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14/12/2005 13:23 - CRAVING The European Trick
Un 'limite' riscontrabile ancor di più nell'album ...
CRAVING The European Trick Un 'limite' riscontrabile ancor di più nell'album dei quattro Craving, disco di noise-core sulle orme di Jesus Lizard, Scratch Acid e Shellac. Folate elettriche compresse e implose con precisione scientifica che però alla lunga mostrano la corda di un'ispirazione eccessivamente derivativa.
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14/12/2005 13:23 - CRUMMY STUFF Fuck Europe
Il percorso dei Crummy Stuff è, per ...
CRUMMY STUFF Fuck Europe Il percorso dei Crummy Stuff è, per certi versi, emblematico di quanto è avvenuto negli ultimi tempi alla scena italica, dall'euforia punk dei tempi in cui addirittura si poteva ipotizzare una "via italiana" (il flower punk nella cui compilation, curata dalla MacGuffin, figuravano anche gli autori di "Punk's Not Sad"), al rapido scomparire (o alla decisa riduzione di attività) di una serie di realtà discografiche attente al fermento e, soprattutto, concretamente, nel bene e nel male, vicine alla cultura della piccole band hardcore punk. Helter Skelter, poi Fridge le "case" dei Crummy Stuff negli ultimi anni, ma ora sembrano tornare da soli all'autoproduzione/ distribuzione. "Fuck Europe" non è un disco migliore o peggiore dei precedenti, di "Never Trust a Punk" per esempio, non si avverte certo la mancanza di una "produzione", elemento che spesso nuoce all'approccio diretto e grezzo alla materia sonora, allinea diciassette brani compressi ed efficaci, dalla durata media decisamente bassa ma dalla grande energia, non troppo sbilanciato verso la melodia californiana, ma sufficientemente nerboruto per sostenere, come in "Not Too Late To Fight" la tensione del Ramones-pensiero.
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14/12/2005 13:23 - European Chaos String Quintet: Linien (For 4 Ears)
Rimaniamo in terra ...
European Chaos String Quintet: Linien (For 4 Ears) Rimaniamo in terra svizzera con il secondo CD dell'European Chaos String Quintet, formati nel '91 dal violoncellista David Gattiker "per camminare sulla corda tesa tra la nuova musica contemporanea e il New Jazz" (la particolare formazione a cinque con doppio violoncello dovrebbe consentire "sia le giocosità di Boccherini che la pienezza di suono e la complessità strutturale di Schubert, ma anche i toni cristallini della musica moderna). Interessanti le premesse da cui muove il gruppo: provenienti ognuno da orchestre classiche, gli ECSQ lavorano sull'improvvisazione (del resto, come notava Bailey, le "tecniche estese" nell'uso degli strumenti e le nuove forme compositive della Neue Musik degli anni 60 costituirono una fonte di ispirazione importante per i musicisti dell'improvvisazione radicale europea; e ci furono anche casi di percorso inverso, come Globokar); improvvisazione però affinata da prove e discussioni prelimari (un pò come faceva il nostro Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza), seguendo talvolta anche "punti" concettuali particolari; analizzati i risultati e ridiscusse alcune premesse, si è poi proceduto a una nuova session di registrazione, da cui sono stati scelti i quattro pezzi del CD. La bella copertina di Giro Annen, che si apre a poster rivelando nove quadrati, ciascuno attraversato da linee disegnate di diverso spessore e densità, richiama naturalmente l'accostamento tra la pittura di Jackson Pollock e la musica di Ornette Cleman in "Free Jazz"; in realtà, pur tenendo alla fisicità del suono, il "caos" del gruppo, strettamente imparentato per sonorità (e non solo) alla Seconda Scuola Viennese, tende sempre alla costruzione strutturale, armonica ma anche melodica (davvero difficile pensare che l'ultimo brano possa essere improvvisato!). Un legame con il nuovo Jazz è dato dalla presenza del trombonista dell'(ex) Germania Est Johannes Bauer (fratello del più noto Conrad), che dà vita a una curiosa combinazione timbrica, rimanendo però subordinato alla (forse eccessiva) compostezza cameristica del tutto. (Intakt, P.O.Box 468, CH 8040 Zürich; For 4 Ears, Steinechtweg 16, CH-4452 Itingen, Switzerland).
