sulla memoria e sulle possibilità del corpo di presentarsi come archivio della storia di un popolo. Red - A Documentary Performance ci riporta nella Cina maoista degli anni Sessanta e Settanta utilizzando come punto di partenza il balletto The Red Detachment
of Women, modello dell’estetica socialista e della sua rivoluzione culturale, con il suo mix di tecniche occidentali e tradizione cinese.
Hui porta in scena due generazioni di danzatrici che attraverso la loro presenza, i loro gesti ma anche video
e interviste riempiono quel vuoto che separa le grandi narrazioni storiche dall’intimità. Chi ha vissuto quel periodo si confronta con chi lo percepisce come un’eco lontana.
Ma tra documentario e performance lo spettacolo di Wen Hui riesce a far rivivere questo dialogo nel corpo, nel fare scenico. Così il palco del teatro si affaccia al mondo come visione di una intera società e delle sue problematiche, come termometro per testare il valore dei gesti, delle memorie di ogni singolo individuo dinanzi alla storia.
Coreogra a: WEN Hui
Testi: ZHUANG Jiayun Drammaturgia: Kai TUCHMANN (Germany) Performer: JIANG Fan, LI Xinmin, LIU Zhuying, WENHui Luci: Edwin van Steenbergen (Netherlands) Video: ZOU Xueping Scenogra a: ZHOU Jie Interviste: WEN Hui, ZHUANG Jiayun, ZOUXueping Musica: WEN Lvyuan Traduzioni: GUO Rui, XU Qian Una coproduzione tra Beijing Living-Dance Studio and the Goethe-Institut China
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> Coproduzione Romaeuropa Festival > Prima nazionale
> 17 - 19.10
> Teatro Olimpico
• Gran Bretagna • h 21
• da ¤ 15 a 40
Hofesh Shechter Company
Grand Finale
De nito dal The Guardian come un valzer per la  ne dei tempi, Grand Finale segna il ritorno di Hofesh Shechter per Romaeuropa Festival. Il coreografo di fama internazionale decide di intraprendere nuovi percorsi per approfondire la propria estetica e il proprio vocabolario s dando se stesso e quei canoni che l’hanno reso celebre in tutto il mondo. Affronta così per la prima volta composizioni classiche eseguite dal vivo sulla scena e si confronta con i costumi
e le scenogra e realizzate dal designer Tom Scutt. 10 danzatori insieme a 6 musicisti sono impegnati in un’opera apocalittica, una danza intorno all’abisso per indagare i grandi temi del presente - la precarietà della quotidianità, i disastri politici ed ecologici, la violenza e il terrore - senza rinunciare a quel black humor che è ormai  rma del coreografo.
Perché questa danza alla  ne del mondo nasconde sotto la sua coltre oscura e distopica la luce di un profondo ottimismo. È quello dello sguardo di Shechter in grado di analizzare lo spirito del presente esorcizzandone i suoi demoni.
Con il contributo di Con il patrocinio di
Danzatori Chien-Ming Chang, Frédéric Despierre, Rachel Fallon, Mickael Frappat, Yeji Kim, Kim Kohlmann, Erion Kruja, Merel Lammers, Attila Ronai, Diogo Sousa con il Direttore associato Bruno Guillore Musicisti James Adams, Chris Allan, Rebekah Allan, Mehdi Ganjvar, Sabio Janiak, Desmond Neysmith Scene, Costumi Tom Scutt Luci Tom Visser Collaborazione musicale Nell Catchpole, Yaron Engler Assistente design Rosie Elnile Foto di produzione © Rahi Rezvani Foto delle prove © Victor Frankowski
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 DANCING DAYS
Con Dancing days Romaeuropa Festival 2018
dà seguito a una rassegna interamente dedicata
al movimento, indagando le nuove tendenze europee in ambito coreogra co.
Non un percorso generazionale, ma una settimana in cui si riuniscono i nomi di danzatori e coreogra  impostisi all’attenzione nazionale e internazionale con i loro lavori sopra le righe o volti a infrangere le regole della creazione artistica.
A cura di Francesca Manica
dal 18.10 al 21.10
MATTATOIO TEATRO VASCELLO
In collaborazione con
KEREN LEVI
SARA SGUOTTI
CHRISTOS PAPADOPOULOS
LUNA CENERE
INGRID BERGER MYHRE
SALVO LOMBARDO • CHIASMA DOMINIK GRÜNBÜHEL • LUKE BAIO DNAPPUNTI COREOGRAFICI
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DANCING DAYS
 > prima nazionale > 18.10
> Mattatoio
• Italia
• h 19
• da ¤ 8 a 12
Sara Sguotti
S.solo
Vincitrice di DNAppunti Coreogra ci 2017, Sara Sguotti porta a compimento il suo S.solo - Rituale del piacere dalla costrizione alla libertà. A partire dall’incontro tra una poesia di Baudelaire Il serpente che danza, alcune opere di Louise Bourgeois, Tracy Enim e Ren Hang, la giovane coreografa costruisce questa pièce come un vero e proprio autoritratto del suo piacere.
Sulla scena il suo corpo animale, i cui movimenti sembrano reinventare la pratica del Butoh, si trasforma in una massa informe, snaturata, viscerale e seducente, metafora di un’interiorità che cerca di essere liberata. Come trasmettere al pubblico l’esperienza sensibile che le opere selezionate hanno operato sulla stessa coreografa? Come far rivivere a chi guarda le sensazioni provate, la libertà, l’evocazione del proprio personale tormento?
   In network con
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DANCING DAYS
 > prima nazionale > 18.10
> Mattatoio
• Paesi Bassi • h 20
• da ¤ 8 a 12
Keren Levi
The Dry Piece XL Edition
Con The Dry Piece XL Edition la coreografa Keren Levi porta in scena una poetica indagine sulla percezione del corpo femminile nella società contemporanea e sulla relazione tra l’ideale di bellezza e l’identità delle donne. Capace di mutare estetiche e temi pur tenendo salda l’attenzione alla danza
e al movimento, il lavoro della coreografa di Amsterdam, nasce in stretta collaborazione con i suoi performer e si nutre della loro soggettività.
In The Dry Piece la scena teatrale è utilizzata come un tool
di photoshop o come uno spazio in cui glamour e fatica convivono nel corpo nudo delle danzatrici, osservate attraverso i colori delle proiezioni video. Due sono infatti le fonti alle quali Levi si inspira per questa coreogra a: da un lato le creazioni di Busby Berkeley, celebre regista di musical degli anni ‘30, dall’altro il testo politico The Beauty Myth  rmato da Naomi Wolf, accusa al maschilismo e al modo in cui gli ideali di bellezza (spesso scon nanti nel pornogra co) siano utilizzati contro la libertà delle donne.
Con il contributo di Con il patrocinio di
Coreogra a, Ideazione Keren Levi Danza, Coreogra a per The Dry Piece Mari Matre Larsen, Karin Frankel, Alma Lindenhovius, Eva Susova Danza, Coreogra a per la XL Edition Mari Matre Larsen, Karin Frankel, Alma Lindenhovius / Maya Tamir, Eva Susova, Hillary Blake Firestone / Carcom Sheffer, Maddy Bullard, Alice Pons, Alicia Verdú Macián Persone coinvolte volontariamente nel lavoro, performer locali provenienti dai luoghi di spettacolo Sarah Kate Gardiner, Lucia Fernandez, Maya Tamir, Mezhgan Saleh, Maria Villasmil, Fransecca Lezzeri, Rozemarijn de Neve, Suzanna de Bekker, Marjolein
Vogels, Valentina Campora, Chengbei Duan, Emmi Hakala, Vera Goetzee, Joske Daamen, Eva Vrieling, Monica Sharon, Jantien Fick, Paula Chavez Bonilla, Pauline Briguet, Nora Ramakers, Esther Arribas, Tex Hobjin, Revé Terbog, Sarah Paternesi Musica Tom Parkinson Luci Minna Tiikkainen Video Assi Weitz Drammaturgia Igor Dobričič Tecnica Martin Kaffarnik, Assi Weitz Poster Daan Brand Graphic design Cubicle Design Fotogra a Anna van Kooij Produzione Martha van Megen | NeverLike PR Daisy Benz Direzione TRANSISOTR (Jette Schnieder, Judith Schoneveld)
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DANCING DAYS
 > 19.10
> Mattatoio
• Grecia
• h 21
• da ¤ 8 a 15
Christos Papadopoulos
Opus
Torna a REf18, dopo aver presentato ELVEDON nel 2016, Christos Papadopoulos, coreografo greco membro fondatore della compagnia Leon and the Wolf, con la quale conduce una ricerca sulla natura del gesto a cavallo tra danza e performance.
Opus, la sua ultima coreogra a, indaga la relazione che intercorre tra musica e visione, cercando di fuggire ogni clichè e pantomimica rappresentazione del suono. Ciò che interessa Papadopoulos, infatti, è la ricerca di uno status
di verità e di realtà del performer, qui intento a vivere ed esperire insieme al pubblico l’Arte della Fuga di Johan Sebastian Bach. Quattro i danzatori in scena per visualizzare questo capolavoro della cultura musicale occidentale, esplorare le nostre reazioni automatiche e impulsive quando ascoltiamo la musica, trascinarci in un luogo immacolato capace di estrarci dalla quotidianità e, contemporaneamente (come nella composizione di Bach), lasciarci percepire un senso del divino incarnato dalla natura, dal corpo e dal suo movimento.
Co nanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea Con il patrocinio di
Coreogra a: Christos Papadopoulos Musica: Johan Sebastian Bach Editing musicale: Kornilios Selamsis Disegno luci: Miltiadis Athanasiou Danza: Amalia Kosma, Maria Bregianni, Georgios Kotsifakis, Ioanna Paraskevopoulou
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DANCING DAYS
 > 20.10
> Mattatoio
• Italia
• h 19
• da ¤ 8 a 12
Luna Cenere
Kokoro
Il termine giapponese ‘kokoro’ indica contemporaneamente due concetti, quello di ‘mente’ e quello di ‘cuore’. Questa parola, traducibile in italiano con ‘essere interiore’ è il
punto di partenza della pièce realizzata da Luna Cenere, coreografa e danzatrice di origini napoletane, classe 1987, già attiva nella compagnia di Virgilio Sieni.
Da sempre impegnata in una ricerca in cui l’improvvisazione diviene strumento per sperimentare e approfondire più capacità espressive, Cenere pone al centro delle sue performance il corpo, terreno d’indagine per far emergere
il senso poetico del movimento. Nudo al centro della scena, questo si tras gura per far emergere immagini sorprendenti in grado di decostruire la nostra percezione della realtà e le categorie dualistiche (bene-male; bello-brutto) nelle quali siamo abituati a incasellarla.
Coreogra a e interpretazione: Luna Cenere Musica originale: Gerard Valverde Luci: Gaetano Battista Produzione Körper Collaborazione alla produzione Virgilio Sieni/Centro Nazionale di Produzione
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DANCING DAYS
 > 20.10
> Mattatoio
• Norvegia
• h 20
• da ¤ 8 a 12
Ingrid Berger Myhre
Blanks
Il linguaggio e la semiotica sono elementi centrali nel lavoro di Ingrid Berger Myhre, coreografa e danzatrice af liata al Dansateliers di Rotterdam. Non è dunque un caso se Blanks si presenta come una ri essione sulle condizioni attraverso cui si assiste a uno spettacolo di danza.
La stessa Myhre, qui impegnata in un solo, costruisce la
sua performance come un insieme di sottotesti, pretesti e contesti per sottolineare come la descrizione verbale di una situazione possa alterare la situazione reale stessa. Blanks ci invita a ri ettere sul linguaggio della danza e su come lo spettatore può manipolare la scena attraverso le proprie percezioni e la propria immaginazione. Un sogno a occhi aperti, dolce e pieno di possibilità.
