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14/12/2005 13:23 - Mascarimirì, musicanti dal Salento
La radice profonda della musica dei Mascarimirì ...
Mascarimirì, musicanti dal Salento La radice profonda della musica dei Mascarimirì affonda nel Salento e nei suoi sapori, perché è in questa terra di crocevia che le sonorità si mescolano. Nati nel ’97 scavano con i loro lavori nella tradizione musicale salentina (pizzica, canto sul tamburo, canti di lotta), aprendosi anche alle contaminazioni sonore più lontane, echi d’Africa e terre arabe. Negli ultimi anni hanno collaborato con altri musicisti della zona vesuviana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato, per citarne alcuni.
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14/12/2005 13:23 - Mascarimirì rappresentano uno straordinario fenomeno di evoluzione della musica popolare ...
Mascarimirì rappresentano uno straordinario fenomeno di evoluzione della musica popolare salentina. Con solide radici di conoscenza e padronanza delle tradizioni, Claudio "Cavallo" Giagnotti, Vito Giannone e Beppe Branca portano l'ancestrale linguaggio della pizzica verso nuove frontiere. Nati nel ’97 scavano con i loro lavori nella tradizione musicale salentina (pizzica, canto sul tamburo, canti di lotta), aprendosi anche alle contaminazioni sonore più lontane, echi d’Africa e terre arabe. Negli ultimi anni hanno collaborato con altri musicisti della zona vesuviana, Daniele Sepe, Eugenio Bennato, per citarne alcuni. Il dub e l'elettronica sono gli ingredienti di questo nuovo viaggio dei Mascarimirì (in anteprima assoluta per "Club'n'bass" di Bass Culture e Time Zones) in cui la dimensione live degli strumenti tradizionali incontra il "surround sound" di Alpha Bass, un nuovo progetto sviluppato fra Polignano e Londra da Mimmo Galizia e Tommy Colagrande. L'idea di base nasce qualche anno fa, nel corso di una rassegna di musica popolare organizzata, nei pressi di San Vito, (noto santo taumaturgo). Cosi' come nella tradizione salentina San Paolo cura dal morso della tarantola, cosi' San Vito nel barese protegge dal morso dei cani: un affinità culturale che forse ha contribuito a creare un atmosfera magica di grande ispirazione. La reinterpretazione della pizzica in chiave techno e dub, con l'utilizzo della tecnica di mixaggio del "surrounding" ha affascinato gli stessi Mascarimirì, che ora stanno preparando un intero nuovo album in collaborazione con Alpha Bass. Intanto il progetto continua ad evolversi, nascono nuove elaborazioni e si aggiungono nuove suggestioni culturali: campioni di Natasha Atlas e di cantanti africani arricchiscono le nuove tessiture sonore, profilando così un interessantissimo fenomeno di world music tutta pugliese, di grande appeal anche per la scena elettronica e dance. Il remixaggio digitale di Alpha Bass enfatizza le frequenze basse e la circolarità ipnotica della pizzica, aggiunge profondità e impatto alla musica di Mascarimirì, e diventa un ponte fra la trance del tarantismo tradizionale ed i nuovi riti di danza collettiva della club culture.
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14/12/2005 13:23 - Mascarimirì
Mascarimirì nasce dalla collaborazione di alcuni elementi di "Terra De ...
Mascarimirì Mascarimirì nasce dalla collaborazione di alcuni elementi di "Terra De Menzu", gruppo popolare di ricerca sulle sonorità della tradizione orale salentina, nato nel 1993 - il cui lavoro si svolge completamente sul “campo”, dalle “curti” - luoghi in cui si svolgeva la vita sociale delle microcomunità salentine - ai punti focali della tradizione popolare, come le feste patronali di S. Rocco a Torrepaduli, di S. Vito di Ortelle, e quelle del fuoco a Supersano e Cutrofiano. Sono gli anni in cui torna fervido l’interesse per la musica popolare e Terra de Menzu contribuisce con il proprio lavoro dando vita o prendendo parte ad eventi, non solo nel Salento, ma anche sul territorio nazionale: la rassegna Salento Altra Musica, i festival busker, La Saga dei curli; la partecipazione a Format (RAI 3), Italia in Diretta (RADIO 2 Audio Box). La ricerca di Terra de Menzu si nutre costantemente della presenza di Fernando Bevilacqua - suo il videoclip “Bit, stretti nello spazio senza tempo” - e della collaborazione di Luigi Chiriatti, Cici Cafaro, Bruno Spennato, del gruppo Argalio, dei cantori popolari salentini conosciuti come gli Ucci, sino alla partecipazione dei Sud Sound System e alla pubblicazione di un foglio - “Terra de menzu” - diffuso durante i concerti, in cui si raccolgono contributi di poeti, musicisti, scrittori, fotografi. Curati da Terra de menzu sono anche i seminari sul tamburo a cornice e sul canto popolare, ai quali partecipano portatori e studiosi da tutto il Salento. Conclusa l’esperienza "Terra de menzu", nel ’97, Claudio Giagnotti - conosciuto come Cavallo - Cosimo Giagnotti e Carlo De Pascali danno vita ad un nuovo gruppo: Mascarimirì, nome