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14/12/2005 13:23 - AA.VV. Homesleephome (Homesleep CD)
Questo CD rappresenta la prima uscita della ...
AA.VV. Homesleephome (Homesleep CD) Questo CD rappresenta la prima uscita della Homesleep records, una label attenta al panorama indie-pop europeo. Accanto ad alcuni dei nomi più in vista, come Notwist, Quickspace, Gaze, Sportsguitar, Tram e Miss Mend, fanno parte della partita anche notevoli formazioni italiane come Brutopop, Giardini Di Mirò, Lo-Fi Sucks, Yuppie Flu, Mirabilia e gli esordienti Jennifer Gentle. Il disco si apre con gli spagnoli Jackson One che propongono "Push Me" a base di melodie pop e ritmi elettronici. A seguire possiamo ascoltare una delle band veterane dell'indie britannico, i Quickspace, che scelgono "The Flat moon society" per attirare gli ascoltatori negli intrecci circolari delle loro chitarre. "Boat Or Swim" è la traccia degli italiani Yuppie Flu dei quali abbiamo parlato altrove in questo numero di MC. I francesi Excelsior sono gli autori di "Governments Never Stress" a metà strada tra Belle & Sebastian e Pavement. Tra gli italiani, oltre a Yuppie Flu, emergono i Brutopop con il loro funky-groove restituito dal brano qui presente "The Return Of Killa From Manila", i Mirabilia con "People 2", anticipazione del prossimo album a base di mellotron e melodie accattivanti. Tra le band nazionali, ci sono poi, come già ricordato i Lo-Fi Sucks con "Everithing I Need", uno splendido take-out dalle session dell'ultimo disco "Music For The Brain", i Giardini di Mirò, alle prese con un nuovo brano, "Sometimes We're Happy People" e i Jennifer Gentle, i più giovani della cordata italiana, che, senza alcun timore reverenziale, affrontano la materia con indiscutibile maturità: "No Mind In My Mind", il brano che propongono, è un piccolo tributo a Syd Barrett. In ultimo, senza stare a fare la lista della spesa, tra l'altro già abbondante in quantità e qualità, voglio segnalarvi i Notwist, una delle mie preferenze personali in assoluto. "Shrink" è uno dei dischi che amo di più e che in questi ultimi anni è stato in grad o di emozionarmi alla pari di certi vecchi capolavori della prima ondata wave. Da quel disco semplicemente stupendo, i Notwist hanno prestato a questa raccolta i toni torbidi e melanconici di "Chemicals". "Homesleephome" è una compilation ben curata in grado di attraversare un ampio range emozionale e stilistico con nuovi suoni che si rivelano all'ascolto e frammenti di un passato che si rifrange nel futuro. (contatti homesleep: 0516149833).
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14/12/2005 13:23 - AA.VV.
HOMESLEEPHOME
HOMESLEEP
Un'etichetta indipendente che lavora e si muove nei circuiti ...
AA.VV. HOMESLEEPHOME HOMESLEEP Un'etichetta indipendente che lavora e si muove nei circuiti europei. L'obiettivo é quello di dare un' "alternativa" alla scena alternativa italiana. Tra le sue produzioni ci sono: Brutopop, Giardini di Mirò, Jennifer Gentle e altri nomi che fanno ben sperare nel futuro della musica nostrana e che sono contenuti in questa compilation, prima uscita della giovane label. Ma non solo, tra gli altri brillano anche nomi un po' da tutta Europa: Quickspace, Tram (UK), Tocotronic (Germania), Moxie dal Belgio etc., tutti accomunati da un sound di alto livello che mescola un pop raffinato a rumorismi e grezzaglie tra Sonic Youth e lo-fi. Bands che non calvacano i titoli cubitali dei magazines musicali ma che non valgono meno di tanti nomi eccellenti e che proprio per questo é un piacere scoprire uno dopo l'altro in questa gustosissima raccolta.
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14/12/2005 13:23 - BEYOND THE WALL OF SLEEP ‘First Dust’ (Alice In.../Audioglobe). In ...