Coreogra a e performance: Ingrid Berger Myhre Luci, scene: Edwin Kolpa Sviluppo tecnico e visuale: Sigurd Ytre-Arne Costumi e gestione della scena: Maja Eline Latssen Foto: Sara Anke, Jenny Berger Myhre Ricerca visiva e assistenza: Jenny Berger Myhre Occhio esterno: Merel Hering
    Co nanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea Con il patrocinio di
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DANCING DAYS
 > Coproduzione Romaeuropa Festival
> prima nazionale > 20 - 21.10
> Teatro Vascello
• Italia
• sabato 20 h 21 domenica 21 h 17
• da ¤ 19 a 25
Salvo Lombardo • Chiasma
Excelsior
Nel 1881 al Teatro alla Scala di Milano debutta il Gran Ballo Excelsior, uno dei balli italiani dell’Ottocento di maggior successo che, come dichiara il suo autore Luigi Manzotti, celebra la grandezza della civiltà contro l’oscurantismo che costringe i popoli: «Nelle tenebre del servaggio e dell’ignominia». Sono gli anni delle Esposizioni Universali dove vengono celebrate le conquiste del progresso,
della rivoluzione industriale, dell’imperialismo coloniale e dell’affermazione del concetto di identità nazionale e del suo immaginario di riferimento. Date queste premesse
Salvo Lombardo, guida della compagnia Chiasma, si interroga su quale è oggi l’eredità culturale di quell’idea
di Occidente della  ne del XIX secolo. Quali iconogra e e quali immaginari del Gran Ballo Excelsior riemergono oggi, in forme apparentemente diverse, nelle rappresentazioni degli ‘altri’, nel disegno dei corpi, e nella negoziazione delle relazioni tra Europa e ‘resto del mondo’? La pièce costruita da Lombardo non vuole essere un riallestimento del balletto, quanto piuttosto una sua ri-mediazione che si sofferma sugli immaginari stereotipici che il presente ripropone attraverso i suoi linguaggi, le sue raf gurazioni e i suoi media.
ideazione, coreogra a, regia Salvo Lombardo performance Daria Greco, Lucia Cammalleri e altri interpreti in via di de nizione e con i partecipanti al workshop Around Excelsior cultural advisor Viviana Gravano assistente alle coreogra e Daria Greco  lm Isabella Gaffè produzione Chiasma, Roma in co-produzione con Théâtre
National de Chaillot, Parigi; Festival Oriente Occidente, Rovereto; Festival Fabbrica
Europa, Firenze; Festival Romaeuropa, Roma; con il sostegno di Teatro della Toscana / Pontedera Teatro, Spellbound Contemporary Ballet; Versiliadanza, Firenze. creazione realizzata nell’ambito del progetto Residenze coreogra che Lavanderia a Vapore 3.0 / Piemonte dal Vivo
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DANCING DAYS
 >  nalisti
> 21.10
> Mattatoio
• Italia • h 17 • ¤5
DNAppunti coreogra ci
Giovani coreogra  italiani
DNAppunti coreogra ci è un progetto di sostegno per giovani coreogra  italiani, strutturato in diverse fasi di ricerca e creazione -raccolta delle proposte, visione degli studi, residenze creative, contributo alla produzione - che nasce da un lavoro sinergico su territorio nazionale tra la Cango/Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza Firenze, Il Centro per la Scena Contemporanea/ Operaestate Festival del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender di Bologna, Triennale di Milano. Obiettivo del progetto è quello d’individuare un giovane coreografo italiano a cui offrire un percorso di ricerca con sostegni eterogenei: residenze creative itineranti, risorse economiche e visibilità. Attraverso un meccanismo condiviso e paritario, i partner hanno selezionato, tra i progetti presentati al bando, i 3 partecipanti che presenteranno a Roma i loro appunti coreogra ci.
In network con
Foto © Giorgio Termini
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DANCING DAYS
 > 21.10
> Mattatoio
• Austria
• h 19
• da ¤ 8 a 12
Dominik Grünbühel Luke Baio
Ohne Nix
Firmata dai coreogra , danzatori e artisti digitali Dominik Grünbühel e Luke Baio, Ohne Nix è una performance immagini ca in cui videoproiezioni e tecniche di morphing incontrano un so sticato quanto esaltante umorismo. Il duo, infatti, accompagna il pubblico tra le sale di un mausoleo del futuro in cui due teste parlanti si presentano prima di invitare i rispettivi corpi a unirsi a loro e dimostrare quello che una volta riuscivano a fare insieme.
Parte da qui un percorso di ri essione sui processi artistici, sul valore dei tentativi e dei fallimenti, ma anche su ciò che ha spinto i due artisti a lavorare insieme: un background condiviso che affonda le sue radici negli anni Novanta. Fumo, luce, suono e immagini sono trasformati sulla scena in altrettanti protagonisti di una performance ironica e commovente, partecipata da corpi reali e da forme astratte.
Coreogra a: Dominik
Grünbühel, Luke Baio Danzatori: Dominik Grünbühel, Luke Baio Musica: Andreas Berger Produzione: Julian Vogel
    Co nanziato dal Programma Creative Europe dell’Unione Europea Con il patrocinio di
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   Andare a guardare così lontano, oltre le profondità del cosmo, richiede coraggio e intraprendenza. Richiede una volontà più
forte della paura. A partire dall’edizione 2017, Romaeuropa Festival ha desiderato rinnovare la propensione al rischio che ha caratterizzato la
sua azione negli anni tornando a guardare fra le realtà emergenti della scena teatrale italiana con la collaborazione di Carrozzerie | n.o.t, spazio indipendente del territorio che, per vocazione, si propone come luogo d’investigazione e stimolo di futuri possibili.
A cura di Maura Teo li
dal 23.10
al 28.10 MATTATOIO
In collaborazione con
FABIANA IACOZZILLI VICOQUARTOMAZZINI CHIARA BERSANI
LIV FERRACCHIATI THE BABY WALK
ANNI LUCE
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ANNI LUCE
 > 23 - 24.10 > Mattatoio
• Italia
• martedì 23 h 21 mercoledì 24 h 22
• da ¤ 8 a 15
Fabiana Iacozzilli
La classe
Fabiana Iacozzilli, dal 2008 alla guida della compagnia Lafabbrica, si è imposta all’attenzione nazionale attraverso un teatro sorretto da un fortissimo impianto visivo e scenotecnico.
Su questa sapienza poggia anche La classe, spettacolo vincitore del bando CURA 2018 e  nalista per Teatri del Sacro e per il Premio Dante Cappelletti 2017. Facendo riferimento a La Classe Morta di Tadeusz Kantor, Iacozzilli indaga il rapporto tra la nostra infanzia e il nostro diventare adulti: cosa rimane dentro di noi delle esperienze e delle cose che impariamo da bambini? Cosa facciamo delle emozioni negative, del male, della paura, delle botte ricevute da bambini?
Pupazzi di legno, fantocci di gioventù morte, si muovono senza pathos su dei tavolacci che ricordano banchi di scuola o tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Queste creature dell’artista Fiammetta Mandich, abitano la scena per raccontare un mondo perduto nella memoria eppure così centrale nell’esistenza di ognuno.
Uno spettacolo di: Fabiana Iacozzilli Collaborazione artistica: Tiziana Tomasulo/Lafabbrica Performers: Silvia Corona, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri Scene e burattini: Fiammetta Mandich Luci: Raffaella Vitiello Foto di scena: Tiziana Tomasulo Consulenza: Piergiorgio Solvi Co-produzione: CrAnPi Lafabbrica Teatro Vascello Carrozzerie | n.o.t | con il supporto di Residenza IDRA e Teatro Cantiere Florida/ Elsinor nell’ambito del progetto CURA 2018 | e con il supporto di Settimo Cielo/ Residenza Teatro di Arsoli
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                                              ANNI LUCE
 > 24 - 25.10 > Mattatoio
• Italia
• h 20:30
• da ¤ 8 a 15
VicoQuartoMazzini
Vieni Su Marte
Nata nel 2010 e guidata da Michele Altamura e Gabriele Paolocà la compagnia pugliese VicoQuartoMazzini si pone come scopo quello di scavare nelle assurdità dell’attualità per scoprirne le logiche più nascoste.
Vieni Su Marte, la loro ultima produzione, nasce proprio dall’unione fra una piccola notizia di costume e una ri essione sulla condizione umana.
Il progetto MARS ONE (mars-one.com) è stato avviato nel tentativo di selezionare un nucleo che avrebbe abitato la prima colonia umana permanente sul pianeta Marte. Circa centomila persone inviarono domanda per far parte di questa prima comunità.
Affascinata da questi dati, la compagnia si concentra su quello che porta l’essere umano a non trovarsi soddisfatto della propria condizione (materiale o esistenziale che sia)
e a muoversi altrove. Vieni Su Marte ritrae frammenti di un’umanità disposta a lasciare il proprio pianeta per scoprire l’ignoto. Al centro di questo insieme di bizzarri personaggi un povero marziano cercherà di conoscere e comprendere la natura dell’essere umano.
Uno spettacolo di: VicoQuartoMazzini Diretto e interpretato da Michele Altamura e Gabriele Paolocà Drammaturgia: Gabriele Paolocà Scene: Alessandro Ratti Costumi: Lilian Indraccolo Produzione: VicoQuartoMazzini, Gli Scarti Con il sostegno di: Of cina Teatro, Kilowatt Festival, Asini Bardasci, 20Chiavi Teatro Con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”
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ANNI LUCE
 > 26 - 27.10 > Mattatoio
• Italia
• h 21
• da ¤ 8 a 15
Chiara Bersani
Gentle Unicorn
«Io, Chiara Bersani, alta 98cm, mi autoproclamo carne, muscoli e ossa dell’Unicorno. Non conoscendo il suo cuore proverò a dargli il mio respiro, i miei occhi. Di lui raccoglierò l’immagine, ne farò un costume destinato a diventare prima armatura poi pelle. Nel dialogo tra la mia forma che agisce e la sua che veste, scopriremo i nostri movimenti, i baci, i saluti, gli sbadigli».
Sono queste le parole con le quali l’artista Chiara Bersani, attiva sia nell’ambito delle arti visive che in quello della performing art, presenta il suo Gentle Unicorn. Per la
prima volta interprete e creatrice, già attiva, tra gli altri, negli spettacoli di Alessandro Sciarroni, Babilonia Teatri, Jérôme Bel e Marco D’Agostin, l’artista affronta la  gura mitologica dell’unicorno, oggi parte dell’iconogra a pop, individuandone il graduale mutamento nel corso dei secoli. Gentle Unicorn va alla riscoperta dei torti subiti da questo animale immaginario per restituirgli una storia e un corpo. Eccolo apparire in un barlume di magia e speranza, forse un’ultima volta, forse per sempre, incarnato nel corpo e nell’essere della stessa Bersani.
Ideazione, Creazione e Azione Chiara Bersani Musiche Francesca De Isabella Disegno Luci Valeria Foti Direttore Tecnico Paolo Tizianel Consulenza Drammaturgica Luca Poncetta Coach Marta Ciappina Mentoring Alessandro Sciarroni Occhio Esterno Marco D’Agostin e Gaia Clotilde Chernetich Video Alice Brazzit Organizzatrice di Produzione Eleonora Cavallo Cura e Promozione Giulia Traversi Consulenza Amministrativa Chiara Fava produzione Associazione Culturale Corpoceleste_C.C.00# co- produzione Santarcangelo Festival, CSC – Centro per la Scena
Contemporanea (Bassano del Grappa) creazione realizzata presso le residenze artistiche Centrale FIES (Dro, Trento), Graner (Barcellona), Residenza Produttiva Carrozzerie | n.o.t (Roma), Gender Bender Festival (Bologna), CapoTrave/ Kilowatt (Sansepolcro) Chiara Bersani è tra i 7 artisti sostenuti per il 2018 dal progetto ResiDance XL - luoghi e progetti di residenza per creazioni coreogra che azione della Rete Anticorpi XL - Network Giovane Danza D’autore coordinata da L’arboreto - Teatro Dimora di Mondaino Foto © Roberta Segata
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ANNI LUCE
 > 28.10
> Mattatoio
• Italia
• h 17, 18:30, 20:00
• singolo
da ¤ 8 a 15 trilogia ¤ 24
Liv Ferracchiati The Baby Walk
Ideazione testi regia di Liv Ferracchiati
Peter Pan guarda sotto le gonne Drammaturgia (in ordine alfabetico): Greta Cappelletti e Liv Ferracchiati. Con (in ordine alfabetico): Linda Caridi/ Wendy, Luciano Ariel Lanza/ Ombra, Chiara Leoncini/Tinker Bell, Alice Raffaelli/Peter. Con le voci di: Ferdinando Bruni e Mariangela Granelli. Aiuto regia, coreogra e e costumi Laura Dondi. Scene e foto di scena Lucia Menegazzo. Disegno luci Giacomo Marettelli Priorelli. Fonico Giacomo Agni li. Direttore di scena Emiliano Austeri. Segretaria di Compagnia Sara Toni. Teaser e Promozione Andrea Campanella.
Uf cio Stampa: Roberta Rem, Francesca Torcolini. Produzione The Baby Walk - Teatro Stabile dell’Umbria. Con il sostegno di Campo Teatrale Milano e CAOS - Centro Arti Opi cio Siri – Terni.
