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14/12/2005 13:23 - Le hanno appiccicato addosso tutte le etichette possibili. L'hanno definita ...
Le hanno appiccicato addosso tutte le etichette possibili. L'hanno definita 'teppista del folk', 'lesbica irriducibile e bisessuale pentita', 'nuovo idolo della musica americana' anche se lei si considera soltanto una folksinger, magari un po' arrabbiata. Ani DiFranco è giovane e spigolosa, e ha una marcata vocazione alternativa che l'ha fatalmente sbilanciata sul fronte più aspro della canzone americana. A diciannove anni intemperante e graffiante come il primo Dylan, sette anni dopo famosa ma incontaminata e abrasiva come all'inizio, quando strappava le corde alla sua chitarra acustica. In pochi anni Ani di strada ne ha fatta parecchia, ma senza ammorbidire il suo stile scabroso. Il successo internazionale è arrivato con l'album "Dilate", a seguito di una fitta discografia squisitamente sotterranea, poi la consacrazione del suo talento è passata per la riprova viva del doppio album Living in Clip (Righteous Babe Records/Cooking Vinyl): una trentina di canzoni che assecondano l'inclinazione urbana e folk di Ani, ma sul versante della contaminazione, a mezza strada tra rock, rap, techno e blues di città. L'archetipo folksy alla Joan Baez è lontano anni luce, ma la DiFranco assomiglia poco anche alle 'ragazze d'autore' dell'ultima generazione. Difficile paragonare le sue canzoni ad altre, impossibile inquadrare il suo stile nei consueti canoni cantautorali. Ani è una via di mezzo tra Suzanne Vega, Michelle Shocked e K.D. Lang, ma di questi personaggi sembra aver assunto i lati più ruvidi. Veste alla Prodigy, usa la chitarra in modo schiettamente minimale, e dal vivo recita e danza, catalizando tutta l'energia del momento. Nel corso degli anni si è espressa in termini anche molto diretti (una delle sue canzoni più famose, "Untouchable Face", suona grossomodo così: "E allora vaffanculo/ con la tua faccia intoccabile/vaffanculo/per il solo fatto di esistere"), ma recentemente ha ammorbidito la propria immagine e ha scoperto l'arma dell'ironia. Comunque si è conquistata una gran reputazione, tant'è che diverse case discografiche fanno la fila fuori dal suo camerino con allettanti offerte miliardarie, sino ad oggi rifiutate sdegnosamente. Lei del resto ha un'etichetta tutta sua che si chiama Righteous Babe Records, come dire "dischi della ragazza virtuosa". E virtuosa Ani lo è davvero, non foss'altro per quella mania d'indipendenza creativa che l'ha portata ad interpretare un ruolo del tutto peculiare sulla scena della musica americana. Dal 1990 questa cantautrice d'assalto si produce i dischi da sè, e se li vende ai concerti per raccogliere denaro da investire in nuove produzioni. In poche stagioni ha collezionato otto dischi, compreso "Dilate" ed il recente "Living in Clip", album che l'hanno lanciata come 'folksinger del Duemila'. L'etichetta stavolta è più che calzante, anche perché la musica di Ani DiFranco ha il marchio dell'originalità: una fusione di rabbia, ironia e impegno, spinta al crocevia del folk, del punk, e della modernità.
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14/12/2005 13:23 - ANI DIFRANCO "Revelling/Reckoning"
Due dischi, 29 tracce. Ani Di Franco torna ...