BEYOND THE WALL OF SLEEP ‘First Dust’ (Alice In.../Audioglobe). In certi casi occorre essere spietati e dire, in maniera concisa, ma assai esplicativa, che i sei pezzi qui contenuti sono inutili. Gothic rock metal wave come ormai se ne sente sino alla nausea e non è il caso che nessuno di voi perda tempo con i Beyond The Wall Of Sleep!
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14/12/2005 13:23 - MATRIX Sleepwalk
Come un oasi nel deserto, ecco uscire su Virus ...
MATRIX Sleepwalk Come un oasi nel deserto, ecco uscire su Virus (l'etichetta che esordiva un anno fa su album con Ed Rush & Optical) un disco di drum'n'bass che risolleva improvvisamente il genere dalla stagnazione in cui si trovava da tempo. Che è successo? Messi in secondo piano gli estremismi sonori e la dureza della battuta tech-step, Sleepwalk ripropone ritmiche calibrate soprattutto sulle sincopi che diedero origine allo stile e che, per quanto ciò possa sembrare una contraddizione in termini, riescono a essere meno invadenti e asfissianti del solto. Risaltano invece alcune essenziali linee di basso (valga per tutte Asylum, anche se si tratta proprio di un two step supersonico), o altri arrangiamenti elettronici profondi e incisivi, i veri protagonisti del disco, che lo fanno apparire come una delle rare riuscite nel raggiungere il perfetto equilibrio tra l'energia ritmica e la suggestione mentale dei suoni digitali. Angel addirittura si permette di abbassare i bpm a livelli quantomeno inconsueti per la jungle... mentre gli altri pezzi memorabili (la title track, The Saint e il suo sax sinuoso, Temperament, la tromba che strepita su Gap The Mind) lasciano l'impressione che il potenziale che il drum'n'bass aveva possa, in presenza di talento vero, essere ancora sfruttato come si deve.
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14/12/2005 13:23 - CORNERSHOP
Sleep on the left side (Wiilja)
Graziati da Fatboy Slim che ...
CORNERSHOP Sleep on the left side (Wiilja) Graziati da Fatboy Slim che (con "Bimful of Asha") è riuscito nell'impresa portentosa di cavar sangue da una rapa, riecco la band anglo-indiana dalla vocetta tediosa, una delle più irritanti che brit-pop annoveri. Qui il remix di Ashley Beedle è nella media (la sua, non entusiasmante) mentre i Rhytmes Digitales, giocando sulle frequenze, richiamano certo disco-popo d'antica memoria
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14/12/2005 13:23 - CURRENT 93 Sleep Has His House
L'essenza del nuovo album dei ...
CURRENT 93 Sleep Has His House L'essenza del nuovo album dei Current 93 è dimora saldamente nel trittico di folgoranti canzoni postovi giusto a metà. "Red Hawthorn Tree", "Immortal Bird" e "Niemandswasser" dicono di un'inenarrabile tristezza (certamente dettata dalla recente scomparsa del papà di Tibet), del dolore del mondo fatto proprio per intero e viceversa, di ricordi che fanno male, dell'ineluttabilità della morte verso cui la contemplativa serenità di stampo buddhista del passato prossimo sembra impotente, sostituita - almeno così pare d'intuire - da una inedita patina di disperazione e pessimismo ("siamo tutti polvere" reitera su rabbrividenti folate di vento "Niemandswasser") avallata dai consueti esoterici riferimenti letterari e religiosi (John Gower, dal cui "Confessio Amantis" è tratto il titolo dell'album, il conte Stanislaus Eric Stenbock, il Papyrus Oxyrhyncus) e dai toni grevi ed ipnotici di un harmonium onnipresente (evidente influenza della recente frequentazione col minimalista storico Charlemagne Palestine). È il solito gran bel disco, benché giusto un tantino meno brillante dei capolavori della Corrente, e che, per carità, non si parli più di folk apocalittico dacché l'opera della formazione è pronta ormai da tempo per essere apprezzata da un pubblico più vasto e certamente non di nicchia.
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14/12/2005 13:23 -
LAIKA - "Almost Sleeping" mCd Too Pure/Wide Rec.
