CIVITANOVA DANZA

CIVITANOVA DANZA•0733/812936•822213••CIVITANOVA MARCHE•MC•INFO:0733/8129036•071/2075880•2072439•www.civitanovadanza.it ventiduesima edizione del festival internazionale nel nome di Enrico Cecchetti

Comune di Civitanova Marche | Teatri di Civitanova | AMAT
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo | Regione Marche
con il patrocinio di
Provincia di Macerata






CIVITANOVA MARCHE UNA CITTÀ PER DANZARE


2016
XXIII festival internazionale
nel nome di Enrico Cecchetti
9 LUGLIO | 6 AGOSTO

PROGRAMMA




CIVITANOVA DANZA IN FAMIGLIA!
SABATO 9 LUGLIO
h 16 | Teatro Annibal Caro
LABORATORIO CORPOGIOCHI® OFF
+ ASSAGGI DI DANZA D’AUTORE
+ DIMOSTRAZIONE
a cura di MONICA FRANCIA
[per bambini dai 5 anni e adulti]
a seguire
APERICENA BABY
h 20.15 | Teatro Annibal Caro
ALESSANDRO SCIARRONI
JOSEPH_KIDS

FESTIVAL NEL FESTIVAL
SABATO 16 LUGLIO tutti i teatri della città
h 16.30 | Hotel Miramare
CIVITANOVA DANZA FOCUS
h 19 | Lido Cluana
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
h 20.30 | Teatro Cecchetti
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
NICOLA GALLI
DELLE ULTIME VISIONI CUTANEE + MARS [primo studio]
anteprima italiana
h 21.30 | Teatro Rossini
BALLETTO DI ROMA
GISELLE
ITAMAR SERUSSI SAHAR, CHRIS HARING/LIQUID LOFT
prima assoluta
h 23.15 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
FATTORIA VITTADINI
CANTIERE APERTO PER ODIO
DANIEL ABREU
anteprima italiana

LA NOTTE DELLA STELLA
DOMENICA 24 LUGLIO Palasport Eurosuole Forum
ELEONORA ABBAGNATO
CARMEN
AMEDEO AMODIO
prima ed esclusiva regionale
FESTIVAL NEL FESTIVAL
SABATO 6 AGOSTO tutti i teatri della città
h 16.30 | Hotel Miramare
CIVITANOVA DANZA FOCUS
h 19 | Lido Cluana
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
h 20.30 | Teatro Cecchetti
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
SILVIA GRIBAUDI
R.OSA
anteprima italiana
+ LABORATORIO DI DANZA
per donne di tutte le età
[4 e 5 agosto]
h 21.30 | Teatro Rossini
COMPAGNIA BLUCINQUE
QANAT | CIRKO VERTIGO
WE273’’
prima assoluta
h 23.15 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
CRISTIANA MORGANTI
NUOVA CREAZIONE
anteprima italiana



CIVITANOVA DANZA PER DOMANI [CAMPUS]
1-6 agosto 2016 | Civitanova Marche
un programma intensivo per coloro che amano la danza
e intendono studiarla con i migliori maestri europei

insegnanti:
FRÉDÉRIC OLIVIERI direttore della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
FLORENCE CLERC professeur du ballet, Ballet de l’Opéra de Paris
PAOLA VISMARA docente della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
ELISA SCALA docente della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala
CLAUDIA DE SMET ballerina e assistente coreografa Ballet Preljocaj
FABRIZIO MONTEVERDE coreografo internazionale

consulenza artistica PAOLA VISMARA






COMUNICATO STAMPA


Dal 9 luglio al 6 agosto Civitanova Marche ospita la XXIII° edizione del festival internazionale Civitanova Danza dedicato al maestro Enrico Cecchetti e promosso da Comune di Civitanova Marche, Teatri di Civitanova, AMAT, con il contributo di Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e Regione Marche e con il patrocinio di Provincia di Macerata e Camera di Commercio di Macerata. L’edizione 2016 conferma la struttura inaugurata per il ventennale: il programma - curato da Gilberto Santini, direttore AMAT - si articola in due sezioni, Festival nel festival e La notte della stella. A queste si aggiunge Civitanova Danza in famiglia, una vera e propria festa per tutta la famiglia. Le due giornate di Festival nel festival, vero nucleo progettuale della manifestazione, offrono al pubblico una maratona di danza che tocca tutti i teatri della città dal pomeriggio a notte fonda con prime e anteprime italiane e assolute e quattro residenze nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza. Con La notte della stella Civitanova Danza offre al suo pubblico una serata all’insegna delle esperienze più popolari.

Una vera e propria festa per l’inaugurazione del festival sabato 9 luglio con Civitanova Danza in famiglia, un’occasione per grandi e piccini per divertirsi e partecipare all’inizio di questo viaggio nelle diverse espressioni della danza. Dalle ore 19 al Teatro Annibal Caro CorpoGiochi® OFF propone un incontro di laboratorio curato da Monica Francia dove non c’è distinzione fra adulto e bambino e i partecipanti insieme possono scoprire che, nell’interscambio e nella relazione fra loro, possono trovare modalità di esplorazione, consapevolezza e arricchimento. Segue – prima dell’Apericena baby – un momento con gli Assaggi di Danza d’Autore durante il quale ai danz’autori presenti mostrano brevi estratti della propria danza. La conclusione alle ore 20.15 è con JOSEPH_kids, un curioso spettacolo di Alessandro Sciarroni per grandi e piccini che dà la possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività, divertendosi e riflettendo.

Tutti i teatri della città accolgono sabato 16 luglio il primo dei due Festival nel festival, una vera e propria maratona che prende avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus. Alle ore 19 il piazzale antistante Lido Cluana ospita Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e dalle ore 20.30 il programma prosegue al Teatro Cecchetti con Delle ultime visioni cutanee e l’anteprima italiana del primo studio di Mars di Nicola Galli, artista che si occupa di ricerca corporea spaziando dalla coreografia alla performance, dall’installazione all’ideazione grafico-visiva. La giornata prosegue al Teatro Rossini con il Balletto di Roma e l’attesa prima assoluta di Giselle, uno dei più noti tra i balletti del repertorio classico romantico, affidato ai due autori contemporanei Itamar Serussi Sahar e Chris Haring, in cui la tragica trama sapientemente si confonde con gli ingredienti della danza di oggi e con le strutture di pensiero della quotidianità contemporanea. La conclusione della giornata è a notte inoltrata (23.15) al Teatro Annibal Caro con l’anteprima italiana di Cantiere aperto per Odio coreografia di Daniel Abreu per Fattoria Vittadini che parla dei comportamenti generati dall’odio, al debutto al festival al termine di una residenza nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza.

Musa italiana della danza internazionale Eleonora Abbagnato, danseuse étoile del Ballet de l’Opéra National de Paris e ora direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, è la sensualissima e bellissima Carmen, protagonista domenica 24 luglio al Palasport Eurosuole Forum con una nutrita compagnia del balletto in due atti tratto dall’omonimo romanzo di Prosper Merimée nella versione coreografica di Amedeo Amodio costruita sulle musiche dell’opera di Georges Bizet e con un adattamento e interventi musicali originali di Giuseppe Calì. Più volte ripresa nei più prestigiosi teatri del mondo questa Carmen di Amodio ha visto il debutto di Eleonora nel ruolo della celeberrima e irresistibile sigaraia al Teatro Massimo di Palermo nel 2014 e da lì farne un suo cavallo di battaglia nell’allestimento produttivo affidato alla Daniele Cipriani Entertainment.

Ancora una full immersion in tutti i teatri della città sabato 6 agosto per il secondo festival nel festival che conclude la XXIII edizione di Civitanova Danza. Avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus, per proseguire alle ore 19 nel piazzale antistante Lido Cluana con Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città. Alle ore 20.30 l’appuntamento è al Teatro Cecchetti con l’anteprima italiana di R.OSA di Silvia Gribaudi (che debutta al termine di una residenza), primo capitolo di una trilogia sul corpo femminile e il virtuosismo che si svilupperà nel 2017. Silvia Gribaudi il 4 e 5 agosto conduce anche un laboratorio per donne di tutte le età, un’esperienza artistica di comunità in cui sperimentare il movimento attraverso l’espressione libera e creativa del proprio corpo. Al Teatro Rossini alle ore 21.30 è la volta della prima assoluta di WE273’’ nato dalla rinnovata collaborazione artistica di Compagnia Blucinque di Caterina Mochi Sismondi e Cirko Vertigo; musica, corpo e attrezzo circense testimoniano in questo lavoro che il circo contemporaneo è anche teatro danza. La conclusione della giornata (23.15) è al al Teatro Annibal Caro con l’anteprima italiana della nuova creazione di Cristiana Morganti, storica danzatrice di Pina Bausch, che debutta al festival al termine di una residenza nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza. Lo spettacolo nasce dall’incontro di tre artiste, provenienti da tre paesi diversi e appartenenti anche a tre generazioni diverse: la coreografa Cristiana Morganti, 48 anni, italiana, e le due danzatrici, entrambe attualmente danzatrici del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, Anna Wehsarg, 36 anni tedesca e Breanna O’Mara, 26 anni americana. L’idea di partenza per la ricerca del materiale è stata investigare l’emozione della “rabbia”.

