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TEATRO AUDITORIUM CENTRO SANTA CHIARA
Via S.Croce, 67
Trento (Trento)

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Jazz’About 2019/20 riparte con i primi quattro nomi
Notizia segnalata da Jazz'About
The Comet is coming, Cory Wong, Gary Bartz e le leggende Tullio De Piscopo e Tony Esposito / Comunicato stampa
La stagione musicale del Centro Servizi Culturali S. Chiara si completa con le proposte di Jazz’About, rassegna curata anche quest’anno da Denis Longhi, diventata ormai appuntamento imprescindibile per uno sguardo più approfondito sulla scena contemporanea. Giunta alla quinta edizione, Jazz’About riparte con i primi quattro concerti - da ottobre a dicembre - di una stagione che anche quest’anno metterà in contatto Trento e Rovereto, per un entusiasmante percorso fra le “nuove” vibrazioni della musica jazz. Gli appuntamenti di questa prima parte di programmazione (la seconda parte di stagione verrà svelata nei prossimi mesi) sono stati presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Francesco Nardelli, direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara, Denis Longhi, consulente artistico “Jazz’About”, alla presenza dell’assessore all’istruzione, università e cultura della Provincia autonoma di Trento, Mirko Bisesti.
«Jazz’About si conferma una fra le rassegne più attente al pubblico più giovane, grazie ad una programmazione inclusiva che in questi ultimi anni ha fatto registrare numeri importanti di partecipazione» ha commentato il direttore Francesco Nardelli. «In questi cinque anni abbiamo avuto la fortuna e l’intuizione di anticipare i tempi, ospitando molti artisti affermatisi successivamente come figure di spicco della scena jazz contemporanea». – ha spiegato Denis Longhi - «In questo quinquennio Jazz’About si è affermata come una rassegna stabile, con una costante crescita di pubblico, e con un grandissimo potenziale».
La rassegna si aprirà domenica 27 ottobre, al Teatro SanbàPolis di Trento, con THE COMET IS COMING: il jazz del futuro, trasportato nel qui&ora. Jazz inteso non (solo) come serie di canoni di scrittura ed arrangiamento prestabiliti, ma anche e soprattutto come attitudine ad andare oltre, a rompere gli schemi, a parlare musicalmente con l’anima e a farlo abbracciando, di volta in volta, le avanguardie sonore più viscerali, comunicative, contemporanee. La loro poi più che musica diventa spesso vera e propria psichedelia: una esperienza sensoriale fatta di coraggiose scelte armoniche e di una violenta, trascinante, sciamanica forza ritmica.
Per il secondo appuntamento in programma sabato 16 novembre, Jazz’About si trasferirà a Rovereto. Sul palco dell’Auditorium “Melotti” salirà CORY WONG. Nei celebratissimi Vulfpeck, Cory Wong è un perfetto esempio di “Nile Rodgers 2.0”: il suo uso della chitarra ritmica in chiave funk è infatti assolutamente magistrale, efficacissimo. Ma da band leader lo si può apprezzare ancora di più: una tecnica strabiliante, una vera conoscenza anche degli alfabeti jazz e blues, una naturale e fiammeggiante predisposizione a sedurre il pubblico, ad essere istrione, unendo doti tecniche di altissimo livello con la capacità, spontanea ed immediata, di andare dritto all’obiettivo, al cuore e alla pancia di chi ascolta.
L’Auditorium “Melotti” di Rovereto sarà nuovamente protagonista sabato 23 novembre con il live di GARY BARTZ. Charles Mingus, Max Roach, Art Blakey: se agli inizi della tua carriera ti trovi a suonare con giganti di questo calibro (e l’elenco potrebbe essere molto più lungo), lo spessore del tuo talento è evidente. E questo è stato solo l’inizio del viaggio, un viaggio poi proseguito anche a fianco di Miles Davis, negli anni ’70, e poi con l’avventura NTU Troop, un esplosivo punto di incontro fra soul, afro, jazz e funk. Dopo un relativo diradarsi degli impegni negli anni ’80, dal decennio successivo Bartz ha ripreso a pieno la sua attività. A Jazz’About arriva però con una sorpresa: una nuova collaborazione col giovane e agguerritissimo collettivo londinese jazz-funk MAISHA.
L’anno verrà chiuso da un grandissimo nome della scena musicale italiana. Venerdì 20 dicembre il palco del Teatro SanbàPolis di Trento ospiterà la leggenda di TULLIO DE PISCOPO, che in quell’occasione sarà accompagnato da un altro pezzo di storia della musica come TONY ESPOSITO, impegnati con il progetto “Voci e tamburi”. Una storia incredibile, la loro: una storia che ha rivoluzionato la musica italiana gettando ponti inediti tra tradizione, funk, jazz, soul, pop. Una storia che è nata ad ogni modo su basi solidissime, e su esse continua a correre oggi come non mai: Tullio De Piscopo e Tony Esposito, ciascuno a modo proprio, hanno sempre saputo e voluto trovare il giusto equilibrio tra spettacolo e profonda conoscenza tecnica, tra voglia di comunicare e capacità di rispettare sempre regole, radici, intensità. Negli anni ’70 a fianco di Pino Daniele nei leggendari Napoli Centrale, nei decenni successivi come solisti e band leader.

