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JAZZ IS DEAD!

JAZZ IS DEAD! FESTIVAL - BACKWARDS

nona edizione 

29-30-31 maggio 2026

Cascina Falchera / El Barrio - Torino

 

live acts

A Guy Called Gerald - Alessandro Cortini - Alien Dub Orchestra - Aya - Big Brave - Bono Burattini - Dwarf Of East Agouza (Maurice Louca, Sam Shalabi, Alan Bishop) - Emidio Clementi - Ensemble Nist Nah - Fuoco Amico - Glacial (Lee Ranaldo, Toby Buck, David Watson) - Horse Lords - Jacopo Buda - James Massiah - Lord Spikeheart - Lucrecia Dalt - Marta Salogni & Stefano Pilia - Matmos - Moor Mother - Ramona Ponzini - Sanam - Società Cosmica - Sorvina - The Heliocentrics - The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble - Trampa - Xabier Iriondo - Yazz Ahmed & Ralph Wyld 

 

dj sets

Camilla Colibazzi - Carmen San Pio - Dj Mambo Sun - D_witzhunter - Francesco Skip - Ma Nu - Odd Shy Guy - Palazzi D'Oriente - Push & Pull - Sagome - Sinoira Modificata Equipe - Sister Effect

 

COMUNICATO STAMPA | FOTO ARTIST 2026

CARTELLA STAMPA JID26 | GRAFICHE JID26

 

La settimana di Jazz is Dead! festival. 

Una nuova esperienza da vivere nella sua interezza, un viaggio musicale (e non solo) che accoglie e accompagna. 

Gli orari, come raggiungerci, cosa troverete, tutto ciò che vi occorre sapere per vivere Jazz is Dead! festival, Cascina Falchera ed El Barrio!

Si ascolta, si balla, si dorme (c’è il campeggio), si condivide.

LOCATION, CAMPING E ATTITUDINE

 

Cascina Falchera

Jazz is Dead! cambia location, ripensa gli spazi scenici, abbandona il grande palco, cambia gli orari. Cascina Falchera si è rivelata uno spazio dove poter immaginare e sperimentare nuove modalità fruitive, libere e svincolate dalle tradizionali logiche dell'intrattenimento musicale. Jazz is Dead! ha lavorato al fianco del Consorzio Kairos per disegnare queste nuove conformazioni. Nel totale rispetto dell'area ospitante, Jazz is Dead! si è allargata, come l'essere dell'immagine guida di questa nona edizione, senza forma, in movimento, leggera, tingendosi di nuove tinte senza mai tradire l'anima profonda del festival. Il festival si sviluppa dal mattino sino alla notte, garantendo un orario dilatato e accessibile per chiunque desideri affacciarsi a sonorità nuove o già note e apprezzate: musicofilə e neofitə potranno godere dell’esperienza senza particolari ostacoli logistici. 

Data la particolare conformazione della location e la lunga tenuta oraria, Jazz is Dead! ha ritenuto indispensabile dare l’opportunità del pernottamento, c’è infatti un’area campeggio che consentirà di posizionare la propria tenda in una zona appositamente immaginata per tale finalità, l’accesso al camping è previa prenotazione (disponibile su jazzisdeadfestival.it).

 

El Barrio

Non c’è Jazz is Dead! senza la notte. Nel disegnare la conformazione artistica del festival, un pensiero è rimasto di fondamentale importanza: la fruizione musicale e l’esperienza festival è completa anche grazie all’opportunità di vivere fino in fondo le ore della notte. Così, anche con l’intenzione di consolidare partenariati virtuosi e concreti sul territorio circondante, si è attivata la possibilità di prolungare l’orario delle esibizioni proponendo un programma di dj sets e live acts che si tengono nel vicinissimo El Barrio. Uno spazio che da sempre è al servizio della comunità locale, che ha segnato un pezzo di storia della musica torinese e che entra a pieno titolo tra le location della nona edizione di Jazz is Dead! A El Barrio si terranno gli “after shows", quei momenti indispensabili per incanalare le energie, vivere la libertà di espressione e partecipare al rituale collettivo del ballo. 

 

Orari dilatati

CASCINA FALCHERA venerdì 29 maggio 16:30 – 01:00 | sabato 30 maggio 10:30 – 01:00 | domenica 31 maggio 10:30 – 01:00

EL BARRIO (Nights) venerdì 29 e sabato 30 maggio: 00:30 – 04:30

 

Informazioni pratiche campeggio

L’area camping potrà accogliere tende, ma non van o camper. Nell’area non è permesso l’uso di gas, fornelli elettrici, e l’ingresso ad animali. Per il check in porta con te un documento di identità in corso di validità. Ingresso free per le persone under 14 accompagnate.

