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ANGELICA




 

A n g e l i c A 3 6

Festival Internazionale di Musica

trentaseiesimo anno - A c q u a f o r t e

Bologna – 5 > 30 maggio 2026


 

AngelicA > – – – > la musica risponde

> – – – > cerchiamo l’oltre: i contrasti (e le diversità) tra i singoli percorsi sono un motivo musicale costante > – – – > come è tradizione AngelicA

i contesti (musicali e geografici) si succedono, il senso, i sensi (i significati) si ri-orientano, si scambiano, si parlano a vicenda > - - - >

cerchiamo qualcosa che ci sorprenda proprio perchè più distante da noi, che ci ri-chiami a riconoscere l’altro, la sua missione, nella fragilità (e forza) di una nascita > - - - > partendo da punti di vista (e d’ascolto) anche molto distanti e che proprio per questo ci appaiono più vicini > - - - > proprio perchè lontani ci riguardano > - - - > 

ci ricordano che in fondo queste distanze sono illusorie, sono confini da sciogliere > - - - > attraverso quello che siamo riusciti a cambiare camminando la vita > - - - > 

(Massimo Simonini - presidente e direttore di AngelicA/Pierrot Lunaire)

 

E’ ancora possibile in Italia dare vita ad un Festival di musica contemporanea, di ricerca, di musica “altra” che sia punto di riferimento e di rilevanza internazionale, libero da preconcetti, fuori dalla rigidità di schemi e generi e aperto alle diversità multisoniche? SÌ. E’ quello che dal 1991 dimostra AngelicA | Festival Internazionale di Musica, che, arrivato alla sua trentaseiesima edizione, col suo programma unico e multiforme porterà Bologna al centro della scena musicale internazionale dal 5 al 30 Maggio.

 

A n g e l i c A 3 6

Bologna - 5>8 + 13 + 15>16 + 18 + 20 + 26 + 29>30 maggio 2026

l a m u s i c a r i s p o n d e

5 maggio  Brìghde Chaimbeul
6  Howard Skempton & William Howard prima apparizione italiana - prima assoluta

7  Ekhos Trio + Claudio F. Baroni + Yannis Kyriakides prima assoluta
  The Titillators prima europea

8  Kristia Michael Plays Morton Feldman Three Voices 
  Everloving Play Henry Flynt prima apparizione italiana - prima europea

13  Angharad Davies & Werner Dafeldecker prima italiana
  Franz Hautzinger & Burkhard Stangl prima italiana

15  Tristan Perich & Ensemble 0 prima assoluta
16  Tristan Perich & James Mcvinnie prima italiana
18  Apartment House Play Jürg Frey prima assoluta
20  Blutwurst Play Marja Ahti & Marco Baldini prima assoluta

26  Piccolo Coro Angelico prima assoluta
29  Ensemble Nist-Nah
30  Horse Lords prima italiana

 

15 concerti in 12 giorni, 2 prime apparizioni italiane, 8 prime assolute, 2 prime europee, 8 prime italiane, con artisti provenienti da ben 16 paesi (Argentina, Australia, Austria, Canada, Cipro, Colombia, Finlandia, Francia, Galles, Inghilterra, Italia, Olanda, Scozia, Stati Uniti, Svezia e Svizzera).

AngelicA | Festival Internazionale di Musica prosegue il suo viaggio tra visione e futuro in territori sonori inediti, trasformando la musica in un’esperienza che abita e risignifica lo spazio. Un festival onnivoro e aperto, che considera la diversità una necessità e la tradizione una materia fluida, costantemente proiettata verso il futuro.

Il cuore del progetto resta la ricerca instancabile di Massimo Simonini che insieme a Mario Zanzani ha dato vita a questa creatura inafferrabile. Un'identità che si è consolidata nel 2011 con la nascita del Centro di Ricerca Musicale — che quest'anno compie 16 anni — e che continua a rigenerarsi grazie a una rete di curatori di respiro internazionale capaci di costruire, anno dopo anno, programmi eterogenei e impossibili da etichettare. Questi gli 11 curatori che interagendo col direttore artistico Simonini hanno dato vita al programma di AngelicA 36: Ryan Driver, Werner Dafeldecker, Franz Hautzinger, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Tanos Papanikolaou, Massimo Pupillo, Walter Rovere, Howard Skempton, Marco Stangherlin e Gianluca Turrini.

Così Massimo Simonini: “Attraverso il dialogo con le istituzioni siamo riusciti a costruire un percorso che non ha eguali in Italia e che è riconosciuto dal resto del mondo come qualcosa di speciale e originale. Nel 2011 abbiamo fondato un Centro di Ricerca Musicale presso il complesso Teatro San Leonardo, che è la sede di AngelicA, giunto al suo 16esimo anno di attività. Spazio che abbiamo arredato e attrezzato ed equipaggiato con le migliori tecnologie audio/luci/video e con strumenti musicali e backline (ecc), dapprima con le nostre forze e successivamente grazie ai bandi delle istituzioni. Vogliamo continuare a osservare il mondo e la vita con uno sguardo creativo, costruttivo e lungimirante e come sempre il dialogo con le istituzioni è vitale per raggiungere certi obiettivi: sostenere le espressioni più creative della musica è il compito di AngelicA dal 1991”. 