Sempre roba di ...
LAIKA - "Almost Sleeping" mCd Too Pure/Wide Rec. Sempre roba di classe et sopraffina da Margaret e Guy. Non sfuggono alla regola le soffici alchimie di 'Almost Sleeping', quattro brani vellutati tratti da 'Sounds of the Satellites', l'ultimo lavoro sulla lunga distanza. A farci rimarcare l'acquisto intervengono i decisi remixes di Cabbage Boy e Luke Vibert. Che siano gli Young Marble Giants dei nostri giorni?
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14/12/2005 13:23 - MAPSTATION Sleep, Engine, Sleep
A distanza di qualche mese Stefan Schneider ...
MAPSTATION Sleep, Engine, Sleep A distanza di qualche mese Stefan Schneider si ripropone con un nuovo mini album per la tedesca Staubgold. Minime appaiono le differenze col mini uscito per la Soul Static Sound; il percorso è molto lineare e, dalle sette tracce composte da un insieme di minimali pulsazioni ritmiche non spicca un titolo in particolare, rimanendo tutte plasmate da fragili melodie e raffinatezze ritmiche. Così Stefan Schneider dei To Rococo Rot confema la solidità di questo suo personale progetto e nello stesso tempo inevitabilmente ripercorre territori battuti da Cluster e altri che hanno reso l'elettronica tedesca un punto di riferimento.
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14/12/2005 13:23 - RAE & CHRISTIAN/Sleepwalking
E' un luogo comune indiscutibile, confermato dalla riuscita ...
RAE & CHRISTIAN/Sleepwalking E' un luogo comune indiscutibile, confermato dalla riuscita di generi e scene emersi anche recentemente (2-step, tech-house, drum'n'bass...): gli inglesi sono insuperabili nell'arte di creare qualcosa di inedito mescolando ingredienti preesistenti, in prevalenza provenienti dalla cultura afroamericana. L'eterna - e vana ricerca di una credibile scena hip hop britannica, per esempio, ha contribuito a creare situazioni originali come quella di Bristol, vitalissima nei primi anni Novanta, e quella attuale di Manchester, che grazie a Rae & Christian e all'etichetta fondata dal duo ha evocato una nuova visione in cui una marcata sensibilità pop-soul, strettamente legata alla forma-canzone, è sovrapposta agli indolenti beats&breaks che ne enfatizzano le caratteristiche "urbane". A perfezionare lo schema abbozzato nell'esordio Northern Sulphuric Soul provvedono nella circostanza voci appassionate come quelle di Bobby Womack - Get a Life e Wake up Everybody suonano già da "sempreverdi" per merito suo o Cedric Myton dei giamaicani Congos (Hold Us Down), la forza musicale del rap dei Pharcyde (It Ain't Nothing Like, Let It Go) e la poesia di Tania Maria (Vai Viver a Vida), senza che tutto ciò tolga respiro a strumentali suggestivi come Trailing in the Wake, nata come remix per i Manic Street Preachers, o Ready to Roll. Un disco che lascerà il segno, per questo e altri motivi.
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14/12/2005 13:23 - RED SLEEPING BEAUTY Singles
Crudele pop. Crudele perché sfavillanti gemme come ...
RED SLEEPING BEAUTY Singles Crudele pop. Crudele perché sfavillanti gemme come Red Sleeping Beauty, formazione svedese scioltasi due anni fa, alle soglie di un rigoroso inverno, loro che uno dei loro hit l'avevano titolato Summer At If's Best, riluceranno dispettose ai più solo ora che una patina di tristezza vela queste superbe leggiadrie pop. Singles è una dovuta celebrazione che Siesta, che pubblicò circa tre anni fa l'album Soundtrack, dedica alla meraviglia scandinava assemblando rarità assortite disperse tra singoli e compilation editate tra Spagna, Stati Uniti, Germania, Australia, Giappone attraverso label come Marigold, Somersault, Sunday, Motorway, Grimsey, Seagap e la stessa Siesta. Comprese tra '92 e '95 le ventuno mirabi delizie, puntualmente strepitose, preludio all'esplosione dell'epilogo citato circuiscono con avvenenza birbante, scorrazzando tra i gemellati poli C-86 e Sarah, legittimando una volta di più la scena svedese come la più fedele al modello britannico che più amiamo. E il trivellante pensiero che tale bellezza già è consegnata ai posteri prende allo stomaco.
