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BRETT ANDERSON/SUEDE

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Negli anni Novanta è stato il leader di una delle band simbolo del brit-pop, raccogliendo un elevato numero di successi a aprendo la scena a formazioni come Oasis e Blur. Poi ha sciolto il suo gruppo e lui si è buttato in un diverso progetto dal diverso nome. Infine il suo primo, vero album solista. Lui è Brett Anderson, ex leader dei Suede, co-fondatore dei Tears (con l’altra mente dei primi lavori dei Suede, Bernard Butler) e ora al primo album solista. Fin dalla copertina (che ritrae Brett in primo piano apparentemente seduto su un divano) e dall’omonimo titolo, si intuisce che si è di fronte ad un disco intimo, personale, introspettivo. “Brett Anderson” parla proprio di lui, delle sue riflessioni, dell’amore, della morte di suo padre: “In passato mi sono nascosto dietro a caratterizzazioni e vignette, in questo caso non l’ho fatto. Queste canzoni sono un commento a quello che provo realmente, dalla morte di mio padre, al mio odio per il consumismo, alla solitudine”. Sostanzialmente la formula scelta dall’ex Suede resta nei territori pop-rock già esplorati sia nell’ultimo lavoro a firma Suede (“A new morning”, 2002) che con i Tears (“Here comes the tears”, 2004), ma nel caso in questione diventa ancora più raffinata, più adulta. Il singolo “Love is dead” rappresenta alla perfezione queste sonorità: melodia pop arricchita da arrangiamenti a base di violini e chitarra elettrica soft, testi intimisti e meravigliose ballate. Brett Anderson è nato ad Haywards Heath, Inghilterra, il 29 settembre 1967. Nel 1989, fonda i Suede, gruppo che ha contribuito a creare lo stile chiamato brit-pop, con influenze provenienti dal primo Bowie e dagli Smiths (il nome è ispirato da "Suedehead", di Morrissey). Oltre a Brett, il gruppo è composto dal chitarrista Bernard Butler e dal bassista Matt Osman. Nella prima formazione milita anche Justine Frischmann, fidanzata di Anderson; nel 1992 lascia sia il cantante che la band, per formare gli Elastica. Il primo singolo, "The drowners" (1992) esalta la stampa britannica. L'eponimo disco di esordio (1993) balza al primo posto delle charts con una rapidità impressionante. Ma la band comincia ad avere dei problemi di varia natura: poca "visibilità" in America dove un oscuro gruppo omonimo li costringe a ribattezzarsi London Suede, una fama da "maudit", uno scarso appoggio da parte di MTV che li costringe a un tour come supporter dei Cranberries. Ma soprattutto, continue liti tra Anderson e Butler. Queste ultime si risolvono con l'abbandono del secondo a pochi giorni dall'uscita di “Dog man star”, che delude un po' le attese in termini di vendita: la scena viene rubata da Oasis e Blur, inseritisi nella scia aperta dagli Suede. Intanto, Butler piazza un singolo nella top ten britannica. Dopo le voci di scioglimento, e un'aggressione subita dal batterista Simon Gilbert, unico membro dichiaratamente gay, da parte di alcuni facinorosi omofobici, la band si ripresenta nel 1996 con “Coming up”, accolto piuttosto favorevolmente. L'album guadagna la vetta della classifica inglese e rilancia la carriera del gruppo. Nel 1999, l'uscita di “Head music”: la band decide scherzosamente di comunicare il titolo dell'album una lettera alla volta. Dopo le prime due, la stampa si convince che nel titolo ci sarà un riferimento all'eroina: un'ulteriore prova della nomea di cui godono Anderson e soci. Le cattive abitudini però vengono abbandonate definitivamente (Anderson rivela alla stampa inglese i suoi eccessi con le droghe, ma assicura di avere cambiato regime) durante la lavorazione di “A new morning”, che esce nel 2002 e segna il debutto in formazione del tastierista Alex Lee. Alla fine del 2003 Anderson annuncia la fine degli Suede e l’anno successivo si riconcilia con l’amico/nemico Bernard Butler, con il quale, nel 2005, forma i The Tears e da alle stampe l’album “Here comes the tears”. Nel marzo del 2007 Brett Anderson, lasciando momentaneamente in stand-by il progetto con Butler, decide che è giunta l’ora del suo primo lavoro solista che decide di intitolare semplicemente BRETT ANDERSON. www.myspace.com/brettandersonofficial

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