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VILLA ARCONATI

FESTIVAL DI VILLA ARCONATI – FAR
1989-2019 

22 GIUGNO - 23 LUGLIO 2019




1989-2019: un traguardo importante per la nuova edizione del Festival di Villa Arconati - FAR a Castellazzo di Bollate.
Un'edizione che fatalmente cercherà di sparigliare le carte differenziandosi dalle edizioni precedenti, con una proposta che punti ad assomigliare ad una ripartenza, sia per il cambio di location – il Festival torna all’interno dei giardini della Villa lato Sud, quello storico che ne ospitò la maggior parte delle edizioni – che per le scelte artistiche.
Era necessario un cambio di passo: cercare in forme d’arte diverse, in altre musiche possibili, quel suo tratto distintivo, senza naturalmente dimenticare la qualità che da sempre motiva il legame con il suo affezionato pubblico e l'attenzione che esso dedica alla rassegna.
E allora, quindi, spazio all’ironia, alla sperimentazione elettronica, al teatro, alla ricerca. Perché chi si ferma è perduto, e il Festival non si è mai fermato nel cercare nuove strade.


La prima novità è per l’apertura di Mercoledì 26 giugno. Ad inaugurare il Festival con uno spettacolo proposto ad ingresso gratuito (anche questa è una piccola novità) c’è Guido Catalano con il suo “Tu che non sei romantica summer tour”.
Il sottotitolo parla di “dialoghi, parole e poesie amorose ad inarrivabile tasso di  romanticismo” e, ovviamente, sarà molto alta anche la dose ad altrettanto inarrivabile tasso di ironia, solitamente presente negli show dell’artista torinese. Un reading in solitaria che si preannuncia, come sempre, unico ed irresistibile, una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia, e amore, ovviamente.
Ingresso gratuito con prenotazione a cultura@comune.bollate.mi.it
Un Festival che si apre alle contaminazioni non può non misurarsi con la nobiltà estrema che porta il nome dei progetti artistici che Laurie Anderson porterà sul palco Venerdì 5 luglio in un evento in collaborazione con TERRAFORMA Festival.
Icona dell’intelligenza elettronica e della sperimentazione linguistica,  HYPERLINK "http://www.laurieanderson.com/"Laurie Anderson è un'artista visiva, compositrice, musicista d'avanguardia, regista, poetessa urbana, femminista, nonché moglie del compianto Lou Reed e celebrità più atipica del pianeta. Anderson, espressione vivente dell'arte interdisciplinare, presenta per la prima volta in italia “The language of the future”, una performance emozionante e imprevedibile che mescola narrazione (spoken word), musica (violino elettrico e orchestra digitale) e proiezione di video interattivi. Fresca vincitrice del suo primo Grammy Award nella categoria musica da camera/small ensemble per l'album “Landfall” e indimenticabile autrice di quel brano ipnotico, virale, da classifica che fu “O Superman”, Laurie Anderson con il semplice atto dell'artista, con il magnetismo della sua presenza, può offrire al pubblico infinite direzioni estetiche e sfumature emotive.


Lunedì 8 luglio il Festival ospita un attore/narratore di semplice immediatezza e genialità: Ascanio Celestini, con il nuovo spettacolo “Storie comiche ferroviarie”.
Celestini è considerato uno dei rappresentanti più importanti del nuovo teatro di narrazione. I suoi spettacoli, preceduti da un approfondito lavoro di ricerca, hanno la forma di storie narrate in cui l'attore-autore assume il ruolo di filtro con il suo racconto, fra gli spettatori e i protagonisti della messa in scena.  Con questo nuovo spettacolo, tratto dalla sua recente pubblicazione “Barzellette” (2019), Celestini si concede un divertente intermezzo dedicato alle storielle da sempre create in ogni luogo del mondo, spesso con strutture e personaggi analoghi. Ce le racconta in una cornice inaspettata, con la sapienza di un grande narratore, mettendole in fila come i vagoni di un treno. Un vero e proprio mondo da esplorare per ricordarci che si può ridere di tutto e soprattutto di noi. Uno humor tutt’altro che politicamente corretto, e per questo catartico: perché, come ci suggerisce il comico romano, le barzellette «ci danno la possibilità di prendere il peggio di noi e del mondo e di appropriarcene per smontarlo e conoscerlo: un’arma tolta di mano a un assassino e usata in maniera ridicola finisce per mostrare quanto siamo infami, ma anche quanto siamo liberi e deboli».


