Il cuore pulsante di questo album è la contaminazione. Il repertorio storico di Monti – cantastorie d’eccezione della scena milanese – rivive attraverso l’interpretazione e gli arrangiamenti di musicisti magrebini (Hicham Benabderazzik, Daniel Tuna, Badreddine Bazgua e Adil Nadif).
Il progetto, ideato in Marocco, registrato a Casablanca e mixato a Milano, intreccia sapientemente strumenti contemporanei e ritmi antichi. L’album nasce dalla profonda collaborazione con l’intellettuale algerino Mahi Tibaoui, una figura che ha segnato la storia recente del cantautore, portando nel disco una testimonianza di resistenza e libertà.