Accanto agli spettacoli il festival rinnova e amplia l’appuntamento con la formazione di cui è espressione il Campus Civitanova Danza per Domani che si svolge dall’1 al 6 agosto. Il Campus, con la direzione artistica di Paola Vismara, prevede docenti di altissimo profilo come Frédéric Olivieri (direttore della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala), Florence Clerc (professeur du ballet, Ballet de l’Opéra de Paris), Paola Vismara ed Elisa Scala (docenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala), Claudia De Smet (ballerina e assistente coreografa Ballet Preljocaj) e Fabrizio Monteverde (coreografo internazionale).

Informazioni: Teatro Rossini 0733 812936 e AMAT 071 2072439, www.civitanovadanza.it.


CIVITANOVA DANZA
IN FAMIGLIA!
SABATO 9 LUGLIO
h 16 | Teatro Annibal Caro
LABORATORIO CORPOGIOCHI® OFF
+ ASSAGGI DI DANZA D’AUTORE
+ DIMOSTRAZIONE
a cura di MONICA FRANCIA
[per bambini dai 5 anni e adulti]
a seguire
APERICENA BABY
h 20.15 | Teatro Annibal Caro
ALESSANDRO SCIARRONI
JOSEPH_KIDS


Una vera e propria festa per tutta la famiglia, un’occasione gustosissima per grandi e piccini per divertirsi e partecipare all’inizio di questo viaggio nelle diverse espressioni della danza. Dalle ore 16 bambini e adulti sono i protagonisti di CorpoGiochi® OFF, un laboratorio curato da Monica Francia, un invito a prendere coscienza delle proprie potenzialità in relazione al movimento e all’azione. Segue – prima dell’Apericena baby – un momento con gli Assaggi di Danza d’Autore durante il quale ai danz’autori presenti mostrano brevi estratti della propria danza. La conclusione alle ore 20.15 è con JOSEPH_kids, uno spettacolo di Alessandro Sciarroni che dà la possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività, divertendosi e riflettendo.


LABORATORIO CORPOGIOCHI® OFF

Laboratorio dedicato ad artisti e cittadini dai 5 ai 99 anni
Ospiti i danz’autori italiani partecipanti al progetto CorpoGiochiXL
giovani artisti a confronto con le nuove generazioni
azione del Network Anticorpi XL coordinata dall'Associazione Cantieri

CorpoGiochi® OFF è un laboratorio per bambini e adulti per sperimentare il progetto CorpoGiochi® fuori dal contesto scolastico. Monica Francia traduce la propria formazione artistica in una esperienza individuale e di gruppo, stimolando le persone a prendere coscienza delle proprie potenzialità in relazione al movimento e all’azione.
CorpoGiochi® OFF propone un incontro che materializza un luogo e un tempo dove non c’è distinzione formale fra adulto e bambino e gli individui coinvolti, più o meno grandi, insieme scopriranno che, nell’interscambio e nella relazione fra loro, potranno trovare modalità di esplorazione, consapevolezza ed arricchimento. Strutturato come un gioco di ruolo, si tratta di una metodologia maieutica, di una serie di giochi in cui adulto e bambino sono l’uno per l’altro occasione di lavoro su se stessi, dove gli uni aiutano gli altri a far emergere la sapienza naturalmente insita nel proprio corpo.
All’interno del laboratorio è previsto un momento per gli Assaggi di Danza d’Autore, durante il quale ai danz’autori presenti viene richiesto di mostrare un “assaggio” della propria danza (pochi minuti), alla fine del quale i partecipanti potranno fare all’autore domande e osservazioni su quanto appena visto.
CorpoGiochiXL desidera formare giovani artisti grazie al confronto con bambini, ragazzi e le loro famiglie. Il percorso prevende un ritorno critico atto a scatenare uno sviluppo maieutico alternativo nel percorso autoriale dell’artista coinvolto. Il progetto mette in condivisione la rete di artisti, territori e cittadini coinvolti, stimolando processi di collaborazione e partecipazione sociale e culturale.

JOSEPH_kids

di Alessandro Sciarroni
con Michele Di Stefano
e Amy Bell
produzione Corpoceleste_C.C.00#
in coproduzione con Armunia/Festival Inequilibrio
con il sostegno di Marche Teatro
in collaborazione con Teatro Pubblico Pugliese/La Scena dei Ragazzi

Dopo il grande successo di Joseph, il primo solo di Alessandro Sciarroni, che ha visto la luce nel 2011, JOSEPH_kids vede in scena la presenza di un unico interprete, un uomo solo, davanti ad un computer portatile. Come nella versione per il pubblico adulto, l'interprete va alla ricerca della sua immagine, che di volta in volta, viene proiettata, deformata, raddoppiata e scomposta attraverso una webcam e alcuni semplici effetti video. Joseph fa le sue scelte davanti ad un pubblico/testimone che riesce a seguire l'evoluzione di questo monologo fisico attraverso una grande videoproiezione che riproduce fedelmente la schermata del computer. Dapprima serio e rigoroso, il viaggio di Joseph diventa ironico e inaspettato quando l'uomo finge un duello western virtuale, intenso mentre la sua immagine si scompone in una magia di raggi di luce e sorprendente, mentre il suo sguardo perde le sembianze umane fino a diventare alieno. La grande immagine proiettata ingloba in questo percorso tutto il giovane pubblico in sala, con un finale inaspettato. Il lavoro intende porre il pubblico dell'infanzia davanti alla possibilità di osservare i mezzi tecnologici come possibili veicolatori di creatività e non di mera alienazione. JOSEPH_kids è uno spettacolo che sa divertire e anche far riflettere, che sa far maturare l'idea di potersi muovere in uno spazio performativo in maniera mai scontata. É un lavoro che prende in considerazione la profonda intelligenza e intuizione che ogni giovane spettatore (e possibile performer) porta con sè.

Il lavoro è stato presentato al Festival D’Automne à Paris, Le 104 Paris, Mac Creteil, Paris, Biennale de la Danse Lyon, Toto Festival Ile de la Reunion, The Place, London, Bolzano Danza, Bolzano.

FESTIVAL NEL FESTIVAL
SABATO 16 LUGLIO tutti i teatri della città
h 16.30 | Hotel Miramare
CIVITANOVA DANZA FOCUS
h 19 | Lido Cluana
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
h 20.30 | Teatro Cecchetti
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
NICOLA GALLI
DELLE ULTIME VISIONI CUTANEE
+ MARS [primo studio] anteprima italiana
h 21.30 | Teatro Rossini
BALLETTO DI ROMA
GISELLE
ITAMAR SERUSSI SAHAR, CHRIS HARING/LIQUID LOFT
prima assoluta
h 23.15 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
FATTORIA VITTADINI
CANTIERE APERTO PER ODIO
DANIEL ABREU
anteprima italiana


Tutti i teatri della città accolgono il primo dei due Festival nel festival, una vera e propria maratona che prende avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus. Alle ore 19 il piazzale antistante Lido Cluana ospita Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e dalle ore 20.30 prosegue al Teatro Cecchetti con Delle ultime visioni cutanee e l’anteprima italiana del primo studio di Mars di Nicola Galli, al Teatro Rossini con la prima assoluta di Giselle del Balletto di Roma, per concludersi al Teatro Annibal Caro con l’anteprima italiana di Cantiere aperto per Odio di Fattoria Vittadini che debutta al festival al termine di una residenza nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza.


