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CRIMI

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Luci E Guai, album di debutto del quartetto francese Crimi, dissolve i confini tra generi, culture e paesi, con otto tracce dal groove diasporico.Originato dalla mente di Julien Lesuisse, sassofonista radicato da oltre due decadi nella scena musicale francese, Crimi mescola in modo del tutto naturale una varietà di stili autoctoni: dal raï algerino al funk di New Orleans, dall’Afrobeat  alle ballate popolari siciliane.Formato nel 2018, Crimi vede nascere la collaborazione di Julien con un trio di musicisti, Cyril Moulas alla chitarra, Brice Berred al basso e Bruno Duval alla batteria.Le origini dello stile del nuovo album sono da ricercarsi nella precedente formazione del cantante e sassofonista, a partire dalla band Mazalda, nata a Lione nel 2002, orientata verso stravaganti sonorità jazzy pop e dance con il soundsystem itinerante composto da 50 casse “Turbo Clap Station”. Più recentemente approdati alle sonorità raï grazie all’incontro con la cantante algerina Cheb Lakhdar, e successivamente con la star  del nuovo electro-wave raï Sofiane Saidi (che collabora anche con il duo parigino Acid Arab) da cui nasce l’album El Ndjoum. In quel periodo Julien suonava anche con il trio La Squadra Zeus, band di Chambery, specializzata nello stile folk tradizionale del sud Italia. Suonando il friscaletu (flauto siciliano) e la zampogna (cornamusa siciliana) Julien si immerge sempre di più nella musica tradizionale del sud Italia e ne comprende le potenzialità rimanendo profondamente colpito da tre standard della tradizione siciliana che compaiono nell’album Luci E Guai.

L'ALBUM
Mano d’oro, il primo singolo e canzone d’apertura è un perfetto esempio della visione di Crimi a cui Julien ha aggiunto una parte di testo preservando però il soggetto originale. Una storia questa che riguarda anche la famiglia di Julien, emigrata in Francia due generazioni fa. Il brano mantiene il soggetto originale,  un giovane che emigra dalla Sicilia al Nord Europa alla ricerca disperata di lavoro, aggiungendo delle sonorità elettriche e slinky,  con una linea di basso in apertura che ricorda i bar più funky del Maghreb.La Vicaria e La Virrinedda, gli altri due brani della tradizione siciliana, aumentano la mescolanza folk-funk – raï. Per interpretare i lamenti della vita in prigione de La Vicaria, Julien ha scelto Cheb Khaled, controversa cantante icona del raï dell’Oran.
La versione più nota dei tre brani è quella interpreta da Rosa Balestrieri, cantante folk siciliana cult degli anni ‘60/’70, tra le più importanti influenze musicali per Julien insieme alle cheikhat algerine della metà del XX secolo, come Cheikha Rimitti e Cheikha Djenya che cantavano del desiderio sessuale su una base sonora languida e ipnotica scandalizzando l’establishment dell’epoca.
 
I testi originali delle altre cinque tracce sono il frutto dei due anni che Julien ha trascorso a studiare il dialetto siciliano. Da bambino, in Francia, Julien comprendeva la lingua parlata da sua madre e dai nonni senza però riuscire a esprimersi, così questo album diventa finalmente la sua forma espressiva che di più assomiglia al cantastorie, figura di riferimento per l’autore.

L’album registrato live in studio trasmette molto dei suoi tratti caldi e originali, a partire dal jazz psichedelico di “Quetzalcoatl”, al liquido jazz-punk-folk-funk di “Ciatu Di Lu Margiu”.Questo album è nato per essere ascoltato live, con in mano qualcosa di forte da bere. E speriamo che presto sarà possibile farlo!
LA BAND
Gli altri elementi della band, basati tra Chambery e Ginevra, hanno studiato jazz, funk e rhytm & blues. Cyril fa parte della band di jazz etiope Imperial Tiger Orchestra mentre Duval è un discepolo dell’Afrobeat di Tony Allen.

 

CRIMI è presentato in Italia da LA CURIEUSE

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