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14/12/2005 13:23 - INDOEUROPEAN MUSIC ENSEMBLE
Questo è il primo CD dell'Indoeuropean Music Ensemble, ...
INDOEUROPEAN MUSIC ENSEMBLE Questo è il primo CD dell'Indoeuropean Music Ensemble, nato nel 1997 con il progetto di ricercare argomenti e modi espressivi comuni della cultura indoeuropea. Il gruppo è formato dal nucleo del gruppo italiano Gezz Zero Grup e da giovani talenti della musica classica indiana, figli di grandi maestri di strumento, aperti ed interessati a conoscere le varie realtà della musica contemporanea occidentale. Ikram Khan, grande interprete internazionale del sarangi, il violino indiano, "The sound of desert", dal suono profondo e struggente, vincitore del premio come miglior giovane musicista indiano, musicista della All India Radio di Ahmedabad, ha effettuato in Europa e negli Stati Uniti numerose tournée di musica classica indiana al fianco di grandi musicisti indiani come Zakir Houssain ed anche una tournée in Europa con una compagnia di flamenco. Deobrat Mishra, sitarista della scuola di Benares, figlio del maestro Shivnat Mishra, anch'egli vincitore del premio come miglior giovane musicista indiano, autore di colonne sonore per tre documentari culturali indiani, quattro tournée di musica classica indiana in Europa e due in Canada e Stati Uniti, due CD di musica classica indiana registrati in Germania assieme al padre. Hanif Khan tablista di Bombay, figlio del tablista Ustad Hidayat Khan, anch'egli da diversi anni diviso tra India, Europa ed America a suonare i raga classici indiani. Ha registrato CD stampati in Israele, Francia ed Inghilterra.
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14/12/2005 13:23 - JOSEPH PARSONS Live in Europe
E' un americano più popolare nel ...
JOSEPH PARSONS Live in Europe E' un americano più popolare nel Vecchio che nel Nuovo Continente, questo Joseph Parsons. Difatti la prestigiosa Blue Rose, che di roots rock e folk se ne intende, lo sostiene con passione, avendogli pubblicato tre dischi negli ultimi tre anni e assicurato soprattutto visibilità con una distribuzione decente dopo le rocambolesche (dis)avventure precedenti nei "suoi" States. Parsons ringrazia per la fiducia e ricambia distribuendo pillole di saggezza cantautorale, da songwriter di razza, tradizionalista di diversa estrazione musicale (un po' Village un po' West Coast) e letteraria. Per farsene un'idea più precisa, d'altronde, basta fare i conti con le cover che Parsons distribuisce in questa sapida antologia live di quindici brani passando con nobile disinvoltura dalla Jokerman dylaniana alla Don't let it bring you down del Neil Young di luna buona, e risalendo addirittura sino ai Beatles di Rain, che lui e la sua band rifanno con istintiva naturalezza accentuandone la derivazione country folk. Ma anche il canzoniere originale adotta il linguaggio della grazia e della passione.
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14/12/2005 13:23 - Khevrisa
european klezmer music for violin and cimbal
Steven Greenman: Violin
Zev ...
Khevrisa european klezmer music for violin and cimbal Steven Greenman: Violin Zev Feldman: Cimbal Michael Alpert: sekund fiddle Stuart Brotman: bass Programma che vede uniti in un'unica formazione coloro che hanno determinato la rinascita del Klezmer negli Stati Uniti; dal grande cimbalista Zev Feldman a Michael Alpert leader dei Brave old World. Il concerto presentato al festival di Toronto, punto di riferimento per la musica ebraica nel nord america, lo scorso anno ha suscitato enormi entusiasmi sia di critica che il pubblico; il concerto in quanto è un viaggio filologico e al tempo stesso innovativo sulla musica Klezmer dalle origini in avanti una ricostruzione basata su testimonianze e documenti della musica dei Klezmorim dalla fine dell’800 in poi. Zev Feldman, nel 1979 con il disco "Jewish Klezmer Music", in compagnia di Andy Statman, ha dato avvio alla riscoperta del repertorio orale della musica klezmer. Da allora non ha più inciso un disco a suo nome. E' dunque un grande ritorno, con la pubblicazione di un cd da parte dello Smithsonian Institute (Folkways) di Washington, e l'esecuzione di un corpus di melodie (trasmesse tramite trascrizioni d'epoca) mai eseguite precedentemente
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14/12/2005 13:23 - Kol Simcha - Europe’s Klezmer Band n° 1
Dal jiddish: kli ...