DELLE ULTIME VISIONI CUTANEE
4 capitoli sul paesaggio

concept, coreografia e azione Nicola Galli
elementi scenici Andrea Mosca
costumi Acne studios
spazio prove Spazio Casaglia, STEREOPSIS, Teatro Astoria / TIR Danza
produzione STEREOPSIS / TIR Danza
un ringraziamento a Valeria Castellaneta
progetto sviluppato presso l'Institut Culturel Italien de Paris, Hôtel de Galliffet
creazione selezionata per NID Platform 2015
con il contributo del Fondo per la Danza D'autore/Regione Emilia-Romagna 2015/2016
Delle ultime visioni cutanee è l'episodio conclusivo delle precedenti ricerche coreografiche sviluppate da Nicola Galli (prime visioni sottocutanee, O | proiezione dell'architettura ossea e OSSO). La performance si basa sulla presentazione di un ambiente installativo, applicando in modo analitico il principio della riproduzione in serra. In tale habitat, la pianta inizia il proprio ciclo vitale, dalla semina nella terra fertile e dalla germogliazione fino all'ottenimento del frutto che diverrà per il seme protezione, nutrimento e veicolo di riproduzione. L'azione è articolata in 4 capitoli, a cui corrispondono le rappresentazioni di altrettanti paesaggi: botanico, orografico, etologico, scenico. In questo dispositivo al contempo ottico e motorio, corpo e oggetti sono sottoposti a esercizi di manipolazione micro e macroscopica, esposti grazie all'uso di un'illuminazione modulare che esercita un focus su un dettaglio screpolato, sbucciato, spellato o ancora esfoliato, irritato. La partitura scenica si sviluppa secondo due principali linee di azione, facendo riferimento ai canoni estetici rinascimentali - pittorici e coreutici - della prospettiva e della metrica lineare. L'esercizio epiteliale al tavolo si alterna così allo spazio e al volume della scena, in una sorta di trasposizione plastica del movimento corporeo.

CAPITOLO #1
Della riproduzione dell'ambiente
La serra simula l'ambiente ideale per il tipo di scena che si intende coltivare e per l'attivazione di un immaginario botanico. La riproduzione trova il punto di fuga nell'uovo cosmico, simbolo della Creazione, proiettato otticamente in primo piano.
La prima serra presenta il paesaggio in cui il corpo si inserisce. Il terreno di preparazione vive di un microclima albeggiante, composto da strutture articolari praticabili e luminose manipolate in armonia con le possibilità motorie degli arti superiori.

CAPITOLO #2
Dell'orografia plastica e della morfologia corporea
La seconda serra introduce all'osservazione delle dinamiche di un territorio dalla superficie modellabile. Il panorama luminoso, rettangolare come uno schermo, si muove definendo un rilievo montuoso. Il piano duttile all'inclinazione e la presenza dell'oggetto sferico indicano la direzione in cui si esplicita la forza di gravità, mentre la geografia corporea si coglie nell'ombra degli arti, disegnando un paesaggio fisico nel perimetro immediatamente prossimo all'epitelio.

CAPITOLO #3
Della stratigrafia sedimentaria e del carotaggio
La terza serra favorisce il distaccamento della sovrapposizione dei piani. L'apprendimento graduale della coordinazione motoria conferisce una qualità etologica al paesaggio generato dal corpo umano in movimento. Viene effettuato un carotaggio fisico, creando un catalogo o campionario per analizzare la stratificazione di tre strutture anatomiche: l'impalcatura endoscheletrica, che dona forma e sostegno; la fibra muscolare, sinergica e attiva, che consente il movimento; l'epitelio, il più superficiale esteso e sensibile, mezzo di comunicazione su cui si depositano i segni del passato.

CAPITOLO #4
Delle funzioni analoghe alla scena
L'articolazione per capitoli si conclude con l'analisi del soggetto performativo presente nel paesaggio. La quarta serra applica un pensiero autoreferenziale all'ambiente in cui il corpo viene osservato nell'esecuzione dell'azione. Sostenuto dal clima sonoro e luminoso, il movimento è orchestrato dalla metrica chiara della Bassadanza, prima forma coreutica cortigiana codificata.
Il corpo espelle i liquidi attraverso la sudorazione e la lacrimazione. Affaticato, si rifugia nel grembo dello strato montuoso che ha costruito, la cui cima si erge sotto il simbolo da cui tutto nasce. Ora il corpo è inserito e seminato.

MARS [primo studio]
La natura ama,
quindi tende a nascondersi

concept, coreografia e azione Nicola Galli
costumi Elena Massari
produzione stereopsis / TIR Danza
residenze artistiche Kilowatt Festival, AMAT & Civitanova Danza
nell’ambito di Civitanova Casa della Danza
C.L.A.P.Spettacolodalvivo Circuito Lombardia Arti Pluridisciplinari Spettacolo dal Vivo
progetto realizzato con il contributo di ResiDance XL – luoghi e progetti di residenza per creazioni coreografiche azione della Rete Anticorpi XL – Network Giovane Danza D'autore
coordinata da L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino
con il contributo del Fondo per la Danza D'autore/Regione Emilia-Romagna 2015/2016

2016 :: progetto planetario
Premessa
La geometria quadrata e la natura del corpo umano generano sin dall’antichità un pensiero volto alla relazione con la dimensione terrestre, nella ricerca di una razionalizzazione del mondo. Il quadrato implica un contorno, una misura antropometrica e una proporzione con un’idea controllata di natura: un primo giardino in cui proteggere il “bene” più prezioso. Nella rappresentazione leonardesca dell'uomo vitruviano, il centro del quadrato è il pube. A un’ideale concordanza con il quadrato terrestre si contrappone una geometria circolare ampia e maestosa, disegnando un immaginario cosmico composto da curve: il cerchio, ovvero la più semplice delle curve, senza principio né fine. Nella rappresentazione leonardesca dell'uomo vitruviano, il centro del cerchio è il ventre. Il corpo aderisce a queste geometrie rintracciandone le linee diritte, spezzate e sinuose, componendo un sistema di segni, una grammatica gestuale che si irradia creando uno spazio e nuovi territori.

Come riprodurre un paesaggio sconosciuto?
Chi e cosa abita il paesaggio?
Come si presenta un corpo marziano?

Presentazione
MARS è il terzo episodio della ricerca coreografica di Nicola Galli dedicata al sistema planetario.
Marte presenta analogie e differenze con il pianeta Terra: si compone di un'atmosfera (seppur minima e con temperature mediamente basse), un giorno solare e un'inclinazione assiale simili a quelli terrestri, un ciclo di stagioni analogo ma di quasi doppia durata e la presenza di acqua allo stato solido. Il pianeta rosso anticamente appariva con grandi oceani e lunghi corsi d'acqua e ancora oggi rappresenta la meta più plausibile per il futuro sviluppo dell'umanità. La colonizzazione di Marte sviluppa un pensiero volto all'esplorazione di un ambiente sconosciuto, analizzato per la prima volta, che contiene strutture e qualità proprie e ignote; un territorio che si presenta ai corpi e allo spettatore come straniero.

NICOLA GALLI [Ferrara, 1990]
Esordisce come ginnasta agonista e si avvicina ai linguaggi del teatro fisico e della danza presso il Teatro Nucleo di Ferrara. Studia danza contemporanea, rinascimentale, hip hop e riequilibrio muscolare Metodo Monari. Dal 2010 al 2014 danza nella compagnia CollettivO CineticO. Parallelamente intraprende il proprio percorso autoriale spaziando dalla coreografia alla performance, dall'installazione all'ideazione grafico-visiva e sviluppando il progetto MDV [Metamorfosi del vuoto], un'indagine progressiva intorno alle forme pure e alle nozioni di “stratificazione” e “paesaggio”. In linea con la sua ricerca artistica, Nicola Galli sviluppa percorsi formativi e laboratori di danza dedicati a bambini e adulti. Dal 2014 è artista sostenuto da TIR Danza.
Balletto di Roma
direzione artistica Roberto Casarotto
Luciano Carratoni presenta

GISELLE
spettacolo in due atti

coreografie Itamar Serussi Sahar e Chris Haring/Liquid Loft
concept development Peggy Olislaegers
musiche originali ispirate alla partitura di Adolphe Adam
rielaborazioni musicali Richard Van Kruysdijk, Andrea Berger
con il sostegno di Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma
Part of the Fast Forward Project supported by Fonds Podium Kunsten Nl - Performing Arts Fund N
Forum Austriaco di Cultura

Il Balletto di Roma affida ai due autori contemporanei Itamar Serussi Sahar e Chris Haring la riscrittura di Giselle, uno dei più noti tra i balletti del repertorio classico romantico. La compagnia porta in scena il doppio remake di un classico in cui la tragica trama sapientemente si confonde con gli ingredienti della danza di oggi e con le strutture di pensiero della quotidianità contemporanea.

Per la prima volta, Giselle coinvolge in un’unica creazione due coreografi e i loro team internazionali di collaboratori, con identità artistiche originali e distinte, portatori di approcci creativi e alfabeti coreografici diversi. A ciascuno è commissionato un atto del balletto ed entrambi propongono un’analisi profonda della trama gettando nuova luce sugli snodi drammaturgici e sui valori che la storia di Giselle puo' ispirare oggi. Prendendo spunto dalla composizione originale che affianca vicende ambientate nel mondo terreno e trasposizioni nell’aldilà, gli universi artistici di Serussi e Haring con Liquid Loft definiscono i due mondi in cui si sviluppano i loro immaginari.

