Live Festival
PIAZZA VIVA
Info festival:
PIAZZA VIVA Piazza Vittorio Veneto MAZZE' TO INFO: http://www.tornarealfuturo.it/
Piazza Viva / VII Edizione – 27-28 LUGLIO 2012
Week end con Lorenzo Monguzzi
Si torna a casa.
In questo progetto, nato nel 2005 per valorizzare la vecchia Piazza del Peso di Mazzè, la nostra piazza si trasforma in un “salottino” all’aperto, con al centro la musica e intorno tutto un mondo da riscoprire: il vivere la piazza di un piccolo centro rurale valorizzandone gli aspetti socio-culturali e tradizionali. Una piazza fatta di ideali, sensazioni, ricordi, condivisioni, una piazza come luogo ideale per stare bene insieme.
Torniamo a casa. Dopo un anno in esilio forzato (per lavori di ristrutturazione), torniamo sulla "nostra", Piazza Vittorio Veneto. Poco rimane del profumo della storia e della tradizione di quel luogo. Il cuore però è sempre quello, e allora noi riproviamo ad animarla questa Piazza.
Venerdì 27 e Sabato 28 luglio 2012 torna la musica in Piazza Vittorio Veneto.
Un Week end in cui protagonista sarà il cantautore brianzolo Lorenzo Monguzzi (Leader Mercanti di Liquore)
VENERDI’ 27 ore 21,30 : "HAPPY BIRTHDAY MR. DYLAN"
Giovanni A. Cerutti presenterà il libro "Bob Dylan. Play a song for me"
accompagnato con un recital di canzoni interpretate da Lorenzo Monguzzi.
SABATO 28 ore 21,30 : CONCERTO DI LORENZO MONGUZZI
accompagnato dalla Violoncellista Daniela Savoldi e dal clarinettista Angelo Baselli.
Gli spettacoli sono a ingresso libero.
Dalle ore 19,30 si potrà fare aperitivo, cena, prendere un caffe, una birra, bibita, panino o gelato nei Dehors allestiti dalla Birreria L'Angolino e dalla Trattoria del Centro.
Prenotazioni Cene: Angolino 0119835616 - Trattoria del Centro 0119835959.
Info: 3356081273
Chi è Lorenzo Monguzzi
protagonista dell’edizione 2012 di Piazza Viva.
Nasce in brianza, dove attualmete vive, il 14 maggio 1967.
Inizia la sua attività musicale come chitarrista, interessandosi soprattutto all’arrangiamento e alla composizione.
Milita fin dalla loro fondazione negli “ZOO”, gruppo con il quale incide nel ’98 il primo album, “Musica Mezzanima” (Epic/Sony).
A metà degli anni ’90 dà vita con Piero Mucilli e Simone Spreafico ad una formazione orientata verso la musica acustica: nascono così i Mercanti di Liquore, il cui repertorio è costituito inizialmente da rivisitazioni dei brani di alcuni grandi cantautori italiani, primo fra tutti Fabrizio de Andre’.
Proprio questa scelta li porta a partecipare a numerose e importanti manifestazioni musicali: la più significativa è senza dubbio “Faber, amico fragile”, tenutasi il 12 marzo 2000 al Teatro Carlo Felice di Genova, dove i Mercanti di Liquore eseguono “Geordie”, condividendo il palco con i maggiori artisti italiani.
Dall’evento nascerà un doppio cd “Faber”, contenente tutti i brani eseguiti in quella memorabile occasione.
L’originalità degli arrangiamenti e dell’interpretazione dei brani sono il sintomo di un’attitudine musicale e di una ricerca che lo porteranno presto alla creazione di composizioni originali di straordinaria consistenza stilistica.
Con i Mercanti di Liquore incide: “Mai paura” 1999; “La Musica dei Poveri” 2002; “Sputi” 2004; “Che cosa te ne fai di un titolo” 2005; “Live in Dada”, 2006; “Miserabili”, 2008 – ed è protagonista di numerosi concerti, che lo portano presto a varcare i confini regionali, facendosi sempre piu’ apprezzare dalla critica e dal pubblico.
Oltre all’intensa attività live dei concerti, da anni porta avanti altri progetti paralleli, tra cui la collaborazione con alcuni grandi personaggi della scena teatrale e musicale italiana.