Kol Simcha - Europe’s Klezmer Band n° 1 Dal jiddish: kli e zemer, approssimativamente, “strumento del canto” - Dalla loro creazione nel 1986, i Kol Simcha, hanno stregato il loro pubblico con la loro particolarissima “Contemporary Klezmer Music” e si sono imposti come una delle più importanti formazioni di riferimento a livello mondiale. Quasi 15 anni di carriera e centinaia di concerti in tutto il mondo hanno determinato il maturare di un sound che non soltanto riceve tutta la influenza e l’eredità della musica Kletzmer dell’Est Europeo ma la arricchisce con tutto un bagaglio di influenze nuove ed entusiasmanti che le conferiscono nuova freschezza e ampliano il suo linguaggio musicale, d’altronde già molto ricco. Ogni brano, in concerto o in sala d’incisione, crea un complesso tappeto la cui trama è composta da stili e influenze diverse: dalle improvvisazioni del jazz (non a caso vengono frequentemente ospitati in questo contesto) al virtuosismo del classicismo dell’Est, dalle influenze tipicamente mediterranee alle sensuali melodie e ritmi delle regioni medio-orientali. Vincitori nel 1992 del Music Award della Fondazione Europea di Cultura, hanno suonato presso importanti sale e festival di tutto il mondo, alcuni di questi: Classical Festival Montreux ( 1996), Carnegie Hall (1997), Jazz at the Opera (Operahaus Zurich, 1998), Jazzfestival Copenhaghen (1997), ecc. Kol Simcha crea oggi la Musica Kletzmer per il millenio che arriva. Nel magistrale utilizzo del clarinetto e del flauto traverso, nella precisa e presente sezione ritmica c’è tutta l’anima dello shtelt dell’Europa dell‘Est. Hanno scritto di loro: “I Kol Simcha sono letteralmente irresistibili. Virtuosismo, sensibilità e sensualità, fantasia, esaltazione e malinconi, tutto si fonde in un turbine musicale che improvvisamente si placca, per poi ancora sciogliersi nella più toccante nostalgia. Un’esperienza unica!” Azione – 1998 - “I’m delighted, that these brilliant young musicians are taking so keen an interest in Klezmer music…” Sir Yehudi Menuhin - “Kol Simcha, Contemporary Klezmer, a band wich conveys pure joy of playing, a band of the superlative!” Die Welt – 1997 - “…Le quintette balois Kol Simcha a soulevé l’enthousiasme lors d’un concert donné au Carnegie Hall de New York. Près de 2.000 personnes debout ont applaudi les musiciens…” Le Matin
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14/12/2005 13:23 - MARK MURPHY EUROPEAN JAZZ QUINTET
Mark Murphy: vocals; Giovanni Mazzarino: piano; ...