CHRIS HARING
Vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia (2007), Chris Haring è oggi uno dei piú apprezzati coreografi della scena performativa contemporanea e nel 2013 è stato insignito del prestigioso riconoscimento Outstanding Artists Awards del ministero per le Arti austriaco. coreografo e danzatore in compagnie internazionali come DV8, Man Act, Nigel Charnock e Tanz Hotel - e Liquid Loft, la compagnia di danza contemporanea da lui fondata con artisti visivi, compositori e danzatori, impegnata nella ricerca di  nuovi linguaggi multimediali e nella creazione di spettacoli di danza e dance film.

ITAMAR SERUSSI SAHAR
Inizia la propria formazione di danza all’età di quindici anni presso Israel Arts High School e School of Bat-Dor Dance Company. Nel 1998 entra a far parte di Batsheva Dance Company. Dal 2006 sviluppa il proprio stile personale e sperimenta i limiti fisici attraverso l’umorismo e l’improvvisazione cercando di andare oltre la danza tradizionale. Il suo lavoro è giocoso, leggero ed elegante e i suoi pezzi sono il risultato di una sinergia con ciò che lo circonda e con i suoi danzatori. Le coreografie di Itamar sono di forte impatto sia per il pubblico che per i performer e vengono eseguite ampiamente in Europa (Repubblica Ceca, Francia, Slovenia). Itamar crea per compagnie in Inghilterra, Austria, Stati Uniti d’America, Francia, Danimarca e Belgio e dall’estate del 2014 è coreografo residente per Scapino Ballet (Rotterdam, NL).



BALLETTO DI ROMA
Fondato da Franca Bartolomei e Walter Zappolini nel 1960

Il Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della danza italiana: Franca Bartolomei, ballerina e coreografa nei principali teatri d’Opera italiani ed esteri, e Walter Zappolini, già étoile del Teatro dell’Opera, per quindici anni direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e direttore artistico, negli ultimi 55 anni, della compagnia del Balletto di Roma. Fondato sul desiderio di valorizzare e promuovere la danza italiana, il Balletto di Roma è da sempre un punto di riferimento di grande prestigio per tutto il territorio nazionale, imponendosi per qualità di produzione e quantità di pubblico. Accanto ad un profondo rispetto nei confronti della tradizione del balletto, la compagnia ha favorito negli anni la crescita di nuovi talenti coreografici italiani, costruendo un ensemble di elevato livello tecnico ed interpretativo e generando un repertorio di alto valore artistico e culturale in grado di crescere e rinnovarsi nel tempo. Nei suoi ormai cinquant’anni di vita, la compagnia ha visto avvicendarsi differenti percorsi e collaborazioni, aprendo la propria sede a numerosi artisti ospiti; tra i protagonisti della storia del Balletto di Roma A. Milloss, R. North e i contemporanei M. Bigonzetti, F. Monteverde, M. Zullo e P. Mangiola. Il percorso degli ultimi vent’anni pone il Balletto di Roma in una posizione di assoluta leadership tra i soggetti di produzione nazionali e dimostra il lavoro svolto attraverso numeri mai eguagliati da strutture affini: dal 2002 al 2013, oltre 950 recite sul territorio nazionale e un numero di spettatori che supera le 390.000 unità oltre a tournée internazionali in Francia, America, Argentina, Africa e Cina. Punto di forza della struttura, il binomio dialettico tra tradizione e innovazione ha generato un sistema virtuoso che è stato linfa vitale per il sistema teatrale italiano con un successo di pubblico che ha decretato in più occasioni record di incassi e presenze. Da sempre promotore del talento, il Balletto di Roma accosta alla propria attività produttiva un programma di alta formazione coreutica che negli anni è stato culla e trampolino di lancio per decine di ballerini professionisti e nuovi coreografi.
Nell’ottobre 2012, il Balletto di Roma ha inaugurato una nuova sede in cui sono confluite le esperienze produttive della compagnia e le nuove attività della Scuola del Balletto di Roma, rifondata in nome di un progetto di formazione eccellente a cura della direttrice Paola Jorio. Già alla guida per diciotto anni della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, Paola Jorio torna a collaborare con struttura in cui avviò la propria carriera di danzatrice e formatrice per contribuire alla crescita dei danzatori di domani secondo programmi accademici in linea con le maggiori scuole europee di balletto.
Dal 2013 è in corso un processo di modernizzazione nel Balletto di Roma che ha l’obiettivo di favorire nuove collaborazioni e scambi artistici con figure e strutture estere e di consolidare il profilo internazionale della storica compagnia romana. Il nuovo percorso mira ad ampliare gli orizzonti culturali dell’ambiente coreografico italiano, facilitando il dialogo e l’incontro tra artisti, autori, studiosi, danzatori, docenti e allievi. Nello stesso tempo auspica un potenziamento delle attività formative della Scuola portandovi la novità e lo stile di moderne realtà straniere e promuovendo a sua volta il talento italiano all’estero.
Nel corso del 2014 il Balletto di Roma ha avviato un percorso di ricerca e innovazione coreografica a cura di Paolo Mangiola, coreografo di recente e brillante esperienza inglese con Wayne McGregor | Random Dance e Royal Ballet. Il percorso intrapreso ha portato Mangiola alla recente creazione di We/Part, spettacolo presentato in anteprima europea, lo scorso 4 luglio, presso Royal Opera House – Clore Studio di Londra al termine della settimana di residenza coreografica ospitata dal Royal Ballet Studio Programme. In seguito al debutto nazionale del 19 luglio presso il Teatro Rossini di Civitanova Marche in occasione del Festival Internazionale Civitanovadanza, We/Part è stato presentato lo scorso 30 settembre al Teatro Elfo Puccini all’interno del MilanOltre Festival 2014.
In seguito al debutto della terza nuova produzione 2014 Il lago dei cigni, ovvero Il canto con coreografia e regia di Fabrizio Monteverde presso il Teatro Comunale di Ferrara, il programma del Balletto di Roma prosegue, come tradizione, con l’intenso tour invernale 2014/15 nei principali teatri italiani.
Appena entrato nel 55° anno di attività, il Balletto di Roma annuncia un cambiamento importante al vertice artistico della struttura. Il maestro Walter Zappolini lascia, nel gennaio 2015, la direzione artistica dello storico gruppo. In linea con il recente rinnovamento organizzativo e produttivo dell’azienda, il general manager Luciano Carratoni affida oggi la guida artistica del Balletto di Roma a Roberto Casarotto, figura tra le più interessanti sull’attuale scena nazionale e internazionale della danza contemporanea. A condividere il percorso di direzione artistica di Roberto Casarotto, tre coreografi associati che rappresentano la storia recente del repertorio della compagnia: Fabrizio Monteverde, Alessandro Sciarroni e Paolo Mangiola.
Una diversa modalità di produzione e formazione quella proposta per i prossimi anni dal team del Balletto di Roma e dalla recentemente rinnovata Scuola del Balletto di Roma diretta da Paola Jorio: attenzione ai linguaggi coreografici contemporanei, ricerca e innovazione, mantenimento e rafforzamento del repertorio storico, dialogo con il pubblico e con la scena internazionale e soprattutto la creazione di nuove opportunità per lo sviluppo della cultura della danza.