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14/12/2005 13:23 - RICO BLUES COMBO Sleepy Town (cd pagina 3)
Chiedo scusa a ...
RICO BLUES COMBO Sleepy Town (cd pagina 3) Chiedo scusa a Rico e compagni se solo ora possono leggere la recensione del cd inviatomi due mesi or sono. Comunque meglio tardi che mai. Avevo già parlato su queste pagine delle doti del combo eugubino che ora dà alle stampe un cd con i fiocchi, arricchito per altro da una interessantissima parte multimediale, in cui, oltre al video di Sleepy Town, potrete leggere notizie e curiosità varie dei musicisti qui impegnati. Perché ne hanno tante da raccontare "Rico" Migliarini, Maestro "Pugno", Clock "Capecci" e Giuliano "lo Smilzo". No non sono nomi da pezzi da novanta di mafiosi italo-americani, ma quelli che scherzosamente si sono dati un gruppo di amici con tanti anni di musica alle spalle e altrettanta energia da dispensare nei sanguigni intrecci blues che ormai scandiscono i tempi delle loro vite. Vite da città dormiente, come tutte le provincie dell'impero, del resto. Serve sempre, in questi contesti, una musica che sappia risvegliarle, fuori e dentro, di giorno e di notte, per costruire una base culturale, e non solo di divertimento, sulla quale possano crescere anche le generazioni future. Spero dunque che il Rico blues combo riesca in questa specie di compito didattico, visto che ormai la loro presenza nella scena musicale cittadina è una situazione storica, consolidata. Ma veniamo alla nuova fatica discografica. Credo che chiamarla così, però, non sia giusto. Per il combo suonare non è certo una fatica! Vulcanici come sempre, insigni artificieri del blues, quelli della Rico mettono in fila undici episodi esplosivi riversando in un unico grande imbuto le influenze di un genere musicale senza fine. I percorsi, le citazioni, le suggestioni si trasformano in un tessuto musicale vibrante, gioioso e a tratti scanzonato. Gli assolo si integrano perfettamente alla base ritmica e la melanconia del blues emerge, poco a poco, come se fosse una sorpresa. Non c'è brano che meriti più di un altro. Questo è un cd da ascoltare ininterrottamente dall'inizio alla fine e guai a chi usa il tasto di avanzamento veloce nei dodici minuti della title track! Il vecchio blues di domani fa ancora centro. [info: 075/9272021].
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14/12/2005 13:23 - SERIF' S My Sleeping Odessa
La neonata Shaman Records afferra la ...
SERIF' S My Sleeping Odessa La neonata Shaman Records afferra la liana e si lancia nella giungla del mercato discografico. E lo fa con un disco trasversale, obliquo, atipico. "Loro" si chiamano Serif's, progetto dietro il quale si celano Erman Jakupi dei Tupelo e Massimo Audia dei Playground. Non vi porti fuori pista, però. Il suono dei Serif's ha davvero poco a che fare col blues noir e con i latrati garage delle due bands lodigiane sfuggendo ad ogni attrattiva verso i suoni di stampo americano per alimentarsi alla fonte di una musica mitteleuropea. Un suono che sbatte il muso sulle pendici dei Balcani e poggia il culo sulle assi di qualche palcoscenico berlinese. Musica impregnata di quell'andare ciondolante che Kurt Weill affibiò alle creature Brechtiane. La Odessa evocata dai Serif's si staglia come scultura semovente e grottesca, paradossalmente tanto aggrappata e gelosa del suo passato quanto protesa verso un futuro fosco e torbido. Di tanto in tanto pare di sentirsi puntare in faccia il "kalashnikov" di Bregovic. Un occhio di metallo che ti scava le viscere penetrandoti dalle pupille. Ma qui non c'è nessuna rassicurante presenza attorno a noi. Nessuna consolatoria orchestra per matrimoni o funerali a ricordarci che, dietro quell'aria di morte c'è ancora la vita che segue i suoi ritmi, magari distante da noi. L' orgoglio etnico che serpeggia inquieto tra queste canzoni ha perso ogni slancio di rivendicazione semita, ma si veste piuttosto di disfatta ("appare infine il gigante che cucina le radici..." recita Erman in "Roots", a mio parere vertice musicale e lirico del disco, NdLYS), dilaniata verticalmente da un approccio anarcoide riconducibile, attitudinalmente a quello dei Crass o dei primissimi Cccp.
