“404DEI (Errore degli Dei)” si apre con “Poppy (intro)”, una breve ballad intimista dal sapore beatlesiano dove il vocalist Daniele Ciuffreda – meglio conosciuto come DD – si accompagna al pianoforte in una ruvida performance colma di rimpianto, con il cantato che quasi si spezza in un lamento sul finale quando confessa che le tue spine avrò nel mio cuore, per sempre. La successiva “Daniel J”, dedicata all’artista indie di culto Daniel Johnston, culla delicatamente l’ascoltatore con il feel jazzato della batteria, la quale accompagna il sussurro della voce fino all’esplosione del chorus: qui, a parere di chi scrive, sommerso tra le bordate di feedback e distorsione ad opera della sei corde di Francesco “Frankie Wah” Antinori, è nascosto in piena luce tutto l’amore del duo verso la musica italiana degli anni Sessanta, quel proto-Rock un po’ provinciale al gusto di maccheroni che gli ingenui cronisti dell’epoca associavano al movimento dei cosiddetti urlatori.