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Serena Brancale
"Vita d'Artista"
 New Live
New Sound- New Graphic -  New Face!

Guarda i video del suo ultimo live:
PIÙ DELLA MUSICA (feat. Mama Marjas)
GALLEGGIARE (piano e voce)
PAPRIKA
Serena Brancale - voice/multipad/loop
Domenico Sanna - fender rhodes/basso synth
Alfonso Deidda - piano/fiati
Dario Panza - drumpad

Francesco Sacchini / Damiana Dellantonio - cori

Fabio Verardo - sound engineer
 
di lei hanno scritto:

IL SUCCESSO VAL BENE UN LUNEZIA

Direttore Responsabile Luigi Scardigli

AULLA (MS). La miccia, lunghissima, è ormai prossima a scatenare la scintilla che provocherà la detonazione; ipotizziamo il prossimo12 ottobre, come giorno X, quello della deflagrazione: è quando uscirà il suo nuovo video Lei, Serena Brancale, omaggiata ieri sera dal Premio Lunezia, sezione Jazz, alla XXIII edizione della manifestazione di Aulla, è concentratissima, un vero e proprio caterpillar di emozioni, luci, colori, tonalità, sguardi, sorrisi, bellezza, che centellina con dovizia di attenzioni e circostanze e che divide e condivide con l’anima e il diaframma che la condurranno dove sognava di arrivare da bambina. Ve ne avevamo già parlato, di questa meravigliosa macchina vocale, quando, intenti a deliziarci con l’ascolto di Erika Badu, Youtube ci suggerì l’ascolto, collaterale, di questa ex bambina, oggi donna prodigiosa, di Bari, che scherzava con la musica, con la vita e con il mondo spostandosi, sistematicamente, più in là, dove si incontrano grosse difficoltà di apparentamento per le catalogazioni e i filoni musicali.

Musicista raffinata, polistrumentista allenata nelle stanze del Conservatorio, Serena Brancale ha sempre privilegiato la propria spiccatissima personalità a tutto il resto, esattamente come non fanno tutti quelli che cercano un pertugio nel successo musicale: scimmiottano quelli che credono giochino la loro causa, finendo per essere degli inutili copia/incolla di cose già sentite. E di questa diffusa e controproducente malattia, proprio ieri sera, ad Aulla, durante la maratona delle premiazioni, a voci e volti nuovi (ma in frealtà vecchi, perché già sentiti) della canzone italiana, ne abbiamo avuto ampi e mortificanti esempi, con aspiranti rocker e giovanissime cantanti che ricordano, decisamente troppo, i loro beniamini già catapultati ai rotocalchi e alle trasmissioni popolari, credendo che restare anonimamente nella loro scia possa condurli fino a riva. La via musicale di Serena Brancale invece è ancora una strada rischiosamente, ma argutamente, da asfaltare, dove si sentono e si riconoscono illustri suggerimenti e contaminazioni, certo, ma sono soltanto arie, impressioni, che (ri)nascono nel suo sound, disallineato e preciso, puntualmente in ritardo, o in anticipo, se preferite, offerto con la consapevolezza di chi sa di avere numeri preziosi e carte universali da giocare a qualsiasi tavolo, tanto da bridge in lussuosi casinò, come a tresette in modesti, ma veritieri, circoli arci. Il premio Lunezia Jazz ricevuto ad Aulla ieri sera è soltanto un’altra tappa di avvicinamento, un altro porto conquistato, come lo sono le roccaforti musicali italiane (Roma e Milano e tutta la Puglia, la sua Puglia) e non solo (era a Tokyo, giorni fa, per un concerto da Bulgari) che Serena Brancale tocca folgora e segna indelebilmente. Prima dell’esecuzione, avvenuta poco prima della mezzanotte e dopo un'estenuante carrellata di poco onorevoli tentativi di imitazione, di due brani del suo Cd, Galleggiare, che le è valso l’ambito riconoscimento massese, ci siamo finalmente incontrati, con Serena Brancale, proprio davanti all’ingresso del Demy Hotel di Aulla, quartier generale di tutti gli artisti convocati sul palco della rassegna. Poche battute, tanti sorrisi, qualche vicendevole complimento per i rispettivi abbigliamenti e poi, via, di nuovo dal suo entourage, che sta credendo ciecamente nel progetto Brancale, prossimo alla fioritura.

Meglio Meno Direttore Responsabile Luigi Scardigli
 
GENERAL MANAGER CARLO AVARELLO
ISOLA DEGLI ARTISTI
Tel: 06 92708099
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