Dopo le vertigini comiche di Celestini, il palco di Villa Arconati - FAR torna ad aprirsi alla musica Martedì 9 luglio  con un concerto importante, quello dei  Bowland.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  
Scoperto dal grande pubblico con l’edizione 2018 di X Factor, Bowland è un progetto musicale nato nel 2015 a Firenze da tre amici di liceo, Lei Low, Pejman e Saeed, conosciutisi a Teheran e successivamente trasferitisi in momenti diversi  a Firenze per studiare. La loro proposta musicale affonda la sue radici in quel filone della musica elettronica dove trovano spazio atmosfere fluttuanti, ma anche fonti sonore inusuali, arricchite da una presenza vocale eterea e da una base strumentale ricca di groove. Nel 2017 è uscito il loro primo album, "Floating trip", mentre nel 2018 hanno rapito il pubblico televisivo arrivando  alla finale di "X factor" Italia grazie a una voce femminile suadente immersa in sonorità trip hop tra Portishead, Moloko, Archive. A dicembre hanno pubblicato l’ep "Bubble of dreams", con il nuovo singolo "Don’t stop me".
Lo stile, la classe, l’eleganza e l’anima soul di Dee Dee Bridgewater saranno le protagoniste della serata di  Mercoledì 17 luglio.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                 
Nominata nel 1999 ambasciatrice dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura delle nazioni unite (FAO), Dee Dee è considerata una delle poche eredi delle grandi voci femminili del jazz. Sposata al trombettista Cecil Bridgewater, ebbe la completa maturazione artistica e i primi grandi riconoscimenti a livello di critica e di pubblico dopo essersi trasferita in Francia all'inizio degli anni Ottanta, imponendosi come raffinata interprete di un vasto repertorio che spazia dagli standard alle tendenze più recenti, con un particolare apprezzamento per il suo modo di reinterpretare il repertorio di Billie Holiday, di cui proprio il 17 luglio ricorre l’anniversario della scomparsa, avvenuta nel 1959. Il suo ultimo lavoro discografico è dedicato alla terra dove è nata, Memphis Tennessee, e raccoglie alcune strepitose versioni di classici come “I can’t stand the rain”, “Hound dog” e “Try a little tenderness”.
Evento in collaborazione con Bollate Jazz Meeting.

Il viaggio nelle musiche possibili dentro il Festival di Villa Arconati - FAR Martedì 23 luglio passa dall’Africa, più esattamente dal Benin, dove è nata Angelique Kidjo.
Cantante e artista tra le più influenti e importanti del continente africano – da molti è stata definita la vera erede di Miriam Makeba – la Kidjo è un'orgogliosa viaggiatrice della musica, e le sue due ultime esperienze musicali lo certificano appieno. L’anno scorso ha rifatto completamente un album culto come “Remain in light” dei Talking Heads, dando un colpo di vernice afro ad un disco storico e trasformandolo in una festa per le orecchie e per l’anima. Ad aprile di quest’anno è uscito poi “Celia”, album tributo a Celia Cruz, straordinaria cantante cubana che Angelique riprende con una classe e una energia eccezionali. Saranno sicuramente questi due dischi a fare da base ad un concerto che chiuderà al meglio un'edizione fatta di contaminazioni e condivisioni, confermando come il Festival di Villa Arconati - FAR sia sempre stato un luogo aperto alle diversità, e questa importante edizione lo dimostra in pieno.


L'edizione 2019 del Festival riserva inoltre un evento speciale di apertura, che rilancia il rapporto tra la Villa e il suo territorio circostante, in primo luogo il Comune di Bollate che, oltre che comunità di prossimità, è anche l’Ente che ne organizza, sin dall’inizio, la realizzazione.