Per la Stagione 2019/2020 di Jazz’About, il Centro Servizi Culturali S. Chiara ha infine previsto tariffe agevolate per chi volesse acquistare i biglietti in prevendita, con prezzi che oscillano tra un minimo di 15 Euro e un massimo di 20 Euro, con una riduzione per gli Under 26 da 12 a 15 Euro. E’ inoltre possibile acquistare il biglietto la sera stessa del concerto, con tariffe che variano da 20 a 25 Euro. I concerti avranno inizio alle ore 21.30.

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Da ottobre a marzo, sei appuntamenti che indagano l’attualità musicale / Comunicato stampa
Divenuta negli ultimi cinque anni una delle proposte musicali di punta del Centro Servizi Culturali S. Chiara, torna anche in questa stagione TRANSITI – Musiche in movimento. La rassegna, curata da Alberto Campo, sarà strutturata su sei appuntamenti (da ottobre a marzo presso il Teatro SanbàPolis di Trento), mantenendo intatti i propositi iniziali che le hanno permesso di ritagliarsi un ruolo nelle abitudini cultuali del pubblico trentino: indagare l’attualità musicale senza porsi limiti di genere o geografia, mettendo in scena sia interpreti portatori di linguaggi innovativi sia figure dotate di rilievo storico. Il calendario degli eventi è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa da Francesco Nardelli, direttore del Centro Servizi Culturali S. Chiara, e Alberto Campo, consulente artistico, alla presenza di Corrado Bungaro, assessore alla Cultura del Comune di Trento.
Il programma prenderà il via venerdì 11 ottobre con THE NECKS, band australiana di culto riverita su scala planetaria, in attività da tre decenni abbondanti. “Un’ossessione” per lo scrittore Geoff Dyer, intenditore e appassionato di jazz, come testimoniò il suo libro più celebre, “Natura morta con custodia di sax”, che due anni fa sul “New York Times” li ha definiti “il migliore trio sulla faccia della Terra”. Si tratta tuttavia di jazz sui generis, per certi versi affine al minimalismo colto e per altri alle avanguardie del rock. Da quest’ultimo ambito proviene del resto il pianista Chris Abrahams, associatosi nel sottobosco indipendente di Sidney con il bassista Lloyd Swanton e il batterista Tony Buck. Autori fin qui di una ventina di dischi, dal vivo si avventurano nell’improvvisazione sui canoni impressi in sala di registrazione creando astratte e suggestive musiche d’atmosfera.
Nell’arco di una carriera lunga oltre 40 anni il 68enne BILL FRISELL, atteso a Trento giovedì 24 ottobre, si è imposto quale assoluto protagonista della scena musicale statunitense: status certificato nel 2005 dal Grammy Award assegnato al suo album “Unspeakable”. Compositore e arrangiatore, ma soprattutto chitarrista sopraffino, dopo essere affiorato dal circuito off del jazz newyorkese entrò nei ranghi della celeberrima etichetta discografica bavarese Ecm, allargando poi nel tempo il raggio della propria azione creativa fino ad abbracciare la tradizione del folklore americano del Novecento. Trae ispirazione proprio da essa il progetto Harmony, titolo dell’imminente album targato Blue Note, in cui suona accompagnato da Petra Haden (figlia di Charlie, leggendario contrabbassista jazz, in voce), Hank Roberts (violoncello) e Luke Bergman (chitarra baritona), per dare forma a ciò che oltreoceano un commentatore ha chiamato “musica sacra”.