Nel 2006 viene chiamato a partecipare, con i Mercanti di Liquore, ad un progetto musicale ideato dal famoso violoncellista Mario Brunello “Mozart genio?…Da vicino nessuno e’ normale”. In questa occasione i Mercanti affiancano la prestigiosa Orchestra d’Archi Italiana (diretta appunto dal Maestro Brunello) interpretando alcune composizioni di De Andre’.
Ha collaborato e collabora tutt’ora con l’attore veneto Marco Paolini, col quale realizza le musiche per gli spettacoli teatrali: “Song n. 32” – “Miserabili. Io e Margaret Thatcher” e per gli “Album di Marco Paolini” (trasmessi nel 2006 su Rai3). Lo ritroviamo come autore ed interprete musicale in “Album d’Aprile” di Marco Paolini, spettacolo che insieme all’attore lo vede protagonista in diretta su LA7 nel febbraio 2008. In seguito, a distanza di un anno, torna di nuovo su LA7 con “La Macchina del Capo”, e ancora nel novembre 2009 con lo spettacolo “Miserabili”, in diretta dal Porto di Taranto.
Attualmente, e’ impegnato nella preparazione del suo primo disco solista, la cui uscita e’ prevista a breve.
Nel frattempo alterna all’attività concertistica e teatrale quella di paroliere e produttore artistico.
Il Libro
BOB DYLAN. PLAY A SONG FOR ME
TESTIMONIANZE
Joan Baez, Stefano Benni, Fabrizio De André, Carlo Feltrinelli, Richard Gere, Allen Ginsberg, Francesco Guccini, Jack Nicholson, Fernanda Pivano, Bruce Springsteen, Patrizia Valduga
A cura di Giovanni A. Cerutti - Con una nota di Alessandro Carrera
Alia 37, pp. 104, Euro 12, ISBN 978-88-8212-778-7
«Io sono le mie parole» ha scritto Bob Dylan: in occasione dei suoi settant’anni sono qui raccolte le voci di compagni di strada (come Joan Baez, innamorata di «lui e la sua chitarra e le sue splendide, sconnesse, mistiche parole», Allen Ginsberg e Fernanda Pivano) e di chi è cresciuto con le sue canzoni (da Richard Gere a Bruce Springsteen, per il quale è stato «il fratello che non ho mai avuto»). Non mancano cantautori come De André e Guccini («Dylan è le nostre idee di allora, le nostre discussioni di politica e di musica»), con una canzone tradotta da Patrizia Valduga e testi di Stefano Benni e Carlo Feltrinelli, senza dimenticare il rapporto di Dylan con Obama, di cui scrive Carrera: «Hey! Mr. Tamburine Man, play a song for me!» con una divertente e semisconosciuta finta lettera scritta dallo stesso dylan alla madre della baez, riemersa dai cassetti della folksinger.
Vidi per la prima volta Bob Dylan nel 1961, al Gerde’s Folk City, nel Greenwich Village. Non faceva particolarmente impressione. Aveva l’aria di un ragazzotto di montagna da poco arrivato in città, con i capelli corti intorno alle orecchie e riccioluti in cima alla testa. Mentre suonava, saltellava da un piede all’altro e la chitarra lo faceva sembrare più piccolo. Portava una giacca di pelle lisa, di due misure più piccola. Le guance erano paffute, con poco dignitose tracce di pinguedine infantile. Ma la bocca era assassina: morbida, sensuale, da bambino, nervosa e reticente. Le parole delle sue canzoni le sputava fuori. Erano originali e fresche, per quanto brusche e grezze. Lui era assurdo, nuovo e sudicio oltre ogni dire. Quando finì l’esibizione, lo sospinsero verso il mio tavolo e fu lì che avvenne lo storico evento del nostro incontro. Stava in piedi, nervoso, bofonchiando qualche parola di cortesia, con aria sorridente e divertita. Sorseggiavo il mio Shirley Temple e mi sentivo un po’ la vecchia matrona della musica folk e avrei voluto che Michael sparisse, si dissolvesse nell’aria. Avrei voluto essere libera di complimentarmi con Bobby, ma non potevo, sotto lo sguardo critico e sospettoso di Michael. Non c’era dubbio: quel ragazzo era eccezionale, sapeva toccare il cuore della gente, e aveva appena cominciato a toccare il mio.
Nessun evento trovato in archivio















