Sabato 22 giugno c’è in programma un'anteprima speciale del Festival presso il Cantun Sciatin a Bollate. Si tratta di “Batik, African Suite” eseguita dalla Artchipel Orchestra e L’Orchestra di Via Padova, dirette da Ferdinando Faraò.
“Batik” è un progetto ispirato e dedicato interamente alla musica africana, e le scritture degli autori  Faraò, Latronico e Mamone si incontreranno per dare vita ad un’unica partitura che vedrà i musicisti di entrambe le orchestre riuniti in un unico ensemble. Artchipel Orchestra è per la critica jazz una delle orchestre più significative della scena attuale, più volte premiata al referendum top jazz come migliore formazione italiana. L’Orchestra di Via Padova è uno dei più longevi e riusciti esempi di orchestre “sociali” presenti in Italia, per un esperimento che compie dieci anni di vita all’insegna della contaminazione e della multietnicità.
Evento realizzato in collaborazione con  Bollate Jazz Meeting.
1989-2019
FESTIVAL DI VILLA ARCONATI-FAR
Da sempre per la grande musica 





Il Festival di Villa Arconati-FAR è oggi un progetto musicale e culturale realizzato grazie alla collaborazione fra il Comune di Bollate, la Fondazione Augusto Rancilio e i sostenitori della manifestazione. L’origine dell’evento risale al 1985, anno in cui per la prima volta Villa Arconati viene aperta al pubblico per ospitare concerti di musica classica. La rassegna di musica avrebbe lasciato spazio nel 1989 al Festival di Villa Arconati, il quale, nel corso di tutti questi anni, si è affermato come una delle manifestazioni più prestigiose dell’estate milanese.  Nel corso del tempo il Festival ha acquisito un carattere ed una personalità unici, tanto da essere ormai considerato uno dei Festival musicali più importanti dell’estate italiana. Tutto questo è dovuto certamente alla qualità delle proposte artistiche che il Festival ha offerto nelle numerose edizioni e grazie anche al valore architettonico, ambientale e storico di Villa Arconati-FAR, una delle più importanti Ville di Delizia del XVIII secolo presenti nel Nord Italia.

Nelle precedenti edizioni del Festival di Villa Arconati si sono esibiti musicisti italiani come Gino Paoli, Paolo Conte, Enrico Ruggeri, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori, Edoardo Bennato, Fiorella Mannoia, Eugenio Finardi, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Fabrizio De André, Lucio Dalla, Franco Battiato, Vinicio Capossela, Giorgia, Pino Daniele, Carmen Consoli, Elisa, Massimo Ranieri, Samuele Bersani, Marco Paolini,  Elio e le Storie Tese, Riccardo Cocciante, Ludovico Einaudi, Mario Biondi, Daniele Silvestri, Baustelle, Malika Ayane, Raf, Stefano Bollani, Davide Van De Sfroos, Raphael Gualazzi, Afterhours, Cristiano De Andrè.

Artisti stranieri come Dizzy Gillespie, Al Di Meola, Joe Zawinul, Herbie Hancock, Tony Williams, Manhattan Transfer, John Lurie, Joan Armatrading, Ry Cooder, Michael Nyman, Patti Smith, Ottmar Liebert, David Byrne, Dee Dee Bridgwater, Joao Gilberto, Goran Bregovic, Khaled, Cesaria Evora, Compay Segundo, Madredeus, Andreas Vollenweider, Angelique Kidjo, Marc Ribot, Rachelle Ferrell, Cousteau, Noa, Erycah Badu, Cassandra Wilson, Michael Bublé, Steward Copeland, Kraftwerk, Craig David, Sigur Ros, Robert Fripp, Dulce Pontes, Morrissey, Henri Salvador, Pat Metheny, Pet Shop Boys, Caetano Veloso e Gilberto Gil, Paul Weller, Siouxsie, Calexico, Rokia Traore, Mariza, Tori Amos, Paco de Lucia, Paolo Nutini, Mark Lanegan, Woodkid, Sinead O'Connor, George Benson, Buena Vista Social Club, Einsturzende Neubaten, The Kooks, Diana Krall, Joan Baez, Ian Anderson, Graham Nas, Chick Corea.

