CIVITANOVA
DANZA
2026
XXXIII FESTIVAL
NEL NOME DI
ENRICO CECCHETTI
3 LUGLIO | 2 AGOSTO
PROGRAMMA
VENERDÌ 3 LUGLIO ore 21.30
TEATRO ROSSINI
FOUAD BOUSSOUF | LE PHARE
NÄSS
(LES GENS)
[prima nazionale]
SABATO 11 LUGLIO
FESTIVAL NEL FESTIVAL
˃ ore 19 PIAZZA XX SETTEMBRE
ANNA BASTI | CHIASMA
CARMEN
NOUS SOMMES TOUSTES DES ÉTOILES
[progetto di comunità]
˃ ore 20.30 TEATRO CECCHETTI
DAVID ZAGARI
HYPERCORPS
LE PIQUET
˃ ore 21.45 TEATRO ANNIBAL CARO
DEWEY DELL
SHAKE THE CLOUD
CANTIERE APERTO SU
DIDO & AENEAS
[progetto di residenza]
˃ ore 22.30 CHIESA DI SAN FRANCESCO
SIMON LE BORGNE & ULYSSE ZANGS | LE GYMNASE
AD LIBITUM
con il supporto di
Programme international
de diffusion artistique (PIDA) – Institut Français
GIOVEDÌ 16 LUGLIO ore 21.30
TEATRO ROSSINI
CHIARA AMEGLIO | BALLETTO DI ROMA
CARNAVAL VIVALDI
[anteprima nazionale]
GIOVEDÌ 23 & VENERDÌ 24 LUGLIO ore 21.30
TEATRO ROSSINI
MOMIX
BOTANICA
SEASON 2
DOMENICA 2 AGOSTO ore 21.15
FERMO _ ARENA DI VILLA VITALI
CIVITANOVA DANZA IN TRASFERTA
RAMIN BAHRAMI & ROBERTO ZAPPALÀ
COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA
BACH DANCE CONCERT
in collaborazione con Comune di Fermo
[anteprima nazionale]
COMUNICATO STAMPA
Il festival Civitanova Danza celebra la sua 33ª edizione dal 3 luglio al 2 agosto, confermandosi un punto di riferimento per la scena coreutica nazionale. Promosso dalla Città di Civitanova Marche, dall’Azienda Teatri di Civitanova e dall’AMAT, con il sostegno di MiC e Regione Marche, il festival – dedicato a Enrico Cecchetti – propone otto appuntamenti tra prime nazionali, residenze artistiche e progetti partecipativi. Il filo conduttore resta lo slogan “Civitanova danza tutto”, che riflette l’apertura a linguaggi, culture e stili differenti.
L’inaugurazione, il 3 luglio al Teatro Rossini, è affidata a Näss (Les gens) del coreografo Fouad Boussouf, direttore di Le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie, presentato in prima nazionale. Ispirato alla tradizione musicale marocchina dei Nass el Ghiwane, lo spettacolo unisce energia contemporanea e radici culturali in una performance corale e acrobatica interpretata da sette danzatori. Il lavoro esplora il dialogo tra passato e presente, fondendo dimensione urbana e spirituale.
Momento centrale è l’11 luglio con il Festival nel festival, una maratona che intreccia spettacoli e partecipazione pubblica. Si apre in Piazza XX Settembre (ore 19) con Carmen. Nous sommes toustes des étoiles di Anna Basti, progetto che coinvolge cittadini non professionisti, attraverso un laboratorio gratuito rivolto a 20 partecipanti selezionati con una call pubblica, in una rilettura dell’opera come esperienza di comunità e riflessione sul rapporto tra corpo e spazio pubblico. Al Teatro Cecchetti segue (ore 20.30) Le Piquet di David Zagari, un solo che indaga il rapporto tra corpo e gravità in una dimensione sospesa e visionaria. La serata prosegue al Teatro Annibal Caro (ore 21.45) con la compagnia Dewey Dell - Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e Demetrio Castellucci - e Shake the Cloud. Cantiere aperto su Dido & Aeneas, rilettura dell’opera barocca attraverso una rielaborazione musicale elettroacustica che trasfigura la partitura originale pur mantenendone intatta la matrice ritmica e melodica, esito di una residenza creativa. Chiude il Festival nel festival alla Chiesa di San Francesco (ore 22.30) Ad Libitum di Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, performance immersiva che unisce danza e musica in una ricerca sulle possibilità espressive del desiderio, realizzata con il supporto di Programme international de diffusion artistique (PIDA) – Institut Français.
Il 16 luglio, sempre al Teatro Rossini, debutta in anteprima nazionale Carnaval Vivaldi di Chiara Ameglio per il Balletto di Roma: uno spettacolo ispirato al carnevale settecentesco, tra maschere simboliche e atmosfere barocche, accompagnato dalle musiche di Vivaldi intrecciate a composizioni originali di Luca Salvadori. Il risultato è un viaggio suggestivo tra realtà e illusione.
Il 23 e 24 luglio l’energia travolgente dei Momix invade il Teatro Rossini con Botanica. Season 2, evoluzione del celebre lavoro di Moses Pendleton. Attraverso giochi di luce, tessuti e proiezioni, lo spettacolo trasforma il palcoscenico in un universo naturale in continuo mutamento, dove i corpi dei danzatori diventano elementi vegetali e creature fantastiche, in un’esperienza visiva di forte impatto poetico.
Il festival si conclude il 2 agosto con Civitanova Danza in trasferta a Fermo, nel parco di Villa Vitali in collaborazione con il Comune di Fermo per Villa in Vita Fermo festival. In scena Bach Dance Concert, nato dall’incontro tra il coreografo Roberto Zappalà e il pianista Ramin Bahrami: un dialogo tra danza e musica che trova nell’opera di Bach un terreno comune di espressione, tra rigore formale ed emozione.
Gli spettacoli iniziano generalmente alle 21.30 (alle 21.15 a Fermo), mentre il Festival nel festival si sviluppa a partire dalle 19. Sono previste diverse formule di biglietto, inclusi carnet dedicati. Informazioni e prevendite sono disponibili presso il Teatro Rossini 0733 812936, AMAT 071 2072439, online su vivaticket, www.civitanovadanza.com, www.amatmarche.net.
