Già ben conosciuto per le sue incredibili capacità tecniche prima ancora di registrare il suo primo album, Eric Johnson negli anni ’80 viene paragonato da molti famosi chitarristi ad artisti del calibro di Jeff Beck e Jimi Hendrix. Dopo aver fatto parte della band fusion di Austin degli anni ’70 Electromagnets, il disco di esordio da solista Tones lo porta sulla copertina della rivista Guitar Player, che definendolo un «debutto maestoso» gli fa ottenere la prima nomination ai Grammy per la canzone Zap. Con l’uscita del successivo album, Ah Via Musicom del 1990, disco di platino che contiene la canzone vincitrice del Grammy Cliffs of Dover, Eric Johnson diventa un vero fenomeno internazionale della chitarra.
Nel corso della sua lunga carriera Eric ha pubblicato diciassette album da solista e numerosi lavori collaborativi, tra cui Eclectic con Mike Stern e G3 Live con Joe Satriani e Steve Vai. Tra i numerosi riconoscimenti ha ricevuto otto nomination ai Grammy e il titolo di miglior chitarrista elettrico e acustico ad Austin, insieme all’ingresso nella Texas Heritage Songwriters Association Hall of Fame. New Age Music Guide ha dichiarato «Eric Johnson suona la chitarra come Michelangelo dipingeva i soffitti: con una vivace colorazione più reale della realtà stessa», mentre Rolling Stone lo ha incluso nella lista dei 100 migliori chitarristi del XXI secolo.