Stabat Mater
Con (in ordine alfabetico): Chiara Leoncini/Psicologa, Linda Caridi/Fidanzata, Alice Raffaelli/Andrea e la partecipazione video di Laura Marinoni nel ruolo della Madre. Dramaturg di scena Greta Cappelletti. Aiuto regia e costumi Laura Dondi. Scene e foto di scena Lucia Menegazzo. Disegno luci Giacomo Marettelli Priorelli. Suono e fonico Giacomo Agni li. Direttore di scena Emiliano Austeri. Segretaria di Compagnia Sara Toni. Teaser e Promozione Andrea Campanella. Riprese e montaggio Video Studio Carabas. Locandina Ehsan Mehrbakhsh. Uf cio Stampa Roberta Rem, Maddalena Peluso, Francesca Torcolini. Progetto della Compagnia The Baby Walk. Produzione Centro Teatrale MaMiMò e Teatro Stabile dell’Umbria/ Ternifestival. Residenza Campo Teatrale Milano.
In collaborazione con Residenza Artistica Multidisciplinare presso CAOS - Centro Arti Opi cio Siri – Terni. Si ringrazia Gabriele Dario Belli e ForToMan.
Un Eschimese in Amazzonia
Scrittura scenica di e con (in ordine alfabetico): Greta Cappelletti/Coro, Laura Dondi/Coro, Liv Ferracchiati/ Eschimese, Giacomo Marettelli Priorelli/Coro, Alice Raffaelli/ Coro. Costumi Laura Dondi. Disegno luci Giacomo Marettelli Priorelli. Suono Giacomo Agni li. Organizzatrice di Compagnia Sara Toni. Uf cio Stampa Roberta Rem, Francesca Torcolini. Progetto della Compagnia The Baby Walk. Produzione Teatro Stabile dell’Umbria, Centro Teatrale MaMiMò, Campo Teatrale, The Baby Walk. In collaborazione con Residenza Artistica Multidisciplinare presso Caos – Centro Arti Opi cio Siri Terni.
La presentazione della Trilogia sull’Identità in un’unica visione è una produzione del Teatro Stabile dell’Umbria in collaborazione con The Baby Walk
  Trilogia sull’identità: Peter Pan guarda sotto le gonne Stabat Mater
Un Eschimese in Amazzonia
Dopo il diploma in regia alla Scuola Paolo Grassi di Milano, Liv Ferracchiati ha conquistato l’attenzione nazionale attraverso una trilogia interamente dedicata alla ricerca sull’identità di genere creata con la sua compagnia
The Baby Walk. Il progetto, nei suoi tre capitoli pone sotto lo sguardo dello spettatore le storie, i sentimenti,
le vite di personaggi diversi alle prese con la propria natura. «Trattare il tema dell’identità di genere signi ca interrogare la nostra natura di esseri umani sollevando interrogativi universali e culturali» afferma Liv. I tre capitoli corrispondono a tre differenti proposte di linguaggio: se con Peter Pan guarda sotto le gonne Liv racconta la condizione di chi, nato in un corpo femminile,  n dall’infanzia sente di essere altro ma non possiede ancora le parole per dare forma alla percezione di sé, Stabat Mater (Premio Hystrio Nuove Scritture di Scena 2017) trasforma proprio le parole in uno strumento per affermare un’identità e racconta la storia di un trentenne scrittore che vive al maschile in un corpo dalle sembianze femminili. Il linguaggio, in ne, nell’ultimo capitolo della trilogia Un Eschimese in Amazzonia (Premio Scenario 2017), diviene metafora della fragilità delle forme che scegliamo per noi stessi e dell’impossibilità di raccontarle pienamente agli altri.
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> 25 - 28.10
> Teatro Vascello
• Italia
• h 21
domenica 28 h 17
• da ¤ 22 a 30
Mario Martone Raffaele Di Florio Anna Redi
Tango Glaciale Reloaded (1982 —> 2018)
Il 27 gennaio del 1982, al Teatro Nuovo di Napoli, debutta Tango Glaciale. La regia è di Mario Martone e in scena ci sono Andrea Renzi, Tomas Arana e Licia Maglietta, tutti
e quattro membri della compagnia Falso Movimento. Quella sera non solo si aggiunge un tassello fondamentale al panorama della nuova scena italiana, ma s’inaugura
una nuova stagione fatta di corpi, racconti e visioni di straordinaria intensità emotiva.
Dopo le neoavanguardie degli anni Settanta, gli anni Ottanta ripartono all’insegna di una ‘nuova spettacolarità’, tra teatro e danza, musica rock, estetiche pop e riferimenti colti.
A distanza di quasi quarant’anni Tango Glaciale torna in
vita con un nuovo cast in un riallestimento nato non solo come occasione per cogliere l’importanza e la bellezza dello spettacolo e della sua epoca, ma anche come connessione di linguaggi e sentimenti sociali differenti o, come afferma
lo stesso Martone, per: «Mettere il lavoro alla prova di una generazione che nel 1982 era lontana dall’essere concepita».
Progetto, regia: Mario Martone Riallestimento 2018 a cura di: Raffaele di Florio, Anna Redi con: Jozef Gjura, Giulia Odetto, Filippo Porro scenogra a: Mario Martone interventi pittorici/design: Lino Fiorito ambientazioni gra che/ cartoons: Daniele Bigliardo parti cinematogra che / aiuto – regia: Angelo Curti, Pasquale Mari elaborazione della colonna sonora: Daghi Rondanini costumi: RAVELLE Napoli videoproiezioni: Alessandro Papa / realizzazione costumi: Nunzia Russo e Violetta di Costanzo / realizzazione calzature Ernesto Esposito / direttore di scena: Generoso Ciociola / macchinista: Walter Frediani / datore luci: Alessandro Caso / sarta: Anna Marino / scenotecnica: Retroscena / laboratorio attrezzeria: Alovisi attrezzeria / service: MAC SERVICE, Attilio Ruggero EMMEDUE / uf cio stampa: Katia Prota, Stefania Catellani/ coordinamento organizzativo: Alessandra Attena /
uf cio produzione: Rino Di Martino, Noemi Ranaulo, Rossella Caldarelli / distribuzione: Patrizia Natale, Eugenia Bacci, Amei Teupel (internazionale)/ organizzazione generale: Roberta Russo produzione: Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto riallestimento nell’ambito del progetto RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta/ Novanta (Ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini) in coproduzione con Fondazione Ravenna Manifestazioni con il sostegno di Torinodanza festival | Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee/ Fondazione Teatro Comunale di Ferrara / TPP - Teatro Pubblico Pugliese / Fondazione Toscana Spettacolo onlus/ Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi”
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> 31.10 - 3.11
> Teatro Vascello
• Italia / Stati Uniti • h 21
• da ¤ 19 a 25
Motus
Great Jones Repertory Company
PANORAMA
Ultima produzione di Motus, la compagnia fondata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, PANORAMA è un’indagine incentrata sul movimento dei popoli e una ricerca sul concetto d’identità post-nazionalista. Nato in stretta collaborazione con la Great Jones Repertory Company de La MaMa, il mitico teatro dell’East Village newyorkese fondato da Ellen Stewart, lo spettacolo parte dalla storia dei singoli membri del celebre gruppo interetnico americano per dare vita a un’unica biogra a plurale e visionaria.
Con il supporto del drammaturgo Erik Ehn – e un elaborato dispositivo visuale sviluppato al Seoul Institute of the
Arts – Motus delinea nuovi panorami esistenziali, dove il nomadismo diventa una proprietà intrinseca dell’esistere (e dell’essere artista), mettendo a dura prova ogni tentativo di  ssare irrevocabilmente persone, nazionalità, razze, professioni in categorie gerarchiche e immutabili.
Da Seoul a la Repubblica Domenicana, dalla Cina al Vietnam passando per la Turchia; PANORAMA è una caleidoscopica performance sull’umano diritto all’essere in movimento, sul nomadismo culturale, sulle espressioni artistiche da esso generate.
Spettacolo in lingua inglese con sottotitoli in italiano Ideazione, Regia Enrico Casagrande, Daniela Nicolò Drammaturgia Erik Ehn e Daniela Nicolò con gli attori della Great Jones Repertory Company (Maura Nguyen Donohue, John Gutierrez, Valois Mickens, Eugene the Poogene, Perry Yung, Zishan Ugurlu) Assistenza alla regia Lola Giouse Musiche Heather Paauwe Light design Daniela Nicolò Scenogra a Seung Ho Jeong Allestimenti Damiano Bagli Progetto visivo Bosul Kim Video design CultureHub con Sangmin Chae Assistenza e consulenza tecnica video e luci Paride Donatelli, Andrea Gallo, Alessio Spirli (Aqua Micans Group) Direzione tecnica (USA) Yarie Vazquez
Direzione tecnica (Europa) Paride Donatelli Produzione Elisa Bartolucci Logistica Shaila Chenet Comunicazione Marta Lovato Progetto gra co, Uf cio stampa comunicattive.it Distribuzione internazionale Lisa Gilardino Produzione La MaMa Experimental Theatre Club con Motus In coproduzione con Seoul Institute of the Arts, CultureHub, New York, Vooruit, Gent, FOG Triennale Milano Performing Arts, Emilia Romagna Teatro Fondazione, Grec Festival, Barcellona, L’arboreto – Teatro Dimora, Mondaino In collaborazione con Under The Radar Festival, New York Con il sostegno di MIBACT, REGIONE EMILIA- ROMAGNA Foto © Theo Cote
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 11.2018
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                          > una produzione dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in collaborazione con Romaeuropa Festival
> prima esecuzione italiana
> 2 - 4.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Santa Cecilia
• Stati Uniti / Italia
• venerdì 2 h 20:30 sabato 3 h 18 domenica 4 h 18
• da ¤ 19 a 52
John Adams
Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
The Gospel according to the other Mary
Con The Gospel according to the other Mary ( nalista
nel 2014 del premio Pulitzer per la musica), John Adams affronta il tema della Passione di Cristo. Questa storia, pilastro della cultura occidentale, tramandata per millenni
in tutto il mondo, è affrontata dal compositore americano, tra i più conosciuti e apprezzati, focalizzando l’attenzione su Maria Maddalena, sua sorella Marta e Lazzaro. Gesù è sullo sfondo, citato nei dialoghi dei protagonisti che a seguito
del suo incontro hanno visto cambiare la propria esistenza. Realizzato grazie alla consueta collaborazione di Peter Sellars, il libretto è costruito come un collage di testi tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento, dalla Bibbia, ma anche
da autori come Rosario Castellanos, Rubén Darìo, Dorothy Day, Louise Erdrich, Hildegard von Bingen, June Jordan e Primo Levi, per indicare nuove prospettive e possibilità di lettura. Eseguita per la prima volta in Italia con l’Orchestra
e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che per l’occasione saranno diretti dallo stesso Adams, The Gospel according to the other Mary è un’opera epica e magni cente, riassunto di tutto il percorso di un compositore la cui creatività sembra non avere limiti.
Una produzione Con il patrocinio di
Mezzosoprano: Kelley O’Connor Contralto: Elizabeth DeShong Tenore: Jay Hunter Morris Controtenore I: Daniel Bubeck Controtenore II: Brian Cummings Controtenore III: Nathan Medley Foto © Chris Bennion
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             > 3.11
> Mattatoio
• Italia • h 18 • ¤5
Edison Studio
SIAE
Cineteca di Bologna
Sounds of Silences
Sounds of Silences  nalisti III edizione 2018
Il collettivo Edison Studio, con il supporto della Società Italiana degli Autori e Editori al progetto SIAE - Classici di Oggi e con la collaborazione di Cineteca di Bologna e Romaeuropa Festival 2018, bandisce la terza edizione del concorso internazionale di composizione musicale per le immagini Sounds of Silences.
     In collaborazione con
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> prima assoluta
> 6.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Stati Uniti / Italia • h 21
• da ¤ 15 a 25
Fay Victor
Daniele Del Monaco Marc Ribot
The Zone
Cosa ha in comune la vicenda  loso co/fantascienti ca
di Picnic sul ciglio della strada (il celebre romanzo dei fratelli Strugackij noto anche grazie alla personalissima trasposizione cinematogra ca del  lm Stalker di A. Tarkovskij) con l’epopea Su  de Il verbo degli uccelli (parabola di profonda e rara intensità partorita dalla magistrale penna di Farid al-Din’Attar, poeta mistico persiano del XII secolo)? Queste due storie, distanti nello spazio e nel tempo, s’incontrano e delineano il racconto di un cammino eroico verso la conoscenza in cui è necessario abbandonare ogni cosa, bruciare cento mondi e gettare il proprio cuore nel tempestoso fuoco del presente.
Nato dalla collaborazione tra Daniele Del Monaco e alcuni musicisti di New York, il cui nucleo centrale (Marco Cappelli, Ken Filiano e Satoshi Takeishi) è af ancato da Fay Victor e Marc Ribot, lo spettacolo mette in scena le energie di una nuova stagione della musica sperimentale newyorkese, nella quale con uiscono con naturalezza l’energia del
rock, l’interplay dell’improvvisazione, i colori della musica contemporanea e la sintesi della composizione musicale. Presentato in prima mondiale per Romaeuropa Festival dopo essere stato interamente riscritto a partire da un lavoro del 2014, The Zone è un’odissea Su  che, con spirito punk, si allontana dai cliché adolescenziali del viaggio e della crescita, costruendo, all’interno delle sue sette canzoni, toni austeri e tenebrosi, violenti eppure dolcissimi in grado di restituire valore e spessore poetico al concetto di rituale.