Quello di AngelicA | Centro di Ricerca Musicale è un team di lavoro che, grazie al sostegno delle Istituzioni – tra cui Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Fondazione del Monte e Fondazione Carisbo e ai bandi regionali e nazionali –, ha saputo rendere il Centro di Ricerca Musicale un cuore pulsante di creatività: uno dei luoghi più versatili in Italia per la creazione e l’esecuzione della musica di ricerca. A fine 2025/inizio 2026 sono stati completati i lavori di miglioramento energetico, tecnico, strutturale e funzionale del Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo realizzati grazie ai bandi PNRR (Ministero della Cultura), ICC (Regione Emilia-Romagna), TOCC-Transizione Digitale (Ministero della Cultura / Invitalia) per un investimento totale pari a circa 524.000 €. Attualmente è in corso il progetto di digitalizzazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale di AngelicA, realizzato grazie al finanziamento ottenuto nell’ambito del bando Digitalizzazione del patrimonio culturale (Digital humanities) della Regione Emilia-Romagna e la cui conclusione è prevista per la fine del 2026.

AngelicA | Centro di Ricerca Musicale non è solo AngelicA | Festival Internazionale di Musica, è una stagione concertistica e di residenze, da settembre ad aprile, che offre un programma variegato e di un certo livello artistico; AngelicA è una casa discografica, i dischi di angelica; AngelicA è il Piccolo Coro Angelico; AngelicA è un manifesto vivo della musica di oggi e del futuro.

 

AngelicA 36, il programma

AngelicA | Festival Internazionale di Musica si terrà a Bologna tra il 5 Maggio e il 30 Maggio, un mese di concerti che si svolgeranno presso il Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo, lo spazio in via San Vitale gestito da AngelicA in convenzione con il Comune di Bologna, ad eccezione del concerto di Perich & McVinnie di sabato 16 maggio che sarà presso la Basilica di Santa Maria dei Servi che anche in questa edizione ospiterà un evento del Festival.

A Brìghde Chaimbeul il compito, il 5 Maggio, di inaugurare il Festival. La giovanissima virtuosa scozzese delle smallpipes, piccole cornamuse, presenterà il suo sound ancestrale ed ipnotico frutto della sua personale fusione tra il folk scozzese, l’ambient, l’avanguardia e l’elettronica. 

Il giorno successivo, il 6 Maggio, Howard Skempton (nella veste straordinaria di interprete e curatore, oltre che di compositore) terrà il suo primo concerto italiano, accompagnato dal pianista William Howard. Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra, dove ha mosso i suoi primi passi anche il giovane Brian Eno. Il suo stile mai convenzionale, caratterizzato da melodia e semplicità radicale, sarà mostrato dalla antologia di brani che verrà eseguita per piano e fisarmonica, insieme a una prima assoluta scritta in omaggio a Giorgio Morandi.

I primi artisti del doppio concerto di giovedì 7 Maggio inaugurano una due giorni in collaborazione con il festival ECHONANCE di Amsterdam, con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi. Si tratta del Ekhos Trio insieme a Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, formazione che spazia tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, con una strumentazione non convenzionale. Il secondo set vedrà sul palco di AngelicA 36 The Titillators la formazione canadese guidata da Ryan Driver autore di una musica strana, unica e divertente che sovverte con la sua creatività ed improvvisazione il jazz e altre musiche popolari.

Il giorno seguente, 8 Maggio, sarà la volta di un altro doppio evento sul palco del Teatro San Leonardo di Bologna. La cantante e sound artist Kristia Michael presenterà Three Voices, for Joan La Barbara il brano che Morton Feldman, di cui quest'anno si celebra il centenario, dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001). Un brano che è stato descritto come “sublime, che affascina e stupisce allo stesso tempo” e che la Michael incentra sull'intimità della voce e sull'esperienza di ascolto. A completare il programma dell’evento sarà il primo concerto italiano della formazione americana Everloving di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) che per l’occasione presenterà in prima europea il suo omaggio alla musica di Henry Flynt, l’attivista/filosofo anti-arte e musicista, che nel 1961 ha coniato il termine "concept art". 

Dopo quattro giorni consecutivi di musica AngelicA 36 torna mercoledì 13 Maggio con un altro doppio appuntamento. La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker, rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Nei loro concerti la loro esplorazione acustica supera le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione. Il secondo duo in scena è formato da Franz Hautzinger (tromba a quarti di tono, elettronica) e Burkhard Stangl (chitarra elettrica, elettronica). Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il duo ha scelto l'apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti. Entrambi i concerti hanno il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano.

