Ivory ed i suoi eleganti film in costume non hanno bisogno di presentazioni. In questo film, come in Quel che resta del giorno, egli torna a collaborare con lo scrittore giapponese Ishiguro. La storia si svolge a Shangai, poco prima dell’invasione giapponese, città cosmopolita brulicante di politici, faccendieri internazionali e rifugiati politici. Ralph Fiennes è Jackson, un ex diplomatico diventato cieco, che apre un elegante locale, La Contessa Bianca, in cui cerca rifugio dalla confusione e dalla povertà che lo circondano. Rinunciando alle eteree atmosfere dell’Inghilterra vittoriana ed alla ricchezza dei costumi che lo hanno reso famoso, qui Ivory si occupa della difficile vita dei nobili russi rifugiati a Shangai dopo l’avvento dei Soviet (anni ’30). Le atmosfere sono rarefatte e tristi, l’ambientazione (curata nei minimi dettagli) dipinge in maniera magistrale la dignitosa, ma estrema povertà dei nobili russi decaduti. La protagonista Sophia (Natasha Richardson), un’affascinante contessa che per mantenere i parenti fa la “ballerina” in un bar, coi suoi occhioni tristi e la bocca sempre torta in una smorfia di dignitosa rassegnazione, è stupenda. Splendido anche il cammeo di Vanessa Redgrave, mentre Ralph Fiennes ci ha regalato interpretazioni migliori. Il film è splendidamente diretto e la sceneggiatura è meravigliosa, purtroppo però risulta a tratti un po’ lento. Per quelli a cui piacciono i film di Ivory