In collaborazione con Con il patrocinio di
Produzione: Centro Commerciale Campania Produzione esecutiva: LCP Foto di copertina: Francesco Demichelis Ringraziamenti: Barbara Di Lieto, Valerio Borgianelli Spina, Nadia Merlo Fiorillo
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> 8.11
> Opi cio Romaeuropa
• Svizzera
• h 18
• evento gratuito
    Milo Rau
The Congo Tribunal  lm
La guerra in Congo ha causato oltre sei milioni di morti nel corso degli ultimi vent’anni. La popolazione è lacerata e i trasgressori risultano essere ancora impuniti.
Milo Rau, uno dei più acclamati registi teatrali d’Europa,
è riuscito a radunare vittime, perpetratori, osservatori e studiosi del con itto.
A partire dall’omonimo progetto teatrale The Congo Tribunal, il regista svizzero crea un documentario sui generis per esaminare le cause e gli sfondi di questa guerra economica, tra le più grandi e sanguinose della storia umana, il ruolo di Stati Uniti, Unione Europea e Cina nello sfruttamento delle risorse del territorio africano, il ruolo dei politici locali e le loro relazioni con l’occidente.
Ne nasce un progetto artistico in cui  nzione e realtà divengono un tutt’uno e in cui il cinema e il teatro si fanno strumenti per agire concretamente e politicamente sul presente.
Ricercatore Sylvestre Bisimwa Giudice Jean-Louis Gilissen Giuria di Bukavu Vénantie Bisimwa Nabintu, Colette Braeckman, Gilbert Kalinda, Prince Kihangi, Séverin Mugangu, Jean Ziegler Giuria di Berlino Colette Braeckman, Saran Kaba Jones, Wolfang Kaleck, Saskia Sassen, Marc-Antoine Vumilia Muhindo, Harald Welzer e altri Scritto e diretto da Milo Rau Direttore della fotogra a Thomas Schneider Drammaturgia, Editing Katja Dringenberg Ricerca, Casting Eva-Maria Bertschy Suono Marco Teufen, Jens Baudisch Musica Marcel Vaid Sound design, Mixing Guido Keller
Produttore creativo Sebastian Lemke Produttori Arne Birkenstock, Olivier Zobrist Produzione Fruitmarket und Lang lm Coproduzione IIPM - International Institute of Political Murder, SRF Schweizer Radio und Fernsehen - SRG SSR, ZDF In collaborazione con ARTE Sostegno Film- und Medienstiftung NRW, Bundesamt für Kultur (BAK), Schweiz, BKM - Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, Kanton St.Gallen Kulturförderung - Swisslos, Zürcher Filmstiftung, DFFF - Deutscher Filmförderfonds, Migros-Kulturprozent, Volkart Stiftung
Con il contributo di In collaborazione con Con il patrocinio di
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> prima nazionale > 9 - 11.11
> Teatro Vascello
• Svizzera / Germania
• h 21
domenica 11 h 17
• da ¤ 22 a 30
Milo Rau International Institute of Political Murder
The Repetition Histoire(s) du théâtre (I)
Che rapporto c’è tra la messa in scena e l’autenticità?
Tra l’azione scenica e l’esperienza concreta? E come
può il teatro rincontrare e rintracciare la vita? Sono
queste le domande che hanno reso il regista, saggista e documentarista svizzero Milo Rau uno degli artisti oggi
più apprezzati in Europa e nel mondo. The Repetition - Histoire(s) du théâtre (I) appare come una nuova possibilità di risposta a questi quesiti e, contemporaneamente, come un omaggio alla storia dell’arte più antica dell’umanità.
Sin dalle origini il teatro è stato esperienza ritualizzata
dei peccati originali e dei traumi collettivi. Affrontando la struttura della tragedia attraverso la forma di una ‘crime story’ e ispirandosi a un reale fatto di cronaca (il brutale omicidio di Ihsane Jar  avvenuto nel 2012 a Liège), Rau mette in scena sei attori professionisti e non professionisti per indagare l’esperienza del tragico nell’era post-industriale. Sono loro, infatti, a entrare gradualmente nei ruoli dei protagonisti coinvolti durante il folle assassinio, mettendo
in discussione la forma teatrale e la rappresentabilità della violenza e degli eventi traumatici sul palcoscenico, radici delle origini e del potere del teatro stesso, e dando vita a un manifesto per ‘un teatro democratico del reale’.
Ideazione, Testo, Regia Milo Rau Performer Sara De Bosschere, Sébastien Foucault, Johan Leysen, Tom Adjibi e altri Ricerca, Drammaturgia Eva- Maria Bertschy Collaborazione alla drammaturgia Stefan Bläske, Carmen Hornbostel Scenogra a, Costumi Anton Lukas Video Maxime Jennes, Dimitri Petrovic Disegno luci Jurgen Kolb Direttore tecnico Jens Baudisch Produzione Mascha Euchner-Martinez, Eva- Karen Tittmann Assistente alla direzione Carmen Hornbostel Assistente alla drammaturgia François Pacco Assistente alla scenogra a Patty Eggerickx Pubbliche relazioni Yven Augustin Design Nina Wolters Attrezzature tecniche e studi del Théâtre National Wallonie-
Bruxelles Produzione The International Institute Of Political Murder (Iipm), Création Studio Théâtre National Wallonie- Bruxelles, Supporto The Capital Cultural Fund Berlin, Pro Helvetia In collaborazione con Kunstenfestivaldesarts, Ntgent, Théâtre Vidy-Lausanne, Théâtre Nanterre-Amandiers, Tandem Scène Nationale Arras Douai, Schaubühne Am Lehniner Platz Berlin, Théâtre De Liège, Münchner Kammerspiele, Künstlerhaus Mousonturm Frankfurt A. M., Theater Chur, Gessnerallee Zürich, Romaeuropa Festival Foto © Michiel Devijver
    Con il contributo di In collaborazione con
Con il patrocinio di
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> prima nazionale > 10.11
> Mattatoio
• Francia
• h 21
• da ¤ 10 a 15
    Clédat & Petitpierre
Ermitologie
Yvan Clédat e Coco Petitpierre sono due artisti in
grado di oltrepassare tutte le frontiere dei linguaggi per materializzare veri e propri sogni a occhi aperti abitati dalle icone dell’arte moderna e contemporanea. In Ermitologie
il teatro è una macchina della visione in cui sculture proteiformi prendono vita animate dall’interno, per esplorare diversi stati del corpo nell’immaginario artistico e nella vita. Ci sono Sant’Antonio di Gustave Flaubert, Alberto Giacometti, l’arte paleolitica, Max Ernst e il Rinascimento italiano; uomini, piante, animali e creature robotiche tutte presenti per raccontare corporeità differenti. Perché l’ermitologia è per Clédat & Petipierre una meccanica del sensibile, qualcosa attraverso la quale cogliere la vita e giocarci insieme, oppure semplicemente osservarla nel suo nascere e trasformarsi.
Un viaggio disordinato e divertito, dedicato a tutta la famiglia, per reinventare la storia dell’arte.
Ideazione, sculture e messa in scena Clédat & Petitpierre Con Erwan Ha Kyoon Larcher, Sylvain Riéjou, Coco Petitpierre Scene : Stéphane Vecchione Luci Yan Godat, assistente di Sébastien Marc Produzione Lebeau et associés Con il sostegno de la Fondation d’entreprise Hermès come parte del suo programma New Settings Co-produzione Nanterre-Amandiers Centre dramatique National far° festival des arts vivants Nyon / Suisse Le Centquatre-Paris come parte di residenze creative Con il supporto de la DRAC Ile-de-France pour l’aide au projet
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                             ITALIA
   63

 In collaborazione con
KIDS
+ FAMILY
Nello spirito d’innovazione e sviluppo di nuovo pubblico che caratterizza la mission della Fondazione Romaeuropa, l’edizione 2018 di Romaeuropa Festival, dopo il successo della prima edizione di REf Kids, proseguirà con
un ampia sezione dedicata alla creatività contemporanea e alla sua fruizione da parte delle più tenere fasce d’età.
La programmazione si articola nel contesto degli spazi del Mattatoio, cornice di spettacoli di danza, musica, teatro e nuovo circo, espressamente concepiti per un pubblico di età compresa tra
i 18 mesi e gli 8/10 anni. La multidisciplinarietà
e qualità artistica della programmazione di Romaeuropa si rispecchia in un vero e proprio festival nel Festival che tra giochi, spettacoli e laboratori vuole coinvolgere questo giovanissimo pubblico con le sue famiglie.
A cura di Stefania Lo Giudice
CLÉDAT & PETITPIERRE
GUIXOT DE 8
ONDADURTO TEATRO
JACQUES TELLITOCCI
DYNAMIS
OORKAAN
THÉÂTRE DES TARABATES
LETIZIA RENZINI ZONZO COMPAGNIE USINE À NEIGE
TEATRO DELLE BRICIOLE
OFFICINE K
UNTERWASSER
dal 9.11 al 25.11
MATTATOIO • MERCATO TESTACCIO PIAZZA ORAZIO GIUSTINIANI TEATRO BIBLIOTECA QUARTICCIOLO
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KIDS + FAMILY
  > opening
> 10.11
> Mercato Testaccio
• Francia
• h 11
• per tutti
• evento gratuito
   Clédat & Petitpierre
Parade Moderne
Preparatevi a vedere il Mercato di Testaccio invaso dalla magnetica fantasia di Clédat & Petitpierre. Concepita come una s lata di carnevale, La Parade Moderne è un’opera scultorea in movimento, una marcia che fa esplodere l’immaginazione e i cui protagonisti sono personaggi liberamente ispirati alle opere pittoriche dei grandi maestri della prima metà del ventesimo secolo: Magritte, Ernst, De Chirico, Lèger, Munch, Arp, Malevic.
Questo bizzarro corteo s la rappresentando il corso dell’arte contemporanea, o, agli occhi di un pubblico più giovane, l’esistenza di creature magiche guidate da una piccola fanfara che interpreta il tema del Bolero di Ravel e conduce le danze. La parade moderne è un esperimento di arte pubblica in grado di reinventare gli spazi di incontro della città attraverso le icone dell’arte moderna e la loro irriverente energia.
Pièce di Clédat & Petitpierre Interpretazione: 10 facchini e 1 fanfara della Scuola Popolare di Musica di Testaccio Creato a la Biennale d’arte contemporanea d’Anglet 2013 Produzione FRAC AQUITAINE Galerie ACDC Bordeaux Con il sostegno de la Drac Ilede- France Courtesy : Fondation Norbert Fradin
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                ITALIA
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KIDS + FAMILY
  > installazione > 9 - 25.11
> Mattatoio
• Spagna
• per tutti
• accesso gratuito
   Guixot De 8
El Gargot d’Imaginació
Il gruppo catalano Guixot De 8 si è imposto all’attenzione internazionale per la sua produzione di installazioni ludiche: veri e propri giochi artistici realizzati con materiali riciclati e di recupero.
Con più di 25 anni di attività alle spalle e oltre 500 installazioni portate in tutto il mondo, il gruppo giunge negli spazi del Mattatoio per creare un ambiente divertito e creativo, in cui il giovane pubblico è invitato a conoscere le espressioni artistiche giocando, manipolando, ricostruendo bizzarri e poetici oggetti.
Con il contributo di Con il patrocinio di
        66

KIDS + FAMILY
  > prima nazionale > 9 - 11.11
> Mattatoio
• Italia
• venerdì 9 h 19
sabato 10 e domenica 11 h 11 + 16 + 19
• dai 6 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
Ondadurto Teatro
Meraviglia!
La ricerca e il lavoro di Ondadurto Teatro sono da sempre incentrati sul ‘physical theatre’, il ‘nouveau cirque’ e il gesto e danno vita a un linguaggio visivo di forte impatto, in grado di dialogare con persone di ogni età, etnia e cultura e di raggiungere un pubblico internazionale.
Nello spettacolo Meraviglia!, creato per REf kids + family, bambini e adulti sono invitati a ri ettere su un sentimento troppo spesso sottovalutato: la predisposizione dell’anima
a lasciarsi sorprendere da tutto ciò che non conosce. Una caratteristica così marcata nei bambini e che gli adulti dovrebbero recuperare.