CANTIERE APERTO PER ODIO

coreografia Daniel Abreu
danzatori Chiara Ameglio, Noemi Bresciani, Vilma Trevisan
produzione Fattoria Vittadini
con il sostegno di Fondazione Cariplo
in coproduzione con Torinodanza festival, Les Halles de Schaerbeek
in collaborazione con Arteven Circuito Teatrale Regionale Veneto, Teatro Comunale Città di Vicenza
AMAT - Associazione Marchigiana Attività Teatrali

In questo lavoro immagino di parlare dei comportamenti generati dall’odio. Come si odia e come attraverso gli altri odiamo noi stessi. Immagino di parlare di odio da tutti i punti di vista.
La storia è disseminata di riferimenti poetici ai simboli dell’odio. Ma soprattutto lo spettacolo tenta di rispondere in modo metaforico alla domanda: cosa ho fatto per appartenere, per essere ciò che sono? Perché alla fine odiare qualcuno o qualcosa significa creare una connessione. Daniel Abreu

DANIEL ABREU
Nasce a Tenerife, luogo nel quale cresce e sviluppa il suo interesse e la sua curiosità per il movimento del corpo e l’espressione scenica. Si laurea in Psicologia presso l’Universidad Nacional de Educación a Distancia. Ha lavorato in Spagna come performer in molte compagnie nazionali di danza e teatro. Ha collaborato come assistente di ideazione e come interprete all’interno di numerosi progetti.
Tra i riconoscimenti ottenuti si segnalano il Premio Nazionale di Danza per la categoria “creatività” nel 2014, nel 2015 viene riconosciuto miglior direttore all’interno dell’INDIFESTIVAL con lo spettacolo Los zuecos van hacia sus buenos hábitos e il premio della giuria per la coreografia al Concorso coereografico di Madrid (2005). Si distingue come danzatore eccellente all’AISGE Fundation Prize frequentando l’American Dance Festival (2005) al Concorso Coreografico di Madrid e al IV Concorso Coreografico di Maspalomas.
Il suo progetto di formare una compagnia si sviluppa nel 2004. La summa delle sue creazioni e collaborazioni confluisce nel concept da lui creato, oggi conosciuto come la Daniel Abreu Company. Ha ideato più di 30 lavori di danza che sono stati presentati in 17 paesi diversi dell’Asia, Europa, sud e centro America. È stato a capo di progetti per compagnie tra le quali Proyecto Titoyaya (Valenzia, 2010), Zawirowania Dance Theater Company (Varsavia, 2010), Cía. De Danza Nómada (Tenerife, 2007 e 2009), Festival En Pe de Pedra (Santiago de Compostela, 2006). Alcuni dei suoi spettacoli sono stati selezionati per il “Circuito della rete dei teatri alternativi” della Spagna dal 2007 al 2012 e i suoi lavori Perro e Equilibrio sono stati parte del centro di ricerca di danza Aerowaves nel 2009 e nel 2011. Come risultato di tutto il suo lavoro creativo, Daniel Abreu è stato chiamato a tenere numerosi corsi e workshop nei quali ha condiviso la sua creativa e personale visione della danza contemporanea con studenti, compagnie teatrali e di danza. Parallelamente, egli continua a sviluppare il suo lavoro senza mai accantonare altre attività creative come direttore di progetti per altri ideatori e compagnie.  A ciò si aggiunge la direzione di stage presso il Provisional Danza di Madrid. Nel 2010 la compagnia prende parte al Modul Dance project.

FATTORIA VITTADINI
Nasce a Milano nel 2009 dalla volontà degli undici allievi del corso dell’allora Atelier di Teatro-Danza della Scuola Paolo Grassi di rimanere uniti e continuare a farsi strada insieme nel campo delle arti performative. Riuscire a mantenere unito un gruppo così numeroso nel sistema delle performing arts italiane sempre più congestionato ed economicamente difficile è un progetto ambizioso e allo stesso tempo una sfida che solo da giovani si può accettare. Fattoria Vittadini nasce profondamente convinta che sia però proprio nell’idea di collettività e di lavoro condiviso una delle possibili soluzioni all’attuale crisi che domina il settore. Un gruppo in grado di mettere in risalto le individualità, lasciando agli undici interpreti anche lo spazio per condurre il proprio personale percorso di formazione, perfezionamento e crescita. Ne risulta così un gruppo estremamente eterogeneo e versatile che ha elaborato un’idea di compagnia di danza innovativa, mettendo a disposizione di coreografi e collaboratori esterni le proprie qualità, adattandosi alle pluralità dei linguaggi con una professionalità sempre crescente. Grazie a questa necessità di mettersi in gioco con grandi artisti per la creazione di nuovi spettacoli, durante il corso degli anni Fattoria Vittadini ha avuto l’opportunità di intrecciare la propria strada con importanti coreografi e registi tra i quali Lucinda Childs, Yasmeen Godder, Ariella Vidach, Virgilio Sieni, Alessandro Certini, Emanuela Tagliavia, Jean Claude Penchenat, Maria Consagra, Giulio D’Anna, Arturo Cirillo, Benedetto Sicca, Nikos Lagousakos, Juliette Deschamps, matanicola e Maya Matilde Carroll. Parallelamente Fattoria Vittadini continua a indagare una personale ricerca poetica per consolidare ciò che crede sia la danza contemporanea oggi attraverso la creazione di coreografie interne alla compagnia. Prende così corpo un percorso anche individuale all’interno del gruppo attraverso il quale ogni danzatore e interprete, sentendone la necessità, può mettersi in gioco dal punto di vista autoriale creando i suoi propri spettacoli. Nel 2011 entra come partner attivo in RIC.CI – Reconstruction Italian Choreography 1980-1990, progetto di recupero della coreografia contemporanea italiana degli anni ’80-’90 ideato da Marinella Guatterini. Fattoria Vittadini prende parte alla ripresa di Duetto di Virgilio Sieni e Alessandro Certini sia come produttore esecutivo che come interpreti e di Calore di Enzo Cosimi come interpreti. Nel 2012 e 2013 inizia una stretta collaborazione con il duo berlinese matanicola (Nicola Mascia e Matan Zamir) che prende corpo attraverso laboratori (Italia e Germania) improvvisazioni e performance site specific (Italia e Francia) che hanno portato alla realizzazione dello spettacolo To This Purpose Only con il quale Fattoria Vittadini, grazie al supporto di Danzarte, vince nel 2013 il bando ministeriale Teatri del Tempo Presente per la regione Lombardia. Nel 2014, dalla necessità del coreografo italo-olandese Giulio D’Anna di mettere in scena il pluripremiato spettacolo “O O O O O O O O” con danzatori professionisti, nasce O O O O O O O (IT) un nuovo spettacolo per e con Fattoria Vittadini dove poter indagare e ricercare quelle relazioni interrotte tutte italiane. Nel luglio 2014 è stata invitata dal Festival della Valle D’Itria ad essere la compagnia ufficiale per la 40° edizione del festival, prendendo parte alle opere in cartellone e firmando alcune delle coreografie. Nel 2015 collabora con l'artista e coreografa Maya Matilde Carroll nella creazione della nuova produzione Unraveled Heroes.

LA NOTTE DELLA STELLA
DOMENICA 24 LUGLIO Palasport Eurosuole Forum
ELEONORA ABBAGNATO
CARMEN
AMEDEO AMODIO
prima ed esclusiva regionale


Musa italiana della danza internazionale Eleonora Abbagnato, danseuse étoile del Ballet de l’Opéra National de Paris e ora direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma, è la sensualissima e bellissima Carmen, protagonista del balletto in due atti tratto dall’omonimo romanzo di Prosper Merimée nella versione  coreografica di Amedeo Amodio costruita sulle musiche dell’opera di Georges Bizet e con un adattamento e interventi musicali originali di Giuseppe Calì.

Eleonora Abbagnato è una ballerina che fa luce. E un’étoile, e la definizione dovrebbe corrispondere a un’immagine precisa. Non sempre accade: a certe danzatrici, pur piene di talento e forti della stessa nomina, manca quella beltà speciale nutrita di luminescenza. Invece, nel caso di Eleonora, balla una stella vera. Una certezza aurea, una seduzione che lascia una scia. Una presenza carismatica che brilla con determinazione e intelligenza. Trionfatrice all’Opéra di Parigi, ha assobito dal contesto che l’ha lanciata il rigore di una scuola di danza tra le più ammirate al mondo. Leonetta Bentivoglio


Daniele Cipriani Entertainment

CARMEN

balletto in due atti di Amedeo Amodio
dal racconto di Prosper Merimée
con Eleonora Abbagnato
e con Michele Satriano, Alexandre Gasse, Giorgia Calenda, Giacomo Castellana
Virginia Giovanetti, Gloria Malvaso, Marta Marigliani, Flavia Morgante
Susanna Salvi, Flavia Stocchi, Giovanni Castelli, Giacomo Luci, Walter Maimone
Marco Marangio, Valerio Marisca, Nicolò Noto, Giovanni Perugini
coreografia e regia Amedeo Amodio
musica Georges Bizet
adattamento e interventi musicali originali Giuseppe Calì
scene e costumi Luisa Spinatelli
produzione Daniele Cipriani Entertainment

“Ah, Carmen! Ma Carmen adorée!”. Sulle ultime note dell’opera si chiude il sipario.
In palcoscenico inizia lo smontaggio delle scene. A poco a poco il personale e quanti altri hanno assistito allo spettacolo da dietro le quinte, vengono catturati dai fantasmi del dramma appena trascorso e man mano, un gesto, una frase, uno sguardo li spinge ad immedesimarsi in ognuno dei personaggi, per puro caso. Sarà, dunque, per puro caso che Don José incontra Carmen, che rappresenterà per lui l’unico momento di vita autentica, intensa, ma anche quello della morte. A questo punto è tutto stabilito, meno il percorso o labirinto dei due destini ormai indissolubilmente legati. Così si potranno creare accostamenti scenici imprevedibili e surreali, ma sempre volti verso un’unica fine. Sarà comunque Carmen, profondamente consapevole dell’ineluttabilità del momento finale, a condurre il gioco trasgressivo ed eversivo, in un impossibile tentativo di sfuggire alla sua sorte. La scena, come la musica, si svuota durante lo svolgimento del racconto, fino a rimanere nel momento finale completamente scarna, desolata ad esprimere la “solitudine tragica e selvaggia” di una donna che cerca di affermare il proprio diritto all’incostanza. Amedeo Amodio

