FRAGIL VIDA
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Arrivano dal cuore dell'Emilia, sono 5 musicisti dalle variegate esperienze musicali e dalla passione comune per la musica, il teatro e tutto ciò che è arte.
David Merighi: voce e piano, Lele Merighi: batteria, Diego Gavioli: chitarra e ukulele, Gianluca Galletti: voce recitante, Luca Cotti: basso.
Agli esordi, quasi per gioco, un solo obiettivo: unire le diverse doti artistiche e vedere cosa ne esce. Nasce un crocevia di stili, definibile come un « rock cantautorato condito di jazz, pop, bossanova, taranta, e cos'altro ancora…», tutto rigorosamente di testa propria. Insieme danno vita ad un piccolo sogno, l'unione della musica con il teatro, un intreccio di voci che giocano tra loro, che recitano e cantano.
Gruppo musicale che da 15 anni porta note e poesia in lungo e in largo nel Bel Paese (e non solo), dal profondo e originario nord fino alle punte dell'estremo sud. Armati di strumenti musicali a volte stravaganti (dall'ukulele al pentolame) in sintonia con bizzarre scenografie (dal wc alle ruote di biciclette) e accompagnati da scherzosi travestimenti artigianali, eccoli arrivare, con quel loro furgoncino ormai datato, e comparire in luoghi spesso singolari, siano piazze, palcoscenici, teatri o trulli.
«Ovunque pur di far ascoltare qualcosa di genuino e puro», dicono.
Puro, come i versi che il poeta Pablo Neruda dedicò alla fotografa rivoluzionaria Tina Modotti e dai quali è nato il nome del gruppo: «puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita»
(puro es tu dulce nombre, pura es tu frágil vida).
E anche grazie a questa espressione rubata al poeta dell'amore, ecco il palco trasformarsi in poesia, spesso divertente ma anche molto introspettiva, seria, talvolta tragica. Sulle note coinvolgenti che prendono forma con grande spontaneità, entra in scena la parte recitante, pronta a strappare un sorriso al pubblico, dietro il quale si celano però parole impegnate e profonde.
Con l'uscita del loro sesto cd dal nome “Giorni Sospesi”, i Fragil Vida, dopo aver esplorato e cantato i mondi dell'allegra gioventù e dell'amore profondo, si soffermano sul beneficio del dubbio, inteso anche come cambiamento di punti di vista.
Un album particolare già al primo sguardo, grazie al packaging creato interamente a mano con solo materiale di recupero: tasche di jeans, camicie, vestaglie, borse adornate da bottoni e spillette tutto di seconda mano e destinato, in altro modo, alla pattumiera.
«Non soltanto per spirito ecologista», sostengono «ma quanto per rendere prezioso un oggetto che sta sempre più perdendo valore, oltre a voler creare qualcosa di palpabile e accarezzabile.
Infine, l'unicità del cd, essendo ogni tasca diversa dall'altra».
Dopo aver portato in giro l'ultimo album i Fragil Vida, prodotti dall'etichetta indipendente bolognese La Fabbrica, sono pronti per ripartire alla volta di nuove scoperte e nuove emozioni
con l'arrivo di un nuovo anno e di un nuovo album.
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