«Florula, nasce dal mio romanzo Ti ho vista ieri e dal bisogno di tornare alla musica come a una casa viva, un luogo in cui la storia personale smette di essere biografia e diventa spazio condiviso. Raccontare cantando dunque, come una cantastorie contemporanea, cercando un modo mio di farlo. Dentro ci sono l'infanzia come spazio originario e inesauribile, storie familiari e memorie condivise, ma soprattutto uno sguardo che si allarga verso un'idea di comunità e di mondo in cui nessuno deve essere escluso. Insieme a Edoardo Piccolo ho cercato un suono essenziale e vitale, un'elettronica “organica”, dove la scrittura cantautorale incontra sonorità rituali e corali: a volte il canto diventa inno, altre resta fragile. Il titolo Florula viene dalla botanica e indica l'insieme delle specie che abitano un territorio. Per me è l'immagine di un ecosistema umano ed emotivo fatto di presenze minute e resistenti, in cui nulla è isolato e tutto dialoga. Il progetto uscirà in due parti: questa prima si chiude come un capitolo, non come l'intero libro. Un invito a rallentare l'ascolto e ad attraversare il tempo, invece di consumarlo.»