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MORRIS, DE GROOT Lucky Luke. Il pittore (Lo Vecchio, pgg. 46, L.19.000)
Vinile
Autore: the Raven
Morris se n’è andato il 16 luglio scorso, ponendo quasi certamente fine alla vita fumettistica di Lucky Luke, il cowboy che creò insieme a Goscinny (co-inventore anche di Asterix e scomparso a sua volta nel ‘77). Probabilmente il fortunato personaggio continuerà invece a vivere nei brutti cartoni animati, col merchandising e, se è vero che al peggio non c’è mai fine, in una nuova serie tv con Terence Hill a vestirne ancora i panni. Comunque sia, Il pittore, che vede al centro della storia la figura di Frederic Remington, cioè colui che con i suoi dipinti riuscì ad immortalare meglio di ogni altro l’epopea del Far West, è uno degli albi meglio riusciti da qualche anno in qua, forse perché è una summa di tutte le gag tipiche di questo fumetto o perché ripassa in veloce sequenza i luoghi (comuni) e i personaggi cari a Morris: la figura storica, il bandito da 4 soldi, le scazzottate al saloon, gli indiani un po’ svitati, il giudice, il beccamorto con tanto di inseparabile condor etc. Piuttosto, essendo una delle ultime storie, potevano essere evitate la smaccata pubblicità alla Coca-Cola (che tra l’altro, al tempo, non aveva la tipica forma della bottiglia strozzata come la conosciamo oggi) e la continua campagna antifumo, quasi a farsi perdonare il passato da tabagista di Luke, perché sarà pure politicamente corretto, ma alla fine dà un po’ sui nervi farsi ricordare anche da un fumetto che fumare provoca il cancro (aspè, che mi accendo una Gitane… puf, puf… ahhhhh!). Non so se Morris, il cui segno con l’età era calato qualitativamente solo di poco, ha fatto in tempo a disegnare l’ultima attesa avventura del cowboy contro i Dalton (la famiglia di delinquenti che - ripeto - casualmente somiglia in modo impressionante a Massimo D’Alema), ma tutti noi che siamo cresciuti leggendo i celebri inseguimenti ai quattro fratelli in lungo e in largo per l’America, lo speriamo. Poi, non ci resterà che aspettare la pubblicazione delle poche storie rimaste ancora inedite e riporre alfine un altro tassello dorato della storia del fumetto mondiale. La Casa degli Errori Se avevate perso cinque minuti di Grande Fratello per un attacco di diarrea o avevate avuto la sfortuna di lavorare e dunque gran parte delle gesta dei relegatti vi erano sfuggite, se avevate temuto che Salvo avesse potuto raccontare finalmente una barzelletta che facesse ridere proprio quando non eravate davanti allo schermo, o se siete stati tanto scemi/e da perder tempo a scopare o andare a un concerto proprio mentre Marina raccontava della sua festa per i diciotto anni, avreste comunque potuto recuperare: Omnitel, la stessa che piazza quelle antenne sospettate di portare tutt’altro che bene, ha comprato da Jumpy i diritti grazie ai quali vi informava via telefonino su che cosa era successo o stava succedendo nella Casa degli Errori. La solita vocina, una volta ‘contattata’, vi avrebbe detto: “Premi il tasto X per avere la sintesi della giornata, premi il tasto Y per avere la diretta”. O i commenti di Platinette (me cojoni, essenziale!), o la cronaca degli eventi. Due milioni di chiamate in un mese e mezzo, 45.000 contatti quotidiani iniziali (che son diventati 60.000 e dovrebbero essere arrivati fino a 100.000) per un malloppo di oltre un miliardo e mezzo. Ed un uguale servizio messo a punto su rete fissa (parità di diritti alle nonne!). Spero che scoppi una bella guerra mondiale e che Omnitel sarà lì: “Per conoscere il numero aggiornato dei morti premere X, per ascoltare l’eco dei bombardamenti premere Y, per andarvene affanculo premere Z”.
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