Check In: ven 16:30 – 22:30 | sab 10:30 – 22:30 | dom 10:30 – 20:00

Check Out: ven 16:30 – 22:30 | sab 10:30 – 22:30 | dom 10:30 – 20:00

Servizi: WC, docce, power point, servizio bar per colazioni

 

Accessibilità

A Jazz is Dead! si troveranno: accoglienza e supporto, accessibilità delle strutture, servizi di trasporto, sensorialità e benessere, cura e comunità.

 

Accoglienza e Supporto

Volontarɜ riconoscibili, disponibili per accoglienza e supporto, a cui ci si può rivolgere in ogni momento in caso di difficoltà. QR code, in loco, con audio descrizione degli spazi e del programma leggibili dalla sintesi vocale. QR code per accedere al menù leggibile dalla sintesi vocale.

Ingresso gratuito per persone con disabilità, e persone con disabilità con accompagnatorɜ

Tessera Arci accompagnatorɜ a pagamento, gratuita per persone con disabilità.

 

Accessibilità delle Strutture

Area spettacolo è accessibile a persone con disabilità motoria, attraverso il passaggio su prato.

Area campeggio accessibile a persone con disabilità motoria.

Area bar accessibile a persone con disabilità motoria.

Bagni accessibili a persone con disabilità motoria.

Cartellonistica e segnaletica chiara lungo il percorso.

Spazi dell’area facilmente percorribili anche di notte, per chi campeggia, illuminati per rendere sicuro l’orientamento senza disturbare chi dorme.

Jazz Is Dead! prosegue il lavoro avviato negli ultimi anni attorno ai temi dell’accessibilità, attraverso l’attivazione concreta di pratiche e strumenti pensati per rendere il festival uno spazio maggiormente attraversabile, leggibile e condiviso.

Per l’edizione 2026 sono stati sviluppati percorsi dedicati all’accessibilità fisica dell’area festival, servizi di accompagnamento e supporto, zone chill out e decompressione, mappe e informazioni accessibili, oltre a linee guida specifiche per orientare il pubblico nella fruizione consapevole degli spazi e delle attività. Un’attenzione che coinvolge anche la mobilità, la gestione dei flussi e la costruzione di ambienti di ascolto e permanenza più inclusivi e sostenibili.

L’accessibilità viene così intesa come pratica culturale e politica che attraversa l’intera esperienza del festival, interrogando il modo in cui gli spazi temporanei possono essere progettati, abitati e condivisi collettivamente.

Un ringraziamento speciale va a Soundset APS per la collaborazione nella costruzione delle linee guida e nello sviluppo del percorso condiviso dedicato all’accessibilità del festival.

 

Servizi di Trasporto

Ci sono molti modi per raggiungere Jazz is Dead!

In bici: con 30 minuti di pedalata dal centro città. Per gli spostamenti serali da e per il festival abbiamo organizzato dei gruppi in partenza da Piazza Crispi, info per orari e modalità su jazzisdeadfestival.it, all'arrivo vi sarà un parcheggio dedicato alle bici (chiusura 02:15 ven e sab, 01:15 dom), realizzato in collaborazione con Iren.

In taxi con Wetaxi: scontro del 20% sul primo acquisto, da e per la location, utilizzabile sia da nuovi utenti che da utenti già registrati che non hanno mai fatto acquisti. Basta inserire il codice sconto JAZZISDEAD nella sezione Profilo dell'app. 

Con i mezzi pubblici: Linea 4 dalla stazione di Porta Nuova fino a Piazza Derna e da lì si continua con la navetta sostitutiva garantita per tutti gli orari di servizio. Linea 46 diurna da Porta Susa, Stazione Torino Stura con Servizio Ferroviario Metropolitano. Per il ritorno, Night buster linea 4 per Piazza Vittorio Veneto. 

In auto: Cascina Falchera è vicina all'uscita dell'autostrada A4 e a 20 minuti dal centro di Torino. Hai un'auto e vorresti condividerla? Cerchi un passaggio per il festival? Esiste un gruppo Telegram dedicato a chi cerca e offre passaggi. 

 

Sensorialità e benessere

Offerta alimentare accessibile: sarà disponibile una scelta variegata per persone vegetariane, vegane e celiache, e per altre necessità alimentari. Inoltre saranno notificati tutti i possibili allergeni.

La Take Care Area di Jazz is Dead 2026 è uno spazio dedicato alla cura delle persone e alla riduzione del danno all’interno del festival, attivo sia a Cascina Falchera sia al Barrio. L’area unirà una zona chill e relazionale a una zona di decompressione pensata per chi vive momenti di ansia, sovraccarico sensoriale o difficoltà psicofisica.  PIN – Progetto Itinerante Notturno attivo a Torino dal 2009 nei contesti della vita notturna, offrirà ascolto, informazioni, materiali di riduzione del danno e supporto legato alla salute e ai consumi. Cactus Psicologia, associazione impegnata nella promozione del benessere psicologico, curerà il presidio relazionale e lo spazio decompressione con operatorə formatə. La Take Care Area vuole promuovere un festival più sicuro, accogliente e consapevole, creando uno spazio accessibile di ascolto, supporto e condivisione.