A partire da questo presupposto la compagnia costruisce un viaggio onirico e surreale guidato da un custode del tempo e dalla sua macchina/orologio, curioso meccanismo dotato di leve, pulsanti e manopole capaci di produrre suoni differenti. E proprio attraverso il suono, Ondadurto invita i piccoli spettatori ad aprirsi a grandi scoperte, a far proprio il desidero di danzare o immergersi nel mondo della pittura e del cinema.
Diretto da:Marco Paciotti Da un’idea di: ONDADURTO TEATRO / Lorenzo Pasquali
e Marco Paciotti Ideazione Macchinari ed Oggetti: Lorenzo Pasquali / Massimo Carsetti Realizzazione Macchinari ed Oggetti: Dario Vandelli Musiche Originali: Stefano Saletti Design Costumi: K.B. Project Design Luci e Video: Roberto Mazzaro Foto © Serena Cremaschi
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KIDS + FAMILY > 9 - 11.11
> Mattatoio
• Francia
• venerdì 9 h 17 + 19 sabato 10 e domenica 11 h 15 + 18
• dai 6 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
     Jacques Tellitocci
C’est Parti Mon Kiki
Creato da Jacques Tellitocci, compositore, performer e polistrumentista attivo da oltre vent’anni e in grado di spaziare tra differenti sonorità e generi musicali, C’est Parti Mon Kiki è una performance dedicata ai bambini dai sei anni in su, in cui la musica incontra immagini video e video- mapping. Un vibrafono occupa il centro del palcoscenico mentre un divertente personaggio segue i suoi ricordi d’infanzia e c’invita a entrare in quella che un tempo fu la sua tana.
È uno spazio pieno di giocattoli sonori e di peluche tra cui il cane Kiki, fedele compagno di giochi, che risveglia tutta la sua immaginazione. La musica, dal sapore cinematogra co, puntellata da leggere sequenze teatrali, crea l’atmosfera speciale di questo spettacolo in grado di immergerci in
un mondo delicato e poetico o di trasportare i più grandi nell’universo colorato dei ricordi della propria infanzia.
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                ITALIA
68

KIDS + FAMILY > 10 - 11.11
> Piazza Orazio Giustiniani Teatro Biblioteca Quarticciolo
• Italia
• h 14
• per tutti
• partecipazione gratuita
     Dynamis
Y - LA VARIABILE DEL CALCIO
Impegnato sin dal 2009 nell’attività di produzione, formazione e avvicinamento al linguaggio teatrale e alle
arti performative, Dynamis presenta all’interno di REf kids
+ family un progetto in grado di legare sport, gioco e performance. Y - LA VARIABILE DEL CALCIO nasce infatti come un laboratorio (laboratorio Y) aperto a ragazzi e ragazze under 12, attraverso il quale esplorare le dinamiche del gioco e delle relazioni con l’altro. Da questo momento pratico in cui sperimentare l’ambiente del ‘collettivo’, formazione in cui ogni bambino potrà sentirsi libero di raccontare le proprie storie ed esporre le proprie idee, nascerà una performance pensata come una vera e propria partita di calcio a tre porte. Tre squadre composte da tre giocatori, si s dano all’interno di un campo esagonale, guidate da un arbitro che esalta le caratteristiche inconsuete della gara, per stimolare una partecipazione che non
si annulli nella competizione, ma che la cavalchi con strategia. Prima in Piazza Orazio Giustiniani e poi al Teatro Biblioteca Quarticciolo, Dynamis costruisce per REf kids + family un percorso volto a ricostruire e stimolare lo spirito collaborativo, tra alleanze temporanee e strategiche. Sport, performance, ma anche un momento per riscoprire il piacere del gioco e del dialogo nei luoghi della città.
In collaborazione con
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KIDS + FAMILY
  > prima nazionale > 10 - 11.11
> Mattatoio
• Francia
• sabato 10 h 17 + 21 domenica 11 h 12 + 17
• dai 7 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
   Clédat & Petitpierre
Il sogno di Antonio
Il sogno di Antonio è l’adattamento pensato esclusivamente per i bambini più piccoli, dello spettacolo Ermitologie presentato sempre durante REf kids + family.
La visionarietà e il sogno, caratteristiche basilari degli spettacoli del duo francese, permangono offrendo ai giovanissimi spettatori l’ingresso in un universo fantastico abitato da  gure immaginarie.
L’eremita Antonio abita in una grotta dorata decorata con paesaggi in miniatura. È un uomo-scultura che interagisce e dialoga con una Venere paleolitica o con strani animali, fuggiti da un quadro di Max Ernst. Da questo dialogo nasce un sogno fantastico volto a stimolare la percezione del giovane pubblico, in un’unione perfetta di teatro, pittura, scultura e momenti estremamente ludici.
Ideazione, messa in scena e sculture : Yvan Clédat et Coco Petitpierre Con : Erwan Ha Kyoon Larcher, Coco Petitpierre, Sylvain Riéjou Scena: Stéphane Vecchione. Luci : Yan Godat
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                ITALIA
70

KIDS + FAMILY > 14 - 15.11
> Mattatoio
• Paesi Bassi
• mercoledì 14 e giovedì 15 h 11 + 15
• dai 2 ai 4 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
     Oorkaan
Glimpse
Fondata nel 2000 al Concertgebouw di Amsterdam, Oorkaan è un’organizzazione da sempre impegnata alla creazione di concerti di alta qualità per giovani spettatori. L’obiettivo di questo gruppo è infatti quello di dare a ogni bambino la possibilità di sperimentare il potere della musica dal vivo. Ed è proprio per questo che, sotto la direzione artistica di Caecilia Thunnissen, Oorkaan ha sviluppato un proprio metodo, oggi riconosciuto a livello internazionale. Dedicato ai bambini dai 2 ai 4 anni (e ai loro genitori) Glimpse unisce colori, immagini e musica in un’unica affascinante esperienza sensoriale. Come possono suonare
i colori? E in che lingua parlano il sole e la luna? È possibile giocare con i lampi o cantare gli alberi? Glimpse ci trasporta in un mondo fatto di sogni in cui i musicisti, le immagini,
le tecnologie e gli spettatori si uniscono in una speciale amicizia per esplorare il mondo del suono.
Con il contributo di Con il patrocinio di
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KIDS + FAMILY > 16 - 18.11
> Mattatoio
• Francia
• venerdì 16 h 18
sabato 17 e domenica 18 h 13 + 15 + 18
• dai 18 mesi ai 3 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
     Theâtre des Tarabates
La Brouille
Dedicato a un pubblico dai 18 mesi ai 3 anni, La Brouille è una particolarissimo spettacolo di burattini. Invece
di manovrare dei pupazzi infatti, Nicolas Saumont e il musicista Yann Honore membri della compagnia Theâtre des Tarabates, scelgono di fare delle loro stesse mani le protagoniste di questa storia ispirata all’omonimo libro di Claude Boujon (edito in Italia da Babalibri).
C’è una spiaggia e il cielo è blu. Due mani si sistemano in un angolo carino di terra, tutto è in ordine, ridono e giocano insieme ma pian piano le cose si complicano e  niscono per litigare. Costruiscono muri, si separano, si odiano a vicenda. Ma una nuova minaccia sembra pro larsi all’orizzonte e l’unico modo per affrontarla sarà quello di unire le energie. La Brouille racconta, attraverso l’utilizzo delle sole mani nude - strumento d’odio e amore - una storia semplice che ci parla della scoperta dell’altro, dei con itti, dell’intolleranza e delle possibilità di riconciliazione.
Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                                ITALIA
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KIDS + FAMILY
  > prima nazionale > 17 - 18.11
> Mattatoio
• Italia / Belgio
• sabato 17 e domenica 18 h 11 + 16 + 19
• dai 6 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
Letizia Renzini Zonzo Compagnie
BerBerio
La poliedricità e i numerosi interessi di Letizia Renzini ne fanno un personaggio singolare, impegnato su diversi
fronti di produzione artistica. Video artista, musicista, dj
e performer, lavora con audio, video, corpo e testo in una costante fusione di linguaggi provenienti da molteplici ambiti espressivi. Per REf kids + family Renzini rielabora
il patrimonio musicale contemporaneo, s dando il preconcetto che lo vede comprensibile solo a  ni intenditori, per offrirlo a un pubblico di giovanissimi.
BerBerio nasce in collaborazione con la belga Zonzo Compagnie e con il particolarissimo ensemble Revue Blanche, due realtà impegnate nella trasmissione e nella rielaborazione del patrimonio musicale, riconosciute e applaudite in tutto il mondo.
Centro di questo spettacolo di teatro musicale è la musica di Luciano Berio, compositore d’avanguardia considerato il pioniere della musica elettronica. Quattro musicisti guidano il giovane pubblico (dai 6 anni in su) nella storia della sua musica e in quella della sua musa e talentuosa moglie Cathy Barberian. Ne nasce una straordinaria performance multimediale in cui il mondo del compositore diviene
un sogno a occhi aperti tra note, immagini e numerose possibilità creative.
Con il contributo di
Musica: Luciano Berio / Cathy Berberian / Revue Blanche Messa in scena & video: Letizia Renzini Soprano: Lore Binon Arpa: Anouk Sturtewagen Flauto: Caroline Peeters Altro: Kris Hellemans tecnica e luci: Pieter Nys Costumi: Johanna Trudzinski Produzione: ZONZO COMPAGNIE in co- produzione con Revue Blanche, Concertgebouw Brugges, Jeugd en Muziek Vlaanderen e KC Rataplan, con il sostegno di programme Europe Créative de l’Union européenne et le Vlaanderen Verbeelding Werkt
Con il patrocinio di
Ambasciata del Belgio in Italia
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A
LC
M
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KIDS + FAMILY > 17 - 18.11
> Mattatoio
• Italia
• sabato 17 e domenica 18 h 12 + 17 + 21
• dai 5 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
    Teatro delle Briciole
Gretel e Hansel
Gretel e Hansel è il secondo capitolo della trilogia Storie sulle spalle, creata da Emanuela Dall’aglio insieme a Mirto Baliani per il Teatro delle Briciole di Parma. Questo percorso interpreta le  abe classiche attraverso un particolare congegno: un costume in grado di portare dentro di sé tutta la  aba.
In Gretel e Hansel l’attrice abita un vero e proprio manufatto che è contemporaneamente scenogra a e spazio di
azione. È attraverso questo strumento che il duo sceglie di affrontare la celebre favola, ponendo particolare attenzione alle paure ancestrali che ci accompagnano sin dall’infanzia. Con l’aiuto dei ricercatori del RRFO, (Recupero Reperti Fiabe Originali), parte integrante di questo ambiziosa trilogia, impegnati a raccogliere oggetti incantati, elementi ed icone delle  abe classiche, Gretel e Hansel si interroga anche sul concetto di povertà.
Cosa vuol dire non avere niente? E cosa può essere la ricchezza? Ce lo ricordano gli incredibili reperti che il pubblico potrà toccare e riconoscere, come le famose briciole di pane o quegli ossicini utilizzati per ingannare le streghe, mentre i due celebri protagonisti cercano una via di fuga dal mondo di questa strega/narratrice.
Un progetto di: Emanuela Dall’aglio Regia: Mirto Baliani, Emanuela Dall’aglio Interpretazione, Costume e Oggetti di scena: Emanuela Dall’aglio Musiche e Suoni: Mirto Baliani Ideazione Luci: Yannick De Sousa Mendes Assistente scenografa: Jessica Graiani
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KIDS + FAMILY > 23 - 25.11
> Mattatoio
• Italia
• venerdì 23 dalle h 16 alle 19 sabato 24 e domenica 25 dalle h 10 alle 13
+ dalle h 16 alle 19
• dai 18 mesi ai 2 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
     Of cine k
Splash!
Composto da registi, scenogra , costumisti, videoartisti
e gra ci, Of cine k è un collettivo di artisti che si muove nell’ambito della produzione di immagini attraverso nuove tecnologie e ri essioni sulla pittura e sulla gra ca. Da tempo impegnato con Giorgio Barberio Corsetti e la sua compagnia Fattore K, il gruppo, che ha sviluppato nel tempo una forte attenzione alla performing art, presenta uno spettacolo- installazione appositamente pensato per REf kids + family e dedicato ai bambini dai 18 mesi ai 2 anni.
Un tappeto bianco ospita il giovane pubblico e lascia emergere, grazie alla percezione della loro presenza, straordinarie immagini inspirate ai grandi maestri
della pittura astratta come Mirò o Kandinskij. Una successione di eventi animati dà vita a delle variazioni che accompagneranno i bambini in un’esperienza fantastica e coinvolgente, dai colori e dalle svariate forme astratte. Non solo uno spettacolo, ma un’esperienza interattiva che rende i bambini protagonisti di un vero e proprio gioco artistico.