MARK MURPHY EUROPEAN JAZZ QUINTET Mark Murphy: vocals; Giovanni Mazzarino: piano; George Robert: saxes; Stefano Senni; bass; Andrea Michelutti: drums. MARK MURPHY: "Sono un animale da palco" così si definisce uno dei più importanti cantanti del mondo. Classe 1932,cantante jazz, newyorkese, Murphy è conosciuto dal grande pubblico e profondamente apprezzato dagli specialisti,che ne ammirano non solo l'intensità emotiva documentata dalla dichiarazione che abbiamo citato, ma anche la varietà stilistica, la chiarezza espressiva, il sottile umorismo, il calore umano che rende ogni suo concerto un evento. Nel suo repertorio c'è spazio per tutto: dalle classiche canzoni della tradizione americana di Broadway, interpretate magistralmente, ai più scattanti temi del BeBop(spesso forniti di un testo dallo stesso cantante), vere palestre di virtuosismi vocali, fino alle composizioni del jazz contemporaneo firmate magari da Chick Corea, Charles Mingus o Pat Metheny. Ha inciso innumerevoli albums (quasi un centinaio) collaborando con musicisti del calibro di: Sonny Rollins, Tom Harrel,Mark Egan, George Mraz ecc. Di Murphy è celebre in tutto il mondo la versione cantata di "Parker's Mood" utilizzata nel film BIRD in una sequenza di grande suggestione. GIOVANNI MAZZARINO al piano, nato a Messina nel 1965, comincia a suonare il piano da autodidatta molto presto (a 5 anni), svelando un grande talento musicale. Dal '73 al '75 studia pianoforte classico ma ben presto lo lascia, essendo fortemente attratto dall'ascolto e dallo studio delle Big Bands americane. Dall'80 all'85 lavora come arrangiatore negli studi discografici. Nel 1986 ha studiato orchestrazione ed arrangiamento alla Berkley School of Boston, a Perugia, durante "Umbria Jazz Festival" con risultati eccellenti. Nel 1990 incomincia la sua collaborazione con Enzo Randisi. Fra il 1990 ed il 1991 suona con l' "Orchestra Jazz Siciliana" andando in tour con l' "Ente promozione Musica Jazz" del Teatro Massimo di Palermo. Ha al suo attivo 8 incisioni discografiche a suo a nome e vanta collaborazioni importanti con musicisti d'oltreoceano quali: Tom Harrell, Randy Brecker, Mark Murphy, Steve Swallow, per citare solo i più importanti. EORGE ROBERT nasce a Ginevra nel 1960. Comincia a suonare molto presto dapprima il pianoforte e poi il clarinetto, strumento che gli darà il diploma con il massimo dei voti c/o il Conservatorio "Populaire de Geneve". Nel 1980 si trasferisce in U.S.A.(Boston) per studiare c/o la Berklee School diplomandasi in orchestrazione ed arrangiamento. Nel 1985 si trasferisce da Boston a New York cominciando a suonare ,collaborare ed a registrare con musicisti del calibro di: TOM HARRELL, BUSTER WILLIAMS, RAY BROWN, KENNY BARRON, CLARK TERRY, HANK JONES, PHIL WOODS, ARTURO SANDOVAL, TONY BENNET, BENNY GREEN, RANDY BRECKER, DIANA KRALL, BILLY HIGGINS, MEL TORME, GEORGE BENSON, e tanti altri ancora.. Attualmente dirige "Swiss Jazz School" a Berna e gira il mondo con il suo quartetto (Kenny Barron, Refus Reid, Kenny Washington). In Italia suona regolarmente come ospite del trio di Dado Moroni e di Giovanni Mazzarino. STEFANO SENNI Contrabbasso, composizione. Nato nel '72, si è avvicinato allo studio del contrabbasso e della musica jazz nel 1992, dopo qualche periodo dedicato al basso elettrico (strumento che ha poi definitivamente abbandonato), ed ha maturato sin dal principio una grande passione per la tradizione culturale afroamericana. Ha frequentato i Civici corsi di jazz di Milano e si è diplomato sotto la guida di Giorgio Azzolini, oltre a conseguire una laurea in Economia Aziendale. In seguito si è perfezionato privatamente con Rosario Bonaccorso e nel 1995 ha preso parte ad un workshop internazionale tenuto da Ray Brown. Attualmente è docente di contrabbasso presso il Laboratorio Arti Musica e Spettacolo, e la Nuova Accademia di Musica Moderna, entrambe a Verona. Svolge intensa attività concertistica in Italia e all'estero in jazz club e rassegne tra Le sue collaborazioni comprendono molti nomi fra i più prestigiosi del jazz italiano, oltre ad artisti internazionali come Tony Scott, Art Farmer, Benny Golson, Cedar Walton, Lee Konitz, Barry Harris, Steve Grossman, Randy Brecker, Jimmy Owens, Bobby Watson, Bob Mover, George Cables, Eliot Zigmund, Renè Utreger, Oscar Klein, Joy Garrison, Mark Murphy, Michelle Hendricks, Dusko Gojkovic, Franco Ambrosetti, Rachel Gould, Tom Kirkpatrick, Steve Ellington, Larry Smith, Bob Sands, John Mosca, Silvia Droste, Christian Gutfleisch, Dodo Sosoka, Hugo Heredia, Shawn Loesher, Paula West, Thomas Moeckel, Kurt Weiss, Albert Bover, Norman Hogue, Kyle Gregory, Robert Bonisolo, Donovan Mixon, Joan Cartwright. Ha incontrato in jam session, tra gli altri, Kenny Kirkland e Vinnie Colaiuta.