VENERDÌ
3 LUGLIO
TEATRO ROSSINI
FOUAD BOUSSOUF | LE PHARE
NÄSS
(LES GENS)
[prima nazionale]
coreografia Fouad Boussouf
assistente alla coreografia Filipa Correia Lescuyer
interpreti Adam Chado, Matthieu Convert
Morgan Gruvel, José Meireles, Akciel Régent Gonzalez
Derhen Têtu, Elie Tremblay
luci Fabrice Sarcy
costumi e scenografia Camille Vallat
suono e arrangiamenti Roman Bestion
Fouad Boussouf, Marion Castor
ripresa produzione
Le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie diretta da Fouad Boussouf
produzione Compagnia Massala
coproduzione Théâtre Jean Vilar - Vitry-sur-Seine /
Le Prisme - Élancourt / Institut du Monde Arabe - Tourcoing /
Fontenay-en-Scènes - Fontenay-sous-bois / Théâtre des Bergeries –
Noisy-le-Sec / La Briqueterie - CDCN du Val-de-Marne /
Le FLOW - Pôle Culture Ville de Lille / Institut Français de Marrakech
supporto finanziario ADAMI / Conseil départemental du Val-de-Marne / Région Ile-de-France /
Ville de Vitry-sur-Seine / SPEDIDAM / Institut Français du Maroc
residenze/supporto La Briqueterie - CDCN du Val-de-Marne / Le POC d’Alfortville /
Centre National de la Danse / Le FLOW - Pôle Culture Ville de Lille /
Cirque Shems’y - Salé, Maroc / Royal Air Maroc
Création 2018 – Recréation 2025
Le Phare – CCN du Havre Normandie è supportata da Ministère de la Culture / DRAC Normandie
Région Normandie, Département de Seine-Maritime, Ville du Havre
Näss è un viaggio potente tra tradizione e modernità, un’esplosione di energia coreografica e musicale firmata da Fouad Boussouf, rinomato coreografo e ballerino di origini marocchine, direttore di Le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie.
Nella coreografia Boussouf rievoca il fascino del gruppo musicale Nass el Ghiwane attivo in Marocco negli anni Settanta che, ispirandosi a sonorità tradizionali, dava voce alla protesta popolare.
Sul palco sette ballerini celebrano la forza dell’unione in una performance acrobatica e vibrante, un ritmo incessante guida ogni loro movimento, infondendo nei corpi un’energia travolgente e contagiosa.
Il lavoro di Boussouf, profondamente influenzato dalle sue radici, esplora la tensione tra l’energia del presente e la profondità delle tradizioni che resistono al tempo, fondendo il profano e il sacro, il ritmo urbano e le radici spirituali in un’esperienza coreografica unica.
Come racconta lo stesso Boussouf: «Ho concepito Näss come un soffio, insieme fisico e mistico, che mi ricorda la necessità di essere solidamente radicati nella propria terra per meglio coglierne le sue vibrazioni».
In scena, lo spettacolo si anima di una forza quasi rituale che rievoca una trance, immergendo il pubblico nell’intensità sacra di Näss.
FOUAD BOUSSOUF
Fouad Boussouf è un coreografo, ballerino e insegnante che fonde stili, pratiche e ritmi differenti.
Nato nel 1976 in Marocco, Fouad arriva in Francia all’età di sette anni. Si forma nella danza hip-hop, sua disciplina prediletta, mantenendo però uno spirito di curiosità verso altre pratiche. Nel 2010 fonda la compagnia Massala, creando lavori di successo che lo consacrano sulla scena internazionale.
Tra il 2020 e il 2022 è artista associato presso la Maison de la danse de Lyon, Équinoxe - Scène nationale de Châteauroux e la Maison de la musique de Nanterre. Da gennaio 2022 dirige le Phare – Centre chorégraphique national du Havre Normandie e nello stesso anno riceve anche il titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, consolidando il suo ruolo di punto di riferimento internazionale nel panorama della danza contemporanea.
LE PHARE – CENTRE CHOREGRAPHIQUE NATIONAL DU HAVRE NORMANDIE
Il centro coreografico è un punto di riferimento per la danza, è un luogo di creazione, accoglienza, diffusione e condivisione.
Forte del suo percorso artistico, Boussouf sviluppa un progetto articolato su tre assi principali: la creazione e la diffusione del proprio repertorio, la condivisione e il sostegno alle compagnie artistiche e lo sviluppo territoriale e culturale.
A Le Havre l’obiettivo è quello di dare nuova vita alla danza in tutto il territorio. Il festival Plein Phare, permette di incontrare il pubblico “dove si trova”, tanto geograficamente quanto a livello umano, questo legame con il pubblico è infatti, secondo il direttore, una delle missioni principali del CCN.
Con tournée da circa 90 date all’anno e una trentina di appuntamenti che scandiscono la stagione, Le Phare punta ora a integrare nuovi partner. L'obiettivo, ancora una volta, è quello di portare gli spettacoli fuori dai luoghi tradizionali e offrire eventi culturali su larga scala, fruibili da tutti.
Grazie alla creatività dei suoi artisti e all’impegno di un’équipe strutturata per supportare al meglio i progetti, il Centre chorégraphique national du Havre Normandie si propone, nel territorio in cui opera e oltre, come vero ambasciatore della danza.
SABATO
11 LUGLIO
FESTIVAL
NEL FESTIVAL
˃ ore 19 PIAZZA XX SETTEMBRE
ANNA BASTI | CHIASMA
CARMEN
NOUS SOMMES TOUSTES DES ÉTOILES
[progetto di comunità]
˃ ore 20.30 TEATRO CECCHETTI
DAVID ZAGARI | HYPERCORPS
LE PIQUET
˃ ore 21.45 TEATRO ANNIBAL CARO
DEWEY DELL
SHAKE THE CLOUD
CANTIERE APERTO SU
DIDO & AENEAS
[progetto di residenza]
˃ ore 22.30 CHIESA DI SAN FRANCESCO
SIMON LE BORGNE & ULYSSE ZANGS | LE GYMNASE
AD LIBITUM
CARMEN
NOUS SOMMES TOUSTES DES ÉTOILES
ideazione e direzione artistica Anna Basti
produzione Chiasma
Nell’ambito del Festival Civitanova Danza 2026, la coreografa Anna Basti propone una riscrittura corale dell’opera Carmen coinvolgendo cittadini e cittadine della comunità civitanovese dando vita al progetto Carmen. Nous sommes toustes des étoiles, un laboratorio gratuito rivolto a 20 partecipanti non professionisti/e della danza – selezionati/e con una call pubblica – per esplorare attraverso il movimento il legame tra corpo, spazio pubblico e potere. Carmen. Nous sommes toustes des étoiles trasforma così l'opera classica in un laboratorio di cittadinanza attiva: un percorso di ricerca dedicato a chiunque desideri mettersi in gioco per riscoprire il potenziale politico e creativo del proprio corpo in relazione agli altri, che culminerà in un’azione pubblica sabato 11 luglio dove non ci sarà una sola Carmen, ma una moltitudine di "Carmencite" libere dal giudizio.
Il laboratorio – che si svolgerà dal 3 giugno all’11 luglio – vede il coinvolgimento delle scuole di danza della città (Laboratorio Danza Duepuntozero, Spazio Hip Hop – Zona14, Effort Spazio Danza) che mettono a disposizione le proprie strutture per ospitare questa speciale comunità di Carmencite e riscrivere insieme l'opera attraverso una pluralità di voci e corpi.