romanes che rimanda alle radici dei ritmi e delle sonorità che caratterizzano il loro lavoro. Con Mascarimirì prosegue la ricerca sulle tradizioni musicali salentine - pizzica, canto sul tamburo, canti “alla stisa”, d’amore, di lavoro, - e si apre alle contaminazioni sonore partendo dalle terre più prossime per sonorità e tradizione sino a quelle più lontane. Sono di questi anni le collaborazioni con musicisti della zona vesuviana - Daniele Sepe, Cristina Vetrone, Marcello Vitale, Eugenio Bennato, A.sur.D, O’Lione, Compagnia della Tammorra - la presenza alla “Notte della Taranta” nelle due edizioni salentine orchestrate da Daniele Sepe e Piero Milesi, gli scambi con i gruppi marsigliesi Dupain e Gacha Empega e con alcuni musicisti della Provenza, ma anche le aperture al teatro con la partecipazione a spettacoli del Centro Teatrale Astragali, all’esperienza dell’etnojazz di Callisto, agli incroci con i paesi oltre adriatico come Albania e Grecia, alle influenze e ironiche della musica jiddish, allo studio di tradizioni come quella araba e africana grazie ai contatti con i berberi Al Noujoum insieme a Pierangelo Colucci, alla solarità della musica reggae e Hip Hop con le collaborazioni con Sud Sound System. L’ingresso dei nuovi musicisti da un contributo essenziale alla crescita dei Mascarimirì sotto il profilo musicale. Vito Giannone, esperto cantore della tradizione salentina e Beppe Branca bassista hardcore “pescato” nel circuito dei centri sociali segnano il passaggio dalla linea acustica a quella elettrica. Basso elettrico e mandolino supportati da effetti mutuati da generi più “esperti” in sonorità moderne si rivelano una felice intuizione. La tradizionale pizzica cambia volto manifestando una naturale inclinazione ai tempi e timbri della musica contemporanea. Raggamuffin, Dub, musica Techno si accostano inevitabilmente alla vecchia musica tradizionale per conferirle energia e vitalità inaugurando così un percorso musicale nuovo che dagli stessi viene definito “Tradinnovazione”. Il suono nuovo della formazione attira la curiosità e l’interesse di molti. Impressionante la serie di concerti oltre i confini salentini ed italiani di cui l’apice è rappresentato dalla partecipazione alla “Festa della Musica” di Parigi all’Hotel de Matignon accanto ad artisti di altissimo livello quali Les Negresses Vertes, il Trio Amstroy e l’Orchestra sinfonica di Parigi. Ma questo periodo si caratterizza soprattutto per l’assidua presenza dei salentini in Provenza e la infittita collaborazione con gruppi e musicisti della capitale occitana - Dupain, Gacha Empega, Massilia Sound System, DJ Sky- che culmina nella realizzazione di un concerto evento “Occitanica Salentina” presentato durante la terza edizione della “Notte della Taranta” prima e alla “Féte de la Plaine” a Marsiglia successivamente a cui partecipano i musicisti di Mascarimirì e di Dupain diretti dalla consolle da DJ Sky, interprete naturale e sensibile della musica dei bassifondi marsigliesi. Intanto la presenza dell’ immancabile Cavallo e di Vito Giannone alla terza edizione della “Notte della Taranta” accanto a Joe Zawinul sono traccia del rispetto che la formazione salentina ha guadagnato nei confronti degli esperti musicologi. Periodo in ascesa non poteva che risolversi con un contratto discografico concluso con Radio Popolare, celebre emittente di Milano che decide di inserire i salentini in una delle sue etichette più prestigiose, l’Edizione Ishtar che vanta tra le sue schiere artisti quali Moni Ovadia, il trio Rapsodia, Stormy Six e l’algerino Bellemou Messaud. Il nuovo CD “KADD_’”, presentato in Agosto insieme ai cugini Dupain accoglie subito i consensi della critica proponendosi come un ulteriore allontanamento dalla tradizione “pura” specie per l’inserimento del quarto musicista Sandro “Moviola” Dell’Anna con il suo anomalo alla della batteria. Pizzica, Dance Hall diventano concetti speculari quasi non vi fosse più differenza tra i generi. Lo scratch di Dario “Bellezza” si inventa di volta in volta quinto musicista e alla conclusione dei concerti le vibrazioni electro-funk e i remix di musica tradizionale accompagnano il consueto suono dei tamburelli. Intanto Occitanica Salentina unanimamente considerato il progetto più interessante degli ultimi anni viene scelto per chiudere il concertone finale della “Notte della Taranta” a Melpignano a seguito dell’ orchestra di Milesi davanti a circa 30.000 spettatori. E’ curata da Mascarimirì la rassegna su Santa Marina, a Muro Leccese, che ogni anno vanta la presenza di nomi eccellenti della ricerca sulla musica popolare e della innovazione sulla stessa. Gli ultimi lavori di Mascarimirì distinguono il gruppo per la voglia di costruire ed inventare suoni e melodie sempre nuove e per aver portato all’interno della musica tradizionale del Sud italiano elementi di profonda innovazione.















