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14/12/2005 13:23 - Nuovo singolo anche per Sleeper - “Statuesque” (7” - Indolent ...
Nuovo singolo anche per Sleeper - “Statuesque” (7” - Indolent Rec.), l’impressione è però che quel poco che avevano l’abbiano già sputato fuori tempo fa.
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14/12/2005 13:23 - SLEEPERS
Gruppo nato dall'incontro di musicisti provenienti da importanti collaborazioni che ...
SLEEPERS Gruppo nato dall'incontro di musicisti provenienti da importanti collaborazioni che hanno unito la propria esperienza in un progetto legato al miglior soul-funk di oggi, ma soprattutto di ieri. Il gruppo propone uno spettacolo frizzante e di grande impatto interpretando cover dei brani che hanno caratterizzato la musica degli anni '70-'80 (Earth Wind And Fire, Stevie Wonder, Randy Crawford, Phil Collins, James Brown e altri ancora). La loro particolare espressività e varietà di sound, ricco e dinamico, li qualifica come uno dei gruppi più coinvolgenti nel panorama musicale delle cover band. Formazione: Fabrizio Voghera (voce); Rossella Vecchi (voce); Silvio Masanotti (chitarra); Luca Russo (basso); Giustiniano La Vecchia (batteria); Gianluca Savia (tastiere); Luca Biggio (sax); Aldo Caramellino (trombone).
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14/12/2005 13:23 - SPARE CHANGE "Wake, Sleep, Volume"
Gli Spare Change nella loro musica ...
SPARE CHANGE "Wake, Sleep, Volume" Gli Spare Change nella loro musica coniugano sia l'anima più ruvida che quella più malinconica dell'emo-core. Ciò avviene o separatamente in distinti brani oppure all'interno di uno stesso pezzo seguendo le classiche oscillazioni quiet/loud. Il disco quindi presenta da una parte fratture ritmiche e squarci sostenuti da un impianto sonoro grintoso, mentre dall'altra regnano sequenze placide, spesso arpeggiate o comunque percorse da melodie struggenti. Lo stile del gruppo californiano è da accademia, nel senso che interpreta con padronanza i criteri massimi del genere. In mancanza di una elaborazione personale, il formalismo - sebbene espresso in maniera partecipata - a volte rischia di caricare eccessivamente i significati, come per esempio è riscontrabile nelle lungaggini dello strumentale Liafure o nell'uso degli archi in Graduation Day. Tuttavia ciò non toglie al fatto che "Wake, Sleep, Volume" sia un album che può tranquillamente fare breccia tra gli appassionati di emo.
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14/12/2005 13:23 - VARUKERS "How Do You Sleep"
Go Kart si occupa della prima ...
VARUKERS "How Do You Sleep" Go Kart si occupa della prima uscita discografica per il mercato americano dei Varukers, band anarco punk d'Albione (Bedford la città d'origine) dall'approccio brutale ed uncompromising sin dal 1979. Forte pregnanza esistenziale e "politica" dei testi (violenza, razzismo, scuola, religione, i temi cari all'urlante dibattere), tempi non eccessivamente rapidi, ma caricati di grande energia, la presenza, ormai da dodici anni, del bassista ex Chaos Uk, un passato poco conosciuto ai più, ma che vede le proprie radici solidamente piantate nello stesso fenomenale milieu che diede la vita ai Discharge (il primo batterista dei Varukers lasciò la band per i Discharge nel 1981): questi i piatti forti di "How Do You Sleep?" celebrazione di una piccola leggenda che ha, sorprendentemente, più di vent'anni. Dovrebbe chiamarsi rock classico?