Carmen. Nous sommes toustes des étoiles emerge dalla piattaforma di ricerca Le classique c’est chic! come punto di attivazione di una riflessione sui contenuti che i grandi balletti e le opere classiche continuano a veicolare. Il suo obiettivo è quello di immaginare una riscrittura dell'opera di Carmen con gruppi di non professionisti/e e/o comunità specifiche, mettendo in discussione la gerarchia all’interno della quale il balletto classico inscrive i corpi: non ci sono prime ballerine, né étoiles, siamo tuttə Carmen, nous sommes toustes des étoiles. Il lavoro di ricerca sarà un lavoro collettivo, in cui ogni singola soggettività avrà il suo spazio per emergere. Questa collettività che si coagula temporaneamente si chiamerà La compagnie des étoiles, organismo di volta in volta mutevole e cangiante.
Il progetto intende offrire un altro sguardo sul repertorio e cercare insieme di produrre nuove narrazioni che possano mettere in relazione le opere classiche con la quotidianità. Usare il repertorio come strumento per riflettere sul contemporaneo.
Questo progetto nasce dal desiderio di restituire consapevolezza e potere ai corpi muovendosi lungo tre traiettorie: il corpo in relazione con se stesso, il corpo in relazione con altri corpi, il corpo in relazione allo spazio pubblico. Cosa può il nostro corpo? Che spazio occupa? Di quale materia è composto? In che modo le sue potenzialità si amplificano, si moltiplicano se messa in relazione con altri corpi? Quanto è importante agire lo spazio pubblico con questa consapevolezza?
Carmen è una figura complessa e articolata, che piuttosto che rinunciare alla sua idea di libertà, preferisce andare incontro alla morte. Nel suo corpo convergono diverse traiettorie lungo le quali si articola il privilegio: di classe, di razza, di genere, sociale. Carmen è una persona consapevole del suo potere erotico, relegato in questo caso ad una dimensione meramente sessualizzata, e lo usa come strumento per ottenere ciò che le serve o che desidera. La sua figura ci permette di aprire una riflessione sul potere erotico dei corpi.
L’erotico si colloca all’inizio del nostro senso di sé e il caos più profondo. È un senso di soddisfazione interiore al quale, una volta sperimentato, sappiamo di poter aspirare. Perché dopo aver sperimentato la pienezza di questo sentire profondo e averne riconosciuto il potere, noi non possiamo, in onore e rispetto di noi, pretendere di meno da noi stesse. [...] Ci hanno insegnato a sospettare di questa risorsa. Da un lato, l’erotico è stato incoraggiato a un livello superficiale, come segno dell'inferiorità femminile; dall'altro lato, si è fatto sì che le donne soffrissero e si ritenessero disprezzabili e sospette proprio a causa della sua esistenza.
Audre Lorde. Usi dell’erotico. L’erotico come potere
LE PIQUET
concept, coreografia, performance David Zagari
scultura Lucie Lanzini
musica Stéphane Vecchione
luci Louis Riondel
consulenza drammaturgica Clara Delorme
costumi Ana Carina Romero
produzione Hypercorps
coproduzione Théâtre Sévelin 36
con il supporto di Ville de Lausanne, Loterie Romande, Fondation Anne-Marie Schindler
SSA (Société Suisse des Auteurs), Pour-cent culturel Migros
Assenza di gravità è un’espressione usata per descrivere lo stato di un corpo che non è soggetto ad alcuna forza esterna a sé. In Le Piquet, David Zagari esplora questa relazione complessa, universale e al tempo stesso unica, tra la gravità e il peso di un corpo che tenta di sostenere se stesso.
Una figura con il casco si muove in questo ambiente intimo ma claustrofobico, forse un astronauta bloccato sulla superficie di un pianeta arido o un motociclista smarrito dopo un incidente nel deserto. Questi cliché di virilità eroica e di aggressiva conquista dello spazio si trasformano in simboli di introspezione e perdita di orientamento.
DAVID ZAGARI
Dopo essersi formato come ballerino contemporaneo al Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Lyon, ha collaborato con varie compagnie internazionali come Thierry Smits (BE), Ballet de St. Gallen (CH), Jorge Garcia (BR), DA MOTUS! (CH), Gisella Rocha (CH), Willy Dorner (AT), Jemima Hoadley (UK), Rahu LaMo / Géraldine Chollet (CH), Pierre Rigal (FR) e con Philippe Saire (CH).
Nel 2008 ha iniziato a collaborare nell’ambito dell’arte performativa, in particolare con Annie Vigier e Franck Apertet, con i quali si esibisce, tra altri, al Nam June Paik Art Center di Seul, al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, alla Collection Lambert di Avignone, al Kunsthal Charlottenborg di Copenaghen, al Museum of Modern Art di Varsavia…
È con la video artist e performer Alessandra Coppola che ha iniziato a creare diversi progetti nell’ambito di “Gender Matters & Physical Exhaustion”, presentati alla Galeria Vermelho a San Paolo, Nuit des Musées a Bruxelles, Contemporanea Festival a Firenze e a vari festival all’aperto nei Paesi Bassi.
Il suo interesse per la performance lo ha portato a completare un master in arti performative presso a.pass ad Anversa nel 2011 e successivamente una laurea magistrale in Urban Space, ottenuta a giugno 2014 presso ENSAV La Cambre a Bruxelles.
Durante questo periodo ha creato diverse performance e installazioni partecipative per il Trouble Festival e il Grand Banquet presso Les Halles de Schaerbeek, Signal Urban Interventions a Bruxelles, Crash Test presso Brass a Bruxelles, Lust For Life Festival a Forest.
Nel 2015 ha fondato la residenza artistica Hypercorps, che ha gestito fino al 2019.
Nella sua pratica curatoriale e nei progetti personali, la collaborazione è centrale.
Nell’autunno 2020, David Zagari ha scoperto la pole dance. Un anno dopo, ha vinto una medaglia di bronzo.
A marzo 2024 ha presentato il suo solo Le Piquet al Théâtre Sévelin 36 a Losanna.
Attualmente, David Zagari collabora con le coreografe Géraldine Chollet e Marie Caroline Hominal per le loro creazioni future. Dal 2024 al 2026 è artista associato al Théâtre Sévelin 36.
SHAKE THE CLOUD
CANTIERE APERTO SU
DIDO & AENEAS
di Dewey Dell
regia Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera
musiche originali Demetrio Castellucci
con Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Alberto Galluzzi, Francesca Siracusa
coreografia Agata Castellucci, Teodora Castellucci
drammaturgia, disegno di scene e luci Vito Matera
produzione Dewey Dell
in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza
per RAM - Residenze Artistiche Marchigiane progetto promosso da MiC e Regione Marche
Centrale Fies _ centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee
Dewey Dell interpreta l’opera barocca di Henry Purcell Dido and Aeneas attraverso una rielaborazione musicale elettroacustica che trasfigura la partitura originale pur mantenendone intatta la matrice ritmica e melodica. Quando il male inizia a deviare il destino dei personaggi e a demolire l’ordine degli eventi, la rovina di Didone incombe su Cartagine. Come in uno stormo le figure appaiono unite, si muovono in balia di una minaccia invisibile. Lo sgomento orienta i loro sguardi e il vuoto che osservano si trasforma nell’inganno del fato che confonde, sovrasta, annichilisce e sorprende sempre.
