Brendan O'Neil, il batterista attuale, entrò nella band di Rory nel 1981, completando la sezione ritmica negli ultimi, intensi dieci anni di carriera del chitarrista. Insieme, McAvoy e O'Neil formarono il "groove" inossidabile” su cui Rory poteva costruire le sue esplosioni di slide guitar e improvvisazioni.
Per questo, i Band of Friends non sono un tributo qualunque. Sono l'eredità vivente suonata da chi quella musica l'ha creata e vissuta in prima persona. McAvoy e O'Neil portano sul palco non solo le note, ma la memoria fisica dei ritmi, delle dinamiche e dell'energia dei concerti originali. Il loro obiettivo non è imitare pedissequamente, ma riaccendere lo spirito autentico di quegli anni, onorando la figura del loro leader e amico con l'autorità di chi c’era.
Dopo anni di evoluzione e cambi di formazione i Band of Friends tornano con un line-up che parla da solo.
A Gerry McAovy e Brendan O’Neil si aggiungono allle chitarre una triplice minaccia: Davy Knowles, Brian Tambling ed Andy Taylor.
E come se non bastasse la band si presenta con un nuovo album appena pubblicato - “Ballroom of dreams” - e un tour che non accenna a fermarsi.
Partecipare a un loro concerto significa immergersi in un suono autentico, un ponte diretto con l'eredità di Gallagher, non un’imitazione, ma la memoria viva di un artista e di un’epoca irripetibile resa viva da chi ne custodisce l'essenza più intima.