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H-STRYCHNINE

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H-STRYCHNINE - Play With Kytes nuovo, attesissimo lavoro per i ferraresi h-strychnine, che escono ancora per ammonia/v2, con un disco capace di divertire, ma anche di far riflettere. le composizioni del gruppo segnano sicuramente un salto di qualità da parte del quintetto ferrarese, le atmosfere tese, i riffoni crossover e la ritmica punk - hardcore sono sicuramente la matrice principale della band, ma elementi di noise, psichedelia nevrotica e un muro sonico imbattibile, rendono “play with kytes” un’ottimo lavoro. già dall’artwork proposto e dal video di “prison family” (traccia presente sul precedente reach), si avverte che il progetto h-strychnine ha preso una certa consistenza ed un certo valore, aggiungo la potenza distruttiva del gruppo in versione “live” e la voce terremoto di mauro pulga per farne una delle realtà alternative più interessanti dello stivale. la partenza è potentissima, i primi tre pezzi proposti sono energia pura, un invito a saltare e, allo stesso tempo, un pugno nello stomaco, tutto fa pensare ad un ideale proseguimento di “reach”, ma col passare delle tracce gli strychnine fanno pesare il loro valore artistico e si dimostrano abili compositori capaci di intrecciare più generi.se l’inizio di “play with kytes” è quindi “muscoloso” (da pogo sfrenato sia “hate for state” dall’ottimo testo, “ black brotha”, e la ny hardcore “why do i go on following it?”), dalla quarta canzone in poi la band esce con le cose migliori, mantenendo una base piuttosto tirata; “create” parte con un cantato melodico per poi lasciar spazio alla voce di mauro che canta con una rabbia difficilmente eguagliabile, ottimo l’intreccio di tre voci; poi le successive “the sea goes in the sky” (ben articolata e con stoppate indie rock) e “blue reflect” sembrano un mix ideale tra fugazi e at the drive-in, tanta potenza ed energia, ma “ragionata” e con spazi che lasciano respirare chi ascolta. in particolare la già citata “blue reflect” colpisce per gli incroci vocali e la potenza del ritornello. “surf rebel” è quasi una traccia rock n’roll, con una punta di pazzia che la rende irresistibile, la parte centrale ricorda uno dei primi lavori della rollins band.non male anche “witches” e soprattutto “flowers” dagli accordi noise e con un cantato incisivo; da ricordare la natura politicizzante della maggior parte dei testi proposti dalla band, quasi interamente scritti da m. pulga. la conclusione della release è affidata a due pezzi più diretti che articolati, che ben restano nel contesto del cd (belli i tribalismi e gli effetti in “ground in my hands”). ottima la vena compositiva del gruppo che se manterrà questa compattezza potrebbe far parlare di se molto a lungo e, probabilmnte, togliersi qualche soddisfazione anche all’estero considerando il fatto che le creazioni sono esclusivamente in inglese. www.h-strychnine.com www.myspace.com/hstrychnine

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