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Tutte le informazioni, gli eventi e i concerti di teatro diego fabbri a Forlì (Forlì-Cesena)

TEATRO DIEGO FABBRI
CORSO DIAZ 27
Forlì (Forlì-Cesena)

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STAGIONE DI CONTEMPORANEO DEL TEATRO DIEGO FABBRI.

DOPO L’APERTURA IN AUTUNNO CON IL FESTIVAL CRISALIDE ECCO COME PROSEGUE L’INTENSA STAGIONE CHE TERMINERÀ A MAGGIO CON IL FESTIVAL IPERCORPO

Ha cinque anni la stagione composita del Contemporaneo che il Teatro Diego Fabbri offre a Forlì. Una programmazione sfaccettata, capace di osare e creare un pubblico incuriosito dalle metamorfosi.

Dopo cinque anni si possono iniziare a tirare le somme di un percorso che tanto ha seminato, accogliendo sfide e rilanciando immaginari.

Per Ruggero Sintoni, Claudio Casadio, Lorenzo Bazzocchi e Claudio Angelini Forlì ha rappresentato una città nella quale è stato possibile immaginare un nuovo teatro e un nuovo pubblico. Lungo cinque stagioni teatrali, durante le quali questa direzione artistica poliedrica ha saputo gettare il cuore oltre la staccionata, il ruolo del Contemporaneo è stato centrale e nodale.

Due parole si sono rivelate essere chiave per interpretare il lavoro, ma anche i desideri, di questa direzione artistica: pubblico ed esperienza. Si trattava di saper interpretare e non tradire le aspettative del pubblico già affezionato al Teatro della città, e tuttavia offrire nuovi sguardi a un nuovo pubblico potenziale. In questo ambizioso disegno il Contemporaneo ha tracciato una rotta importante creando un suo pubblico e riuscendo, nel tempo, a rendendolo pronto alla visione di opere multidisciplinari, complesse, poco inclini a essere incasellate. Con questo pubblico si è pensato fin da subito di intraprendere un percorso, inizialmente in salita, che prevedeva la visione di opere di compagnie straniere, l’affiancamento di incontri e dialoghi con artisti, la possibilità di provare sulla “pelle” le pratiche degli artisti attraverso i workshop, la possibilità che la stagione del teatro uscisse dal luogo deputato per invadere altri spazi della città. Aspetti questi che hanno saputo creare, e far vivere, l’esperienza del teatro nella sua accezione più ampia.

La stagione nello specifico:

Il Festival Crisalide curato da Masque Teatro anche quest’anno ha “aperto le danze” alla stagione dedicata alla scena contemporanea con la francese Myriam Gourfink e i catalani di La Veronal facendo scoprire non solo al pubblico forlivese, ma anche agli appassionati che ci sono in Regione, le forme più sperimentali della scena coreutica europea.

Si prosegue lungo questa primavera al Teatro Félix Guattari venerdì 7 aprile con Roberta Mosca (ore 21) con Ci vorrebbe quel sole che scalda le ossa performance che vede l’unione della sensibilità della danzatrice e coreografa Roberta Mosca a quella di Canedicoda, artista multidisciplinare, conosciuto soprattutto in ambito musicale. L’opera, non è né un concerto né una performance di danza, ma piuttosto un’occasione esplorativa e profonda, alla scoperta di una serie di percezioni, stati, limiti ed emozioni generati dalla condivisione di un luogo per un tempo determinato. Movimento, suono, spazio e idee vengono proposti come un tutt’uno nella prospettiva di invitare il pubblico a vivere un’esperienza immersiva, sottile e distesa.

La serata prosegue su questa doppia cifra acustica e coreografica con Anatomia di Simona Bertozzi (ore 22) interamente basato e “intriso” delle sonorità di Francesco Giomi. Un incontro tra un corpo biologico e uno sonoro che disegnano nello spazio traiettorie, vuoti e pieni, forme, giocando con il tempo una partita che nella velocità e nella lentezza trova la sua cifra. “Anatomia è allora ciò che resta di questo incontro che avviene al limite dell’udibile, sul margine degli occhi, là dove si dispiegano tensioni in un continuo rapporto tattile tra la materia organica e quella sonora. Tagliare, incidere, dissezionare acusticamente il corpo e il suo spazio per far scaturire un’immagine: tale è la potenza, l’urto di questo incontro. Ciò che resta è una scena-paesaggio, una costellazione. Per coglierne il bagliore irradiante, per sentirne la vibrazione, non basta semplicemente ascoltare o guardare, servono un occhio e un orecchio impossibile”.

Il 21 aprile la Fabbrica delle Candele ospiterà ancora una volta un doppio appuntamento ma con uno stesso artista: Billy Cowie alle ore 21 presenterà Under Fly Sky e alle ore 22 Art of mouvement. Cowie è artista scozzese poliedrico, coreografo ma anche musicista, estremamente interessato alle nuove tecnologie nella fertile relazione che possono intessere con le arti, e con la danza in particolare. Con questi due lavori Cowie saprà interrogare, ma anche coinvolgere a livello percettivo il pubblico, che sempre più desidera una forma di convocazione o interazione con ciò che guarda. Nella prima performance della serata, gli spettatori si immergeranno in un sogno fatto di atmosfere poetiche grazie alle opere grafiche dell’artista tedesca Silke Mansholt, figura di riferimento per la creazione del paesaggio visivo del videomaker scozzese. I due performer presenti in scena sono in dialogo con le animazioni dello sfondo, fino a venirne inglobati. In Art of mouvement invece, due danzatrici sono costrette a danzare in uno spazio ristretto di mezzo metro quadrato e sono anch’esse immerse nei paesaggi della Mansholt. La performance rappresenta un “catalogo” di tecniche coreografiche inventate dallo stesso Cowie che vengono presentate e introdotte da un lettore.