ANI DIFRANCO "Revelling/Reckoning" Due dischi, 29 tracce. Ani Di Franco torna con un doppio album registrato in studio virtualmente diviso in due parti a cominciare dal titolo: "Revelling/Reckoning". La prima parte è un po' sperimentale, la seconda più intimista, ma tutte le canzoni portano il marchio di questa giovane cantautrice che resta tra le voci più autorevoli e libere della scena americana. Lei piace a Prince per il modo che ha di suonare la chitarra acustica, e si è guadagnata una buona reputazione sul campo, suonando e incidendo diversi dischi. E siccome ha un temperamento indipendente, cresciuto attorno alla cultura punk, Ani da subito ha fondato una propria etichetta che le ha consentito e le consente di operare in tutta libertà. Qualche anno fa, quando anche qui da noi l'abbiamo scoperta Ani Di Franco si affacciava alla copertina di un doppio live monumentale che titolava "Living In Clip". Era giovanissima e strappava le corde della sua chitarra con estro e rabbia giovanile. Aveva già licenziato altri dischi folk&punk. Da allora la stella di Ani ha iniziato a brillare e le quotazioni dell'artista sono solo salite. Oggi Ani è senza ombra di dubbio una delle songwriter più abili e interessanti che il cantautorato statunitense possa vantare. Ogni album dunque è un evento anche perché Ani non si ferma mai, non rimescola le carte del mazzo per ritentare il solito gioco, e anzi va avanti, sperimenta, lascia che la sua arte si affini e lascia che le sue canzoni, spogliate da tutti i luoghi comuni, si prendano uno spazio sempre più rilevante. "Revelling" ad esempio parte con un raffinato gioco di fusione funk, jazz, hip hop ("Ain't That The Way"), poi allarga l'orizzonte della scrittura spingendo Ani molto in là rispetto a quel che ci si può attendere da una normale folksinger, sia pur di matrice metropolitana. E se improvvisamente "Garden Of Simple" riconduce il discorso sul filo del folk percorso dal brivido caldo di una splendida chitarra acustica, "Marrow" scopre gli intimi languori di una lunga ballata seduttiva con tanto di fiati e fisa. Per realizzare le canzoni di questo doppio album la Di Franco ha chiamato a sé un gruppo di musicisti ad hoc: la band che abitualmente suona con lei (Julie Wolf alle tastiere, Jason Mercer al basso, Daren Hahn alla batteria, Hans Teuber al sax e Shane Endsley alla tromba) e qualche solista di lusso come il sassofonista Maceo Parker, il trombettista Jon Hassell ed il virtuoso di pedal steel guitar Loyd Maines. Il risultato è quantomai probante. "Revelling/Reckoning" è forse il più completo tra i dischi licenziati sino ad ora da Ani Di Franco. Asciutto, intimo e minimale, quando le canzoni chiedono quel clima, più avanzato e complesso quando il gioco strumentale appassiona la cantautrice e gli arrangiamenti spingono verso territori jazzy stilisticamente più aperti.
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14/12/2005 13:23 - ANI DIFRANCO Swing Set
Un singolo espanso per la DiFranco, con ...
ANI DIFRANCO Swing Set Un singolo espanso per la DiFranco, con non pochi motivi d'interesse. C'è il singolo propriamente detto, Swing, con il bel sax di Maceo Parker e i riusciti inserti rap, anche in una (inutile) versione radiofonica: solo più breve. Un 'creative re-mix' di "To The Teeth" offre una nuova visione del brano, con la sola DiFranco a tutti gli strumenti. La "Do Re Mi" di Woody Guthrie eseguita dal vivo in compagnia della voce di Gillian Welch e delle chitarre di David Rawlings e Bo Ramsey si affianca degnamente alla versione inclusa sul recente 'Til We Outnumber 'Em, del quale per la sensibilità di chi scrive costituiva l'episodio più convincente. Proseguendo negli omaggi troviamo una toccante versione di "When I'm Gone" di Phil Ochs per chitarra e voce e la celebre "Hurricane" firmata Dylan, qui eseguita in quartetto: noi continuiamo a preferire l'originale, ma i dylaniani non dovrebbero avere motivo di lamentarsi.
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14/12/2005 13:23 - ANI DIFRANCO
Nata nel 1970 a Buffalo, nello stato di New ...