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14/12/2005 13:23 - PLUXUS European Onion
La definizione di "elettronica tascabile" trova nuove eccitanti ...
PLUXUS European Onion La definizione di "elettronica tascabile" trova nuove eccitanti applicazioni con il terzo album degli svedesi Pluxus, European Onion, un disco talmente minuscolo da stare ai Royksöpp, tanto per dire, come il citofono di casa vostra sta alla London Symphonic Orchestra. Il riflusso dell'isolazionismo laptopista sembrerebbe passare proprio di qui, attraverso valzerini da videogioco arcade di prima generazione (Psykopotät) e una deepness che ricorda i momenti più sexy degli indimenticabili (mi consenta il Santo Predicatore) 2+2=5.
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14/12/2005 13:23 - MARK MURPHY EUROPEAN JAZZ QUINTET
Mark Murphy: vocals; Giovanni Mazzarino: piano; ...
MARK MURPHY EUROPEAN JAZZ QUINTET Mark Murphy: vocals; Giovanni Mazzarino: piano; George Robert: saxes; Stefano Senni; bass; Andrea Michelutti: drums. MARK MURPHY: "Sono un animale da palco" così si definisce uno dei più importanti cantanti del mondo. Classe 1932,cantante jazz, newyorkese, Murphy è conosciuto dal grande pubblico e profondamente apprezzato dagli specialisti,che ne ammirano non solo l'intensità emotiva documentata dalla dichiarazione che abbiamo citato, ma anche la varietà stilistica, la chiarezza espressiva, il sottile umorismo, il calore umano che rende ogni suo concerto un evento. Nel suo repertorio c'è spazio per tutto: dalle classiche canzoni della tradizione americana di Broadway, interpretate magistralmente, ai più scattanti temi del BeBop(spesso forniti di un testo dallo stesso cantante), vere palestre di virtuosismi vocali, fino alle composizioni del jazz contemporaneo firmate magari da Chick Corea, Charles Mingus o Pat Metheny. Ha inciso innumerevoli albums (quasi un centinaio) collaborando con musicisti del calibro di: Sonny Rollins, Tom Harrel,Mark Egan, George Mraz ecc. Di Murphy è celebre in tutto il mondo la versione cantata di "Parker's Mood" utilizzata nel film BIRD in una sequenza di grande suggestione. GIOVANNI MAZZARINO al piano, nato a Messina nel 1965, comincia a suonare il piano da autodidatta molto presto (a 5 anni), svelando un grande talento musicale. Dal '73 al '75 studia pianoforte classico ma ben presto lo lascia, essendo fortemente attratto dall'ascolto e dallo studio delle Big Bands americane. Dall'80 all'85 lavora come arrangiatore negli studi discografici. Nel 1986 ha studiato orchestrazione ed arrangiamento alla Berkley School of Boston, a Perugia, durante "Umbria Jazz Festival" con risultati eccellenti. Nel 1990 incomincia la sua collaborazione con Enzo Randisi. Fra il 1990 ed il 1991 suona con l' "Orchestra Jazz Siciliana" andando in tour con l' "Ente promozione Musica Jazz" del Teatro Massimo di Palermo. Ha al suo attivo 8 incisioni discografiche a suo a nome e vanta collaborazioni importanti con musicisti d'oltreoceano quali: Tom Harrell, Randy Brecker, Mark Murphy, Steve Swallow, per citare solo i più importanti. EORGE ROBERT nasce a Ginevra nel 1960. Comincia a suonare molto presto dapprima il pianoforte e poi il clarinetto, strumento che gli darà il diploma con il massimo dei voti c/o il Conservatorio "Populaire de Geneve". Nel 1980 si trasferisce in U.S.A.