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14/12/2005 13:23 - FUNKI PORCINI Fast Asleep
Funki Porcini artista schivo e giramondo, capace ...
FUNKI PORCINI Fast Asleep Funki Porcini artista schivo e giramondo, capace di vendere saldi nei grandi magazzini di giorno e registrare loop di dub malato di notte: erano i tempi di Head Phone Sex, anno 1995. A sette anni e quattro album di distanza, Fast Asleep non farà tendenza, come al solito; anzi, si addentra sempre più in sentieri lontani da breakbeat e dancefloor, allestendo arrangiamenti per crooner senza voce e melodie quasi in contrasto con il fervore ritmico di gran parte della produzione Ninja Tune. La lunga introduzione di "What Are You Looking At" sta esattamente a metà tra il sogno e l'incubo: poi 'The Big Sea" ci trasporta con le sue correnti di basse frequenze nelle liquide profondità dell'oceano. Improvvisamente irrompe una batteria scomposta e il brano cambia registro: è l'imprevedibìlità dell'ispirazione che ci conduce attraverso stati d'animo diversi, il blues disperso di "We're Out Of Here", il dub fluttuante di "50.000 Ft Freefall", lo space shuffle di "The Great Drive By", i vocalismi catastrofici di "New Dope", fino al jazz in bianco e nero di 16 Megatons" e alla fusion rutilante di "Weow" che scolorano le recenti emozioni della Cinematic Orchestra. Fast Asleep è così introverso e sfuggente che non si può ascoltare in presenza di rumore: è dal silenzio intorno che scaturiscono le aperture dei fiati, le progressioni ritmiche, gli archi affluenti. C'è il jazz del sogno americano dentro la musica di Funki Porcini, il sogno in abito da sera degli anni Cinquanta, il sogno dei balli e delle orchestre, il sogno sfregiato dall'undici settembre: carico di presagi e delusioni, desideri e preoccupazioni. Un altro grande bedroom album: incubo o sogno?
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14/12/2005 13:23 - OPIATE While You Were Sleeping
Indubbiamente utile la 'moda' di raccogliere ...
OPIATE While You Were Sleeping Indubbiamente utile la 'moda' di raccogliere in un unico cd uscite ormai fuori catalogo e brani di rara reperibilità. Dopo il cd degli inglesi Isan tocca ora a Thomas Knak aka Opiate. Il musicista danese, venuto alla ribalta per due brani contenuti in Vespertine di Bjork, ma prima ancora con il proprio "Objects For An Ideal World" nonchè con "Like..." dei Future 3 (di cui Knak rappresenta 1/3,), si colloca al crocevia dell'elettronica dolcemente ambient dell'ultimagenerazione con il frammentarismo ritmico dei clicks &cuts, con qualche punto di sperimentazione vera e propria. "While You Were Sleeping" ne è chiaro ed ottimo testimone, con brani di assoluto spessore. Dall'iniziale "I% In 2/3 Speed" da cui è scaturito l'"Undo" di Bjork alla collaborazione con Alva Noto in "Opto File I", passando per i più intimistici "Srain", "Late" e "Last Dr. Pepper", la musica di Opiate percorre un genere oggi molto frequentato mantenendo una propria personalità che la tiene lontana dalla banalità. Sia la struttura del brano, sia la timbrica dei suoni, c'è sempre in Opiate qualcosa che desta l'interesse.
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14/12/2005 13:23 - FUNKI PORCINI Fast Asleep
Funki Porcini artista schivo e giramondo, capace ...