Si dice che nell’attimo della morte tutti i momenti importanti della vita riaffiorino per rendere presente ancora una volta ciò che sta per essere irrimediabilmente perduto; soprattutto le grandi emozioni, i momenti d’amore, ritornano a celebrare se stessi in un ultimo anelito di attaccamento alla vita o a ciò che di essa ha rappresentato l’essenza. Carmen vive una tragedia, quella di chi non può sopravvivere alle proprie trasgressioni ed anche la musica, a suo tempo, è stata sentita come trasgressiva e forse quasi blasfema; un flusso incontrollabile di sensualità portato nel luogo più borghese e meno trasgressivo della società tardo ottocentesca : il teatro. In questo lavoro di adattamento ho voluto restare il più fedele possibile all’originale di Bizet, mantenendo i brani delle suites già esistenti ed adattando le parti vocali nel modo più conforme possibile alla partitura dell’opera.
Solo alla fine, quando la tragedia diventa nostra, e di qualsiasi epoca, la musica di Bizet ritorna in forma di ricordo, uno sguardo sul passato, ed il dramma della cancellazione si consuma, si racconta e si trasforma nella musica in forma di esalazione progressiva dal suono al silenzio; un abbandono del tempo fino all’immobilità più totale. Giuseppe Calì

Reggio Emilia e il suo teatro “Valli”, Amedeo Amodio e la sua Carmen, un incontro nel palcoscenico vuoto nel fascino di uno spazio che con i suoi chiaroscuri ha accolto nella sua lunga storia chissà quante Carmen – ma Carmen, poesia, incantesimo, “formula magica” come il significato del suo nome, è ancora una volta presente. Nella nostra visione progettuale questa Carmen doveva poter agire in un rinnovato contesto che ha portato alla scelta dello spazio vuoto, con la sua astratta magia, quale contenitore attivo dell’evento drammatico. Spazio vuoto, filtrato attraverso un diaframma semitrasparente, che ripropone una realtà (il palcoscenico vuoto) solitamente nascosta allo spettatore. Alla visione di questo spazio si arriva attraverso un altro filtro che evoca simbolicamente il rosso del sipario d’opera. Dietro a questo sipario si è appena conclusa la tragica fine di Carmen, si smonta lo spettacolo e si ricompone una nuova situazione che, ricordando le parole di Merimée (“l’energia, anche se spesa in passioni funeste, suscita sempre stupore e una specie di ammirazione involontaria”), consentirà ad Amedeo di esprimere, attraverso forme e colori, l’essenza della sua visione poetica mediante le figurazioni che la danza suggerisce. Il mio apporto alla creazione di questo spettacolo si è, così, circoscritto all’individuazione di fogge per i personaggi che nella modernità del contemporaneo trovassero la loro ragione d’essere. Il supporto scenografico è pertanto affidato all’essenzialità del vuoto che acquista significato solo nelle sequenze dell’azione coreografica. Luisa Spinatelli

AMEDEO AMODIO
Nasce nel 1940 a Milano dove studia alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala entrando quindi a far parte della Compagnia di ballo nella quale ricopre molti ruoli solistici. A 24 anni lascia La Scala perché scelto come primo ballerino nella trasmissione televisiva Studio Uno. Lavora quindi come artista ospite all’Opera di Roma dove nel 1970 realizza versione di Petroushka (1970). Fra le altre sue coreografie: per il Festival di Spoleto Escursioni (1967), Variazioni (1969), Après-midi d’un faune (1972); per la Scala di Milano: Ricercare a nove movimenti (1975), Oggetto amato (1976), Actus III (1977); per il Carlo Felice di Genova: Il flauto danzante (1978); per il Comunale di Bologna: Parsifal (1980) e la regia di Tristano e Isotta (1981) su musiche dal vivo degli Area. Molte le sue interpretazioni accanto a Carla Fracci, tra cui Il gabbiano (1968), Il bacio della fata, Pelléas et Mélisande, La figlia di Jorio. Al cinema è fra gli interpreti principali in Il portiere di notte (1974) e Al di là del bene e del male (1977) di Liliana Cavani. Nel 1979 gli viene affidata la direzione artistica del nascente Aterballetto, riconosciuta sotto la sua guida come la prima compagnia di balletto italiana. Impostosi come coreografo-regista, realizza Romeo e Giulietta di Berlioz e Lo Schiaccianoci di Cajkovskij che gli valgono il premio Danza & Danza per il migliore spettacolo dell’anno nel 1987 e 1989. Molte le creazioni di Amodio per Aterballetto, alcune delle quali su musiche appositamente composte da autori quali Berio, Corghi, Sciarrino, Eugenio Bennato, Garbarek, Vasconcelos, Calì. Firma le coreografie per molte opere come La Vestale alla Scala (1993), Carmen (1995). Nel 1996, con la sua ultima creazione per Aterballetto, Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr Hyde lascia la Direzione della Compagnia per dirigere il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma fino al 2000. Nel 2001 firma la coreografia di Kiss me, Kate al Regio di Torino, nel 2002 rimonta Carmen per il Tulsa Ballet e per il Maggio Fiorentino. Nel 2003 è Direttore di Ballo al Teatro Massimo di Palermo, dove firma le coreografie per Lakmè e Romeo e Giulietta e la nuova creazione We like Mozart. Firma quindi le coreografie dell’Aida al Regio di Parma. Nel 2006 firma la coreografia di Sakuntala all’Opera di Roma e di Macbeth al Regio di Parma. Nel 2009 è fra l’altro coreografo e regista dello spettacolo Napoli zompa e vola andato in scena al Teatro San Carlo e a Mosca. Nel novembre 2010 gli viene assegnato il Premio alla carriera “Anita Bucchi”. Sempre al San Carlo ha firmato le coreografie per I Vespri siciliani.

ELEONORA ABBAGNATO
Nata a Palermo, inizia a studiare danza classica all’età di 4 anni con Marisa Benassai. Continua i suoi studi a Montecarlo, Cannes e, a 14 anni, è la prima italiana ad essere ammessa alla prestigiosa scuola dell’Opéra di Parigi, dove grazie ad una passione travolgente e una volontà ferrea, a soli 22 anni diventa Première Danseuse, interpretando le creazioni dei più grandi maestri della coreografia come Roland Petit, Pina Bausch, William Forsythe, John Neumeier, che la prediligono per la sua versatilità e intelligenza interpretativa. Esordisce in televisione a 12 anni in un programma condotto da Pippo Baudo. In seguito appare in diversi spettacoli televisivi, nel 2007 esordisce come attrice protagonista nel film Il 7 e l’8 di Ficarra e Picone  e nel 2009 affianca Paolo Bonolis alla conduzione del Festival di Sanremo. Nell’autunno dello stesso anno Vasco Rossi la sceglie come interprete ideale, per evocare le diverse sfaccettature della figura femminile nel suo nuovo video “Ad ogni costo”, che diventa in poche settimane un cult. La Casa Editrice Rizzoli presenta a novembre 2009 la sua autobiografia “Un angelo sulle punte”, in cui Eleonora racconta il suo straordinario percorso costruito con entusiasmo e tenacia che “l’ha portata proprio dove voleva essere”. Il libro raggiunge rapidamente la terza edizione. Il 31 dicembre 2009 Eleonora corona un altro sogno: ballare in occasione del concerto di capodanno a Vienna trasmesso in mondovisione con i costumi disegnati appositamente per lei dal Signor Valentino.
Curiosa ed eclettica è da anni coinvolta anche nel mondo della moda: scoperta da Karl Lagerfeld in veste di fotografo, è legata da un rapporto di amicizia agli stilisti Dolce & Gabbana.
Il Presidente Sarkozy la nomina, nel maggio del 2010 con un decreto, “Chevalier dans l’ordre national du mérite” per ricompensarla del suo impegno al servizio dell’Opéra e della Francia.
Il 27 marzo 2013, su proposta di Brigitte Lefèvre Direttrice della Danza, Nicolas Joel Direttore de l’Opéra National de Paris la nomina, Danseuse Etoile de l’Opéra de Paris, in occasione dell’ultima replica della Carmen di Roland Petit, proprio una creazione del grande coreografo che l’aveva scelta a 12 anni per essere Aurora bambina ne La bella Addormentata nel bosco.
Ad aprile del 2015 viene nominata direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma.

