Provenienti dalla città di Bergen, in Norvegia, gli Slomosa incanalano l’ampiezza dei paesaggi nord europei in una potente miscela sonora che fonde riff stoner rock ad alta velocità, hook grunge e un impatto punk diretto e concentrato. Come se riflettessero in musica il loro territorio, una valanga di distorsioni si riversa in valli di melodie imponenti. La band, Ben Berdous (voce, chitarra), Marie Moe(voce, basso), Tor Erik Bye (chitarra) e Jard Hole (batteria), ha saputo perfezionare questo suono inconfondibile nel secondo album in studio e debutto su MNRK Heavy, Tundra Rock.
Quasi dieci anni fa, Ben ha gettato i semi degli Slomosa come una “scusa informale per bere birra, fumare e suonare rock con gli amici”. Senza pressioni né aspettative, le canzoni hanno preso forma naturalmente, sotto l’influenza di artisti come Kyuss, Queens of the Stone Age e Sleep, ma anche Nirvana, Alice In Chains e Soundgarden.
L’album di esordio omonimo del 2020, che ha superato i 10 milioni di stream e conquistato pubblico e critica internazionale, ha portato la band sui i palchi di alcuni dei principali festival europei, tra cui Alcatraz Open Air e Hellfest, oltre a esibirsi in tour davanti a platee sempre più numerose tra Europae Regno Unito.
Nel 2024 entrano in studio con il produttore Erik Marinius per registrare Tundra Rock. In sostanza, gli Slomosa ripartono da dove avevano lasciato, compiendo allo stesso tempo un deciso passo avanti. L’album rappresenta il lato emotivo e introspettivo della band con brani come “Cabin Fever” e “Rice”, mentre “Battling Guns” rappresenta l’evoluzione del gruppo che si spinge a temi sociali partendo dalla storia personale dei suoi membri. “All’inizio l’ho scritto pensando al conflitto israelo-palestinese” spiega Ben Berdous. “Le mie origini sono algerine, ma sono cresciuto in una famiglia in parte palestinese e i miei fratelli sono per metà palestinesi. […] Tuttavia, il testo può riferirsi a conflitti in tutto il mondo. In senso più ampio, è un brano contro la guerra e contro il fascismo”.