FUNKI PORCINI Fast Asleep Funki Porcini artista schivo e giramondo, capace di vendere saldi nei grandi magazzini di giorno e registrare loop di dub malato di notte: erano i tempi di Head Phone Sex, anno 1995. A sette anni e quattro album di distanza, Fast Asleep non farà tendenza, come al solito; anzi, si addentra sempre più in sentieri lontani da breakbeat e dancefloor, allestendo arrangiamenti per crooner senza voce e melodie quasi in contrasto con il fervore ritmico di gran parte della produzione Ninja Tune. La lunga introduzione di "What Are You Looking At" sta esattamente a metà tra il sogno e l'incubo: poi 'The Big Sea" ci trasporta con le sue correnti di basse frequenze nelle liquide profondità dell'oceano. Improvvisamente irrompe una batteria scomposta e il brano cambia registro: è l'imprevedibìlità dell'ispirazione che ci conduce attraverso stati d'animo diversi, il blues disperso di "We're Out Of Here", il dub fluttuante di "50.000 Ft Freefall", lo space shuffle di "The Great Drive By", i vocalismi catastrofici di "New Dope", fino al jazz in bianco e nero di 16 Megatons" e alla fusion rutilante di "Weow" che scolorano le recenti emozioni della Cinematic Orchestra. Fast Asleep è così introverso e sfuggente che non si può ascoltare in presenza di rumore: è dal silenzio intorno che scaturiscono le aperture dei fiati, le progressioni ritmiche, gli archi affluenti. C'è il jazz del sogno americano dentro la musica di Funki Porcini, il sogno in abito da sera degli anni Cinquanta, il sogno dei balli e delle orchestre, il sogno sfregiato dall'undici settembre: carico di presagi e delusioni, desideri e preoccupazioni. Un altro grande bedroom album: incubo o sogno?
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14/12/2005 13:23 - OPIATE While You Were Sleeping
Indubbiamente utile la 'moda' di raccogliere ...
OPIATE While You Were Sleeping Indubbiamente utile la 'moda' di raccogliere in un unico cd uscite ormai fuori catalogo e brani di rara reperibilità. Dopo il cd degli inglesi Isan tocca ora a Thomas Knak aka Opiate. Il musicista danese, venuto alla ribalta per due brani contenuti in Vespertine di Bjork, ma prima ancora con il proprio "Objects For An Ideal World" nonchè con "Like..." dei Future 3 (di cui Knak rappresenta 1/3,), si colloca al crocevia dell'elettronica dolcemente ambient dell'ultimagenerazione con il frammentarismo ritmico dei clicks &cuts, con qualche punto di sperimentazione vera e propria. "While You Were Sleeping" ne è chiaro ed ottimo testimone, con brani di assoluto spessore. Dall'iniziale "I% In 2/3 Speed" da cui è scaturito l'"Undo" di Bjork alla collaborazione con Alva Noto in "Opto File I", passando per i più intimistici "Srain", "Late" e "Last Dr. Pepper", la musica di Opiate percorre un genere oggi molto frequentato mantenendo una propria personalità che la tiene lontana dalla banalità. Sia la struttura del brano, sia la timbrica dei suoni, c'è sempre in Opiate qualcosa che desta l'interesse.
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14/12/2005 13:23 - NEIL HALSTEAD Sleeping on roads
Nell'immaginario del rock soffice e rarefatto, ...
NEIL HALSTEAD Sleeping on roads Nell'immaginario del rock soffice e rarefatto, lungo le praterie che ispirano le cavalcate del nuovo movimento acustico made in GB, i Mojave 3 godono d'una stima pressoché incondizionata. Neil Halstead, che sotto il profilo compositivo è il loro leader, si concede adesso il primo colpo in canna da solista, in attesa che il gruppo si riunisca in studio per il quarto disco, già programmato per il 2002. Che non esistano intenti di secessione, d'altronde, lo conferma la presenza dei compagni Ian McCutcheon e Alan Forrester tra le fila dei collaboratori al progetto. Filtrando l'umore sotto la lente dell'ironia, come già lascia intendere il titolo, Halstead imbastisce un gioco teso a snellire, sottrarre e scarnificare il rock che lo ispira, fino a renderlo materiale scarno e impalpabile. Ne risulta una collezione lo-fi per sognatori malinconici e un po' depressi, mai invadente e sempre di buon gusto, fino alla deriva spudoratamente folk della conclusiva High hopes, tanto impastata con la Blowin' in tbe wind dylaniana da sembrare proprio quella.