(Boston) per studiare c/o la Berklee School diplomandasi in orchestrazione ed arrangiamento. Nel 1985 si trasferisce da Boston a New York cominciando a suonare ,collaborare ed a registrare con musicisti del calibro di: TOM HARRELL, BUSTER WILLIAMS, RAY BROWN, KENNY BARRON, CLARK TERRY, HANK JONES, PHIL WOODS, ARTURO SANDOVAL, TONY BENNET, BENNY GREEN, RANDY BRECKER, DIANA KRALL, BILLY HIGGINS, MEL TORME, GEORGE BENSON, e tanti altri ancora.. Attualmente dirige "Swiss Jazz School" a Berna e gira il mondo con il suo quartetto (Kenny Barron, Refus Reid, Kenny Washington). In Italia suona regolarmente come ospite del trio di Dado Moroni e di Giovanni Mazzarino. STEFANO SENNI Contrabbasso, composizione. Nato nel '72, si è avvicinato allo studio del contrabbasso e della musica jazz nel 1992, dopo qualche periodo dedicato al basso elettrico (strumento che ha poi definitivamente abbandonato), ed ha maturato sin dal principio una grande passione per la tradizione culturale afroamericana. Ha frequentato i Civici corsi di jazz di Milano e si è diplomato sotto la guida di Giorgio Azzolini, oltre a conseguire una laurea in Economia Aziendale. In seguito si è perfezionato privatamente con Rosario Bonaccorso e nel 1995 ha preso parte ad un workshop internazionale tenuto da Ray Brown. Attualmente è docente di contrabbasso presso il Laboratorio Arti Musica e Spettacolo, e la Nuova Accademia di Musica Moderna, entrambe a Verona. Svolge intensa attività concertistica in Italia e all'estero in jazz club e rassegne tra Le sue collaborazioni comprendono molti nomi fra i più prestigiosi del jazz italiano, oltre ad artisti internazionali come Tony Scott, Art Farmer, Benny Golson, Cedar Walton, Lee Konitz, Barry Harris, Steve Grossman, Randy Brecker, Jimmy Owens, Bobby Watson, Bob Mover, George Cables, Eliot Zigmund, Renè Utreger, Oscar Klein, Joy Garrison, Mark Murphy, Michelle Hendricks, Dusko Gojkovic, Franco Ambrosetti, Rachel Gould, Tom Kirkpatrick, Steve Ellington, Larry Smith, Bob Sands, John Mosca, Silvia Droste, Christian Gutfleisch, Dodo Sosoka, Hugo Heredia, Shawn Loesher, Paula West, Thomas Moeckel, Kurt Weiss, Albert Bover, Norman Hogue, Kyle Gregory, Robert Bonisolo, Donovan Mixon, Joan Cartwright. Ha incontrato in jam session, tra gli altri, Kenny Kirkland e Vinnie Colaiuta.
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14/12/2005 13:23 - PLUXUS European Onion
La definizione di "elettronica tascabile" trova nuove eccitanti ...
PLUXUS European Onion La definizione di "elettronica tascabile" trova nuove eccitanti applicazioni con il terzo album degli svedesi Pluxus, European Onion, un disco talmente minuscolo da stare ai Royksöpp, tanto per dire, come il citofono di casa vostra sta alla London Symphonic Orchestra. Il riflusso dell'isolazionismo laptopista sembrerebbe passare proprio di qui, attraverso valzerini da videogioco arcade di prima generazione (Psykopotät) e una deepness che ricorda i momenti più sexy degli indimenticabili (mi consenta il Santo Predicatore) 2+2=5.
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14/12/2005 13:23 - A.A.V.V. European hardcore - the way it is (LP/CD Lost ...
A.A.V.V. European hardcore - the way it is (LP/CD Lost & Found) Una trentina di giovani gruppi provenienti da mezz’Europa (nessun italiano, sorry, non sappiamo se rallegrarcene o dispiacercene!?) a ribadire che l’hardcore, o quel derivato post-bellico/mel-odioso per cui viene spacciato adesso, è ancora vivo e vegeto. Insieme ad una manciata di nomi più o meno noti nell’ambiente (Boiling Point, Brightside, Crivits, Gigantor, Killrays, Right Direction, Ryker’s...), tutta una serie di emeriti sconosciuti, dei quali vi risparmio volentieri elenco e menzione... Lost & Found Records, Bunteweg 1, 30900 Wedemark, Germany.
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14/12/2005 13:23 - RANDY BRECKER EUROPEAN QUINTET
Randy Brecker, nato a Philadelphia nel 1945, ...
