Il disco contiene sedici brani brevi, violenti e stratificati, in cui l’urgenza sonora tipica del progetto convive con una riflessione più ampia sul presente. Il titolo prende ispirazione dal termine “oblomovismo”, coniato dallo scrittore russo Ivan Aleksandrovič Gončarov nel romanzo Oblomov (1859), e indica una condizione di apatia, ignavia e paralisi dell’azione: il protagonista del libro trascorre gran parte della propria esistenza immobile su un divano, rimandando ogni impegno e rifugiandosi in fantasie mai realizzate.