DEWEY DELL
Compagnia di danza e performing arts attiva dal 2006 e ora composta da Agata Castellucci, Teodora Castellucci, Vito Matera e dal musicista Demetrio Castellucci.
La ricerca coreografica, spesso ispirata dalle immagini della storia dell’arte e dai comportamenti del regno animale, ha intrapreso un percorso di confronto sfrontato con archetipi e telai narrativi tratti dall’antichità. La volontà è quella di trasformare il modello antico in un calco per il riversarsi di una sostanza attuale e nuova. Dewey Dell ha creato lavori di danza che intersecano forme d’arte diverse, portando avanti linee di sperimentazione nella performance musicale, nella video art e nell’arte visiva. Negli anni ha collaborato con numerosə artistə tra cui il fumettista Yuichi Yokoyama, il direttore teatrale Kuro Tanino, la graphic designer Clio Casadei, il musicista Massimo Pupillo (Zu), il vocalist Attila Chsihar (Mayhem), lo scultore Matteo Lucca, il collettivo di installazioni audiovisive Transforma. Dal 2006 Dewey Dell ha prodotto numerosi lavori: tra questi lo spettacolo Sleep Technique – A Response to the Chauvet Pont d’Arc Cave (2017) è stato nominato per la coreografia al prestigioso Der Faust Theaterpreis in Germania, Le Sacre du Printemps (2023) ha vinto il premio DANZA&DANZA come “produzione italiana” del 2023.
Gli spettacoli sono stati presentati in tutto il mondo e in contesti molto diversi tra loro: Arts House e Melbourne festival in Australia, Rencontres chorégraphiques internationales de Seine-Saint-Denis e Palais de Tokyo a Parigi, La Biennale Danza di Venezia, Wesleyan University e Macalester College negli USA, Mime Festival al Barbican di Londra, Cabaret Voltaire a Zurigo, A l’Arme Festival a Berlino, Steirischer Herbst a Graz, BIT Teatergarasjen a Bergen, SouthBank Centre a Londra, Malta Festival a Poznań e Performissima al Centre Wallonie-Bruxelles / Parigi per nominarne solo alcuni.
AD LIBITUM
coreografia Simon Le Borgne
composizione musicale Ulysse Zangs
interpreti Simon Le Borgne, Ulysse Zangs
luci Iannis Japiot
collaborazione artistica Philomène Jander
sguardo esterno Émilie Leriche, David Le Borgne
produzione Le Gymnase CDCN Roubaix – Hauts-de‐France
coproduzione Centre chorégraphique national de Rillieux-la-Pape –
direzione Yuval Pick / Accueil-Studio, La Briqueterie CDCN Val‐de‐Marne
Espace Pasolini - Valenciennes, Compagnie SLB
Danse Dense con una residenza presso
Théâtre de Vanves - scène conventionnée d’intérêt national azione finanziata da Ile-de-France Region
con il sostegno di Les Partageurs
con il contributo di DRAC Hauts-de-France – Ministère de la Culture, Festival De l’impertinence – Sète
spettacolo sostenuto da una rete di 10 festival italiani
attraverso PIDA (Programme International de Diffusion Artistique) - Institut Français
Espressione latina che significa “a volontà” o “fino alla sazietà”, Ad Libitum è un lavoro sul desiderio - rinnovato o in esaurimento - di creare, incarnare, interpretare, uscire da se stessi, espandersi.
L’idea della muta e il termine “décontenancement” sono i fili conduttori di questa creazione ed esprimono il bisogno di cambiare pelle e di svuotarsi di ogni sostanza, così come quello di incarnarsi in qualcosa.
Interrogando il rapporto che intratteniamo con le nostre pratiche e con le nostre influenze, costruiamo un dialogo coreografico e musicale, tra sincronia e contrappunto. Concentrando la nostra attenzione sull’energia che circola tra noi, su ciò che è proprio di ogni essere umano: il respiro, il ritmo dei battiti cardiaci; evochiamo l’empatia necessaria a incontrare l’altro in tutta la sua umanità.
Vogliamo renderci malleabili e vulnerabili a una varietà di forme e contenuti per creare una performance dal carattere ciclico: la decomposizione lascia spazio alla fioritura, la caduta di un corpo che permette un nuovo slancio vitale.
Simon Le Borgne & Ulysse Zangs
La ricerca corporea di Simon Le Borgne prende avvio da una serie di immagini che fanno riferimento alle sue esperienze personali, così come a un immaginario collettivo (proveniente dalla pittura, dal cinema e dalla cultura popolare). Dando forma a queste diverse pose, che esprimono un corpo costretto in strutture rigide che rimandano a nozioni di genere, classe sociale, potere, dominazione o sottomissione e che possono esprimere anche la vitalità o la perdita di vitalità, il sublime o il brutto; egli cerca poi di decostruirle e creare ponti tra di esse, lasciando spazio a un corpo ambiguo, libero di incarnare o meno tali rappresentazioni.
Con un movimento inverso rispetto a quello che cerca di far riaffiorare in superficie un’emozione, partendo da un’interiorità che si renderebbe visibile, immagino di partire dalla forma per osservare ciò che essa produce in me, intellettualmente ed emotivamente.
Inabissarmi al suo interno.
Lasciarla entrarmi dentro, trasformarmi.
Lasciare che queste rappresentazioni giochino con me, e a mia volta giocare con esse.
Immergermi nell’universo a cui si riferiscono, poi decontestualizzarlo, renderle ibride e distorcerle.
Assumendo queste posture divento veicolo di esse. A partire da questa constatazione, mi interrogo su quali siano le posture che desidero veicolare. Quali ho il diritto di adottare? Mantengono il loro potenziale narrativo, la loro forza
drammatica? Dove si situa il limite tra l’astratto e il figurativo?
Simon Le Borgne
Ulysse Zangs lavora a una partitura a metà tra coreografia e musica: per creare la sua musica dal vivo, si sposta da una postazione all’altra in stretta relazione con la partitura di Simon, per attivare diversi strumenti disposti nello spazio.
Batteria, voce, sintetizzatore, chitarra elettrica, Zangs utilizza tutta la sua palette di musicista autodidatta per evocare vari registri che entrano in risonanza oppure si pongono in contrappunto alla danza.
Il dialogo che si crea è quello di due amici di lunga data che utilizzano ciascuno il proprio medium: l’ascolto reciproco è il loro unico mezzo per uscire da questo labirinto di riferimenti e poter infine abbracciarsi in una trance comune.
SIMON LE BORGNE
Ballerino e coreografo, inizia la sua formazione alla scuola dell’Opéra di Parigi nel 2005 ed entra a far parte della compagnia nel 2014. Interpreta opere di Maguy Marin, Merce Cunningham, Jiří Kylián, Ohad Naharin e Hofesh Shechter e partecipa alle creazioni di Season’s Canon e Body and Soul di Crystal Pite, Play di Alexander Ekman, The Male Dancer di Ivan Pérez, Faunes di Sharon Eyal e Cri de Coeur di Alan Lucien Oyen.