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                          KIDS + FAMILY
  > prima nazionale > 24 - 25.11
> Mattatoio
• Italia
• sabato 24 e domenica 25 h 11 + 16 + 19
• dai 6 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
Letizia Renzini Usine à Neige
Grasland
Da Berio a Ligeti: il percorso di Letizia Renzini dedicato alla trasmissione del patrimonio musicale contemporaneo alle nuovissime generazioni, continua con Grasland, produzione per bambini, ragazzi e adulti ispirata alla musica e alla vicenda del compositore ungherese György Ligeti e nata dalla collaborazione con l’ensemble Usine à Neige (che dal 2017 opera proprio con l’obiettivo di diffondere in forma visuale la musica contemporanea ai bambini e alle loro famiglie).
Le idee astratte e complesse all’origine di molte delle composizioni del maestro ungherese trovano qui una dimensione giocosa e concreta realizzata attraverso il disegno e il video. Una lepre, 11 bambine e un pianista sono protagonisti di una scena che si trasforma attraverso i disegni realizzati dal vivo e le complesse composizioni di Ligeti, mentre il video cattura lo spettatore in un viaggio surreale, misterioso e a tratti sinistro nell’anima del compositore più innovativo del XX secolo.
Partecipa allo spettacolo un coro locale di voci bianche creato attraverso un workshop realizzato in occasione dello spettacolo.
Ideazione, regia, video: Letizia Renzini Ideazione, performance, clarinetto: Tjy Liu Piano: Jeroen Malaise Set, disegno e pittura dal vivo, video: Mikel Van Gelderen Costumi, video: Lotte Stek Disegno luci, tecnica: Peter Quasters Produzione, organizzazione: Iris van Heesch, Ùsine à Neige
   Con il contributo di In collaborazione con Con il patrocinio di
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KIDS + FAMILY > 23 - 25.11
> Mattatoio
• Italia
• venerdì 23 h 21
sabato 24 e domenica 25 h 12 + 17 + 20
• dai 5 anni
• bambini fino a 12 anni ¤ 7 adulti da ¤ 10 a 15
    Unterwasser
OUT
Creazione di Unterwasser, un’interessante realtà romana tutta al femminile, OUT, vincitore del Premio Scenario
per l’infanzia, è uno spettacolo visuale e multidisciplinare, un’originale  aba di formazione raccontata attraverso il linguaggio immagini co e visionario del teatro di  gura. Dedicato sia a un pubblico di adulti che a un pubblico di bambini, lo spettacolo trova la sua forza nelle sorprendenti capacità plastiche del gruppo che per l’occasione crea dei simpatici burattini e delle scenogra e attraverso l’utilizzo
di metallo e vetro. Ma se pupazzi, musica, ombre, luce attraggono lo sguardo per trasportarci in un universo onirico e meraviglioso, è la storia qui tratteggiata e la forza degli archetipi utilizzata a costringere ogni singolo spettatore, qualunque sia la sua età, a spalancare il cuore, a distruggere ogni barriera per navigare, esplorare, volare, amare o, in una sola parola, vivere.
Con: Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio Ideazione, drammaturgia, regia, costruzione pupazzi, scene, costumi, suoni: Valeria Bianchi, Aurora Buzzetti, Giulia De Canio
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> MAXXIMUSIC
> 11.11
> MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo Galleria 1
• Italia
• h 19:30
• da ¤ 8 a 15
Fabrizio Ottaviucci
Cornelius Cardew e Alvin Curran
Formazione classica e spirito moderno: in questa apparente dicotomia si potrebbe sintetizzare l’attitudine di interprete e compositore di Fabrizio Ottaviucci.
Diplomatosi brillantemente in pianoforte presso il Conservatorio di Pesaro, l’artista ha poi esplorato il mondo della composizione e della musica elettronica.
Ed è in questa doppia veste di interprete classico/ contemporaneo e di moderno compositore e improvvisatore che Ottaviucci si è esibito nelle maggiori città dell’Italia e del mondo, collaborando con prestigiosi partner, come il compositore e musicista tedesco Markus Stockhausen ( glio del celebre Karlheinz) con il quale lavora intensamente sin dal 1986.
Per REf 18 torna a esibirsi in un nuovo live in cui il repertorio di Cornelius Cardew e di Alvin Curran diviene nuova occasione per incontrare la profonda ricerca musicale di questo grande artista.
In corealizzazione con
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> MAXXIMUSIC
> 11.11
> MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo Auditorium
• Italia
• h 20:30
• da ¤ 8 a 15
Edison Studio
Sergej Michajlovic Ejzentejn
La Corazzata Potëmkin
Torna per REf18 Edison Studio, il gruppo formatosi nel 1993 da Mauro Cardi, Luigi Ceccarelli, Fabio Cifariello Ciardi e Alessandro Cipriani che sta rivoluzionando il concetto di sonorizzazione, con le sue musiche composte per i grandi capolavori del cinema internazionale.
In collaborazione con la Cineteca di Bologna, il gruppo si concentra questa volta su La Corazzata Potëmkin di Sergej Michajlovic Ejzentejn, una delle più compiute espressioni cinematogra che del secolo scorso per i suoi valori
tecnici ed estetici e considerato uno dei più riusciti  lm di propaganda.
    In corealizzazione con
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> MAXXIMUSIC
> 11.11
> MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo Galleria 1
• Italia
• h 21:30
• da ¤ 8 a 15
Tempo Reale
SYMPHONY DEVICE
Non ascolterete strumenti a corda, a  ato, tastiere o percussioni nella nuova composizione di Tempo Reale. SYMPHONY DEVICE è infatti un concerto per frullatori, grammofoni, televisori e altri elettrodomestici di uso quotidiano, talvolta obsoleti e talvolta nuovi di zecca. Nessun intenzione di ‘riciclaggio’ è però alla base di questa performance live, che vuole invece concentrarsi sulle tecnologie e in particolare sul concetto di ‘dispositivo’ alla base di molto pensiero  loso co contemporaneo.
Da Michel Foucault a Gilles Deleuze e Giorgio Agamben, tanti sono i pensatori che si sono confrontati con questo concetto. ‘Dispositivo’ è, in parole molto semplici, un qualsiasi strumento o sistema di pensiero in grado di modi care i comportamenti e le idee degli uomini.
Da questo concetto è partito il gruppo di musicisti per indagare il modo in cui questi oggetti possano in uenzare i nostri gesti e i nostri paesaggi sonori.
Alterati o modi cati tecnologicamente, i suoni prodotti da questi particolari strumenti sono in ne composti all’interno di una sorprendente e inaspettata sinfonia.
In corealizzazione con
Drammaturgia, composizione e tecnica: Francesco Canavese, Francesco Casciaro, Francesco Giomi, Damiano Meacci
Produzione: La Biennale di Venezia, Tempo Reale
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> prima nazionale > 13 - 15.11
> Teatro India
• Italia
• h 21
• da ¤ 19 a 25
Mimmo Cuticchio Virgilio Sieni
Nudità
Nasce dall’incontro tra due maestri della creazione performativa internazionale Nudità; un dialogo scenico
tra l’arte della danza, incarnata da Virgilio Sieni, e quella dell’Opera dei Pupi rappresentata dal maestro Mimmo Cuticchio.
Si capisce subito che questo dialogo non può che svolgersi nel corpo e sul corpo: quello inanimato della marionetta e quello in perenne movimento del danzatore, quello dell’uomo e quello del suo simulacro. Perché Nudità è, come suggerisce il suo titolo, un umanissimo incontro incentrato sull’ascolto delle naturali articolazioni delle braccia, delle mani, delle gambe e dei busti per realizzare una relazione  sica ed emotiva, attraverso il riprendere, l’uno dall’altro, gesti e posture.
Ma chi guida lo spettacolo? Il cuntista e puparo della tradizione siciliana oppure il danzatore e coreografo? Nell’avvinghiarsi, stringersi abbandonarsi di questi corpi, nel loro depositarsi sulle braccia o sulle spalle, nel loro toccarsi appena, avviene la metamorfosi. E nella battaglia  nale tutto è pronto ad apparire tras gurato: il corpo, la voce, il suono; l’essere umano.
di e con Mimmo Cuticchio e Virgilio Sieni
Produzione Compagnia Virgilio Sieni Associazione Figli d’arte Cuticchio Collaborazione alla produzione Fondazione RomaEuropa Festival Promosso da Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura La Compagnia Virgilio Sieni e l’Associazione Figli d’Arte Cuticchio sono sostenute dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
    In collaborazione con
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    > 14 - 17.11
> Palazzo Barberini
• Italia
• h 21
sabato 17 h 19
• da ¤ 19 a 25
    Anagoor
Accademia d’Arcadia
Et manchi pietà.
Artemisia Gentileschi
e le musiche del suo tempo
AI rapporto tra classicità e linguaggi contemporanei, così centrale nella ricerca artistica di Anagoor (già presenti in questa edizione del festival con la loro Orestea) è dedicata
la performance ospitata a Palazzo Barberini da REf18, nello splendido salone affrescato da Pietro da Cortona. Un luogo permeato dalla storia nel quale la compagnia italiana, insieme all’Accademia d’Arcadia presenta Et manchi pietà. Artemisia Gentileschi e le musiche del suo tempo.
Creazione multimediale di video arte e musica dal vivo,
lo spettacolo è dedicato all’opera della pittrice Artemisia Gentileschi (Roma 1593 - Napoli ca. 1656) e accompagnato da brani musicali di compositori coevi. Tredici grandi
quadri sposano altrettanti brani musicali di Monteverdi, Rossi, Strozzi, Kapsberger, Trabaci, Merula, Landi, Castello, Fontana eseguiti con strumenti d’epoca da un ensemble di 13 strumentisti. Affondando nelle radici vitali di queste visioni e di queste musiche, nella loro violenza e nella loro poesia,
Et manchi pietà restituisce un intreccio teatrale indissolubile ponendo in tensione immagini e musica, per rivelare e riconciliare quella rabbia e quella trasgressione che permea la produzione artistica della grande pittrice italiana.
In corealizzazione con
Credits Musica INTERPRETI: Soprano: Silvia Frigato Accademia d’Arcadia: violini: Davide Monti, Gian Andrea Guerra; viola: Valentina Soncini; viola da gamba: Teodoro Baù; violoncello: Nicola Brovelli; violone: Matteo Cicchitti;  auti: José Manuel Fernández Bravo; cornetto: Pietro Modesti; arpa barocca: Marta Graziolino; tiorba e chitarra barocca: Elisa La Marca; percussioni: Matteo Rabolini; cembalo: Luigi Accardo; cembalo e concertazione: Alessandra Rossi Lürig Credits Video Con: Anna Bragagnolo; Eliza Oanca; Carlo Bragagnolo; Viviana Callegari; Jacopo Toso; Marco Crosato; Riccardo Civiero; Enrico Beraldo; Serena Bussolaro; Ivo Soligo; Nicolò Giovannini; Giovanni “Sì certo” Merlo; Davide Pedrini; Marco Menegoni; Moreno Callegari Concept: Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni; Soggetto: Simone Derai; Sceneggiatura: Simone Derai, Moreno Callegari; Camera: Moreno Callegari, Marco Menegoni, Simone Derai;
Montaggio: Simone Derai, Moreno Callegari; Scenogra e: Simone Derai, Moreno Callegari, Marco Menegoni, Serena Bussolaro; Costumi: Serena Bussolaro, Simone Derai, Moreno Callegari; Hair: Linda Gallo; Regia: Simone Derai; Produzione, organizzazione e web design: Marco Menegoni Si ringrazia: Festival MITO; Museo Civico Comune di Bassano del Grappa, VI, Italy Comune di Castelfranco Veneto; REGIONE DEL VENETO, DIREZIONE ATTIVITA’ CULTURALI E SPETTACOLO; Villa Contarini, Fondazione G. E. Ghirardi Famiglia Guidolin; Ringraziamenti speciali a Elisabetta Sgarbi ET MANCHI PIETÀ è una produzione Fondazione d’Arcadia / Anagoor 2012 In collaborazione con Festival MiTo, Centrale Fies con il supporto di APAP – ADVANCE PERFORMING ARTS PROJECT / Culture Programme 2007—2013 e di SC - Culture of change - University of Zagreb - Student centre Zagreb. Anagoor è parte di Fies Factory
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> Co-commissionato da Festival Aperto, Romaeuropa Festival
e Fondaziona Musica per Roma
> 15.11
> Auditorium Parco della Musica Teatro Studio Borgna
• Italia
• h 21
• da ¤ 15 a 20
Luca Antignani • Francesco Antonioni Maurizio Azzan • Giovanni Bertelli Silvia Borzelli • Sara Càneva
Mauro Lanza • Mauro Montalbetti Vittorio Montalti • Daniela Terranova
Cristina Zavalloni • Parco della Musica Contemporanea Ensemble
10 canzoni che sconvolsero il mondo
Quali sono le 10 canzoni che rivoluzionarono il mondo
della musica? Quali quelle che hanno sconvolto il mondo? Dieci compositori di oggi rispondono a queste domande, individuando la loro canzone preferita per reinterpretarla in altrettanti nuovi pezzi.
