Tankard

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TANKARD

TANKARD! Nati a Francoforte nei primi anni '80, i TANKARD sono ancora oggi considerati tra i migliori esponenti del Thrash Metal in Europa, grazie ad una carriera esemplare e ad una coerenza che pochi altri hanno dimostrato. Velocità, furia, un pizzico di pazzia e tanto amore per la birra sono le basi del loro spietato Metal che li ha portati a girare il mondo. Ai loro concerti nessuno si risparmia e tutti si divertono, sì perché non c'è dubbio sul fatto che i TANKARD sono tra le Band che più riescono a far divertire il proprio pubblico. www.tankard.org

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  • 14/12/2005 13:23 - Etichetta: Modern music / Noise records I Tankard: una band dura ...

    Etichetta: Modern music / Noise records I Tankard: una band dura da prendere sul serio, caratterizzata da tematiche insulse, demenziali. Allo stesso tempo, però, una formazione che, al pari di gruppi come gli Stormtroopers of Death, ad ogni uscita non fanno che proporre l'ennesimo lavoro di qualità, basato su di un thrash metal rispettabilissimo nel quale traspariscono, puntualmente, ottime songs. Se da una parte lavori come il basilare debut "Zombie attack" sono sempre apparsi banali per la loro ripetitività, gli ultimi Tankard sono stati protagonisti di una minimale evoluzione, pur rimanendo fedeli al proprio incorruttibile sound, ma dimostrandosi capaci di saper assestare le cose laddove veniva richiesto. Infatti, i Tankard di "The Tankard", disco d'intitolazione omonima che, grazie al booklet del disco, rende esplicito il collegamento fra il nome della band ed un pub inglese (???!!!), mostrano una certa variazione stilistica rispetto a ciò che la band fu agli esordi con releases come il succitato "Zombie attack" od il validissimo "Chemical invasion": il thrash proposto si fa qui maggiormente d'impatto, più vario, lievemente più tecnico e studiato nelle sue sezioni ritmiche (in particolare riferimento al lavoro chitarristico). Songs come "Minds of the moon", infatti, mettono in evidenza questo aspetto grazie all'incedere di sezioni thrasheggianti che non mancano di riferirsi al thrash metal tecnico d'avvio 90's, ritornelli orecchiabili e sezioni che, in occasione proprio del succitato refrain, volgono la propria attenzione a melodie persino punkeggianti. La faccenda si fa invece più oscura nel caso dell'opener "Grave new world", mentre "The story of Mr. Cruel" tende la band ad associare il proprio sound a stilemi accostabili, sebbene solo in parte, all'heavy metal classico europeo. Tutti fattori che, rispetto ai Tankard immaturi e fondamentalmente ripetitivi degli esordi, non fanno che rendere omaggio alla band, glorificandola qui in occasione di quello che è probabilmente il loro migliore disco (ritengo la validità dei pezzi nettamente superiore a quella proposta nei recenti e buoni "Kings of beer" e "Disco destroyer". Il fattore demenziale correlato in altre occasioni da titoli come "(Empty) Tankard" o "Hell bent for Jesus", tuttavia, appare nuovamente, e songs come "Fuck Christmas" non fanno che testimoniarlo in maniera esplicita, ironica ed irreverenziale. Ottima prova, forse la migliore fornita dal combo di Andi & co.

  • 14/12/2005 13:23 - Etichetta: Modern music / Noise records I Tankard: una band dura ...

    Etichetta: Modern music / Noise records I Tankard: una band dura da prendere sul serio, caratterizzata da tematiche insulse, demenziali. Allo stesso tempo, però, una formazione che, al pari di gruppi come gli Stormtroopers of Death, ad ogni uscita non fanno che proporre l'ennesimo lavoro di qualità, basato su di un thrash metal rispettabilissimo nel quale traspariscono, puntualmente, ottime songs. Se da una parte lavori come il basilare debut "Zombie attack" sono sempre apparsi banali per la loro ripetitività, gli ultimi Tankard sono stati protagonisti di una minimale evoluzione, pur rimanendo fedeli al proprio incorruttibile sound, ma dimostrandosi capaci di saper assestare le cose laddove veniva richiesto. Infatti, i Tankard di "The Tankard", disco d'intitolazione omonima che, grazie al booklet del disco, rende esplicito il collegamento fra il nome della band ed un pub inglese (???!!!), mostrano una certa variazione stilistica rispetto a ciò che la band fu agli esordi con releases come il succitato "Zombie attack" od il validissimo "Chemical invasion": il thrash proposto si fa qui maggiormente d'impatto, più vario, lievemente più tecnico e studiato nelle sue sezioni ritmiche (in particolare riferimento al lavoro chitarristico). Songs come "Minds of the moon", infatti, mettono in evidenza questo aspetto grazie all'incedere di sezioni thrasheggianti che non mancano di riferirsi al thrash metal tecnico d'avvio 90's, ritornelli orecchiabili e sezioni che, in occasione proprio del succitato refrain, volgono la propria attenzione a melodie persino punkeggianti. La faccenda si fa invece più oscura nel caso dell'opener "Grave new world", mentre "The story of Mr. Cruel" tende la band ad associare il proprio sound a stilemi accostabili, sebbene solo in parte, all'heavy metal classico europeo. Tutti fattori che, rispetto ai Tankard immaturi e fondamentalmente ripetitivi degli esordi, non fanno che rendere omaggio alla band, glorificandola qui in occasione di quello che è probabilmente il loro migliore disco (ritengo la validità dei pezzi nettamente superiore a quella proposta nei recenti e buoni "Kings of beer" e "Disco destroyer". Il fattore demenziale correlato in altre occasioni da titoli come "(Empty) Tankard" o "Hell bent for Jesus", tuttavia, appare nuovamente, e songs come "Fuck Christmas" non fanno che testimoniarlo in maniera esplicita, ironica ed irreverenziale. Ottima prova, forse la migliore fornita dal combo di Andi & co.