 

Cura e comunità

Jazz is Dead! non è uno spazio neutro. È un festival che nasce da una visione precisa: costruire un ambiente in cui le persone possano sentirsi liberɜ di attraversare musica, corpi e relazioni senza subire discriminazioni, pressioni o violenze. Per questo lavoriamo per creare una comunità temporanea basata su: rispetto reciproco, ascolto e attenzione verso lɜ altrɜ e consapevolezza degli spazi e delle proprie azioni.

Non sono tollerati comportamenti discriminatori, aggressivi o escludenti, inclusi atteggiamenti sessisti, razzisti, abilisti, omolesbobitransfobici o violenti. Lo staff e l’info point saranno sempre disponibili per accogliere segnalazioni e offrire supporto.

L’obiettivo è costruire, insieme, uno spazio attraversabile in sicurezza, in cui la musica non sia separata dalle condizioni che la rendono possibile.

 

Percorso di formazione per le persone volontarie

Jazz is Dead! 2026 ha coinvolto oltre 140 volontariə in un percorso di accompagnamento, formazione e co-creazione avviato mesi prima del festival. Un progetto che conferma la volontà della manifestazione di considerare il volontariato come parte integrante dell’esperienza culturale e comunitaria dell’evento. Attraverso incontri laboratoriali, momenti di confronto e attività collettive, il gruppo ha attraversato temi centrali come safer space, sostenibilità territoriale, cura e partecipazione attiva. Il percorso ha alternato momenti operativi ad appuntamenti dedicati alla costruzione del gruppo e alla condivisione di pratiche ed esperienze, rafforzando il senso di comunità che attraversa il festival. Tra gli incontri, anche una formazione territoriale realizzata insieme all’associazione Fiesca Verd, che ha raccontato le proprie azioni e pratiche di cura ecologica e sociale del territorio. Un’esperienza che rafforza il dialogo tra Jazz is Dead! e il contesto urbano, riconoscendo nel festival uno spazio di relazione, partecipazione e costruzione collettiva. 

 

PROGRAMMA ARTISTICO

 

Tre giornate e tre sound / energie / esperienze diverse. Jazz is Dead! sin dalla sua prima edizione si sviluppa come un concept album, un percorso in crescendo da vivere nel suo insieme. Un venerdì che predilige l’elettronica e le sue sperimentazioni, un sabato tra hip hop, ethno, psichedelia e black music, una domenica jazz, noise, rock. Un flusso continuo e studiato che attraversa e combina i generi in un'evoluzione che ha il sapore di un lungo dj set (non è un caso che il direttore artistico Alessandro Gambo sia uno storico dj e accanito collezionista di vinili). Due palchi per non spegnere mai la musica e mantenere vivo il flusso energetico, un’area talk per approfondire tematiche e discutere insieme.

 

Line up e orari

 

venerdì 29 maggio

CASCINA FALCHERA

16:30 apertura porte

17:30 Marta Salogni & Stefano Pilia

19:00 Lucrecia Dalt

20:30 Matmos

22:00 Alessandro Cortini

23:00 Big|Brave

00:00 Bono/Burattini

Le parole della buona notte Emidio Clementi

EL BARRIO

00:30 Carmen San Pio

02:00 Aya

03:00 Skip 

 

sabato 30 maggio 

CASCINA FALCHERA

10:30 Apertura Porte

11:00 Yazz Ahmed & Raph Wyld in coproduzione con TJF

12:00 Società Cosmica (open jam) in coproduzione con TJF

15:15 Sorvina in coproduzione con TJF

16:00 Alien Dub Orchestra

18:00 The Heliocentrics

20:00 Moor Mother

22:00 Lord Spikeheart

23:00 A Guy Called Gerald

I suoni della buona notte Xabier Iriondo

EL BARRIO

00:30 Ma Nu

02:00 James Messiah 

03:00 Odd Shy Guy

 

domenica 31 maggio

CASCINA FALCHERA

10:30 Apertura Porte

11:00 Ensemble Nist Nah in coproduzione con TJF

12:30 Società Cosmica (open jam) in coproduzione con TJF

14:15 Dwarfs Of East Agouza in coproduzione con TJF

16:00 Glacial

18:00 The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble

20:00 Horse Lords

22:00 Sanam

23:00 Dj Mambo Sun

 

Live acts

29 maggio

Alessandro Cortini (29 maggio, Cascina Falchera) Compositore e multistrumentista, membro dei Nine Inch Nails. La sua musica solista è un viaggio emotivo tra sintetizzatori analogici, minimalismo e ambient cinematografico. Un gigante della musica contemporanea. Live audio/video. Un sogno. Cortini è un pilastro della musica elettronica contemporanea, noto per le sue composizioni ipnotiche e per il ruolo di membro storico dei Nine Inch Nails, con cui è entrato nella Rock and Roll Hall of Fame. Compositore prolifico per etichette come Mute e autore del sintetizzatore "Strega", ha collaborato con icone come i Depeche Mode e realizzato colonne sonore per l'alta moda e il cinema. Oltre alle installazioni artistiche di rilievo internazionale, la sua ricerca sonora continua a evolversi attraverso progetti solisti e sperimentazioni strumentali d'avanguardia. Nel 2024 ha consolidato la sua discografia con l'album Nati Infiniti, trasformando l'omonima installazione in un'esperienza d'ascolto immersiva e profonda.