Con il concerto di venerdì 15 Maggio, si inaugura una due giorni dedicata al compositore contemporaneo americano Tristan Perich che da metà degli anni 2000, utilizza le forme più primitive di informatica per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari. Il programma della prima serata vedrà l’Ensemble 0 eseguire Open Symmetry, un lavoro che accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente e dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora. In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali. Il giorno seguente, 16 maggio, presso la suggestiva Basilica di Santa Maria dei Servi di Bologna, si terrà la prima italiana di Infinity Gradient, l'opera più ambiziosa di Tristan Perich, nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher: una sinfonia di un'ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.

Arriviamo quindi a lunedì 18 Maggio quando lo svizzero Jürg Frey, considerato uno dei maggiori compositori europei, salirà sul palco del Teatro San Leonardo per presentare in prima assoluta Clarinet Quintet, un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90. Due giorni dopo, il 20 Maggio, sarà la volta dell’incontro tra il Blutwurst Ensemble e la compositrice finlandese Marja Ahti, quando la formazione fiorentina dedita all'improvvisazione radicale fondata nel 2011 da Marco Baldini rileggerà Fluctuating Streams, “traduzione-trascrizione” dell’opera elettroacustica di Marja Ahti per strumenti acustici e presenterà in anteprima l’opera Pir di Marco Baldini liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana. 

Il 26 Maggio si terrà il consueto saggio-concerto del Piccolo Coro Angelico, il laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni che è arrivato al suo quindicesimo anno di attività, promosso da AngelicA dal 2011. Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri i bambini, esploratori del tempo, creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA cimentandosi coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni, ritrovando canzoni per rinnovare il piacere di cantarle insieme.

Sarà l’Ensemble Nist-Nah fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie protagonista del concerto di venerdì 29 Maggio. La musica dell'Ensemble, nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia, arricchisce oggi il suo spettro sonoro dal Gamelan e spazia tra free jazz, musica elettroacustica e sperimentazione. Arriviamo quindi al concerto di sabato 30 Maggio quando gli Horse Lords chiuderanno la trentaseiesima edizione di AngelicA | Festival Internazionale di Musica. La formazione di Baltimora rappresenta una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.

Presentato dall’Associazione Pierrot Lunaire APS, AngELICA è parte di EUROPE FOR FESTIVALS – FESTIVALS FOR EUROPE, EFFE LABEL 2026-2027, di Clust-ER Create, di I-Jazz; AngelicA 2026 è realizzato con il sostegno di MINISTERO DELLA CULTURA, Regione Emilia-Romagna – Assessorato alla Cultura; con il sostegno del Comune di Bologna – in collaborazione con Bologna Città della Musica Unesco; con il contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Carisbo; con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, Pro Helvetia - Fondazione svizzera per la cultura, forum austriaco di cultura di Milano; con la partecipazione di

Echonance Festival di Amsterdam, Another Timbre di Londra; Media Partner - Rai Radio 3, ilmanifesto, G - gagarin orbite culturali, Edizioni Zero, Bologna Welcome, ER-Cultura.

 

AngelicA | Festival Internazionale di Musica
36° anno
Bologna
5 > 30 maggio 2026

Luoghi
Bologna
Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo (Via San Vitale, 63)
Basilica di Santa Maria dei Servi (Strada Maggiore 43)

Biglietti Bologna
Concerti – 5, 6, 7, 13, 15, 16, 20, 29 maggio – 10€ | ridotto 5€
Concerti – 8, 30 maggio – 15€ | ridotto 10€
Concerto – 26 maggio – 2€
Ridotto:
– per studenti dell’Università di Bologna, del Conservatorio di Musica “G. B. Martini” di Bologna e del Liceo Musicale Lucio Dalla
– ai possessori della Card Cultura e Carta Giovani Nazionale verrà applicato uno sconto di 2 € sul biglietto intero
la Biglietteria apre 30 minuti prima dell’orario del concerto

Prevendite: Boxerticket
https://www.boxerticket.it/eventi/angelica-36/

si raccomanda l’acquisto dei biglietti in prevendita

 

AngelicA 
Centro di Ricerca Musicale/Teatro San Leonardo
Associazione Pierrot Lunaire APS
Via San Vitale, 63-67 
40125 Bologna
Tel. 051.240310
info@aaa-angelica.com
dischi@aaa-angelica.com
www.aaa-angelica.com

Ufficio stampa
A Buzz Supreme Srl.
Leonardo Cianfanelli – leonardo@abuzzsupreme.it - (+39) 340.2852812
Andrea Sbaragli – andrea@abuzzsupreme.it - (+39) 346.9695929
press@aaa-angelica.com

 

AngelicA

Festival Internazionale di Musica

36° anno – A c q u a f o r t e

Bologna - 5>8 + 13 + 15>16 + 18 + 20 + 26 + 29>30 maggio 2026

l a m u s i c a r i s p o n d e 

 

 

martedì 5 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Brìghde Chaimbeul (Scozia) 
– – > SUNWISE