RANDY BRECKER EUROPEAN QUINTET Randy Brecker, nato a Philadelphia nel 1945, alterna studi classici alla tromba con esibizioni in gruppi locali di rhythm & blues. Si avvicina al jazz quando frequenta l’Indiana University: con la big band dell’Università partecipa ad un tour in Europa. Vi rimane per qualche tempo, per far ritorno negli USA dedicandosi esclusivamente alla musica. Nel 1967 entra a far parte del noto gruppo pop-jazz “Blood Sweat & Tears” e contemporaneamente suona nei quintetti jazz di Horace Silver, Art Blakey e Clark Terry, ed accompagna alcune delle più popolari star del rock e del R&B, come Janis Joplin, Stevie Wonder e James Brown. Nel 1969 forma un combo jazz-rock-fusion con il fratello sassofonista Michael, chiamato prima “Dreams” e successivamente “Brecker Brothers”, uno dei gruppi più influenti ed acclamati di questo genere, esplorato anche in collaborazione di Larry Coryell e Billy Cobham. A partire dalla fine degli anni Settanta, riprende la strada del jazz, suonando con Charles Mingus, con Lew Tabackin, in propri gruppi e con la moglie pianista Eliane Elias. Più recentemente lo troviamo in coppia con Bob Berg, in big band (quella di Jon Faddis, la “Carnegie Jazz Hall Band”) e disponibile a collaborazioni in Europa. In questa veste lo ascolteremo con il nostro pianista Giovanni Mazzarino, non nuovo a imprese del genere. (Rimane ancora il ricordo dello straordinario concerto di due anni fa, sempre all’Aula Magna dell’Ateneo dorico, con Tom Harrell). Il quintetto è completato da George Roberts sax alto, Stefano Senni contrabbasso, Andrea Michelutti batteria.
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14/12/2005 13:23 - EUROPE - Chi l’avrebbe mai detto? Decine di gruppi ...
EUROPE - Chi l’avrebbe mai detto? Decine di gruppi che hanno avuto successo negli anni ’80 si sono sciolti o sono stati affondati dalle nuove tendenze musicali, molti di essi negli ultimi tempi si sono riuniti, altri sono tornati con nuovi prodotti discografici, alcuni con grande successo, altri con molto meno entusiasmo da parte del pubblico, possiamo dire che gli Europe appartengono alla prima categoria, infatti tutti i biglietti per il loro unico concerto in Italia sono stati venduti in prevendita, con il “sold out” annunciato già da parecchi giorni.La Band che ha trovato l’”oro” nel 1986 con un album, “The Final Countdown” e soprattutto con quella canzone omonima che è rimasta nel cuore e nella testa di migliaia di appassionati, quel giro di tastiere è da 18 anni nelle corde di tutti: dall’hard rocker più appassionato alla “casalinga di Voghera” fino alla ragazzina che la utilizza per la propria suoneria del cellulare…. A questo punto l’appuntamento (per chi ha il biglietto…) è all’Alcatraz per rivedere la bionda (lo sarà ancora?) chioma di Joey Tempest e lasciarsi trasportare dalle nuove canzoni come “Flames” o “Hero” e dai mitici cavalli di battaglia come “Carrie”, “Open your heart” e ovviamente quella canzone rimasta nella mente di tutti………….. - INFO: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com


























































































































































































































































































































































































































