Il potere della musica di evocare immagini nella mente è tanto affascinante quanto innegabile: si potrebbe dire che sia proprio questo l'aspetto della musica che continua a incuriosirci. Dalle cadenze ondulate di "La Mer - 2. Jeux de Vagues" di Debussy, all'imponente muro di suono di "River Deep - Mountain High" di Ike & Tina Turner, fino alla linea di basso incalzante di "The Trooper" degli Iron Maiden.
Queste qualità evocative ci permettono di parlare di musica al di là dei semplici termini teorici come timbro e forma. La musica, soprattutto, ci fa sentire e sperimentare cose che normalmente esulano dalla nostra vita quotidiana.
Con il loro album di debutto Meridian, la band belga progressive/post-metal HIPPOTRAKTOR esplora appieno queste caratteristiche, creando un'espressione del Sublime – una grandezza che trascende ogni possibilità di calcolo, misurazione o imitazione – che va oltre la semplice evocazione di immagini, addentrandosi nel regno dell'arte e della filosofia.
Sin dall'uscita del loro acclamato EP di debutto P'eau (2018), questi musicisti di Mechelen hanno affinato la loro arte nella composizione e produzione, costruendo un nuovo studio casalingo per registrare materiale futuro e ampliando la formazione da un trio a un quintetto. Con l'aggiunta del cantante/percussionista Stefan De Graef (Psychonaut) e del chitarrista/cantante Sander Rom (L'Itch), gli HIPPOTRAKTOR sono diventati una band più versatile, capace di utilizzare una gamma più ampia di suoni, portando il loro precedente sound prog metal strumentale a nuove vette.
Traendo ispirazione dai momenti migliori del progressive e post metal contemporaneo, gli HIPPOTRAKTOR catturano la potenza maestosa della natura, dalla delicatezza della prima foglia che cade all'immensa energia cosmica del sole. Unendo i riff potenti e orecchiabili e la maestria ritmica dei Gojira con la complessità implacabile ma altrettanto ricca di groove dei Meshuggah, Meridian offre un'esperienza sonora travolgente, presentando all'ascoltatore sensazioni riconoscibili, ma con un'intensità che sembra quasi ultraterrena.