Aya (29 maggio, El Barrio) Tra le voci più radicali della nuova elettronica. Club music destrutturata, noise digitale. Il suo ultimo album è stato nella top ten di tutte le classifiche del 2025. Distruzione totale! Prima volta a Torino. L’artista e produttrice britannica aya torna con hexed!, un secondo album che squarcia il velo sulla dipendenza e i traumi repressi. Evoluzione cruda del debutto im hole, il disco trasforma i corridoi romanticizzati del passato in incubi a occhi aperti tra un after e l'altro. In un vortice di "redenzione blasfema", aya accende le luci sulla propria disfunzione, cercando nel diluvio sonoro una catartica pulizia dai propri spettri.

Big|Brave (29 maggio, Cascina Falchera) Drone, doom e minimalismo radicale. Suono monolitico, dinamiche estreme e forte impatto fisico dal vivo. Prima volta a Torino, sarà devastante. Il trio canadese BIG|BRAVE si spoglia della propria veste abituale per OST, uscito nel 2025 per Thrill Jockey. Concepito come colonna sonora per un film inesistente, l'album abbandona gli strumenti standard a favore di dispositivi a corda autocostruiti e pianoforti preparati in sessioni interamente improvvisate. Tra trame tattili e la voce astratta di Robin Wattie, il disco esplora un minimalismo nudo e austero che radica il suono in una dimensione terrena e primordiale. In pre order la loro ultima creazione, in grief or in hope, il decimo album del trio canadese, in uscita il 12 giugno 2026, che segna un'evoluzione verso composizioni più dense e chitarristiche.

Bono / Burattini (29 maggio, Cascina Falchera) Progetto italiano tra improvvisazione elettronica e manipolazione sonora. Il duo (Francesca Bono e Vittoria Burattini dei Massimo Volume) presenterà il nuovo album Ora Sono un Lago uscito per Maple Death Records che evolve verso un misticismo confessionale tra elettronica essenziale e psichedelia oscillatoria. Il disco immerge l'ascoltatore in paesaggi kosmische spettrali, dove brani densi e spietati si intrecciano a cori ultraterreni risonanti nel vuoto.

Emidio Clementi (29 maggio, Cascina Falchera) Scrittore, performer e voce storica dei Massimo Volume. Il suo lavoro solista intreccia spoken word, rock minimale e letteratura. Ci racconterà storie sotto l'albero, a tarda notte, nel bosco.

Lucrecia Dalt (29 maggio, Cascina Falchera) Artista colombiana di base a Berlino, unisce elettronica sperimentale, voce e composizione concettuale tra il pop d'avanguardia e il sound design onirico. Presenterà il suo nuovo disco A Danger to Ourselves. Co-prodotto da David Sylvian, il nuovo album di Lucrecia Dalt esplora la fragilità e il desiderio tra sassofoni, contrabbassi, il disco fonde esplorazioni sonore intime e universali in una nuova, sofisticata direzione artistica. Un'opera dove la sperimentazione d'avanguardia converge in un paesaggio emotivo espanso.

Marta Salogni & Stefano Pilia (29 maggio, Cascina Falchera) Marta Salogni e Stefano Pilia presentano dal vivo la loro prima collaborazione artistica: un dialogo sonoro stratificato, articolato ed esplorativo tra il lavoro astratto di chitarra di Stefano e le manipolazioni di nastri magnetici di Marta, che indaga il tema della memoria e della rielaborazione narrativa dando vita a un'opera sonora in continua trasformazione. L'album sarà pubblicato da Maple Death records nel corso del 2026.

Matmos (29 maggio, Cascina Falchera) I Matmos sono un duo di musica elettronica d'avanguardia, formato da Drew Daniel e M.C. Schmidt, celebre per trasformare oggetti insoliti e suoni organici in composizioni accessibili. Attivi dal 1997, hanno collaborato con artisti del calibro di Björk e Terry Riley, portando la loro sperimentazione sonora in prestigiosi palcoscenici internazionali e istituzioni accademiche. La loro vasta discografia esplora il confine tra cultura del campionamento e musica pop, utilizzando sorgenti che spaziano da strumenti medici a fenomeni naturali. Nel 2025 hanno pubblicato il loro ultimo album, Metallic Life Review, confermandosi figure centrali e innovative nel panorama elettronico globale.