FESTIVAL NEL FESTIVAL
SABATO 6 AGOSTO tutti i teatri della città
h 16.30 | Hotel Miramare
CIVITANOVA DANZA FOCUS
h 19 | Lido Cluana
HAPPYDANCEHOUR!
a cura delle scuole di danza della città
h 20.30 | Teatro Cecchetti
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
SILVIA GRIBAUDI
R.OSA
anteprima italiana
+ LABORATORIO DI DANZA
per donne di tutte le età
[4 e 5 agosto]
h 21.30 | Teatro Rossini
COMPAGNIA BLUCINQUE
QANAT | CIRKO VERTIGO
WE273’’
prima assoluta
h 23.15 | Teatro Annibal Caro
CIVITANOVA CASA DELLA DANZA
CRISTIANA MORGANTI
NUOVA CREAZIONE
anteprima italiana


Tutti i teatri della città accolgono il secondo e ultimo Festival nel festival, una vera e propria maratona che prende avvio alle ore 16.30 all’Hotel Miramare con Civitanova Danza Focus. Alle ore 19 il piazzale antistante Lido Cluana torna a ospitare Happydancehour! a cura delle scuole di danza della città e dalle ore 20.30 prosegue al Teatro Cecchetti con l’anteprima italiana di R.OSA di Silvia Gribaudi (che debutta al termine di una residenza), al Teatro Rossini con la prima assoluta di WE273’’ di Cirko Vertigo, per concludersi al Teatro Annibal Caro con l’anteprima italiana della nuova creazione di Cristiana Morganti che debutta al festival al termine di una residenza nell’ambito del progetto Civitanova Casa della Danza.

La Corte Ospitale

R. OSA
CAPITOLO 1

di Silvia Gribaudi
con Claudia Marsicano
assistente drammaturgia Giulia Galvan
produzione La Corte Ospitale - Rubiera
coproduzione Armunia – Castiglioncello, Teatro delle Moire / Danae Festival – Milano
Qui e Ora Residenza Teatrale – Milano, CSC Garage Nardini - Bassano del Grappa
Associazione Culturale Zebra produzione, promozione, formazione, ricerca per il teatro

ESERICIZI DI DANZA PER NUOVI VIRTUOSISMI CON CLAUDIA MARSICANO
Continua costante dal 2009 da A corpo libero, Vincitore Premio GD'A Veneto 2009 Pubblico e Giuria, il lavoro di Silvia Gribaudi sul femminile e il linguaggio della danza e del teatro ironico e tragicomico. Dopo la collaborazione con l’artista visiva Anna Piratti in opere di art in action, la partecipazione a progetti europei quali Act your Age e Performing Gender, inizia in R. OSA il primo capitolo di una trilogia sul corpo femminile e il virtuosismo che si svilupperà nel 2017.

SILVIA GRIBAUDI
Vincitrice premio pubblico e giuria GD'A Veneto 2009, selezionata nel 2010 in Aerowaves Dance Across Europe, finalista Premio Equilibrio nel 2003 è ospite in numerosi festival nazionali ed internazionali tra cui nel 2009 alla Biennale di Venezia Ground 0 e nel 2012 alll’ Edinburg Fringe Festival. Dal 2012 collabora con il coreografo israeliano Sharon Fridman e inizia progetti di Art in Action sui diritti umani con l’artista visiva Anna Piratti. Segue progetti coreografici di ricerca prodotti da: Il Cassero Bologna, Operaestate Festival Veneto, The Place (UK), Dansateliers (NL), Dansescenen (DK), Pasoa 2-Certamen Coreogràfico de Madrid (ES), Dance Week Festival (HR), Circuit Est Montreal, The Dance Center Vancouver, Nederlanse Dansdagen Maastricht, Dance House Lemesos Cipro. Docente fino al 2010 presso Accademia Teatrale Veneta conduce numerosi workshop in Italia e all’Estero. Collabora con importanti attori, registi, scrittori e coreografi italiani, tra i quali, Mirko Artuso, Roberta Torre, Luciano Padovani, Vasco Mirandola, Giuliana Musso, Tiziano Scarpa e Roberto Castello (nella trasmissione televisiva Vieni via con me di Roberto Saviano e Fabio Fazio, RaiTre). Nel 2014 partecipa al progetto europeo Performing gender su tema differenze di genere da cui nasce : The film contains nudit di e con Silvia Gribaudi editing video Matteo Maffesanti - registrato presso Reina Sofia Museum – Madrid - parte della collezione video MAMbo - museo di arte moderna Bologna. Crea progetti su invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza: dal 2011 conduce laboratori e performance site- specific con Donne Over 60 e la Performance What age are you acting? Le età relative, prodotto dal progetto europeo ACT YOUR AGE e selezionato alla Piattaforma della danza italiana NID 2014. Vince con la coreografa canadese Tara Cheyenne il Chrystal Dance Prize 2014 con un sostegno per la nuova produzione Empty.swimming.pool a Vittoria - Canada 2015. Nel 2016 Regista dello spettacolo My place prodotto dalla compagnia Qui e Ora residenza teatrale sviluppa progetti artistici di inclusione sociale e incontro tra arte e pubblico.
Roger Salas dice di lei su “El Pais” :”Silvia Gribaudi es una artista singular que cultiva el feísmo y humor ácido; su llamativo físico ya va a contracorriente”.


Compagnia Blucinque
Qanat | Cirko Vertigo

WE273''

di Caterina Mochi Sismondi
con Giulia Lazzarino, Jonnathan Rodriguez Angel
Kevin Lukas Vaca Medina, Andrea Cerrato, Raffaele Riggio
violoncello Luisa Franchin
sound design Albert Fratini
con il supporto di La Cascade
produzione blucinQue, Qanat Arte Spettacolo

4’33” è il titolo dell’opera più conosciuta di Cage, che ha portato ad una riflessione sul lavoro di composizione di blucinQue tradotto nel titolo WE273”, come punto di partenza per questa creazione.
Uno spunto. Forse un omaggio. Sicuramente un’idea di studio per questo lavoro che parte dalle prime presentazioni con il titolo Time. Il suono e la sua relazione con lo spazio, con la voce, con il corpo. L’attrezzo circense come strumento musicale, che vibra e risuona. Il ritmo che scaturisce dallo spazio e dalle parole e da un corpo sempre in disequilibrio, un corpo sonoro, poetico, che si muove nel tentativo di accordarsi per creare percorsi, forse sogni. Noi e il silenzio, noi e la relazione col suono e l’ambiente circostante. Una sorta di perdita di coscienza momentanea e di indagine sullo spiazzamento e la relazione. Tutto è silenzio, un silenzio che si muove e risuona e porta alla composizione musicale e alla scoperta sulla scena. Prendono vita i personaggi attraverso un tempo scandito, preciso, creano un ritmo, si interrompono, presentano frammenti della loro personalità, danzano le loro storie scandite al battere del silenzio.

BLUCINQUE
È la compagnia diretta dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi in un percorso di ricerca personale, in equilibrio tra tradizione e sperimentazione, teatro di parola e movimento, attraverso diversi settori della creatività contemporanea: teatro, danza, letteratura, arti visive, produzione musicale e performance. Nel 2009, dopo aver vinto Rigenerazione per Stt, debutta con lo spettacolo ApeRegina alla XV edizione del Festival delle Colline Torinesi. Dal 2010 la compagnia lavora a progetti di creazione attraverso residenze artistiche e presentando tappe performative, che chiama Déplacé, e spettacoli in diverse rassegne e teatri in Italia e all’estero. Collabora inoltre nel 2014 per MTV con il progetto Mogees e nello stesso anno è selezionata dal network InSitu presentando La Vertigine di Giulietta presso la Reggia di Venaria Reale.  Dal 2015, insieme ad un collettivo artistico, fonda il Superbudda di Torino e collabora con l’Associazione Qanat Arte e Spettacolo con cui inizia un nuovo lavoro di ricerca che coinvolge anche artisti circensi. Da questo progetto nasce VertigoSuite# che vince il bando NEXT e debutta al Piccolo Teatro di Milano nell'ottobre 2015.

CATERINA MOCHI SISMONDI
Ha conseguito il diploma di Maturità Classica nel 1992. Ha frequentato il DAMS di Torino e si è diplomata nel 2002 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Quindi, si è diplomata al The Institute for the Study of Somatic Education come insegnante del Metodo Feldenkrais nel 2012 con Paul Rubin, frequentando anche il post training Vivere nel Campo Gravitazionale.