Dal 2021 lavora con Yohana Benattar e Hanga Toth al progetto Nos Gestes, Nos Soins e all’elaborazione di una performance documentaria attorno ai gesti di cura di persone affette da malattie croniche o disabilità. Dal 2023 entra a far parte del Tanztheater Wuppertal, dove ha lavorato con Boris Charmatz alla sua creazione Liberté Cathédrale e interpretato diverse opere di Pina Bausch, tra cui Café Müller. Parallelamente diventa artista ospite del Gymnase CDCN Roubaix Hauts-de-France, che ha prodotto il suo spettacolo Ad Libitum.
ULYSSE ZANGS
Artista francese, sviluppa la propria pratica all’intersezione tra suono, movimento e natura. Come ballerino, si forma presso la scuola dell’Opéra di Parigi e successivamente alla Palucca Hochschule für Tanz, prima di entrare nella Dresden Frankfurt Dance Company, dove danza fino al 2019.
Oggi artista indipendente, collabora con coreografi e registi riconosciuti come Benjamin Millepied, Philippe Découflé, Dimitri Chamblas, Ersan Mondtag, Simon Le Borgne, Chris Fargeot.
In qualità di musicista, compone colonne sonore per la danza, performance, installazioni e film, mescolando improvvisazione dal vivo e produzioni registrate. Nel 2024 realizza le colonne sonore di Ad Libitum di Simon Le Borgne, 3:33 In my Room through the window di Chris Fargeot, Grace di Benjamin Millepied e Manhandle di Gustavo Gomes.
Parallelamente, Ulysse si dedica sempre di più alla propria musica, che ha portato alla pubblicazione del suo primo progetto solista Idle Hands Or.
GIOVEDÌ
16 LUGLIO
TEATRO ROSSINI
CHIARA AMEGLIO | BALLETTO DI ROMA
CARNAVAL VIVALDI
[anteprima nazionale]
coreografia e regia Chiara Ameglio
musiche Antonio Vivaldi
musiche originali Luca Salvadori
lighting design Emanuele De Maria
costumi Elena Rossi
assistente ai costumi Denise Pegoraro
maschere Alessandra Faienza
produzione Balletto di Roma direzione artistica Francesca Magnini, Luciano Carratoni
Carnaval Vivaldi è uno spettacolo che evoca uno sfarzoso carnevale settecentesco, in cui la follia carnevalesca si manifesta attraverso vitalità, gioia e trasformazione profonda, con costumi pieni di dettagli e maschere simboliche che trasformano i personaggi in figure archetipiche del rito. La musica barocca di Vivaldi accompagna ogni momento, alternando nuovi brani originali vivaci e ritmati a passaggi più nostalgici e meditativi, creando così un’atmosfera immersiva che guida il pubblico in un viaggio tra realtà e illusione. L’ambientazione scenica crea momenti di festa sfrenata, ma anche di introspezione, con giochi di luce e movimento che sottolineano la metamorfosi dei protagonisti, sospesi tra identità mutevoli e desideri nascosti. Il Carnevale diventa così uno spazio-tempo sospeso che unisce passato e presente, un rituale di libertà e rinascita che invita alla ricerca dell’identità personale e collettiva. Lo spettacolo riflette sulla condizione umana e sulla finitezza della vita in chiave tragicomica, alternando momenti di allegria a sprazzi di malinconia. Attraverso questa doppia narrazione, dentro e fuori la maschera, si propone una riflessione sul mondo contemporaneo, dominato da un’irrazionalità simile a un “carnevale infinito” ricco di maschere indefinite. La musica di Vivaldi, con i suoi contrasti dinamici, accentua questa tensione tra ordine e caos, realtà e sogno, tradizione e futuro.
Carnaval Vivaldi suggerisce la possibilità di una liberazione collettiva attraverso l’accettazione della transitorietà e l’utopia della follia condivisa, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente, capace di risvegliare emozioni profonde e stimolare ogni riflessione individuale su “l’essere o non essere", ma soprattutto su come apparire dentro la nuova "maschera contemporanea" che, proprio attraverso la massima esposizione personale, aumenta sempre più la possibilità di annullamento delle proprie individualità.
BALLETTO DI ROMA
Il Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della danza italiana, Franca Bartolomei e Walter Zappolini. La struttura promuove da sempre la produzione e la diffusione della danza d’autore italiana in Europa e nel mondo, con un repertorio attento oggi all’innovazione e alla ricerca, fondata sulla storia e la tradizione che l'hanno resa famosa.
Nel corso dei suoi 66 anni di vita, ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative, che hanno contribuito a far crescere l’attività produttiva sia in termini di quantità che di qualità delle opere allestite, con un crescente consenso di pubblico. Con il passare del tempo il Balletto di Roma ha costruito un modello produttivo unico e originale nel suo genere in Italia, volto alla preservazione del repertorio della Compagnia e al rinnovamento dello stesso, attraverso il sostegno della creatività coreografica e il mantenimento del livello tecnico e interpretativo dei danzatori. Oltre alla produzione di spettacoli, ramo caratterizzante dell’azienda, il Balletto di Roma promuove la formazione a 360 gradi con un impegno parallelo che converge in un unico brand di eccellenza nel panorama culturale italiano e che si pone come unico obiettivo, la crescita delle nuove generazioni di danzatori e il loro riconoscimento formativo e professionale a livello internazionale. Un progetto sostenibile grazie al contributo di Enti pubblici (Stato/MIC, Regione Lazio, Roma Capitale, Comunità Europea, Istituti Italiani di cultura) insieme al gradimento del numeroso pubblico al botteghino che accorre ogni anno ad applaudire i numerosi spettacoli programmati sia in Italia che all’estero.
L’attuale profilo della struttura è frutto della conduzione manageriale di Luciano Carratoni, che fin dai primi anni duemila ha indirizzato gli orizzonti verso una crescita artistica che ha portato nel 2018 ad un significativo cambio generazionale nominando alla direzione artistica Francesca Magnini, ampliandone così gli obiettivi generali coinvolgendo enti, istituzioni e prestigiose università italiane ed estere in un importante processo di dialogo e confronto per un costante e continuo rinnovamento. Oggi la struttura cura e sostiene le nuove generazioni con un brand di qualità riconoscibile nel panorama nazionale e internazionale, da sempre impegnato a promuovere l’immensa cultura italiana all’estero, come per il China Tour 2023, dove con lo spettacolo Giulietta e Romeo (coreografia di Fabrizio Monteverde) il Balletto di Roma ha ricevuto il Premio Eccellenza Italia nell'ambito dei China Awards 2023. Premio che ha dato slancio a sviluppare un secondo tour nel 2024 e un terzo nel 2025, anno in cui la struttura ha festeggiato anche i suoi 65 anni di attività.
Il Balletto di Roma è riconosciuto Marchio Storico d’Interesse Nazionale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal 2024 è membro dell’Associazione Marchi Storici d’Italia.
