Un sentimento nobile e struggente, allo stesso tempo, che lascia ambiguità e interpretazioni, ma che regala anche un nuovo sguardo nei confronti di noi stessi e ciò che ci circonda: Dream Core, il nuovo singolo dei Klimt 1918 in uscita il 17 marzo per Prophecy Production.
Gli antichi prima e i poeti provenzali poi hanno sempre visto nell’amore quel labor limae, letteralmente ‘’lavoro di rifinitura’’, che migliora, amplifica l’anima, ma riesce altresì a farci assaporare il dolore e l’autodistruzione. Si scappa per non soffrire, si idealizza per non guardare la realtà. Di fatto, è come se amare fosse un ossimoro esistenziale, una contraddizione alla quale, alla fine, ci si adegua senza rimorso.
Il contorno sonoro etereo e prorompente tipico dello shoegaze accompagna un ritorno atteso e lungo ben dieci anni dei Klimt 1918, che, ancora volta, rendono giustizia alla paura come l’orgoglio, alla speranza come la disperazione; la speranza di poter lasciare a chi ascolta un posto nel mondo, anche quando non sembra esserci, e di trovare proprio nella contraddizione la perfetta armonia di ogni essere umano.