Il Funaro
Centro Culturale

CRISTIANA MORGANTI
NUOVA CREAZIONE

con Anna Wehsarg e Breanna O’Mara

collaborazione alla produzione Fondazione I Teatri, AMAT
con il sostegno di Città di Wuppertal e della Jackstaedt Stiftung – Wuppertal
con la collaborazione artistica di Kenji Takagi
assistenza Sabine Rivière
disegno luci Jacopo Pantani
editing musicale Bernd Kirchhoefer

prima nazionale prevista il 22 e 23 ottobre al Festival Aperto di Reggio Emilia


A sei anni da Moving with Pina e dopo Jessica and me, creato nel 2014, Cristiana Morganti, storica danzatrice di Pina Bausch, presenta lo studio del terzo spettacolo che consolida la sua carriera d’artista al di fuori del Tanztheater di Wuppertal (con cui resta viva la collaborazione come danzatrice ospite), un percorso che fino ad oggi ha raccolto enorme entusiasmo da parte di critica e pubblico, attestato anche dal Premio Positano Leonide Massine come Migliore Danzatrice Contemporanea dell’anno 2011 e dal Premio Danza & Danza come Miglior Interprete/Coreografa 2014.
«Titolo in via di definizione» per questo lavoro – interpretato da Anna Wehsarg e Breanna O’Mara, entrambe attualmente danzatrici del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch - prodotto ancora da il Funaro di Pistoia e che vedrà la sua forma definitiva col debutto del 22 e 23 ottobre 2016, al Festival Aperto di Reggio Emilia, a cura della Fondazione I Teatri. Il progetto, di respiro internazionale, può contare anche sul sostegno della della Città di Wuppertal e della Jackstaedt Stiftung di Wuppertal.
Lo spettacolo nasce dall’incontro di tre artiste, provenienti da tre paesi diversi e appartenenti anche a tre generazioni diverse: la coreografa Cristiana Morganti, 48 anni, italiana, e le due danzatrici Anna Wehsarg, 36 anni, tedesca e Breanna O’Mara, 26 anni americana. L’idea di partenza per la ricerca del materiale è stata investigare l’emozione della “rabbia”.
Le libere associazioni mentali su questo tema conducono immediatamente al concetto di alterità, di doppio, di confronto/scontro scintilla di ogni accesso di collera e ciò si esprime in questa coreografia attraverso una miriade di gesti, scenari visivi, sonorità dalla ricca portata simbolica, all’interno di una cornice che parte dalla biografia e non prescinde mai da uno sguardo fortemente ironico, tratto ormai distintivo della Morganti qualunque sia il tema che decida di condividere col pubblico. La rabbia può essere manifesta o sotterranea, a volte è travestita da dolcezza, cura, dissimulata da un sorriso, può abitare apertamente il corpo generando movimenti di grande potenza, danzati e non, ma può anche logorare il fisico dall’interno, nel tentativo di non farla esplodere, di domarla. La rabbia è forza vitale, creatrice quanto motore di distruzione, si associa comunemente al colore rosso che è simbolo di passione, sessualità oppure di furore, nella sua accezione degenerativa. E in scena ci sono proprio due donne dai capelli rossi, alte, pallide, simili ma diverse: la stessa persona allo specchio? Due gemelle? Due complici o due rivali? Due amiche? O forse una strega e una fata…. Anche i loro nomi, Anna e Breanna (quasi un gioco di parole) suggeriscono come la diversità passi a volte per sottili dettagli. In tutti i casi è l’altro, il doppio, il confronto o contrasto, anche rabbioso con ciò che esternamente o internamente turba l’armonia, scompiglia l’ordine che gradiremmo prestabilito e immutabile, ad essere lo strumento principale per costruire la propria identità. Per questo, a seconda di quanto siamo in grado di accogliere o quanto, al contrario, combattiamo la spinta iraconda otterremo uno strumento utile al cambiamento.
Quasi infinite sono le declinazioni anche culturali di un sentimento che accomuna animali ed esseri umani: religione, storia, educazione, climi metereologici, secondo alcuni perfino l’alimentazione fanno sì che in una certa misura a Wuppertal non ci si arrabbi per le stesse ragioni per cui lo si fa a Roma o a Detroit. Volenti o nolenti la rabbia esiste, lo si scopre con estrema chiarezza fin da bambini – e favole e fiabe hanno detto molto in proposito - e una delle domande che Morganti con questo spettacolo fa a ste stessa e a chi guarda, è dove sta il limite fra un savio contenimento di questa emozione primaria, detta “l’emozione rossa” e l’insalubre soffocamento di una delle più grandi spinte che animano la civiltà.
Su una scena completamente bianca Anna Wehsarg e Breanna O’Mara agiscono, danzano e si raccontano al ritmo di sonorità che vanno dal bluegrass, al rock punk fino a Bach, creando un universo onirico e misterioso: a volte sembra di essere nel mondo delle fiabe, a volte ci si trova senza preavviso testimoni di scorci di vita vissuta delle due danzatrici. “L’inattesa deviazione del senso è per me parte fondante del gioco teatrale. Confondere realtà e finzione, investigare il dentro e il fuori, in maniera a volte ironica a volte poetica, sono caratteristiche importanti del mio lavoro”, dice Cristiana Morganti.
In un imprevedibile collage coreografico, le due interpreti si alleano, si scontrano, si affrontano e si mimetizzano, a volte spariscono dietro due maschere da volpi. Questo animale ha una ricca e ambivalente simbologia: il male per i Cristiani, venerata in Giappone, associata a seconda delle latitudini alla sessualità, all’avarizia, alla capacità di dare buoni consigli, all’astuzia, alla disonestà, la volpe è per tutti però indiscutibilmente rossa. Come le due danzatrici dalla pelle eburnea, a contrasto con gli inconfondibili ricci neri della coreografa italiana che, non è escluso, potrebbe irrompere inaspettatamente in scena.

BIGLIETTI
Teatro Annibal Caro         posto unico numerato        10 euro        ridotto* 8 euro
Teatro Cecchetti        posto unico numerato         8 euro        ridotto* 6 euro
Teatro Rossini        posto unico numerato         15 euro        ridotto* 10 euro

LA NOTTE DELLA STELLA [Eleonora Abbagnato Carmen]
da 20 a 50 euro

CIVITANOVA DANZA IN FAMIGLIA!
Intera giornata    10 euro
Joseph Kids        5 euro

Hotel Miramare CIVITANOVA DANZA FOCUS
Lido Cluana HAPPYDANCEHOUR!
ingresso gratuito

ABBONAMENTI SPECIALI
CARNET 3 spettacoli [sabato 16 luglio oppure sabato 6 agosto]    25 euro        ridotto* 18 euro
CARNET 6 spettacoli [sabato 16 luglio + sabato 6 agosto]    40 euro        ridotto* 30 euro

*giovani fino a 24 anni, iscritti scuole di danza e convenzionati vari

VENDITA BIGLIETTI E ABBONAMENTI
dal 14 giugno vendita carnet e biglietti
nei giorni di spettacolo vendita biglietti presso i teatri di riferimento da un’ora prima dell’inizio
vendita on line www.teatridicivitanova.com - www.amatmarche.net - www.vivaticket.it

BIGLIETTERIE
Teatro Rossini 0733 812936 dal 14 giugno, tutti i giorni [domenica e festivi esclusi, tranne se giorno di spettacolo] dalle ore 18.30 alle ore 20.30
Teatro Annibal Caro 0733 892101 il giorno di spettacolo da un’ora prima dell’inizio
Teatro Cecchetti 0733 817550 il giorno di spettacolo da un’ora prima dell’inizio

INIZIO EVENTI
Hotel Miramare ore 16.30
Lido Cluana ore 19
Teatro Cecchetti ore 20.30
Teatro Rossini ore 21.30
Teatro Annibal Caro ore 23.15
Civitanova Danza in famiglia! dalle ore 16
Joseph_ kids ore 20.15

PREVENDITE
Casa Musicale Ancona 071 202588; Ascoli Piceno Teatro Ventidio Basso 0736 298770; Call Center 071 2133600; Fermo Teatro dell’Aquila 0734 284295; Macerata Biglietteria dei Teatri 0733 230735; Pesaro Teatro Rossini 0721 387620; Porto Sant’Elpidio Eventi Culturali 0734 902107

INFORMAZIONI
Teatro Rossini Civitanova Marche, via Bruno Buozzi 6 [0733 812936]
AMAT [071 2072439 – 071 2075880]
www.civitanovadanza.it
www.teatridicivitanova.com
www.amatmarche.net

Altre informazioni

Dal 01/08/16 al 06/08/16
Località: Civitanova Marche

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