Il cartellone della rassegna propone quindi venerdì 15 novembre un’occasione forse unica e irripetibile. Preceduta dal disco uscito in estate, che mutua il titolo dal classico “hard boiled” di Raymond Chandler “The Long Goodbye”, potrebbe essere la tournée con cui i PERE UBU si accommiatano definitivamente dal proprio pubblico dopo un’avventura artistica gloriosa, ispirata originariamente – come dichiarava il nome scelto – all’Ubu Roi; antieroe “patafisico” creato dal simbolista francese Alfred Jarry. Presentando l’album, David Thomas - fondatore e leader della band di Cleveland, archetipo monumentale del post punk statunitense - ha affermato: «È un riepilogo di tutte le storie e le canzoni proposte in modi differenti dai Pere Ubu nell’arco di 40 e passa anni che fornisce risposte alle domande formulate da noi stessi durante questo tempo, consegnandole a quella che io considero sia la loro destinazione definitiva».
Com’è consuetudine, anche quest’anno il programma include un appuntamento con la sonorizzazione originale di un film muto, onorando sabato 1 febbraio la memoria di Carl Theodor Dreyer, rappresentato da un caposaldo della sua produzione: “Vampyr”, horror d’impronta surrealista realizzato dal regista danese nel 1932, subito dopo “La passione di Giovanna d’Arco”, e divenuto nel tempo oggetto di culto. A musicarlo dal vivo saranno i quotati strumentisti torinesi PAOLO SPACCAMONTI (chitarra e sintetizzatore) e RAMON MORO (tromba e flicorno), già in coppia nel 2016 per la colonna sonora de “I cormorani” di Fabio Bobbio, insieme alla violoncellista canadese JULIA KENT, anni fa nella formazione dei Johnsons che affiancava Antony Hegarty: artista abituata a sconfinare in ambito cinematografico (un suo brano figurava in “This Must Be the Place” di Paolo Sorrentino), nonché verso la danza e il teatro.
Il penultimo appuntamento è in calendario venerdì 28 febbraio e vedrà protagonista RICHARD DAWSON, artista del genere che noi chiameremmo cantautore, benché il suo stile tenda evidentemente altrove. Suonando la chitarra in maniera bizzarra e articolando un timbro di voce lunatico, fra Robert Wyatt e Syd Barrett, anche se lui sostiene d’ispirarsi al canto devozionale sufi detto “qawwali” e al folk inglese d’antan, si è guadagnato nel novembre 2014 la copertina dell’autorevole mensile “The Wire” e il peana di “The Guardian” per l’album uscito nel 2017, “Peasant”: “Astruso eppure stranamente accessibile, di ricerca ma azzeccato, un vero successo”. Era il quinto atto in una serie avviata nel 2007, quando ancora lavorava da commesso in un negozio di dischi di Newcastle e strimpellava una sgangherata chitarra acustica dalle corde di nylon: il prossimo, “2020” è atteso in ottobre.
“Transiti” si concluderà venerdì 27 marzo mettendo in scena una suggestiva osmosi fra musica e immagini: questo offre il progetto chiamato JERUSALEM IN MY HEART, di cui sono responsabili il filmmaker canadese Charles-André Coderre e dal pluristrumentista e cantante di origine libanese Radwan Ghazi Moumneh, contitolare del leggendario studio di registrazione Hotel2Tango. Combinando sonorità in cui echi della tradizione araba fluttuano in ambienti elettronici a proiezioni di diapositive e video in 16 millimetri, il duo esplora una dimensione audiovisiva dalle qualità oniriche. Destinato inizialmente alla creazione di performance a soggetto, solo in un secondo tempo il lavoro degli artisti di Montréal è stato cristallizzato su disco, cosa accaduta ancora lo scorso anno con “Daqa’iq Tudaik”, terzo album della serie, edito come i precedenti dall’influente etichetta locale Constellation.

Il biglietto d’ingresso per ciascun appuntamento è in vendita a 10 Euro, con una riduzione a 8 per gli Under 26 e a 5 per gli studenti universitari.

Il calendario completo

Ulteriori informazioni:
http://www.centrosantachiara.it

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L'evento si terrà presso: teatro sanbapolis
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