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GET WELL SOON "The Horror"

“La paura è un tema che emerge molto rapidamente se si cerca di capire lo strano mood della nostra società“, dice Konstantin Gropper (GET WELL SOON) sul suo cambiamento stilistico dal vecchio album LOVE al nuovo appena uscito THE HORROR. “Sembra essere un grande denominatore comune“. Sezionare le emozioni umane più profonde, fa affiorare il meglio di Gropper, un approccio che si è affinato nel tempo, fin dall’enorme vaudeville in stile cabaret del suo debutto acclamato dalla critica “Rest Now, Weary Head! You Will Get Well Soon” nel 2008. Altri cinque album lo hanno seguito, guadagnandosi recensioni entusiastiche nella patria Germania, Francia, Regno Unito e nel resto del mondo. Dopo il suo successo iniziale, un sacco di occasioni sono venute a galla e Gropper se n’è approfittato al meglio, prestando la sua abilità musicale a numerosi progetti. Ad oggi ha lavorato a lungo come compositore di colonne sonore, realizzando cinque lungometraggi – tra cui il lavoro per Wim Wenders – una serie televisiva e diverse canzoni tematiche per spettacoli televisivi, oltre a comporre per il teatro e lavorare come produttore per numerosi artisti, che vanno da un popolare album rap di platino, fino ad arrivare a cantautori cameristici. Tutto ciò mostra la varietà e la versatilità del suo talento prodigioso e prolifico. Ma è con il progetto GET WELL SOON che Gropper ha trovato la libertà di esprimere pienamente le sue capacità di songwriting e le sue idee musicali. È stato paragonato in passato ad artisti diversi come Arcade Fire, Tom Waits, Beirut o all’elegante pop barocco di Rufus Wainwright, Richard Hawley e The Divine Comedy, ma nel tempo è cresciuto non solo il suo profilo artistico, ma anche la sua tavolozza musicale e le sue fonti di ispirazione. L’album “Love” del 2016 è stata una raccolta perfettamente equilibrata di canzoni delicate, che esplorano il mistero dell’emozione più cruciale dell’umanità, con il pop ed osservazioni ironiche. THE HORROR, invece, si trova all’estremità opposta dello spettro tematico: i paesaggi dal forte sapore cinematografico sono ispirati da colonne sonore, da compositori classici del XX secolo come Charles Ives e Morton Feldman, e da Nelson Riddle, arrangiatore e orchestratore di Frank Sinatra, un nome significativo al quale Gropper rende omaggio, basandosi soprattutto al suo periodo d’oro degli anni ’50. THE HORROR è ispirato dalla paura in tutte le sue forme – “la paura come motivatore, come ostacolo, come consulente e come arma politica, sia sociale che privata“, spiega Gropper. Ma è anche un album di forti contrasti, che rilascia lentamente, stuzzicando l’ascoltatore ascolto dopo ascolto. L’affascinante percorso inizia dalla copertina stessa, un cane nero privo di espressione – un’immagine per sempre associata alla depressione – che fissa ti fissa negli occhi in modo inquietante dall’angolo di una stanza scolorita dal sole. “È un eufemismo rispetto all’opulenza della musica” dice Gropper di questa immagine che ha trovato in un libro fotografico. “Questo è un bel cortocircuito“. Il cane è docile o pronto a rubare la tua anima? Tale tensione è al centro del disco, in agguato sotto la superficie e dietro ogni angolo.
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