Musicisti classici come Michele Campanella, étoile della danza come Rudolf Nureyev, Luciana Savignano, Oriella Dorella, Maximiliano Guerra, il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala e tantissimi altri artisti a testimonianza della qualità delle scelte artistiche che contraddistinguono il Festival.
BIGLIETTI

22 giugno 2019
ARTCHIPEL ORCHESTRA E ORCHESTRA
DI VIA PADOVA
“Batik Africana Suite”
Concerto gratuito – Bollate, Cantun Sciatin

26 giugno 2019
GUIDO CATALANO
“Tu che non sei romantica summer tour”
Concerto gratuito – prenotazione obbligatoria
a: cultura@comune.bollate.mi.it

5 luglio 2019
LAURIE ANDERSON
In collaborazione con “Terraforma Festival”
€ 40 posto unico in piedi (€45 in serata)

8 luglio 2019
ASCANIO CELESTINI
“Storie comiche Ferroviarie” (Studio di Barzellette) 
€ 20 posto a sedere numerato

9 luglio 2019
BOWLAND
€ 25 posto unico in piedi

17 luglio 2019
DEE DEE BRIDGEWATER
“Jai Deux Amour”
€ 40 / € 30 posto a sedere numerato

23 luglio 2019
ANGELIQUE KIDJO
“Remain in Light”
€ 25 / € 20 posto a sedere numerato






Terraforma festival VI edizione
5-7 luglio 2019 Villa Arconati-FAR (Milano)
Laurie Anderson, Mica Levi, Monolake, Stefano Mancuso,
Sir Richard Bishop, STILL, RP Boo, Kelman Duran, RAMZi, Vladimir Ivkovic, DJ Stingray, Daniel Higgs, Caterina Barbieri, Bambounou, Stargate, Juliana Huxtable, Donato Dozzy, Renick Bell, Buttechno,
Sote, Walter Prati e Ricciarda Belgiojoso, Marco Shuttle e Efdemin, Izabel, Marylou, Paquita Gordon, Francesco Cavaliere

   
Milano, 30 maggio 2019 - La sesta edizione di Terraforma, il festival internazionale di musica, sperimentazione artistica e sostenibilità ambientale prodotto da Threes in collaborazione con Fondazione Augusto Rancilio, si svolge dal 5 al 7 luglio nel bosco di Villa Arconati-FAR a Bollate (Milano) ed è incentrata sul tema del linguaggio. Un’esperienza immersiva di performance musicali dal vivo, laboratori, incontri con gli artisti e installazioni nel verde, pronta ad accogliere migliaia di ospiti provenienti da tutto il mondo. Il processo di terraformazione, da sempre focalizzato sulla musica elettronica come una forma d'arte in prevalenza definita dall'assenza di testo, riparte con un approccio diverso. Il linguaggio di Terraforma si manifesta quest'anno sia come mezzo sia come elemento di esplorazione. Parole, immagini, voci e codici, oltre che suoni, sono immaginati per creare una conversazione diretta e in continua evoluzione con la comunità globale che ogni estate, dal 2014, si ritrova a Villa Arconati. Per dirla con le parole di Nathalie Du Pasquier, l'iconica scultrice, designer e pittrice che ha rinnovato l'artwork del festival, "il nostro è un alfabeto i cui simboli hanno un valore variabile, la loro combinazione crea significati diversi a seconda di chi li decifra".

