“Criminal” perché rifiuta le regole implicite della performance e dell’apparenza; “Gospel” perché afferma una verità condivisa, cantata, incarnata.
È un “Vangelo imperfetto” che afferma la necessità di essere diretti, passionali, reali, concreti, dopo aver attraversato e vissuto il sogno.
È una preghiera di ritorno, è accettare di essere sé stessi, senza costruzioni, ruoli o immagini da sostenere.
Un rito di passaggio in un continuo volteggiare tra spazi chiusi e distanze immaginate, tra l’istinto di fuggire e il bisogno di tornare.
“Ritornare da Marte” («Back from Mars», come recita il testo) non è un gesto di rinuncia, ma un atto di consapevolezza: scegliere la gravità della Terra, il contatto col suolo.