Catalizzatore formidabile, capace di pervadere ogni
angolo della nostra esperienza quotidiana, agente
sociale, comunicativo e affettivo, contenitore abitato contemporaneamente da ciarpame e capolavori, la forma canzone è in grado di penetrare il nostro intimo in modo irripetibile e soggettivo. Forti di questa consapevolezza,
i compositori coinvolti in questo ambizioso progetto propongono cover per piano e voce ed elaborazioni
più complesse, eseguite da alcuni musicisti del Parco
della Musica Contemporanea Ensemble, per raccontare cinquant’anni di rivoluzioni, amori e ossessioni. Un  lo rosso unisce musica e storia; ma in 10 canzoni che sconvolsero il mondo non si canta la rivoluzione, si rivoluziona la canzone.
Prima esecuzione: 2 novembre 2018 - I Teatri di Reggio Emilia
Compositori: Luca Antignani, Francesco Antonioni, Maurizio Azzan, Giocanni Bertelli, Silvia Borzelli, Sara Càneva, Mauro Lanza, Mauro Montalbetti, Lorenzo Pagliei, Daniela Terranova. Set 1: Cristina Zavalloni; Voce: Fabrizio Puglisi; Pianoforte e fender piano Set 2: Ensemble:  auto, clarinetto, violino, viola, violoncello, percussione (1 esecutore: marimba, snare drum, set di tom, grancassa, woodblock, tam-tam, crotali) Canzoni (in ordine sparso): Beatles, Julia - Toquinho, Aquarelo - Sigur Rós, Untitled #1 -Franco Battiato, Summer on a solitary beach - Laurie Anderson, O Superman - EELST, Gargaroz - Meshuggah, Dancers to a Discordant System (o altro pezzo della stessa band) - Radiohead, Creep - Chico Buarque, O que será - Harod Arlen, Over the Rainbow
    In corealizzazione con
In network con
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> prima nazionale > 16 - 18.11
> Teatro Vascello
• Argentina
• h 21
domenica 18 h 17
• da ¤ 19 a 25
Lola Arias
MINEFIELD
Nata a Buenos Aires, Lola Arias ha sviluppato il suo percorso artistico cercando di sorpassare quella frontiera che separa la realtà dalla sua rappresentazione, il discorso biogra co dalla  nzione artistica, la memoria personale da quella collettiva. Scrittrice, regista, cineasta e performer, l’artista costruisce i suoi lavori a partire dall’incontro umano tra persone apparentemente differenti tramutando il loro dialogo in strumento di indagine poetica su temi storici o d’attualità.
MINEFIELD riunisce in scena veterani argentini e inglesi della Guerra delle Malvinas per esplorare ciò che è rimasto nella loro mente ben trentacinque anni dopo. Il teatro è
un set cinematogra co o una macchina del tempo che
ci riporta nel mezzo della guerra per ricostruire i ricordi dei suoi protagonisti: Lou Armor, Rubén Otero, David Jackson, Gabriel Sagastume, Sukrim Rai, Marcelo Vallejo. Sopravvissuti ed eroi, vittime e carne ci.
Cosa hanno in comune questi uomini? E che cosa è un veterano?
MINEFIELD è il racconto di più guerre personali, per ricordare e narrare un’unica guerra e il marchio che ha lasciato sulla storia e sulle esistenze di chi l’ha vissuta.
Con il contributo di Con il patrocinio di
Scritto e diretto da: Lola Arias Cast: Lou Armour, David Jackson, Gabriel Sagastume, Ruben Otero, Sukrim Rai, Marcelo Vallejo Ricerca e produzione: So a Medici, Luz Algranti Scenogra a: Mariana Tirantte; Composizioni musicali: Ulises Conti Disegno luci/Direzione tecnica: David Seldes Video: Martin Borini Ingegnere del suono: Roberto Pellegrino/ Ernesto Fara; Assistente alla regia: Erika Teichert/ Agustina Barzola Assistente tecnico: Imanol López; Assistente di produzione: Lucila Piffer; Assistente UK: Kate O’Connor Costumi: Andrea Piffer; Produttore Uk per ascensore: Erica Campayne, Carolyn Forsyth, Matt Burman Produttore associato: Gema Films
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> 17.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Italia
• h 21
• da ¤ 11 a 20
Arvo Pärt
OHT Filippo Andreatta Parco della Musica Contemporanea Ensemble
Curon | Graun
Fondata dal regista Filippo Andreatta e da sempre impegnata a sondare il limite tra teatro e arti visive, la compagnia OHT - Of ce for a Human Theatre si confronta per la prima volta con il teatro musicale ispirandosi alla musica di Arvo Pärt e a un ambiguo rapporto fra uomo
e natura. Base di questo progetto è la vicenda del paese altoatesino Curon, completamente sommerso nel 1950 e di cui oggi non è rimasto più nulla, a eccezione di un campanile che spunta dall’acqua. In scena, l’intreccio tra le immagini
di questo campanile e la musica del celebre compositore evocano la tragicità dei fatti storici. Diverse modalità di narrazione si af ancano a differenti versioni di Fratres, composizione senza  ssa strumentazione. Così il testo e le immagini si mescolano con la performance live, immergendo il pubblico in un’esperienza ipnotica che vede nel campanile sommerso il protagonista di questa scena al  anco del
Parco della Musica Contemporanea Ensemble. Introduce
lo spettacolo l’esecuzione in prima italiana della Serenade (1978) di Valentin Sylvestrov, autore ucraino coetaneo di Arvo Pärt, esponente di rilievo di quell’estetica della musica meditativa, del silenzio, delle atmosfere rarefatte che caratterizzano l’intero spettacolo.
CURON / GRAUN spettacolo di OHT Orchestra Haydn di Bolzano e Trento | Haydn Orchester von Bozen und Trient
musica di Arvo Pärt “Fratres”; per quartetto d’archi, “Fratres” per archi e percussione, “Fratres” per violino, archi e percussione, “Cantus in memoriam Benjamin Britten”; idea: Filippo Andreatta e Paola Villani; regia: Filippo Andreatta; set-design: Paola Villani; light-design: William Trentini; riprese e montaggio video: Armin Ferrari; assistenza allestimento: Massimiliano Rassu; produzione: Laura Marinelli; collaborazione gra ca: Letizia Tempesta Filisetti; decorazione: Nadia Simeonkova, Silvano Brugnara; produzione: Orchestra Haydn di Bolzano e Trento Haydn Orchester von Bozen und Trient co-produzione: OHT, Centrale Fies; con il contributo di Fondazione Caritro progetto vincitore: OPER.A 20.21 FRINGE Editore | Herausgeber Universal Edition AG Rappresentante per l’Italia | In Italien vertreten durch Casa Ricordi, Milano Una corealizzazione con Fondazione Musica per Roma
    In corealizzazione con
                85

> 20 - 21.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Germania / Italia • h 21
• da ¤ 15 a 25
Solistenensemble Kaleidoskop Michael Rauter Luigi De Angelis Fanny & Alexander
Serge
Nata dalla collaborazione tra il Solistenensemble Kaleidoskop guidato da Michael Rauter, Luigi De Angelis, fondatore della compagnia Fanny & Alexander e l’attore Marco Cavalcoli, Serge è un’opera ispirata alla vita di Sergei Diaghilev, il cosmopolita e visionario impresario russo che ha rivoluzionato il mondo della danza internazionale fondando i Balletti Russi.
Un vero e proprio talento per la seduzione quello di Diaghilev che gli ha permesso di esercitare una grande in uenza sulla scena artistica europea e d’inaugurare una nuova sensibilità per l’edonismo e il piacere estetico. In scena De Angelis, i Kaleidoskop e Cavalcoli creano una ‘coreogra a della seduzione’, catalogo di gesti basati sulle opere più celebri dei Balletti Russi. Mentre l’attore interpreta il ruolo di Diaghilev, manipola e seduce come un pifferaio magico il pubblico, la musica percorre le opere iconiche commissionate dai Balletti Russi, a partire da una versione di 70 minuti del Prélude à l’après-midi d’un faun di Debussy.
Ne nasce un paesaggio sonoro e gestuale composto da frammenti di arrangiamenti e movimenti, da vestigia in rovina, ritratto di Diaghilev e del suo universo estetico.
Ideazione: Luigi De Angelis, Michael Rauter Regia, luci, scenogra a: Luigi De Angelis Direzione musicale: Michael Rauter Musica e Performance: Solistenensemble Kaleidoskop Performer: Marco Cavalcoli Sound design: Johann Günther, Hubert Westkemper Costumi: Chiara Lagani Skin painting: Nicola Fagani Assistenza alle luci e alla scenogra a: Nicola Fagnani Collaborazione drammaturgica: Boram Lie
Musica: Michael Rauter - Seduction (2018) ispirato e basato su alcuni estratti di: Claude Debussy – Prélude à l’après-ˇč midi d’un faune, Maurice Ravel – Daphnis Et Chloé, Igor Stravinsky – Le sacre du printemps, Erik Satie – Parade Solistenensemble Kaleidoskop: Paul Valikoski (violin) Mari Sawada (violin) Ildiko Ludwig (viola) Yodfat Miron (viola) Michael Rauter (cello) Ulrike Ruf (cello) Clara Gervais (double bass)
    In corealizzazione con Con il contributo di In collaborazione con
Con il patrocinio di
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 > prima nazionale
> prima esecuzione assoluta della versione in italiano
> 22 - 25.11
> Aula Ottagona (ex Planetario)
• Italia / Francia
• giovedì 22 e venerdì 23 h 19 sabato 24 h 15 + 18 domenica 25 h 12 + 16
• da ¤ 19 a 25
Lucia Ronchetti
I solisti dell’Ensemble Intercontemporain
Le avventure di Pinocchio
Lucia Ronchetti torna al Festival cimentandosi con l’allestimento di uno spettacolo per grandi e bambini. Insieme ai solisti dell’Ensemble Intercontemporain, la compositrice, tra le più apprezzate oggi in Italia ed Europa, rilegge Le avventure di Pinocchio di Giorgio Collodi e dà vita a una pièce di teatro musicale in cui i cinque strumenti solisti incarnano i diversi personaggi della celebre storia. Ispirandosi al teatro di strada italiano e alla Historie
du soldat di Stravisnkij, infatti, Ronchetti riscrive il suo Pinocchio come una forma leggera ed essenziale di opera
da camera che, inserita in spazi diversi (in questo caso l’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano), permette ai bambini di avvicinarsi ai personaggi e interagire spontaneamente con i musicisti.
Così il percorso di trasformazione di Pinocchio, prima burattino di legno poi bambino vero, diventa un viaggio musicale che fa propri i paesaggi sonori italiani della drammaturgia fantascienti ca di Collodi e genera eventi caleidoscopici pieni di suspense e pericolo.
In corealizzazione con
Testi da Pinocchio di Carlo Collodi Edizione Rai Com Commande de l’Ensemble Intercontemporain Commande de l’Etat du Ministère de la Culture et de la Communication 2016 Co-produzione: Ensemble Intercontemporain-Nouvelle Philharmonie de Paris-Opera de Rouen Juliette Allen (soprano) Ensemble Intercontemporain Matthieu Roy (regia) Orchestra: Soprano (en travesti) Corno, Violino, Violoncello, Contrabbasso, Percussioni Personaggi Voce: Pinocchio,
La Fata Turchina Corno: Il Gatto, La Marmottina, I Due Assassini, Il Direttore della compagnia del Circo, Marionetta Violino: La Volpe, Il Del no, I Due Assassini, La Civetta (Famoso Medico del vicinato), Marionetta Violoncello: Geppetto, Il Grillo Parlante (anche Famoso medico del vicinato), Il Colombo, Marionetta Contrabasso: Mangiafuoco, Il Corvo (Famoso Medico del vicinato), Lucignolo, Lo Squalo- Balena, Marionetta Percussione: Il Pulcino, Il Merlo Bianco, Il Can- barbone Medoro, La caprettina dalla lana turchina, Marionetta
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> prima nazionale > 23 - 24.11
> Teatro Vascello
• Argentina / Francia • h 21
• da ¤ 19 a 25
Cecilia Bengolea
& François Chaignaud
DFS
Nell’estate del 2015, Cecilia Bengolea e François Chaignaud sono tra i primi coreogra  invitati dal TanzTheater Wuppertal di Pina Bausch, dopo la scomparsa della celebre coreografa, a creare un pezzo per la compagnia.
Si cimentano in una performance che unisce il repertorio polifonico dei madrigali alla dancehall di Kingston.