Musica
Lo spettacolo più atteso di Terraforma 2019, in collaborazione con il Festival di Villa Arconati-FAR, è affidato al linguaggio universale di Laurie Anderson, artista visiva, compositrice, musicista d'avanguardia, regista, poetessa urbana, femminista, moglie del compianto Lou Reed e celebrità più atipica del pianeta. Anderson, espressione vivente dell'arte interdisciplinare, presenta per la prima volta in Italia The Language of the Future, una performance emozionante e imprevedibile che mescola narrazione (spoken word), musica (violino elettrico e orchestra digitale) e proiezione di video interattivi. Un'artista in grado di tradurre il linguaggio cinematografico contemporaneo in musica è la cantautrice e compositrice britannica Mica Levi, anche nota come Micachu. Le colonne sonore da lei scritte e musicate, tra cui Under the Skin (2013) con Scarlett Johansson, Jackie (2016) di Pablo Larraín con Natalie Portman e Monos (2019), mostrano soltanto una piccola parte dell'enorme talento di Mica Levi, che riesce sempre a esplorare luoghi inattesi e a manipolare ogni composizione, sia essa pop, elettronica oppure orchestrale. La performance inaugurale di Terraforma è l'esibizione dal vivo dell'acclamata produttrice e compositrice di musica elettroacustica Caterina Barbieri, artefice di lunghe escursioni analogiche che sondano temi legati all'intelligenza artificiale, al tempo e allo spazio, dando nuovo significato al linguaggio minimalista. Dagli Underground Resistance a oggi, DJ Stingray si presenta sempre sul palco con il volto mascherato, pronto a veicolare a cielo aperto il linguaggio industriale in tutta la sua brutale bellezza. Il linguaggio mistico di un outsider come Daniel Higgs, nell'esecuzione di The Fools Sermon, si manifesta invece attraverso omelie che, come portali, possono trasportare il pubblico verso nuove dimensioni. Lanciato dai Modeselektor, il dj parigino dalle origini polacco-maliane Bambounou è una figura chiave del clubbing internazionale, con Il suo linguaggio trasversale che fluttua tra paesaggi astratti, visioni post-globali e frazioni di elettronica vintage. Il linguaggio algoritmico, sempre più presente in campo musicale, è (di)mostrato in tutta la sua potenzialità creativa nei live di Monolake e Renick Bell. Il primo, che ha sviluppato il software Ableton Live, si cimenta con il suono surround nel labirinto di Terraforma. Il secondo propone Algorave, una performance di musica ballabile generata da algoritmi che unisce live coding e mapping.  Sul fronte opposto si colloca Sir Richard Bishop, un gigante della chitarra che affonda il linguaggio dell'improvvisazione nei meandri più occulti della musica indiana, nordafricana, mediorientale e gitana. Mondi lontani diventano più vicini con la dancehall destrutturata e reinterpretata dal linguaggio post globale di Simone Trabucchi in formato STILL, sul palco con diversi vocalist e ospiti speciali per connettere la sua città natale, Vernasca, con l’Etiopia e la Giamaica. Artefice di uno dei migliori set della passata edizione, Vladimir Ivkovic si ripropone a Terraforma con il suo linguaggio di ricerca che confluisce in un flusso sonoro da scoprire e ballare. Amante della musica esotica fin da giovane, la canadese RAMZi produce suoni e voci che evocano la natura più strana, misteriosa e incontaminata attraverso un personale linguaggio dell'immaginazione. L'utilizzo multidisciplinare del linguaggio gender fluid è una componente del lavoro di Juliana Huxtable, artista visiva, performer, scrittrice e dj che affronta le intersezioni di razza, genere, bellezza e identità. Il linguaggio del corpo in movimento è ben rappresentato da RP Boo, ex ballerino, musicista, produttore e dj elettronico tra i pionieri del genere footwork negli anni '90. Quella del dominicano Kelman Duran è ancora musica da ballare, festosa come può essere un'esplosione di reggaeton e altri suoni afro-caraibici, eppure abitata da inquietudini generazionali, spazi desertici, campionamenti e linguaggi spettrali. Buttechno è un giovane produttore musicale dei sobborghi di Mosca. Il linguaggio distopico veicolato dalle sue tracce techno rispecchia la desolazione che si respira nella periferia meridionale della capitale russa, dominata da grattacieli e paesaggi post-apocalittici. Pochi dj e produttori sono così ampiamente e universalmente acclamati nel campo della musica elettronica come Donato Dozzy. Con il suo linguaggio ipnotico e una rara capacità di entrare nella mente delle persone, Dozzy ricerca e trova sempre il mood perfetto nei contesti più diversi. Il compositore e artista del suono iraniano Sote porta dal vivo in anteprima italiana Parallel Persia, uno spettacolo elettroacustico che manipola il linguaggio mediorientale in paesaggi sonori sintetici attraverso l'elettronica, integrata dalle note di Arash Bolouri al santur e Pouya Damadi al tar. In un'altra galassia dell'universo, il compositore ed esecutore di computer music Walter Prati insieme alla pianista Ricciarda Belgiojoso suona Gaze Through The Stars, una reinterpretazione del linguaggio cosmico di Tierkreis (Zodiaco) di Stockhausen. Il linguaggio back to back è nelle sapienti mani dei dj Marco Shuttle e Efdemin, insieme in console per un raro set elettronico da dancefloor. L'australiana di base ad Amsterdam Izabel, con il suo linguaggio sognante ispirato ai viaggi seleziona paesaggi sonori eclettici e delicati. Ballerina appassionata e ascoltatrice attenta, resident della stazione radio Rinse Fm, Marylou diffonde il linguaggio delle culture unendo musica tradizionale di vari paesi del mondo, dub, library, noise e musica improvvisata. La chiusura del festival è nel linguaggio del vinile - compagno di avventure - di Paquita Gordon, considerata ormai a tutti gli effetti la madrina di Terraforma. 