Brìghde Chaimbeul piccola cornamusa scozzese, voce
musiche di Brìghde Chaimbeul
a cura di Massimo Pupillo
Dopo anni di derive postmoderniste, la musica contemporanea sembra riscoprire le radici della tradizione.
Brìghde Chaimbeul è una delle principali esponenti della musica celtica sperimentale e una maestra delle smallpipes scozzesi – le cugine a mantice, più morbide ed emozionanti, delle famose cornamuse delle Highlands. Di madrelingua gaelica, nata nell'Isola di Skye, Brìghde è salita alla ribalta come prodigio della musica folk tradizionale, ma da allora si è misurata con collaboratori dalle estrazioni più diverse (Rona Lightfoot, Caroline Polachek, Colin Stetson) e il suo album più recente Sunwise (Tak:til) combina influenze di musica ambient, avanguardia ed elettronica.
Inquietante, ammaliante, mozzafiato: enfatizzando i ricchi drone materici dello strumento in un suono ancestrale e ipnotico, questa interprete dal virtuosismo discreto e dall'orecchio attento sta trasformando e creando nuove definizioni per il folk scozzese nel XXI secolo. Un ritorno alle origini che incanta e rigenera.

mercoledì 6 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > William Howard & Howard Skempton (Inghilterra) - prima apparizione italiana
– – > Chorales and Reflections - prima assoluta

Howard Skempton (Inghilterra, 1947)
Reflections (1999/2002) per pianoforte; - prima italiana
Ada’s Dance (1975); Twin Set (1984); Deeply shaded (1975); Summer Waltz (1975);
Wedding Tune (1983); Hornpipe (1982); Home and Abroad (1985); Recessional(1983);
per fisarmonica - prima italiana

24 Preludes and Fugues (2019); per pianoforte - prima italiana 
Morandi (2026); - prima assoluta
Under the Elder (1982); Gentle Melody (1974); Pendulum (1978);

Cakes and Ale (1984); Small Change (1985); One for the Road (1976);
per fisarmonica - prima italiana

Chorales and Inventions (2025); per pianoforte - prima italiana
William Howard pianoforte
Howard Skempton fisarmonica

musiche di Howard Skempton
a cura di Howard Skempton
Nato nel 1947, Howard Skempton è stato, nel 1969, uno dei co-fondatori, assieme a Cornelius Cardew e Michael Parsons, del leggendario collettivo sperimentale Scratch Orchestra.
Sebbene gli esempi di Cage, Cardew, Feldman e La Monte Young siano stati importanti per lui in fasi diverse, Skempton è rimasto indipendente da tutte le correnti principali della nuova musica.
Il suo stile è caratterizzato da un'estrema economia di mezzi, da un'assenza di drammaticità e di sviluppo in senso convenzionale, e da una forte enfasi sulla melodia, e la semplicità radicale e la chiarezza distintiva del suo linguaggio sono diventate un punto di riferimento per numerosi compositori più giovani.
La maggioranza degli oltre 300 brani da lui composti sono miniature di uno-due minuti per pianoforte solo o per fisarmonica.
Assistito dal pianista William Howard, Skempton suonerà per la prima volta in Italia, presentando un’antologia di brani che vanno dal 1975 a una prima assoluta scritta in omaggio di Giorgio Morandi.

giovedì 7 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA 
– – > Ekhos Trio + Claudio F. Baroni + Yannis Kyriakides (Cipro/Olanda, Italia/Olanda, Argentina/Olanda)
– – > Ecological Sonic Memories - prima assoluta §

Claudio Jacomucci (Italia, 1974) / Kristia Michael (Cipro, 1995) / Giuseppe Doronzo(Italia, 1987)
Ecological Sonic Memories #1 (2026); - prima assoluta
Claudio F. Baroni (Argentina, 1968)
Cartographies of Sound (2026); - prima assoluta *
Yannis Kyriakides (Cipro, 1969)
Subtractive Fields (2026); - prima assoluta #
Ekhos Trio:
Kristia Michael voce, canto armonico;
Claudio Jacomucci fisarmonica, fisarmonica a quarti di tono, canto armonico;
Giuseppe Doronzo sax baritono, cornamusa iraniana
+ Claudio F. Baroni pianoforte, oggetti, elettronica *
+ Yannis Kyriakides elettronica, processione del suono #

musiche di Yannis Kyriakides, Claudio F. Baroni, Claudio Jacomucci, Kristia Michael, Giuseppe Doronzo
a cura di Claudio Jacomucci
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
"Ci sono luoghi su questo pianeta dove un tempo abbiamo sentito il respiro della terra, il canto della notte, dove ci siamo sentiti tutt'uno con essi. Portiamo dentro di noi il ricordo di un'esperienza che ci connette profondamente a loro. Si tratta di una visione sonora, una memoria che include tutto ciò che abbiamo percepito e sentito. Le opere che eseguiamo sono le impronte sonore di quei luoghi, i loro riflessi, le risonanze del loro passato."
Le composizioni del Ekhos Trio hanno un forte carattere sperimentale: spaziano tra musica antica, contemporanea ed elettroacustica, dalla composizione estemporanea alla scrittura collettiva, e anche i brani presentati con i compositori ospiti, Yannis Kyriakides e Claudio F. Baroni, si basano su uno stretto rapporto sul piano creativo.
La strumentazione è anch’essa non convenzionale: fisarmonica microtonale, strumenti ad ancia etnici (tra cui la cornamusa iraniana), un sax baritono iper-esteso, e l’uso di tecniche vocali tradizionali e sperimentali.