CHIARA AMEGLIO
Nota danzatrice e coreografa genovese, sviluppa la sua ricerca artistica caratterizzato da un forte interesse verso la contaminazione delle arti performative, partecipando a laboratori di scrittura drammaturgica e recitazione con: Tindaro Granata, Marcela Serli, Teatro Valdoca (C. Ronconi, M. Gualtieri) - Maurizio Schmidt - Luciano Mastellari - Ida Kuniaki. Tra i suoi progetti artistici, vi sono lavori presentati in stagioni e festival del territorio nazionale, e selezionati per progetti nazionali e internazionali, oltre alle residenze che diventano luoghi privilegiati di sperimentazione e dialogo creativo. Nel 2019 avvia il progetto “TRIEB_L’Indagine” prodotto dalla Fattoria Vittadini e Campsirago Residenza, un percorso sostenuto dal Bando NEXT della Regione Lombardia, (2019/2021/2023). Nel 2021 è selezionata per il Progetto Europeo di residenze “DanceMEUp”, che la porta a lavorare tra gli spazi di UferStudio a Berlino e ArtIceland Isafjordur – Iceland, dando vita alla creazione Ave Monstrum, dal Bando NEXT della Regione Lombardia (coproduzione e debutto nazionale Festival MilanOltre, Milano). Nel 2022 realizza il Progetto ARTs - Regione Marche (2022), Vetrina della giovane danza d’autore - Network Anticorpi XL (2023). Nel 2024 al Balletto di Roma con il progetto “Prove d’Autore”, realizza FOLIA_Studio insieme ai danzatori della Compagnia e nello stesso anno viene selezionata come tutor per il progetto “Absolute Beginners” del Festival MilanOltre.
LUCA SALVADORI
Compositore, organista e direttore d’orchestra. Ha composto lavori, teatrali, orchestrali e cameristici, eseguiti da interpreti di prestigio sia in Italia che all'estero. Ha pubblicato con Carrara, Edipan, Ricordi-Bmg, Armellin Musica, La Bottega Discantica, Ut Orpheus, Chantelup musique, Da Vinci. Ha composto musiche per la danza (Balletto di Roma, Spellbound Dance Company), per il cinema, per spettacoli teatrali e programmi radiofonici (RAI). Ha composto e realizzato, eseguendole in concerto, la colonna sonora di diversi film muti, in collaborazione con il Museo del Cinema di Torino, la Cineteca di Bologna e la Cineteca Lucana. Numerose sono le sue collaborazioni - al fianco di Andrea Guerra - in qualità di orchestratore e music supervisor alle colonne sonore di più di 70 film, tra cui: Pursuit of happyness (La ricerca della felicità), Playing the field, Extraordinary measures, Letters to Juliet, Nine, Le fate ignoranti, Prendimi l'anima, La finestra di fronte, Hotel Rwanda, Cuore Sacro, Donkey Xote, Accidental Husband, Parlami d'Amore, ecc.; nonché a numerose fiction televisive: Coco Chanel, Il caso Mattei, S. Agostino, Sotto il cielo di Roma, Violetta, Cenerentola ecc. Come organista ha registrato per la RAI e per Radio Vaticana e per varie etichette discografiche: Musikstrasse, Carrara Classic, Tactus, Finisterre. È docente di Composizione e Orchestrazione al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone e coordinatore del Dipartimento di Teoria, Analisi, Composizione e Direzione. Tra il 1996 e il 2006 ha curato, come direttore artistico, alcuni festival musicali e di danza di rilevanza nazionale.
GIOVEDÌ 23 & VENERDÌ 24
LUGLIO
TEATRO ROSSINI
MOMIX
BOTANICA
SEASON 2
direzione artistica, ideazione e regia Moses Pendleton
prima assistente e direttrice associata Cynthia Quinn
con la collaborazione di Tsarra Bequette, Eric Borne, Jennifer Chicheportiche
Cass Christopher, Josh Christopher, John Corsa, Simona Ditucci, Jonathan Eden
Michael Holdsworth, Donatello Iacobellis, Rob Laqui, Natalie Lamonte, Nicole Loizides
Heather Magee, Steven Marshall, Tim Melady, Sarah Nachbauer, Roberto Olvera
Rebecca Rasmussen, Brian Sanders, Pedro Silva, Jaime Verazin, Jared Wootan
cast (soggetto a variazioni) Lyvia Baldner, Blake Bellanger, Jared Bogart, Elias Brzezinski
Sierra-Loren Chapman, William Clayton, Heather Conn, Nathaniel Davis
Adrienne Elion, David Gouldin, Seah Hagan, Piper Jo Whitt
disegno luci originale Joshua Starbuck e Moses Pendleton
disegno luci aggiuntivo e adattamento Colin Montgomery Neukirch
costumi Phoebe Katzin, Moses Pendleton, Cynthia Quinn
puppets / figure sceniche Michael Curry
costruzione oggetti di scena e art work Pedro Silva
videoproiezioni e fotografia Moses Pendleton
montaggio video e supervision luci Woodrow F. Dick III
collage musicale Moses Pendleton
editing musicale Joshua Christopher, Andrew Hansen
produzione Momix
Con Botanica - Season 2 siamo tornati al nostro giardino originario e abbiamo lasciato che nuove idee mettessero radici. Ci piace lavorare con l'alchimia della percezione: un modo di vedere che trasforma il quotidiano in qualcosa di elementare. Sono costantemente ispirato dall'energia del sole, da come scolpisce un paesaggio, nutre un fiore, proietta un'ombra che diventa parte della danza. Botanica non significa soltanto creare qualcosa di bello, ma risvegliare i sensi, riconnettersi con le materie prime della vita e ricordarci che non siamo separati dalla natura: ne siamo parte, e da essa siamo plasmati.
Moses Pendleton
Più che una ripresa, questo secondo capitolo fa rifiorire Botanica, il grande successo Momix del 2008, arricchendolo di nuove sorprese e di proiezioni visive aggiornate che trasformano il palcoscenico in un terrario vivente. I danzatori diventano vespe leggere come colibrì, calendule luminose, tronchi e architetture arboree, rendendo visibile la stessa energia che attraversa il mondo naturale.
Botanica Season 2 fonde danza atletica, illusione visiva e immaginario naturale in un viaggio scenico di straordinaria forza poetica. Il risultato è uno spettacolo capace di lasciare gli spettatori, come dice Pendleton, "con un po' meno gravità nel passo": la prova che la fotosintesi può avvenire anche nell'oscurità di un teatro.
MOMIX
Compagnia di danzatori illusionisti diretta da Moses Pendleton, presenta da oltre quarant'anni spettacoli di straordinaria inventiva e bellezza fisica. Dalla sua sede di Washington, nel Connecticut, la compagnia ha costruito negli anni un pubblico affezionato in tutto il mondo.