30 maggio

A Guy Called Gerald (30 maggio, Cascina Falchera) Pioniere della dance britannica dal 1988, A Guy Called Gerald ha plasmato l'acid house e il jungle con classici come "Voodoo Ray" e l'album Black Secret Technology. Rifiutando i compromessi commerciali, ha mantenuto un approccio "True School" tra club underground e festival internazionali, celebrando oltre trent'anni di indipendenza creativa. La sua continua evoluzione sonora è testimoniata anche dalle pubblicazioni più recenti, come l'EP in vinile del 2022 Britain’s Dirty Little Secret per l'etichetta Analog Room. Oggi resta una figura di culto che ridefinisce costantemente i confini della musica elettronica, portando lo studio direttamente sulla pista da ballo.

Alien Dub Orchestra (30 maggio, Cascina Falchera) The Alien Dub Orchestra è un collettivo eterogeneo di musicisti bavaresi, che include membri dei The Notwist e dei G.Rag y los hermanos Patchekos. Il gruppo si è formato attorno all'idea di eseguire gli standard del leggendario Breadminster Songbook, ovvero il catalogo del dubmaster Elijah Minnelli.

James Massiah (30 maggio, El Barrio) Poeta e musicista londinese, voce chiave dello spoken word politico contemporaneo. Unisce poesia militante, elettronica e attitudine post-punk. Prima volta a Torino.

Lord Spikeheart (30 maggio, Cascina Falchera) Artista performativo tra noise, punk e sperimentazione estrema, voce e fondatore della industrial afro band DUMA. Live set viscerali e fisici. Prima volta a Torino con il suo progetto solista. Negli ultimi dieci anni, il produttore e vocalist keniota Martin Kanja, alias Lord Spikeheart, è diventato una figura di spicco della scena metal africana. Il suo LP di debutto, The Adept, ha catturato l'attenzione dei media internazionali, da Pitchfork a The Guardian, venendo celebrato come una nuova frontiera della musica estrema. Fondendo l'intensità del metal con una visione sonora d'avanguardia, Lord Spikeheart trasforma la rabbia e la sperimentazione in un manifesto globale di musica brutale e innovativa.

Moor Mother (30 maggio, Cascina Falchera) Poetessa e predicatrice afrofuturista che intreccia poesia, teoria critica, noise e improvvisazione. Voce degli Irreversible Entanglements e fondatrice del progetto Black Quantum Futurism.

Società Cosmica (30-31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Progetto torinese con membri di Indianizer, Sasso, Marxos, Nikkal e Tsao! ispirato alla kosmische musik, all’ambient e alla cultura elettronica analogica. Anno siderale 1777: fratelli e sorelle del Tempo Perduto, riuniamoci attorno a questa sfera riflettente. Prendiamoci per mano, indossate le vostre parrucche, una maschera, percepite il flusso cosmico. Abbandoniamoci al suono che scorre e pulsa profondamente nelle nostre vene allucinate. 

Sorvina (30 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. La scommessa di questa nona edizione, in versione full band. Nata a New York e residente a Berlino, Sorvina è un'artista che fonde jazz rap, neo-soul e gospel in un mosaico di narrazione ed espressione identitaria. La sua musica esplora i temi della scoperta di sé, della queerness e della guarigione, radicandosi nella dinamicità delle tradizioni musicali nere. Dotata di un'energia magnetica, Sorvina unisce complessità lirica e groove, trasformando ogni brano in un racconto in movimento che sfida le categorizzazioni di genere. Attraverso una voce inconfondibile, la sua opera celebra la gioia e la vulnerabilità, restando sempre fedele alle radici dell'hip-hop più autentico. 

The Heliocentrics (30 maggio, Cascina Falchera) I londinesi The Heliocentrics fondono funk, jazz e psichedelia in un sound ipnotico ispirato a leggende come Sun Ra ed Ennio Morricone. Sotto la guida di Malcolm Catto e Jake Ferguson, il collettivo vanta collaborazioni storiche, dal capolavoro con Mulatu Astatke fino ai campionamenti per giganti dell'hip-hop come Kanye West e Nas. La loro influenza globale continua a crescere tra colonne sonore cinematografiche e produzioni d'avanguardia che sfidano ogni etichetta di genere. Il loro percorso si arricchisce oggi con il nuovo EP realizzato insieme a Bilal e ai membri della Sun Ra Arkestra, un'opera che consolida la loro posizione al centro di una galassia sonora senza confini. Una rara occasione per vederli, ballarli e ascoltarli!