– – > THE TITILLATORS (Canada) - prima europea
The Titillators:
Ryan Driver strumenti inventati, street-sweeper bristle bass (basso a setole spazza-strade); 
Thom Gill sintetizzatore, fischiatore; Tania Gill sintetizzatore; D. Alex Meeks percussioni;
Nick Fraser percussioni di recupero

musiche di Ryan Driver
a cura di Ryan Driver
The Titillators (Toronto, Canada) creano una musica strana, unica, bella e divertente attraverso fischi, sintetizzatori, un assortimento di oggetti a percussione, e il "basso a setole spazza-strade" fatto in casa da Ryan Driver, che altro non è che una piccola punta di metallo pizzicata sopra una scatola di sigari, in una sorprendente approssimazione del basso jazz (Ryan ha suonato questo strumento ad AngelicA 2004 in un trio chiamato The Reveries, con Eric Chenaux e Doug Tielli).
I concerti della band si concentrano nell'esecuzione di una collezione eclettica e in continua crescita di nuovi brani di Ryan Driver che abbracciano, alludono a e/o sovvertono giocosamente il jazz e altre musiche popolari.
Questo repertorio, eseguito su questa strana combinazione di strumenti da persone straordinariamente creative, dotate di un'abilità musicale di altissimo livello (e di uno spirito improvvisativo incredibilmente avventuroso), dà vita a una musica davvero inedita, ricca di sorprese e di piaceri.

venerdì 8 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Kristia Michael (Cipro/Olanda) 
– – > performs Three Voices §

Morton Feldman 100  Three Voices 
25 anni dopo l’esecuzione di Joan La Barbara in prima italiana ad AngelicA 11 – 2001

Morton Feldman (Stati Uniti, 1926 – 1987)
Three Voices, for Joan La Barbara (1982),
in omaggio a Philip Guston e Frank O’Hara; frammenti di testo da 
Wind (1957) di Frank O’Hara, dedicato a Morton Feldman; per mezzosoprano e due voci su nastro o per tre voci

Kristia Michael mezzosoprano
musiche di Morton Feldman
testi di Frank O’Hara
a cura di Kristia Michael
§ in collaborazione con ECHONANCE FESTIVAL – Orgelpark, Amsterdam
§ con il sostegno dell’Ambasciata e del Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi
Three Voices di Morton Feldman è stato descritto "un brano sublime che affascina e stupisce allo stesso tempo", ma anche “per la lunghezza, le sottigliezze d’intonazione, le tessiture, i melismi, l’implacabilità” come "una sfida che non ha eguali nel repertorio per voce senza accompagnamento".
Feldman, di cui quest'anno si celebra il centenario, lo dedicò nel 1982 alla sua musa Joan La Barbara (che lo eseguì poi anche ad AngelicA in prima italiana nel 2001).
Prevede una linea vocale dal vivo, senza testo tranne due movimenti, e due preregistrate diffuse allo stesso volume (tutta la partitura è in ppp, pianissimo), con l'obiettivo di fondere le voci nello spazio acustico della performance.
L’approccio della cantante e sound artist Kristia Michael verso quest’opera è “incentrato sull'intimità della voce e sull'esperienza di ascolto. La voce umana è trattata come una presenza meditativa, con la polifonia che ci trascina in uno spazio-tempo alterato. Una trascendenza totale della voce e dell'esistenza fisica.

– – > EVERLOVING (Stati Uniti) - prima apparizione italiana
– – > play the music of Henry Flynt - prima europea
EVERLOVING:
Jonathan Kane batteria; Dave Soldier violino;
Jim McHugh chitarra elettrica, voce; Peter Kerlin basso elettrico;
Meredith McHugh voce, percussioni, chitarra elettrica; Peg Simone tastiere

musiche di Henry Flynt
a cura di Walter Rovere
Henry Flynt, attivista/filosofo anti-arte e musicista, ha coniato il termine "concept art" nel ’61, ed è stato compagno di strada di George Maciunas agli albori di Fluxus; ha picchettato nel ’64 due concerti di Stockhausen assieme a Tony Conrad contro il suprematismo della musicologia europea, e sostituito per due weekend John Cale nei Velvet Underground; è stato allievo di Pandit Pran Nath, e formato band con lo scultore Walter de Maria e C.C. Hennix.
Rifiutando i confini estetici dell'avanguardia, Flynt teorizzò una Nuova Musica Etnica Americana che avrebbe mescolato liberamente il country blues del Delta, il Raga indiano, la musica Hillbilly degli Appalachi, l’impronta africana del rock di Bo Diddley, il free di Coleman e Coltrane, il minimalismo e il rock’n’roll delle origini.
A sessant'anni dalle prime audaci performance di Flynt, gli EVERLOVING di Jonathan Kane (già con Swans, La Monte Young, Rhys Chatham) inverano la sua sfida con ipnotici tour de force di ruvida ed estatica trascendenza.