Anteprima Stargate
Nell'anno di Matera capitale europea della cultura, Terraforma porta nella città dei sassi Lorenzo Senni che, in una settimana di residenza artistica site-specific dal 3 al 10 giugno, sale a bordo dello studio di registrazione mobile di Red Bull per realizzare un nuovo album a nome Stargate. La presentazione del materiale inedito l'8 e 9 giugno a Matera precede la première dal vivo a Terraforma il 6 luglio e la performance al Sonar di Barcellona tra il 18 e il 20 luglio. Stargate è il progetto parallelo di Senni, manifestazione del suo linguaggio trance-wave, che dal vivo è accompagnato da una band al completo insieme al collaboratore di lungo corso Eddy Current alla chitarra.

Sostenibilità
La musica di Terraforma parla a un pubblico sempre più attento all'ambiente, al linguaggio della natura, che si concretizza in un percorso di valorizzazione, bonifica e riqualificazione del bosco di Villa Arconati. Tra i progetti di sostenibilità, il festival ha ultimato un labirinto di siepi, realizzato sul modello originale disegnato da Marc’Antonio Dal Re nel 1743. Per il suo compimento, grazie alla collaborazione pluriennale con Borotalco, sono stati piantati oltre 500 esemplari di carpino lungo cinque cerchi concentrici che conducono al centro. Come nelle tre precedenti edizioni, anche quest'anno il labirinto ospita performance artistiche che sfruttano tecniche di spazializzazione del suono. Il video che ne racconta il making of è visibile a questo link https://vimeo.com/user59390079.  Terraforma, inoltre, rende pubblico il suo primo bilancio di sostenibilità, un documento scaricabile dal sito che racconta in dettaglio visione, progetti e iniziative per migliorare il proprio impatto ambientale e sociale. A fine gennaio Terraforma è stato premiato per la sostenibilità da A Greener Festival (AGF), l'associazione inglese no profit più attiva nella ricerca, nel monitoraggio e nell'aiuto all'implementazione di soluzioni green per eventi musicali, ed è l'unico festival italiano presente su 35 manifestazioni di 14 paesi europei, nella categoria Improvers (per aver iniziato il "viaggio" verde mostrando un impegno significativo nel processo di riduzione dell'impatto ambientale). Oltre al riconoscimento, AGF ha redatto una valutazione, basandosi su dati e informazioni raccolti prima, durante e dopo il festival, per tracciare le linee di intervento di Terraforma per il 2019: salvaguardia del verde, riduzione dei rifiuti con particolare attenzione alla plastica, monitoraggio dei consumi idrici ed energetici,  mobilità e sprechi. Per ridurre sensibilmente la generazione di rifiuti di plastica e migliorare il tasso di differenziazione e riciclabilità dei propri rifiuti, Terraforma quest'anno abbandona l'utilizzo di bicchieri monouso in favore di una soluzione più sostenibile apportata dai nuovi bicchieri riutilizzabili.