Xabier Iriondo (30 maggio, Cascina Falchera) Chitarrista (Afterhours, Bunuel) che esplora drone e psichedelia rituale. Presenterà il suo progetto a tarda notte nel bosco. Gramophone DJ-Set, un’esperienza di intrattenimento unica che fa rivivere le sonorità del secolo scorso, dagli anni '20 ai '50, attraverso l'uso di autentici grammofoni a valigetta degli anni '30. La selezione attinge da una collezione eclettica che spazia dal jazz d’epoca al be-bop, passando per tanghi argentini, musica hawaiana e i primi vagiti del rock’n’roll. Con una potente fascinazione visiva e sonora, il set trasforma questi antichi dispositivi in moderni strumenti di diffusione culturale, offrendo una raffinata alternativa musicale dal sapore cinematografico.

Yazz Ahmed & Ralph Wyld (30 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Trombettista e compositrice premiata agli Ivor Novello, Yazz Ahmed fonde jazz psichedelico e sonorità arabe in epiche narrazioni ispirate al folklore del Bahrain. Il suo quarto album, A Paradise in the Hold, scava nelle proprie radici mescolando musica tradizionale e riflessioni personali, introducendo per la prima volta la voce nella sua tavolozza compositiva. Definita da Downbeat come una delle artiste destinate a plasmare il futuro del jazz, Yazz crea un ponte sonoro tra mondi antichi e avanguardia contemporanea. 

31 maggio

Dwarf Of East Agouza (Maurice Louca, Sam Shalabi, Alan Bishop) (31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Trio strumentale della scena egiziana (Maurice Louca, Sam Shalabi e Alan Bishop) che mescola krautrock, jazz, dub e psichedelia in lunghe traiettorie ipnotiche. Nato nel 2012 tra le mura di un condominio al Cairo, il trio fonde l'improvvisazione radicale con l'ipnosi del krautrock e l'energia dello shaabi egiziano. Il gruppo annuncia un nuovo album in uscita a settembre 2026, confermando un'intesa alchemica che sfida ogni confine geografico e di genere. Tra elettronica, fiati e scale arabe, la loro musica resta un equilibrio costante tra caos e composizione, spinta da uno spirito di emancipazione free jazz. 

Ensemble Nist Nah (31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Collettivo "Gamelan" capitanata da Will Guthrie che lavora su improvvisazione radicale, ritualità e strutture aperte. Hanno appena fatto uscire un disco per la Black Truffle di Oren Ambarchi. Questo ensemble ibrido fonde la tradizione del Gamelan indonesiano con la libera improvvisazione e la ricerca sonora contemporanea. Il secondo acclamato album SPILLA è un mosaico di gong, campane e poliritmi metallici. Distante da ogni accademismo, la musica di Nist-Nah trasforma i rituali giavanesi in un'esperienza acustica vibrante, dove l'expertise di otto musicisti si intreccia in un dialogo collettivo, fisico e rispettoso. 

Glacial (Lee Ranaldo, Toby Buck, David Watson) (31 maggio, Cascina Falchera) All stars band formata da Lee Ranaldo (Sonic Youth), Tony Buck (The Necks) e David Watson (collabora con Yoshi Wada e Phill Niblock). Progetto improv-jazz-noise che lavora su ambient, droni e atmosfere cinematiche. Attivo dal 1999, questo trio d'eccezione è un "teatro del suono" improvvisato. La loro musica è un amalgama naturale e visionario di droni, psichedelia ed esplorazioni estatiche.

Horse Lords (31 maggio, Cascina Falchera) Band culto di Baltimora che fonde rock sperimentale, minimalismo, microtonalità e strutture matematiche complesse. Math Rock allo stato puro, una potenza sono una macchina sonora perfettamente irrequieta. Il quartetto fonde minimalismo, poliritmie africane e krautrock in un sound microtonale unico, sospeso tra rigore matematico e abbandono psichedelico. Il loro ultimo disco Demand to be Taken to Heaven Alive, in uscita nel 2026, spinge ancora oltre i confini tra post-rock e avanguardia, tra influenze teutoniche e blues del Mali.

Sanam (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo transnazionale che rielabora tradizioni musicali del Medio Oriente attraverso improvvisazione, drone e avanguardia. Album pubblicato nel 2025 tra i migliori dell'anno. Nati dalla vibrante scena indipendente di Beirut dopo una collaborazione con Hans Joachim Irmler (Faust), i SANAM fondono krautrock, jazz e musica tradizionale egiziana in un potente avant-rock. Il nuovo album, Sametou Sawtan, è uscito per la prestigiosa etichetta canadese Constellation. Tra poesia araba moderna, feedback e improvvisazione viscerale, la loro musica canalizza l'urgenza e il misticismo del Libano contemporaneo, consolidando una sintesi sonora unica che sfida ogni confine di genere.