mercoledì 13 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA 
– – > Angharad Davies & Werner Dafeldecker (Galles, Austria) 
– – > Aspheres - prima italiana

Angharad Davies violino; Werner Dafeldecker contrabbasso
musiche di Angharad Davies, Werner Dafeldecker
a cura di Werner Dafeldecker
La violinista gallese Angharad Davies e il contrabbassista austriaco Werner Dafeldecker sono rinomati a livello internazionale per un linguaggio sonoro altamente raffinato e la sottile sensibilità alle strutture microtonali. Separatamente, hanno all’attivo una lunga lista di collaborazioni con nomi che vanno da Axel Dörner, Lina Lapelytė e Eliane Radigue per la prima, a Fennesz, John Tilbury e David Sylvian per il secondo.
Insieme, esplorano in profondità il potenziale acustico dei loro strumenti, impiegando tecniche strumentali estese congiuntamente a una deliberata riduzione del vocabolario sonoro. Al centro del loro lavoro c'è un'indagine condivisa degli spazi tra accordatura pura e battimento microtonale, tra gesti controllati e sviluppo sonoro spontaneo.
Nel contesto dei loro concerti, la loro ricerca artistica si inserisce in un processo dialogico: un'esplorazione acustica oltre le categorizzazioni stilistiche, al confine tra composizione e improvvisazione, struttura e apertura.

– – > Franz Hautzinger & Burkhard Stangl (Austria)
– – > OYMORA - prima italiana
Franz Hautzinger tromba a quarti di tono, elettronica;
Burkhard Stangl chitarra elettrica, elettronica

musiche di Franz Hautzinger, Burkhard Stangl
a cura di Franz Hautzinger
° con il sostegno del forum austriaco di cultura di Milano
Burkhard Stangl, chitarrista e compositore lavora nei campi dell'improvvisazione non idiomatica e della musica elettronica, contemporanea e concettuale. Ha coniato per la propria ricerca il termine “Ereignislose Musik” ("musica senza eventi"), e nel ’93 ha co-fondato i Polwechsel, pionieri riconosciuti di nuovo radicale "riduzionismo" della linguistica musicale a favore di un'esplorazione immersiva della materialità fisica del suono.
Franz Hautzinger esplora la tromba dal 1989 con una propria modalità unica e antiaccademica, che ha sviluppato con uno strumento a quarti di tono in un cosmo sonoro inaudito. Oltre al suonare in solo e duo (Derek Bailey, Isabelle Duthoit, ...), come membro dell’Ensemble Zeitkratzer ha preso parte a collaborazioni con musicisti come Lou Reed e Keiji Haino.
Esperti di jazz quanto di serie dodecafoniche, il loro duo ha scelto l'apparente contrasto dell’ossimoro come fonte d’ispirazione per esprimere ciò che è appena articolato o addirittura indicibile in una coppia di opposti.

venerdì 15 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & Ensemble 0 (Stati Uniti, Francia) - prima assoluta
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Open Simmetry (2019);
per 3 vibrafoni e diffusione elettronica a 1 bit su 20 canali - prima italiana

NEW PIECE (2026);
per tamburi tom-tom e diffusione elettronica a 1 bit su 2 canali - prima assoluta

Ensemble 0:
Alexandre Babel, Julien Garin, Stéphane Garin: vibrafono, percussioni

musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Da metà dei 2000, Tristan Perich utilizza le forme più primitive di informatica – il suono a 1 bit e un codice scritto in Assembly – per creare forme musicali sorprendenti attraverso processi additivi elementari.
Il suo album del 2007 1-Bit Music è stato il primo a venire pubblicato nella forma di una custodia per cd contenente un circuito integrato, una pila a bottone da 3 volt, e un'uscita minijack per cuffie. Attivando l’interruttore, il microchip esegue un codice che sintetizza la composizione elettronica in tempo reale.
Open Symmetry è stato commissionato dal francese Ensemble 0, e accoppia le barre metalliche risonanti di 3 vibrafoni a 20 altoparlanti disposti spazialmente dotati di altrettanti microchip, ciascuno dei quali esegue la propria parte della composizione, con un risultato stupefacente per forma, colore e struttura sonora.
In programma anche la prima assoluta di nuova composizione, ancora senza titolo, scritta da Perich per 12 tamburi tom-tom ed elettronica a 1 bit su 2 canali.

sabato 16 maggio 2026 – ore 20.30 – Basilica di Santa Maria dei Servi – BOLOGNA
– – > Tristan Perich & James McVinnie (Stati Uniti, Inghilterra) - prima italiana
Tristan Perich (Stati Uniti, 1982)
Infinity Gradient (2021);
per organo e diffusione elettronica a 1 bit su 100 canali - prima italiana