Talk e attività collaterali
In una delle talk in programma incontriamo Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale di fama mondiale inserito dal New Yorker nella classifica dei World changers. Per lo scienziato, la Nazione delle piante è un modello di modernità da imitare per evitare un futuro catastrofico per l’umanità. Durante l’incontro, realizzato con il supporto di Etica Sgr, si discute della strategia evolutiva che ha portato il mondo vegetale a rappresentare, incontrastato, l’82% della biomassa terrena. Tra le attività collaterali si riconfermano, sabato e domenica mattina, le sessioni di yoga con l'istruttrice Lavinia Cometti. Inoltre, si può partecipare per la prima volta a C-CASCATE ALPHABETICHE, una rassegna artistica di letture, racconti e performance nel Kiosque à Musique a cura di Francesco Cavaliere e Ruggero Pietromarchi: Francesco Cavaliere presenta Zoo Machia Disc 1&2, Leila Hassan legge  Harry The Dog That Bit You di Sam Ashley, Enrico Malatesta presenta Lily Star, Donato Epiro presenta Canti Magnetici, e altro ancora.

Kiosque à Musique e parco architettonico
Kiosque à Musique è una nuova struttura futuristica sostenibile, totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico grazie all'utilizzo di pannelli fotovoltaici. Realizzata in collaborazione con il festival belga Meakusma e supportata dal finanziamento europeo Erasmus+, la struttura è progettata, disegnata e costruita da giovani architetti e falegnami italiani e belgi. Ispirata al design francese e italiano per i caroselli, che un tempo erano situati nei giardini per ospitare un'orchestra o una giostrina, raccoglie autori e artisti contemporanei che presentano il loro lavoro focalizzato sulla parola e sul linguaggio. Il suo palco site-specific è anche pensato per amplificare i suoni della natura attraverso camere dell'eco. Il parco architettonico di Terraforma, rinnovato nel 2018 sotto la guida degli architetti Matteo Petrucci e Sofia Coutsoucos, è raccontato in un nuovo video di Vasilis Marlanti. Da esso emergono le scenografie effimere che, relazionate con gli assi prospettici e grazie all’uso di elementi simbolici, assumono autonomia e identità contemporanea. Insieme allo studio di architettura AOUMM, Petrucci e Coutsoucos hanno coordinato un team di studenti del Politecnico di Milano per la progettazione degli arredi del festival, ispirati a una versione marziana degli origami giapponesi.

The Hill Camp
Oltre al campeggio base (The Field Camp), nel quale ognuno provvede a sistemarsi con la propria tenda, Terraforma mette a disposizione un'area apposita (The Hill Camp) con tende pre-costruite più confortevoli. Grazie alla collaborazione con Nuvo, Le Hill Camp Tents sono equipaggiate con materassi, lenzuola, cuscini e asciugamani, e provviste di illuminazione, una piccola scaffalatura e chiusura a chiave. A disponibilità limitata, si possono prenotare nel nuovo e-commerce di Terraforma al link https://shop.terraformafestival.com/ al prezzo di 360 euro per 2 persone o 490 euro per 4 persone, escluso il pass di 2 o 3 giorni per il campeggio che è comunque obbligatorio.

Biglietti e info
Terraforma Festival 2019 // 5-7 luglio // Parco di Villa Arconati-FAR, Bollate (Milano) // Pass incluso campeggio base (The Field Camp) di 3 giorni a 140 euro +dp, di 2 giorni a 95 euro +dp, e biglietti giornalieri a 40 euro +dp venerdì e sabato, 25 euro +dp domenica sono disponibili sul sito di Terraforma e tramite il servizio di biglietteria online Do it yourself al link https://www.diyticket.it/festivals/85/terraforma-2019.

Foto e presskit
http://tinyurl.com/Terraforma19

Foto edizione 2018
http://tinyurl.com/foto-Terraforma18

Info
www.terraformafestival.com - info@terraformafestival.com

Ufficio stampa
Gaetano Scippa // press@terraformafestival.com // 335 6858609


Altre informazioni

Dal 22/06/19 al 23/07/19

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