Accanto all'attività teatrale, Momix ha lavorato anche per il cinema, la televisione e la comunicazione aziendale, realizzando campagne nazionali per Hanes e Target, presentazioni per Mercedes-Benz, Fiat e Pirelli, e partecipando a grandi eventi internazionali come la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014 e la Giornata Nazionale di Dubai nel 2017. Con apparizioni nella serie PBS Dance in America, sull'emittente francese Antenne II e sulla RAI in Italia, il repertorio della compagnia è stato trasmesso in 55 paesi. Il film prodotto da Rhombus Media dedicato a Pictures at an Exhibition di Musorgskij, con MOMIX e la Montreal Symphony, ha vinto un International Emmy come Best Performing Arts Special. Con nient'altro che luce, ombra, tessuti, oggetti di scena e corpo umano, MOMIX continua ancora oggi a stupire e incantare il pubblico nei cinque continenti.
MOSES PENDLETON [direttore artistico]
Da quasi cinquant'anni uno dei coreografi e registi americani più innovativi e rappresentati al mondo. Cofondatore nel 1971 della rivoluzionaria Pilobolus Dance Theater, nel 1980 ha fondato con Alison Chase la propria compagnia, Momix, che ha rapidamente conquistato una reputazione internazionale grazie a una scrittura coreografica inventiva, visionaria e spesso fortemente illusionistica. Da quattro decenni la compagnia crea nuove opere sotto la sua direzione e continua a essere in tournée in tutto il mondo.
Pendleton ha lavorato intensamente anche per il cinema, la televisione e l'opera, oltre che come coreografo per compagnie di balletto ed eventi speciali, tra cui la Cerimonia di Chiusura delle Olimpiadi Invernali di Lake Placid nel 1980 e The Doves of Peace, con Diana Vishneva e cinquanta ballerine russe, per la Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi Invernali di Sochi 2014. Ha inoltre realizzato videoclip musicali con Prince, Julian Lennon e Cathy Dennis, tra gli altri.
Nato e cresciuto in una fattoria nel nord del Vermont, Moses Pendleton si è laureato in Letteratura Inglese al Dartmouth College nel 1971. È anche un appassionato fotografo e il suo lavoro è stato presentato a Roma, Milano, Firenze e Aspen. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la Guggenheim Fellowship nel 1977, il Governor's Award della Connecticut Commission on the Arts nel 1998, il Positano Choreographic Award nel 1999 e l'American Choreography Award nel 2002 per il contributo dato alla coreografia per il cinema e la televisione. Nel 2010 ha ricevuto un dottorato honoris causa in Belle Arti dalla University of the Arts di Philadelphia, dove ha tenuto anche il discorso di fine anno accademico. Nel 2021 Dartmouth College gli ha conferito il titolo di Doctor of Arts, honoris causa, per il contributo di una vita alle arti.
Più recentemente, nel giugno 2024, ha ricevuto il prestigioso Taobuk Award, assegnato ogni anno a intellettuali e artisti che hanno lasciato un segno culturale rilevante sulla scena internazionale. Nel 2025 gli è stato inoltre conferito il Richard Brettell Award in the Arts dalla University of Texas at Dallas.
DOMENICA 2
AGOSTO
FERMO _ ARENA DI VILLA VITALI
CIVITANOVA DANZA IN TRASFERTA
RAMIN BAHRAMI & ROBERTO ZAPPALÀ
SCENARIO PUBBLICO / COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA
BACH DANCE CONCERT
in collaborazione con Comune di Fermo
[anteprima nazionale]
coreografia Roberto Zappalà
al pianoforte Ramin Bahrami
musica Johann Sebastian Bach
danzatori e collaborazione Samuele Arisci, Loïc Ayme, Faile Sol Bakker
Anna Forzutti, Silvia Rossi, Alessandra Verona
luci e costumi Roberto Zappalà
assistente alle coreografie Fernando Roldan Ferrer
produzione Scenario Pubblico | Compagnia Zappalà Danza - Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza
in collaborazione con Calma Management
Due artisti uniti da un amore profondo per Bach. Due percorsi che, pur nascendo da linguaggi diversi, trovano nella sua musica una comune dimora dell’anima.
Per Roberto Zappalà, Bach è da sempre una fonte inesauribile di ispirazione: nelle sue opere, la musica del compositore tedesco diventa materia viva, respiro che attraversa il corpo e lo trasforma in gesto poetico.
Per Ramin Bahrami, tra i più apprezzati interpreti bachiani del nostro tempo e definito dalla critica tedesca “un mago del suono”, Bach rappresenta una scelta di devozione e libertà. Le sue interpretazioni ne svelano la potenza umana e spirituale, con un tocco che unisce rigore ed emozione.
Bach amava ricordare che cantando e danzando si prega meglio. Non possiamo dunque che salutare con entusiasmo questo felice connubio tra musica e danza, in cui i contrappunti del sommo Bach si umanizzano ancor di più attraverso i movimenti plastici di straordinari danzatori. Con le loro linee sinuose e sensuali, essi disegnano nello spazio l’armonia bachiana, che è al tempo stesso armonia del cosmo e del microcosmo, proiettando verso le generazioni future un messaggio musicale e artistico sempre vivo, attuale e luminoso.
Ramin Bahrami
In Bach Dance Concert, mi incontro con Ramin per dare vita a un dialogo senza parole: non un concerto, non una coreografia, ma un atto d’amore condiviso verso la musica e la danza, verso quell’armonia universale che Bach continua a evocare.
Suono e movimento si fondono in un unico corpo, in una sola voce: un concerto danzato dove il tempo si sospende e tutto ritorna alla sua essenza più pura.
Roberto Zappalà
RAMIN BAHRAMI
Ramin Bahrami è un pianista iraniano, rinomato per la sua profonda ricerca interpretativa sull’opera tastieristica di Johann Sebastian Bach. La sua formazione cosmopolita (con influenze tedesche, russe, turche e persiane) gli permette un approccio unico che ne esalta l’universalità. Nato a Teheran, si è diplomato al Conservatorio “G. Verdi” di Milano con Piero Rattalino e ha perfezionato gli studi all’Accademia Pianistica di Imola e alla Hochschule für Musik di Stoccarda, seguendo anche masterclass con maestri come Alexis Weissenberg e András Schiff. Si è esibito nei più importanti festival (come La Roque d’Anthéron e Festival di Brescia e Bergamo) e in prestigiose sedi internazionali e italiane, tra cui il Teatro alla Scala di Milano e l’Accademia di Santa Cecilia a Roma. Bahrami è artista esclusivo Decca-Universal; i suoi CD, best seller di successo di pubblico e critica, hanno indotto il Corriere della Sera a dedicargli una collana. Le sue registrazioni sono regolarmente trasmesse a livello internazionale e sono entrate per cinque volte nella top 100 dei dischi pop più venduti. Gli sono stati conferiti il Premio Città di Piacenza–Giuseppe Verdi (assegnato precedentemente a Riccardo Muti) e il Mozart Box per la sua opera di divulgazione. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Catania e Palermo. Ha pubblicato diversi libri di successo con Mondadori, Bompiani e La Nave di Teseo. Tra i prossimi impegni, una tournée in Estremo Oriente in duo con Danilo Rea.