James McVinnie organo
musiche di Tristan Perich
a cura di Walter Rovere
Nata da una proposta di James McVinnie, organista che ha collaborato con artisti del calibro di Philip Glass e Squarepusher, Infinity Gradient è l'opera più ambiziosa di Tristan Perich fino ad oggi: una sinfonia di un'ora in sette movimenti per organo da chiesa e 100 altoparlanti, ciascuno pilotato da un proprio circuito elettronico a 1 bit personalizzato.
Opera straordinaria con pochi precedenti, si tratta di un duetto tra due strumenti musicali distanti millenni nella loro concezione. L’incontro tra mondo digitale e meccanico è il fulcro del brano, che si muove tra momenti di stratificazioni melodiche e ritmiche di energia inarrestabile e passaggi delicati in cui i timbri elettronici riecheggiano i registri d'organo, dando alla musica una dimensione caleidoscopica. Pervasa da un grande dinamismo, è un'opera di colori e contrasti che si fondono in un insieme unico e trascendente, moltiplicata immensamente dal vivo nell’impatto spaziale dai diffusori e canne che irradiano suono da ogni direzione.

lunedì 18 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA X
– – > Apartment House (Inghilterra)  
– – > play Jürg Frey - prima assoluta

Jürg Frey (Svizzera, 1953)
Clarinet Quintet (2025); per clarinetto e quartetto d’archi - prima assoluta
Apartment House:
Heather Roche clarinetto;
Mira Benjamin violino; Chihiro Ono violino;
Bridget Carey viola; Anton Lukoszevieze violoncello

musiche di Jürg Frey
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
X con il sostegno di Pro Helvetia  Fondazione svizzera per la cultura
Lo svizzero Jürg Frey è considerato uno dei maggiori compositori europei. Il suo lavoro è caratterizzato da un'elementare non-stravaganza del suono, una sensibilità per le qualità del materiale e una precisione nell'approccio compositivo.
Il suo nuovissimo Clarinet Quintet è un’opera che per certi versi si discosta notevolmente dai toni sommessi e dagli spazi sonori silenziosi delle composizioni che hanno creato la sua fama nel collettivo Wandelweiser, l’associazione di compositori di cui ha fatto parte dagli anni ’90.
Scegliendo un organico classico già ampiamente usato nel XVIII e XIX secolo, è una musica che non teme di confrontarsi con il romanticismo del Quintetto per clarinetto di Brahms e ci spinge al limite senza mai cadere nel sentimentalismo. Eppure, per altri versi, si percepisce una chiara continuità con la musica precedente di Frey: una cura meticolosa, una concentrazione rilassata in cui ogni nota conta, e un'esplorazione profondamente umana dei limiti estremi del possibile.

mercoledì 20 maggio 2026  – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA 
– – > Blutwurst (Italia, Svezia/Finlandia)
– – > play Marja Ahti & Marco Baldini - prima assoluta

Marja Ahti (Svezia/Finlandia, 1981)
Fluctuating Streams (2020/2024); arrangiamento per ensemble
Marco Baldini (Italia, 1986)
Pir (2026); per ensemble - prima assoluta
Blutwurst:
Cristina Abati viola; Marco Baldini tromba; Maurizio Costantini contrabbasso;
Daniela Fantechi fisarmonica; Michele Lanzini violoncello; Edoardo Ricci clarinetto basso;
Luisa Santacesaria armonio

musiche di Marja Ahti, Marco Baldini
a cura di Simon Reynell | Another Timbre (Londra)
Il Blutwurst Ensemble è stato fondato a Firenze nel 2011 da musicisti impegnati nell'improvvisazione radicale e nella musica contemporanea.
Fluctuating Streams nasce dal progetto di tradurre le opere elettroacustiche di Marja Ahtiper strumenti acustici.
Frutto non di una semplice trascrizione, ma di una trasformazione profonda sviluppata in stretto rapporto con la compositrice finlandese, il lavoro risultante abita uno spazio ambiguo tra memoria elettronica e presenza strumentale, preservando lo spirito dell’originale e rivelando al tempo stesso nuove dimensioni temporali, timbriche e percettive.
Pir di Marco Baldini, membro fondatore dell’ensemble, è liberamente basato sulla scala di Marva, un noto Raga del Tramonto della musica Indostana. Pir cerca di tradurre i gesti monodici di Marva in un’architettura armonica e polifonica capace di restituirne l’intensità. Il risultato è un brano in cui l’andamento lento e i contrasti timbrici concorrono a creare un’atmosfera di inquieta attesa.

martedì 26 maggio 2026 – ore 19.00 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA Y
– – > Piccolo Coro Angelico 
– – > MOMENTO SAGGIO - prima assoluta