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14/12/2005 13:23 - MY VIOLE(N)T EGO
Feel yr sleep (cd autoprodotto)
Semplicemente geniali, questi due ...
MY VIOLE(N)T EGO Feel yr sleep (cd autoprodotto) Semplicemente geniali, questi due sconosciuti conosciutisi nelle maglie virtuali della rete, ci consegnano con estrema nonchalance un disco strabiliante e incredibile, bellissimo e fuori dal tempo, ombroso e introspettivo, germogliato su terre una volta fertili che producevano frutti edenici recanti i nomi esotici di Cocteau Twins, My Bloody Valentine, Slowdive. Erano sette anni che non avevo la fortuna di ascoltare un siffatto capolavoro, un disco magico, era il 1995 e Neil Halstead e Rachel Goswell consegnavano al firmamento il terzo astro del loro connubio sotto la gloriosa egida Slowdive, prima di rifondare le proprie conoscenze esoteriche e solcare gli oceani pacifici di una nuova galassia sonora per approdare nelle terre desertiche del Mojave 3. Ho spesso rimpianto gli incanti e i rapimenti Slowdive, ho spesso pianto ascoltando “Just for a day” e “Souvlaki”, e accanto a questa perdita mi sembrava ineluttabile e dolorosa un’altra mancanza prolungata ed inspiegabile, quella di un altro genio cattivo come Kevin Shields, novello caronte di un’epoca sospesa e tralasciata denominata “MBV”, 1988-1991… shoegazers-era, ecco la parola chiave! Parola vituperata da molti critici spocchiosi e disattenti, che generò, per incandescente combustione, progenie di poeti come Ride, Swervedriver, Curve, Pale Saints, Chapterhouse, e appunto maestri universali come Slowdive e My Bloody Valentine. Ero rassegnato ormai all’idea di aver perduto per sempre quella musica divina, quando ecco My Viole(n)t Ego, un nome azzeccato davvero, ché le dieci canzoni di “Feel yr sleep” incantano e ammaliano per davvero, grazie alle grandissime personalità dei suoi due autori: Paolo Miceli, italiano, chitarre, loops e cori; Christy Brewster, inglese, testi, voce e violini, conosciutisi dicevamo in Internet grazie alla comune venerazione per una musa misteriosa come Toni Halliday, vampiresca starlette dei Curve. Paolo e Christy hanno di fatto creato un albo scambiandosi file in mp3 scaricati dai loro computer: Paolo ha registrato il superbo materiale servendosi di una chitarra fatata ed effettata, coadiuvata da un pedale digitale delay con ritardo di un secondo e un tremolo poetico, Christy vi ha aggiunto la sua bellissima voce, i suoi testi magnetici, il suo talento agli archi. Le dieci canzoni dell’album risultatto ondeggiano tra le ambientazioni oniriche di “Thrill of light”, evocativa come un quadro impressionista, il synth pop evanescente di “Crime”, l’elettro-noise sbilenco di “Although thanks for wasting my time” (un magnifico tributo a “Isn’t anything”, come realizzò la sorella di Paolo quando entrò nella stanza del fratello che provava l’abbozzo), la conclusiva fiaba di “Slow motion into sound”, ieratica colonna sonora per una tristezza esistenziale immateriale e impercettibilmente mossa da un timido raggio di sole, come se Aphex Twin decidesse finalmente di misurarsi coi riverberi luminescenti di una chitarra elettrica. Aspettiamo allora l’ “Ego Violento” al prossimo passo, augurando ai due ragazzi di riuscire a conoscersi di persona (fin’ora non è successo!), fare tanti concerti, e soprattutto tanti altri dischi. Per intanto, “Feel yr sleep” è il primo caso dell’anno, e i My Viole(n)t Ego un gruppo immenso di geniali… sconosciuti.(contatti: www.mp3.com/myviolentego; myviolentego@hotmail.com).
































































