ROBERTO ZAPPALÀ
Coreografo e direttore artistico della Compagnia Zappalà Danza fondata nel 1990 a Catania, è da 35 anni una voce originale della danza italiana, con una poetica umanista e filosofica profondamente legata al Sud. Autore di oltre 85 creazioni, ha ideato lunghi percorsi progettuali con le sue creazioni, come re-mapping sicily e Transiti Humanitatis. Ha collaborato con istituzioni internazionali e artisti di rilievo. Nel 2002 è ideatore e fondatore di Scenario Pubblico, primo esempio in Italia di Centro coreografico internazionale. Il suo linguaggio, MoDem – Movimento Democratico – ha dato vita a CZD2, vivaio della compagnia ufficiale. Tra i premi ricevuti: al Guthman Musical Instrument Competition (Atlanta/USA 2011) per l’installazione interattiva MindBox, il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro (2013), il Premiò Hystrio Corpo a Corpo (2022) e il Premio Internazionale alla Carriera Città di Foligno (2024).
COMPAGNIA ZAPPALÀ DANZA
Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza è Centro di Rilevante Interesse Nazionale per la Danza. Il riconoscimento a CRID arriva nel 2022 a coronamento della lunga storia della Compagnia Zappalà Danza e del suo fondatore Roberto Zappalà; 35 anni di attività ricca di successi internazionali e non ultimo la realizzazione 23 anni fa di uno spazio all’avanguardia, Scenario Pubblico, primo esempio in Italia di centro coreografico europeo, che insieme a MoDem, il linguaggio della Compagnia Zappalà Danza, ha veloce- mente cambiato la percezione della danza nella città di Catania e si è imposto in ambito nazionale. Produzione, ospitalità, residenze, workshop, incontri, videomaking della danza, pubblicazioni e molto altro, rendono Scenario Pubblico/CZD un luogo dove la danza può esprimere tutto il suo potenziale. Numerosi i partner nazionali e internazionali e la rete di collaborazioni sul territorio che hanno permesso di attivare diverse progettualità articolate e multidisciplinari, pensate anche per le fasce di pubblico più svantaggiate.
La Compagnia Zappalà Danza si distingue per la disponibilità di un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro sinergico del coreografo, del suo drammaturgo di riferimento Nello Calabrò e dei danzatori che negli anni hanno permesso la realizzazione di oltre 85 produzioni prevalentemente a serata intera, ospitate in tutto il mondo da teatri e festival di rilievo internazionale. Caratteristica delle creazioni è anche il rigoroso lavoro sul linguaggio MoDem che nel tempo è stato costruito. Tra i premi ricevuti, il Premio Danza&Danza per A. semu tutti devoti tutti? e La Nona - dal caos, il corpo.
VENDITA CARNET & BIGLIETTI
DAL 23 APRILE AL 25 APRILE
PRELAZIONE RISERVATA AGLI ABBONATI STAGIONE TDIC 25/26 PER L’ACQUISTO DI CARNET
DA GIOVEDÌ 30 APRILE
VENDITA CARNET & BIGLIETTI
presso la Biglietteria del Teatro Rossini negli orari di apertura; in tutte le biglietterie del circuito AMAT
ONLINE su vivaticket dalle ore 9 del 1 maggio
CARNET ROSSINI > 25% sconto
3 SPETTACOLI
[Näss 3 luglio / Carnaval Vivaldi 16 luglio / Momix 23 e 24 luglio]
I settore 75 euro ridotto* 65 euro
II settore 60 euro ridotto* 50 euro
III settore 45 euro ridotto* 40 euro
CARNET FESTIVAL NEL FESTIVAL > 30% sconto
3 SPETTACOLI [esclusa Carmen che è a ingresso gratuito]
[previsto BUS NAVETTA]
18 euro ridotto* 15 euro
BIGLIETTI
TEATRO ROSSINI
I settore 20 euro ridotto* 15 euro
II settore 15 euro ridotto* 10 euro
III settore 10 euro ridotto* 8 euro
Momix
I settore 60 euro ridotto* 55 euro
II settore 50 euro ridotto* 45 euro
III settore 40 euro ridotto* 35 euro
TEATRO CECCHETTI
11 luglio Le piquet
posto unico numerato 8 euro ridotto* 6 euro
TEATRO ANNIBAL CARO
11 luglio Cantiere aperto su Dido & Aeneas
posto unico numerato 8 euro ridotto* 6 euro
CHIESA DI SAN FRANCESCO
11 luglio Ad libitum
posto unico numerato 10 euro ridotto* 8 euro
PIAZZA XX SETTEMBRE
11 luglio Carmen ingresso gratuito
VILLA VITALI, FERMO
2 agosto Bach Dance Concert 25 euro ridotto* 20 euro
*RIDUZIONI per under 24, over 65, abbonati stagione 25/26 Teatro Rossini di Civitanova Marche, iscritti scuole danza e recitazione e convenzionati vari. Per Bach Dance Concert anche per abbonati stagione 25/26 Teatro dell’Aquila di Fermo.
DIVISIONE SETTORI TEATRO ROSSINI
I settore Platea A
II settore Platea B
III settore Platea C, Palchi e Galleria
BIGLIETTERIE & INFORMAZIONI
CIVITANOVA MARCHE
BIGLIETTERIA TEATRO ROSSINI 0733 812936
giovedì ore 17.30 – 19.30
venerdì ore 17.30 – 19.30
sabato ore 10 – 12
il giorno precedente lo spettacolo ore 17.30 – 19.30
il giorno di spettacolo dalle ore 18.30
BIGLIETTERIA TEATRO ANNIBAL CARO 0733 892101
venerdì ore 10 – 12
sabato 11 luglio dalle ore 20.45
BIGLIETTERIA TEATRO CECCHETTI 0733 817550
sabato 11 luglio dalle ore 19.30
BIGLIETTERIA CHIESA DI SAN FRANCESCO
sabato 11 luglio presso Biglietteria Teatro Annibal Caro
UFFICI TDIC 0733 812936 biglietteria@teatridicivitanova.com
lunedì – venerdì ore 9.30 – 13.30; martedì e giovedì anche ore 15 – 18
FERMO
BIGLIETTERIA TEATRO DELL’AQUILA 0734 284295
BIGLIETTERIA VILLA VITALI 331 2767671
AMAT & BIGLIETTERIA DEL CIRCUITO 071 2072439
lunedì – venerdì orario 10 – 16
VENDITA CIRCUITO VIVATICKET - ONLINE E PUNTI VENDITA
www.vivaticket.com
L’acquisto online e nei punti vendita del circuito comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie ridotte.
www.tdic.it
www.civitanovadanza.com
www.amatmarche.net
INIZIO SPETTACOLI
21.30
Festival nel festival 11 luglio
Piazza XX settembre ore 19; Teatro Cecchetti ore 20.30;
Teatro Annibal Caro ore 21.45; Chiesa di San Francesco ore 22.30
Fermo, Bach Dance Concert 2 agosto ore 21.15