Società Cosmica (30-31 maggio, Cascina Falchera) Concerto in coproduzione con Torino Jazz Festival. Progetto torinese con membri di Indianizer, Sasso, Marxos, Nikkal e Tsao! ispirato alla kosmische musik, all’ambient e alla cultura elettronica analogica. Anno siderale 1777: fratelli e sorelle del Tempo Perduto, riuniamoci attorno a questa sfera riflettente. Prendiamoci per mano, indossate le vostre parrucche, una maschera, percepite il flusso cosmico. Abbandoniamoci al suono che scorre e pulsa profondamente nelle nostre vene allucinate. 

The Kilimanjaro Darkjazz Ensemble (31 maggio, Cascina Falchera) Collettivo olandese noto per il suo dark jazz cinematico e l’improvvisazione. Tornano sui palchi dopo dieci anni, una perla per la prima volta a Torino. Band capitanata da Jason Köhnen. Il progetto reimmagina le colonne sonore dei classici del cinema muto in un'esperienza sonora tra il surreale e il sublime. Fondendo ambient, doom, jazz e post-rock, l'ensemble ha ridefinito il concetto di atmosfera, trasformando l'improvvisazione collettiva in una forma di narrazione spettrale. Con performance ipnotiche arricchite da proiezioni astratte, i TKDE restano una colonna portante del dark jazz, capaci di creare paesaggi uditivi che evocano sogni dimenticati e abissi.

DJ sets

 

A questɜ artistɜ si consegna un mandato indispensabile: far ballare

Ognunə con il proprio sound, perfetto per la giornata che portano a compimento, un flusso di battiti che conduce al sorgere del sole. Perché Jazz is Dead! è (anche) festa. 

 

Carmen San Pio (29 maggio, El Barrio)

Dj Mambo Sun (31 maggio, Cascina Falchera)

Francesco Skip (29 maggio, El Barrio) 

Ma Nu (30 maggio, El Barrio) 

Odd Shy Guy (30 maggio, El Barrio) 

 

Sinoira Modificata

Si articola sempre di più il programma fittissimo, tra live acts e dj sets, a cura dell’equipe di Sinoira Modificata, il progetto di base torinese/milanese che vede tra i fondatori i progetti artistici Dualismo Discodiffusione e Pho Bho Record. Sinoira Modificata ha in gestione le transizioni tra un concerto e un altro, momenti preziosi di collettività condivisa e detiene la curatela dell’area dove trovare rarità musicali ed editoriali, merchandise e prodotti artistici. 

Live acts: Fuoco Amico, Jacopo Buda, Ramona Ponzini, Trampa

Dj sets: Camilla Colibazzi, D_witzhunter, Palazzi D'Oriente, Push & Pull, Sagome, Sinoira Modificata Equipe, Sister Effect

 

Talks

Quest’anno l’area talk di JID cresce, diventando sistema del festival, con una doppia curatela e una struttura diffusa di incontri e percorsi.

Il programma prende avvio venerdì 29, dalle ore 20:00 alle 21:30, con il primo appuntamento di apertura del ciclo.  “Algo-Ritmica: una conversazione su musica e digitale tra controllo e autonomia” inaugura questa nuova traiettoria di riflessione.  L’incontro, proposto dal gruppo “Il Cielo Ha Un Limite” affronta criticamente come servizi come Spotify abbiano ridefinito la musica come flusso continuo e personalizzato. Playlist, shuffle e raccomandazioni algoritmiche sostituiscono progressivamente l’album come forma narrativa e culturale. Le piattaforme influenzano oggi anche la produzione musicale, orientando estetiche, formati e strategie di visibilità e sii affermano economie dell’attenzione in cui la permanenza nel feed diventa centrale per la circolazione artistica; accanto a queste dinamiche emergono pratiche di resistenza tra radio indipendenti, comunità e modelli cooperativi di ascolto. Il progetto, sviluppato in collaborazione con REINCANTAMENTO, gruppo di ricerca attivo tra Berlino, Venezia e Torino, e con Baltan Laboratories.
L’incontro si svolge in formato fishbowl, una struttura partecipativa che alterna discussione e ascolto e apre l’intervento al pubblico.

 

