La sua vasta produzione musicale abbraccia molti mondi diversi – alcuni reali, altri immaginari – e lo fa in un modo unico e accattivante che tiene gli ascoltatori incollati. Da quando è emerso per la prima volta nei primi anni Novanta come figura chiave della scena della West Coast olandese, è diventato un membro fondamentale di quella crew che trae ispirazione dai pionieri di Detroit e Chicago, ma anche dai film fantasy e dalla cultura fantascientifica ed è oggi una vera e propria icona dell'elettronica moderna. Da sempre affascinato da vecchie e malandate macchine che producono "rumore", la sua vertiginosa produzione è caratterizzata da texture analogiche, oltre che da un senso di esplorazione sonora sempre vagante che spazia dalla techno alla profondità della freaky house passando per l’acid old school. Produttore dotato di un raro senso dell’umorismo, le produzioni di Legowelt si susseguono a ritmo serrato ma mantengono sempre un elevato livello di qualità. Appaiono su etichette come Clone, L.I.E.S., Peoples Potential Unlimited e Crème Organization sotto forma di una miriade di EP, ma anche di album completi ben accolti come The Paranormal Soul e Crystal Cult 2080. Naturalmente, Danny Wolfers registra sotto una miriade di pseudonimi, ma Legowelt è il suo nome d’arte più celebre da quando ha scalato le classifiche con “Disco Rout” del 2002, un brano che lo ha davvero portato alla ribalta. Negli anni successivi ha continuato a perfezionare i suoi suoni techno "mistici", "nebbiosi" e da "foresta", diventando sempre più richiesto come performer dal vivo. Quando suona nei club di tutto il mondo, crea al volo colonne sonore accattivanti, che costringono gli ascoltatori a riprodurre film immaginari nella loro mente e a ballare senza sosta. Legowelt, quindi, è un vero performer, creatore e innovatore con un ritmo di lavoro frenetico.