Gli Psychonaut 4 in questo senso hanno finora rappresentato un ponte tra un’interpretazione filologica del DSBM e la sua contaminazione con altri mondi, decretandone una freschezza e una longevità che il grosso del settore non riesce a vantare. Una delle leve per farsi apprezzare anche in Occidente, dove sono una delle rare formazioni di quelle terre ad avere un buon seguito, è il far interagire ritmi e melodie folk della loro area di riferimento nel tessuto sonoro, portando a composizioni equilibrate e dinamiche, tanto tristi e disperate, quanto mosse da ritmi eccentrici e a loro modo stravaganti.
Una miscellanea evolutasi negli anni tra brucianti richiami al black metal puro e grottesche danze macabre, da feste danzanti per anime morenti; con il precedente “Beautyfall”, complice anche una produzione più levigata e profonda del solito, si andava anche oltre, nella contaminazione di generi, componendo un’ideale colonna sonora di atroce mestizia urbana. Presa questa strada, di un parziale distacco dal depressive black metal propriamente detto, gli Psychonaut 4 di “…Of Mourning” non fanno marcia indietro, compiendo un altro viaggio tormentato, ma pieno di energia e un certo tristo e surreale romanticismo,