Per il secondo anno consecutivo, Jazz Is Dead! rinnova la collaborazione con ALMARE, organizzazione torinese dedicata ai linguaggi contemporanei che utilizzano il suono come mezzo espressivo. ALMARE cura due incontri che si inseriscono in un percorso di ricerca sulle trasformazioni della cultura contemporanea, tra pratiche sonore, immaginari e modelli di produzione culturale. Il primo appuntamento, A chi appartiene la festa?, (sabato 30 maggio ore 15:30) mette in dialogo Alessandro Mazzone (Forevergreen / Reset! Network) e Marco Trulli (ARCI Nazionale) attorno alle profonde trasformazioni dell’ecosistema live europeo. A partire dalla ricerca Who Owns Europe’s Live Music Spaces? e dal Manifesto dei Festival promosso da ARCI, il talk affronta le dinamiche di concentrazione proprietaria, la finanziarizzazione degli spazi culturali, il platform capitalism e la progressiva centralizzazione del mercato. Il confronto apre una riflessione sul presente e sul futuro dei festival indipendenti come spazi di aggregazione, produzione culturale e immaginazione politica, attraversando temi come il diritto alla festa, la sostenibilità economica, l’accessibilità e il rapporto con i territori. Il secondo incontro, Meet A Guy Called Gerald, sabato 30 maggio ore 17:30 mette in dialogo A Guy Called Gerald e Simone Bertuzzi (Invernomuto / Palm Wine) attorno alle genealogie della musica elettronica e alle trasformazioni della cultura dance dagli anni Ottanta a oggi. Figura centrale dell’acid house britannica con il brano Voodoo Ray e protagonista dell’evoluzione di jungle e drum’n’bass, Gerald Simpson attraversa oltre tre decenni di controculture sonore mantenendo una traiettoria radicalmente indipendente. Il talk prosegue il percorso avviato lo scorso anno con Claudia Attimonetti, approfondendo il rapporto tra club culture, sperimentazione sonora, tecnologie, diaspora e immaginari afrofuturisti, e interrogando le forme di appartenenza e immaginazione collettiva prodotte dalle culture della musica elettronica.

 

PRENOTAZIONI 

 

Jazz is Dead! festival è un evento riservato allɜ socɜ Arci! Sono disponibili le prenotazioni al festival su jazzisdeadfestival.it  L’ingresso al festival ha un costo di €15 a giornata e €40 per i tre giorni. Il contributo per gli after show è pari a €10, ridotto €5 per chi partecipa anche al festival e sarà disponibile all’ingresso di El Barrio. Jazz is Dead è un festival associativo, attraversabile, inclusivo: chi ritiene di non poter sostenere la spesa intera, potrà scegliere di avere un ingresso a un costo popolare di €10. Non verificheremo le motivazioni della riduzione: ci fidiamo! Tra le varie formule di prenotazione è già presente la possibilità di prenotare, insieme agli ingressi il campeggio. Info e prenotazioni su jazzisdeadfestival.it   

 

CONCEPT

 

Backwards

Ecco la parola che guiderà la nona edizione del festival: indietro, all'indietro, tornare indietro. Jazz is Dead! è cresciuto di anno in anno, in termini di affluenza, di spazi, di parole, di contenuto artistico… oggi è il momento di voltarsi e di guardare indietro. Backwards significa anche al rovescio, dal 9 si torna al 6, alla sesta edizione, intitolata "Chi sei". Jazz is Dead! torna a porsi domande, si torna all'edizione che è stata da spartiacque, quella che ha trasformato il piccolo festival di ricerca in un potenziale grande festival internazionale. Si torna indietro e troveremo di nuovo un essere fluido, senza tempo e senza spazio, una forma leggera che si muove all'aperto, senza confini riconoscibili, un luogo e un tempo da riprendersi, un'esperienza di ricerca viva che si lascia vivere.

 

Jazz is Dead! festival

Un progetto di Jazz Is Dead APS, prodotto da Arci Torino e Magazzino sul Po, direzione artistica e comunicazione TUM Torino. Nato nel 2017, si propone come motore di ricerca musicale focalizzata su jazz sperimentale, avanguardia ed esplorazione sonora, definendosi come un progetto che attraversa i generi. Jazz is Dead! promuove la musica d'avanguardia attraverso un festival che in otto edizioni è diventato un punto di riferimento internazionale per la musica alternativa e sperimentale, Dalla sua nascita nel 2017, ha ospitato nomi di rilievo internazionale come Peter Brötzmann, Faust, Thurston Moore, Moor Mother, Colin Stetson, The Necks, tra gli altri. Il festival si svolge principalmente a Torino, ha coinvolto spazi come San Pietro in Vincoli, Bunker, Cinema Massimo, Planetario di Torino, Auditorium Agnelli, Hiroshima Mon Amour e, per la nona edizione, Cascina Falchera.

 

Jazz is Dead! festival

un progetto di Jazz is Dead APS

realizzato da Arci Torino e Magazzino sul Po

direzione artistica e comunicazione TUM Torino

con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione per la Cultura Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT

sponsor Iren, Forst, Casamigos, Cicogna

partner Torino Jazz Festival, Green Days, Ratatoj, Cascina Falchera, Spazio Kairos, El Barrio, Dewrec, Almare, Libreria del Golem, PIN, Cactus

media partner Rai Radio 3, Rumore, Sentireascoltare, Giornale della Musica, t-mag, Radio Raheem, URSSS MIstake Television



jazzisdeadfestival.it

IG jazz_is_dead

FB jazzisdeadtorino

 

TUM Torino ufficio stampa per Jazz is Dead! festival

tumtorino@gmail.com +39 338 9682058

 

Altre informazioni

Dal 29/05/26 al 31/05/26

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