Il loro ultimo spettacolo, DFS, è il proseguimento di questa bizzarra ricerca capace di unire tecniche e stili tradizionali alle pratiche contemporanee in cui la danza diventa forma espressiva generazionale per la resistenza alle nuove ideologie oppressive. In DFS cinque ballerine e artisti della dancehall giamaicana s’incontrano in scena per confrontarsi con il canto e svariate tecniche di danza. Diversi vocabolari si fondono forgiando un’inedita scrittura coreogra ca astratta e umoristica, in grado di creare  gure e forme, riconciliazioni, combinazioni e nuovi immaginari.
DFS è un rituale collettivo stregato, capace di affondare le sue radici in uno sguardo profondamente antropologico che esplora con sapienza e leggerezza le forme convenzionali dell’espressione coreogra ca e musicale.
Ideazione: Cecilia Bengolea, François Chaignaud Collaboratori alla coreogra a: Damion BG Dancerz, Joan Mendy Interpreti: Cecilia Bengolea, Cassie Dancer, Damion BG Dancerz, François Chaignaud, Valeria Lanzara, Joan Mendy, Craig Black Eagle, Erika Miyauchi, Shihya Peng [En jaune : les interprètes en alternance. Merci de nous consulter pour préciser la distribution exacte] Regia generale, luci e drammaturgia: Jean-Marc Ségalen Video: Giddy Elite Team Mixage son : Clément Bernerd Canto: Cécile Banquey, Baptiste Chopin, Alix Debaecker, Eugénie de Mey, Marie Picaut, Celia Stroom Costumi – Ideazione: Cecilia Bengolea et François Chaignaud – Realizzazione: Méryl Coster, Florence Demingeon et France Lorenzi Amministrazione – Produzione: Barbara Coffy, Jeanne Lefèvre, Clémentine Rougier Coproduzione: Bonlieu Scène nationale Annecy et La Bâtie-Festival de Genève dans le cadre du programme INTERREG France- Suisse 2014-2020,
Club Création Entreprises – Annecy, l’Echangeur – Centre de Développement Chorégraphique Hauts-de- France, Biennale de la Danse de Lyon 2016, Festival d’Automne à Paris/Les Spectacles vivants – Centre Pompidou, Opéra de Lille, deSingel – Anvers, Salder’s Wells Londres, CCN2-Centre chorégraphique national de Grenoble dans le cadre de l’Accueil Studio, Centre de Développement Chorégraphique Toulouse/Midi- Pyrénées, Centre national de danse contemporaine Angers dans le cadre de l’Accueil Studio, PACT Zollverein – Essen, Gessnerallee – Zürich, La Pop – Paris. Soutiens Institut français Paris (2014-2015), FIACRE Fonds d’Innovation Artistique et Culturelle en Rhône-Alpes (2015), Ménagerie de verre Paris – Studiolab, CN D Centre National de la Danse de Pantin – accueil en résidence. Remerciements Aux danseurs invités de Jamaïque qui ont accompagné la résidence de création : Dancing Rebel, Giddy Elite Team, Nicky Trice Ri cal Team, O’shean et Suns French Squad et Rudey Legacy, ainsi qu’à Mélodie France, Geoffroy Jourdain (les Cris de Paris) et Elodie Tessier.
    Con il contributo di
FONDAZIONE FRANCO - ITALIANA PER LA CREAZIONE CONTEMPORANEA
Con il patrocinio di
Nell’ambito di
                                                             ITALIA
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> prima nazionale
> 25.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Giappone / Svizzera • h 17
• da ¤ 15 a 25
Ryoji Ikeda Eklekto Ensemble
Music for percussion
Considerato uno dei maggiori esponenti della computer music contemporanea e uno dei pionieri della musica astratta, il compositore e artista giapponese Ryoji Ikeda si è guadagnato un posto nella storia della musica grazie a una precisione ed estetica matematica, insieme all’attenzione per le caratteristiche essenziali del suono e della luce. Fenomeni  sici e scienti ci sono alla base della sua ricerca che fa propri media sonori e visivi, performance immersive
e installazioni. Nato in collaborazione con Eklekto Ensemble, gruppo di percussionisti contemporaneo fondato a Ginevra nel 1974, Music for percussion segna un nuovo percorso nella proli ca carriera dell’artista. Ikeda abbandona proiezioni
ed elettronica, per concentrarsi sulla purezza del suono prodotto da un gruppo di 4 percussionisti. Il risultato - presentato in Italia per la prima volta dal vivo - è un insieme di composizioni minimaliste per corpo, triangoli, piatti, crotales e metalli, capaci di tratteggiare una continuità uditiva con tutta l’opera del compositore.
Diretto da Ryoji Ikeda Concept, composizione: Ryoji Ikeda [prototype-ver.1.0] Computer graphics, programming: Shohei Matsukawa, Daisuke Tsunoda, Tomonaga Tokuyama [ver.2.0] Computer graphics, programming: Shohei Matsukawa, Norimichi Hirakawa, Tomonaga Tokuyama Direttore tecnico: Kamal Ackarie co-commissionato da AV Festival 06, ZeroOne San Jose & ISEA 2006, 2006 co-prodotto da Les Spectacles vivants, Centre Pompidou, Yamaguchi Center for Arts and Media (YCAM), 2008 supportato da Recombinant Media Labs prodotto da Forma
    In corealizzazione con Con il patrocinio di
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> 25.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Petrassi
• Giappone
• h 19
• da ¤ 15 a 25
    Ryoji Ikeda
Datamatics
Dalla musica per percussioni a quella per i dati informatici: Datamatics, secondo appuntamento con Ryoji Ikeda, non è un semplice concerto di musica elettronica ma un percorso sensoriale in cui dati analogici sono traslati nel codice digitale.
Una trasformazione utile a combinare rappresentazioni astratte e  gurative della materia e contemporaneamente a sottolineare la presenza dei ‘dati invisibili’ che ci circondano nella nostra quotidianità.
Datamatics è, soprattutto, una performance live in cui suoni, luci e forme geometriche semplici, bianco e nero
si alternano, ipnotizzando letteralmente lo spettatore, mettendo alla prova la sua attività sensoriale, trascinandolo in un universo digitale irriconoscibile e privo di coordinate.
Diretto da: Ryoji Ikeda Concept, composition: Ryoji Ikeda [prototype-ver.1.0] computer graphics, programming: Shohei Matsukawa, Daisuke Tsunoda, Tomonaga Tokuyama [ver.2.0] computer graphics, programming: Shohei Matsukawa, Norimichi Hirakawa, Tomonaga Tokuyama tour technical director: Kamal Ackarie co-commissioned by AV Festival 06, ZeroOne San Jose & ISEA 2006, 2006 co-produced by Les Spectacles vivants, Centre Pompidou, Yamaguchi Center for Arts and Media (YCAM), 2008 supported by Recombinant Media Labs produced by Forma
In corealizzazione con
                90

> 25.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Studio
• Italia
• h 18
• da ¤ 15 a 20
    Franco D’Andrea Octet
Intervals I - II
Con la sua capacità di assorbire le esperienze del Novecento storico (in particolar modo della Seconda Scuola di Vienna), fondendole alla musica africana e all’Avanguardismo Americano, Franco D’Andrea è considerato uno dei musicisti più importanti della scena contemporanea.
Intervals I e Intervals II sono i due episodi del progetto, portato avanti con il suo Franco D’Andrea Octet, incentrato sulla particolare combinazione di intervalli o da singoli intervalli da cui scaturiscono improvvisazioni collettive. Composto da Andrea Ayassot (ai sassofoni) Daniele D’Agaro (clarinetto) Mauro Ottolini (trombone), Aldo Mella (contrabbasso) Zeno De Rossi (batteria), Enrico Terragnoli (chitarra elettrica), Andrea Roccatagliati Dj Rocca (elettronica), l’ottetto segue in modo estremamente rigoroso la logica intervallare trascinandoci in un unico mondo sonoro, coerente e unitario, capace di raccogliere la moltiplicità di mondi visitati da Franco D’Andrea durante la sua lunga carriera.
In corealizzazione con
                91

> 25.11
> Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli
• Benin
• h 21
• da ¤ 15 a 25
    Angélique Kidjo
Remain in Light by Talking Heads
Icona indiscussa della musica internazionale, tra le massime rappresentatici della world music e tra le voci più belle del mondo, Angélique Kidjo presenta un live speciale, vero e proprio ponte tra culture e mondi apparentemente distanti. La cantante fa infatti proprio il quarto album dei Talking Heads Remain in Light registrato dal gruppo insieme a Brian Eno nel 1980 e contaminato, a partire dall’in uenza del musicista nigeriano Fela Kuti, dalla poliritmia africana, dal funk e dalla musica elettronica.
«Le idee africane erano molto più importanti da ottenere
dei ritmi speci ci» avrebbe affermato David Byrne, facendo riferimento non solo alla forma ma anche ai contenuti di quell’album.
Ed è forse per questo che oggi la Kidjo sceglie di riportare quel mondo post-punk, di suoni e di groove, alle proprie origini in una sorta di viaggio A/R caratterizzato da nuove linee di chitarra, nuovi messaggi e una sorprendente energia. Un vero e proprio incontro tra sonorità e culture differenti, ma anche un omaggio a una delle più grandi band della storia della musica, attraverso lo sguardo di una delle artiste più cosmopolite di sempre.
In corealizzazione con Con il patrocinio di
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 network
Nelle parole di Bertolt Brecht: «Un teatro senza un pubblico non ha un senso», riconosciamo tutti l’importante ruolo che questo riveste e ha sempre rivestito
nelle nostre vite, unito alla sua capacita di esplorare e sviluppare nuove e creative forme di coinvolgimento della società civile. Negli ultimi cinque anni, la Fondazione Romaeuropa e altre 11 organizzazioni internazionali si sono strette intorno a questa ‘mission’ grazie a Theatron, un progetto quinquennale supportato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Cultura. Per implementare obiettivi cosi ambiziosi, il network Theatron si è pre ssato un ricco programma di lavoro che vede collaborazioni artistiche tra i partner, attività di coinvolgimento del pubblico e attività che promuovano la costruzione di collaborazioni a lungo termine. I partner uf ciali di Theatron -per quanto numerosi altri teatri associati da tutta Europa partecipino alle attività del network- sono i seguenti:
Odense Teater, Danimarca - Fondazione Romaeuropa, Italia - Théâtre de Gennevilliers, Francia
Sadler’s Wells, United Kingdom - Staatsschauspiel Dresden, Germania - Divadlo Archa Theatre, Repubblica Ceca Uppsala Stadsteater, Svezia - Aalborg Teater, Danimarca - Freie Universität Berlin (IKM), Germania - Shef eld Theatres, United Kingdom - Hellerau Dresden, Germania - Aarhus Teater, Danimarca
• theatron-network.eu
Aerowaves è un network legato alla danza che offre opportunità ai giovani artisti in Europa, guidati da specialisti coreutici provenienti da 34 paesi. Il progetto, che vede il sostegno dell’Unione Europa nell’ambito del nuovo Programma Creative Europe, ha visto uno sviluppo triennale con un partenariato composto da oltre 10 membri, provenienti da altrettanti paesi, uniti per la promozione della danza di ricerca.
• aerowaves.org
EFFE è la nuova piattaforma internazionale sui festival promossa da EFA - European Festivals Association e  nanziata dalla Commissione Europea, la quale ha riconosciuto e premiato Romaeuropa come ‘festival di eccezionale valore artistico con un elevato pro lo internazionale’ insieme ad altri 715 festival provenienti da 39 Paesi che hanno ricevuto il Label EFFE 2017-2018 come ‘migliori festival’ in Europa da una Giuria Internazionale.
• effe.eu
     EUROPE FOR FESTIVALS
FESTIVALS FOR EUROPE
 EFFE LABEL 2015-2016
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 live sulla RAI
Musica, teatro, danza, nuovo circo e arti digitali: linguaggi contemporanei quanto internazionali che la RAI torna a ‘parlare’ come Main Media Partner della XXXIII edizione di Romaeuropa Festival.
Una partnership che si traduce in una collaborazione ancora più rafforzata,
nel segno della divulgazione culturale e dell’approfondimento multipiattaforma su Tv, Radio e Web.
L’ampia copertura mediatica è assicurata da
Rai Cultura, con i suoi canali tv dedicati, e dalla radiofonia con le suggestioni di Radio 2, Radio 3 e, per i più piccoli, da RAI Radio Kids.
Ritmi e colori degli spettacoli, dirette, interviste ai protagonisti, appuntamenti speciali saranno gli strumenti per scoprire Romaeuropa
Festival 2018 ed entrare nel vivo della sua programmazione, tra immagini, suoni e voci.
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Altre informazioni

Dal 19/09/18 al 25/11/18

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