Giovedì 4 e venerdì 5 maggio la splendida cornice di Palazzo Romagnoli si apre ad accogliere i lavori dello spagnolo David Espinoza, figura di spicco della scena europea se si pensa che, dopo aver studiato danza contemporanea a Valencia, Bruxelles e Barcellona, è stato attore per Alex Rigola. I suoi lavori sono stato rappresentati nelle  maggiori e più rappresentative esposizioni e festival dalla Biennale di Venezia, Escena Contemporánea de Madrid, Alt Vigo, Bad Bilbao, TNT de Terrassa, EscenaAbierta de Burgos, Ciclo Radicals Lliures Barcelona, Cena Contemporânea de Brasilia and F.I.T de Dourados (Brasil), AECID tour in Mexico, Guatemala and El Salvador, e in molti altro spazi della scena contemporanea nel mondo.

 Mi gran obra il primo giorno (tre turni ore 20, 21 e 22:00, per un numero limitato di spettatori) “pensato in grande e realizzato in piccolo”. Così il regista e autore ne parla: “Mi gran obra è quello che avrei voluto fare con budget illimitato, il più grande teatro del mondo, 300 attori su palco, una orchestra militare, una rock band, animali, automobili e elicotteri. In “Mi gran obra” abbiamo pensato a tutto in grande scala, sviluppando ogni idea come se fosse effettivamente realizzabile, a prescindere dal costo e usando tutti i materiali possibili. Tutto ciò con un piccolo retroscena: ogni cosa è in scala 1:87. Questo è stato pensare in grande, realizzare in piccolo, usando l'approccio e la tecnica di un architetto”.

Il giorno successivo (5 maggio alle ore 21 e alle ore 22:30) con lo spettacolo MAAN ha voluto cercare di rappresentare in un solo spettacolo Amleto, Macbeth, Othello, Re Lear, Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, La tempesta, Enrico V, Riccardo III, Come vi piace, e Sogno in una notte di mezza estate. Espinoza e le sue miniature hanno provato nel modo più arbitrario, innovativo, artificioso e denso a restituirci questa collezione shaekspeariana. Nel micro-mondo dei personaggi di Espinoza, dove tutto avviene su un tavolo e viene agito dall'artista stesso, le figure e gli oggetti sono carichi di avventura, romanticismo, desiderio, guerra, tragedia e potere. Un gioco molto ironico fatto di ombre e luci con molti riferimenti al cinema, a mondo del fumetto, all'arte e alla storia del teatro.

Venerdì 12 e sabato 13 maggio il Teatro Fèlix Guattari ospiterà Nikola Tesla. Lectures di Masque Teatro. In questa performance/conferenza/esperimento Lorenzo Bazzocchi, fondatore della compagnia e costruttore di una delle più stupefacenti invenzioni di Nikola Tesla, affronta la storia del grande scienziato serbo.  Il folgorante inizio che vede il conferenziere, all’interno di una gabbia di Faraday, misurarsi con una Tesla Coil da un milione di volt, lascia spazio poi ad una puntuale e circostanziata narrazione che ci conduce nelle pieghe di un misconoscimento che non ha eguali nella storia delle conoscenze.

Il racconto, fortificato da esemplari dimostrazioni, mette in evidenza le motivazioni che, andando al di là del desiderio di vedere riconosciuta l’opera e la speciale visionarietà di Nikola Tesla, hanno spinto Masque teatro a tentare la messa in scena sotto diverse forme dello straordinario universo legato a quello che è stato definito “l’inventore del XX secolo”, fino a giungere, dopo quindici anni di studio, a questa straordinaria conferenza/esperimento, al termine della quale verrà replicato, in scala minore, l’esperimento di trasmissione di energia elettrica senza fili, quel “Wireless transmission of power” concepito e messo in opera da Tesla a Colorado Springs sul finire del secolo diciannovesimo.

La stagione dedicata al contemporaneo si chiude con Patrimonio, un progetto scenico a cura di Città di Ebla in collaborazione con il Festival Ipercorpo e ATRIUM Architecture of Totalitarian regimes. Città di Ebla ha invitato un gruppo di danzatori internazionali a dialogare con alcuni spazi monumentali della Città di Forlì, in particolare legati al cosiddetto “patrimonio scomodo” facenti parte della rotta culturale di Atrium. Il percorso (venerdì 26 e sabato 27 maggio alle ore 21) intreccia la retorica magniloquenza della pietra a silenzio del corpo, verticalità e pesantezza della pietra a fragilità del corpo, massiccia presenza a rapida sparizione del gesto. Spazi e coreografie come dialettico confronto fra azioni dell’umano, incrocio di opposte finalità. Spazi e corpi come primo e supremo orizzonte del “farsi politica”.

 

Il presente comunicato e tutte le immagini ad alta risoluzione sono scaricabili al seguente link: http://bit.ly/2o4pBIq


Per ulteriori informazioni e prenotazioni:

Teatro Diego Fabbri Corso Diaz, 47 - Forlì tel. 0543  712176/0543 712170 (biglietteria  diurna); teatrodiegofabbri@comune.forli.fc.it; www.teatrodiegofabbri.it

Biglietti settore unico Platea
Intero € 10
Ridotto/ArtCard/Carta Doc/Romagna Visit Card € 7
youngERcard/Under 14 € 5

biglietteria diurna Via Dall’Aste, 18 (ingresso laterale teatro) aperta aperta tutti i pomeriggi (esclusi i festivi) dalle 15.30 alle 18.30 - tel. 0543.712170
biglietteria C.so Diaz 47 (ingresso principale teatro Diego Fabbri) nei giorni spettacolo da 45' prima orario rappresentazione - tel. 0543 712168

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