Silvia Tarozzi direzione; Roberta Ciancio co-direzione; Gloria Giovannini co-direzione, coordinamento
Piccolo Coro Angelico
Agata Loperfido, Arianna Carletti, Arturo Vespignani, Aurora Tuveri,
Cordelia Vonmetz, Dzvenyslava Khomut, Federico Cattabriga, Giordano Brembilla,
Giulia Masotti, Leonardo Igor Provvisionato, Lucia Carbone, Maya Schipilova,
Orlando Orsi, Sofia Schneeberger, Tea Fidanza, Teodora Nicoli Terrusi, Zoe D’Ascanio

ospite: Cecilia Stacchiotti pianoforte
musiche e testi di Piccolo Coro AngelicoAlessandra CellettiMeredith Monk
Bruno LauziThe Chordettes, Ornella Vanoni, Silvia Tarozzi, …

nell’ambito delle attività della Scuola di Musica Angelica
Y con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Il Piccolo Coro Angelico è un laboratorio di sperimentazione vocale per bambini tra i 5 e i 12 anni promosso da AngelicA dal 2011. Ogni anno il coro sviluppa coi bambini un percorso di attività che spaziano dall’imparare a cantare insieme al creare nuove canzoni, all’improvvisare vocalmente o con l’uso di strumenti giocattolo, al collaborare con musicisti internazionali (tra i compositori che hanno scritto per il PCA ci sono Giovanna Marini, Philip Corner, Alvin Curran, ...)
Il tema del saggio-concerto di quest’anno è il tempo. Pionieri bambini esploratori del tempo creano musica e la condividono col pubblico di AngelicA; si cimentano coi temi dolci e puntuali delle canzoni di Alessandra Celletti, con le voci post-medievali di Meredith Monk, con il Brasile italiano di Ornella Vanoni; ritrovano canzoni degli anni scorsi per rinnovare il piacere di cantarle insieme; e i più grandi di loro si lanciano nell'interpretazione di una canzone americana molto popolare degli anni '50, riscritta per loro.

venerdì 29 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > ENSEMBLE NIST-NAH (Australia, Francia, Colombia, Italia)
ENSEMBLE NIST-NAH:
Will Guthrie, Charles Dubois, Paula Escobar, Irina Leach, Marco Luparia,
Sven Michel, Julien Ouvrard, Ellen Pelé: gamelan, percussioni, batteria

musiche di Will Guthrie, Sven Michel, Marco Luparia 
a cura di Tanos Papanikolaou

L'Ensemble Nist-Nah è stato fondato nel 2019 dal batterista e percussionista australiano Will Guthrie.
La musica dell'Ensemble è nata dai viaggi di Guthrie in Indonesia e dalla sua passione per varie forme di musica Gamelan, da quelle tradizionali alle incarnazioni contemporanee.
Tuttavia, lungi dall'essere un mero esercizio di esotismo, Nist-Nah è semplicemente la prosecuzione del lavoro che Guthrie ha intrapreso sulle percussioni metalliche per i suoi soli dell’ultima decade, dove gong, campane tibetane e piatti sono utilizzati per costruire muri di toni sospesi e dettagli scintillanti, sfruttandone il potenziale melodico e armonico quanto le possibilità poliritmiche/polimetriche.
Sebbene ora Guthrie abbia ampliato la sua tavolozza sonora alla strumentazione del Gamelan per rendere esplicito omaggio al genere, le influenze che informano la musica dell’Ensemble sono le più variegate, e comprendono il free jazz, la musica elettroacustica e pratiche compositive sperimentali di diverso tipo

sabato 30 maggio 2026 – ore 20.30 – Centro di Ricerca Musicale / Teatro San Leonardo – BOLOGNA
– – > HORSE LORDS (Stati Uniti) 
– – > 
Demand to be Taken to Heaven Alive - prima italiana

Horse Lords:
Andrew Bernstein sax alto, percussioni; Max Eilbacher basso elettrico, elettronica;
Owen Gardner chitarra elettrica; Sam Haberman batteria

musiche di Horse Lords
a cura di Gianluca Turrini, Marco Stangherlin | Wakeupandream
Gli Horse Lords da Baltimora rappresentano una tra le realtà più effervescenti in cui ci si possa imbattere oggi alla ricerca di una declinazione d’avanguardia del rock. Nel loro assetto strumentale, il gruppo si affida a una voce e a una concentrazione collettive per costituire il nucleo della loro forza.
La loro musica si basa sulla microtonalità e sui poliritmi africani, prendendo in prestito elementi da krautrock e post-punk, dalle tecniche chitarristiche Mauritane e dalla tradizione musicale degli Appalachi, dal minimalismo storico e dall’hoquetus medievale.
La band usa il sistema di accordatura in just intonation, prediletto da compositori come James Tenney, che richiede l'uso di chitarre modificate riposizionandone i tasti.
La musica risultante appare allo stesso tempo incredibilmente dettagliata ed eminentemente umana: brani stratificati e complessi a livello tonale e ritmico, intrecci simili al moiré che si sviluppano in labirinti sonori dal groove elettrizzante e irresistibile.

 

 

Altre informazioni

Dal 30/04/26 al 31/05/26

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