ANI DIFRANCO Nata nel 1970 a Buffalo, nello stato di New York, Ani DiFranco si interessa alla musica sin da giovanissima e appena ventenne debutta con un album a suo nome, prodotto da un'etichetta che lei stessa ha fondato, per garantirsi la massima autonomia artistica. L'album, su cui compaiono alcune delle oltre cento canzoni scritte da Ani durante la sua adolescenza, si segnala per l'originalità dell'approccio, oltre che per la forza e la radicalità dei suoi testi, che la vedono particolarmente vicina al circuito femminista e al movimento di liberazione delle donne. La sua produzione discografica, realizzata per l'etichetta Righteous Babe, è alquanto copiosa e di grande qualità, e la vede pubblicare 13 album in quasi un decennio - senza considerare i due incisi con Utah Phillips. Da segnalare, nel suo più recente album TO THE TEETH, la presenza di Prince in uno dei brani. DISCOGRAFIA: ANI DI FRANCO ˆ 1990 NOT SO SOFT- 1991 IMPERFECTLY ˆ 1992 PUDDLE DIVE ˆ 1993 LIKE I SAID (SONGS 1990-91) - 1993 OUT OF RANGE ˆ 1994 NOT A PRETTY GIRL ˆ 1995 MORE JOY, LESS SHAME ˆ 1996 THE PAST DIDN'T GO ANYWHERE ˆ 1996 DILATE ˆ 1996 LIVING IN A CLIP ˆ 1997 LITTLE PLASTIC CASTLE ˆ 1998 UP UP UP UP UP UP ˆ 1999 FELLOW WORKERS ˆ 1999 TO THE TEETH ˆ 1999 (TO THE TEETH ˆ 1999) RECENSIONE TRATTA DAL SITO WEB ROCKONLINE Il meglio del passato del folk-rock affluisce in un album che sa di west coast, dei raffinati passaggi jazzy di Joni Mitchell così come di autostrade, di condensa di fiato sul vetro dei finestrini, di sacchi a pelo e sale d'attesa d'aeroporto. Ani DiFranco scrive testi meravigliosi, li canta su giri armonici che si snodano in un percorso semplice e affascinante, conquista con il suo modo di raccontare, personale e universale al tempo stesso. Il suo produrre musica al di fuori del sistema del business convenzionale è in realtà soltanto la punta di qualcosa di molto intenso e profondo, che è poi il motivo per cui si fa musica. A giudicare da "To the teeth" per Ani non poteva che essere questa la sua vita, un caleidoscopio di immagini che girano intorno e si fermano giusto il tempo di farsi riconoscere. L'odio per ogni tipo di guerra in "To the teeth", l'amore che torna a farsi sentire in "Soft shoulder" e "Carry you around", la poesia di "Arrivals gate" e "I know this bar", le considerazioni sparse che infarciscono gli appunti di "Wish I may", "Cloud blood", raccontano piccole grandi verità, spunti di riflessione che chiedono a gran voce tempo per essere ascoltati, penetrati. Le parole di Ani DiFranco sono quelle che spuntano fuori dai diari tenuti in borsa, scarabocchi di appunti che spesso centrano il punto di giornate e settimane altrimenti sempre uguali, piccoli, innocenti colpi al cuore che chiedono a quella porta di aprirsi. All'album partecipa anche Prince, da sempre grande estimatore della cantautrice, qui impegnato nel canto in "Previdence", mentre musicalmente "To the teeth" mette in mostra una apertura a nuovi suoni e nuovi universi armonici: che la portano un po' più lontana, forse, dall'ottica folkpunk nella quale era inserita ma al tempo stesso la consacrano artista al di sopra di ogni etichetta. Ani DiFranco ci regala un album splendidamente ispirato, di quelli che cambiano dentro: e frasi come "se sento ancora una volta parlare del diritto di un qualsiasi idiota a possedere il suo strumento di morte prendo tutti i miei amici e me ne vado in Canada, dove almeno morirò di vecchiaia", che vanno appuntate su un quaderno e fatte leggere agli amici.
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14/12/2005 13:23 - ANI DIFRANCO (USA)
In pochi anni di carriera, ancora giovanissima, ...
ANI DIFRANCO (USA) In pochi anni di carriera, ancora giovanissima, Ani DiFranco è diventata una sorta di “caso” commerciale e culturale nel campo della canzone d’autore americana. Nata nel 1970 a Buffalo, nello stato di New York, dove è tuttora fissato il suo quartier generale, appena ventenne debutta con un album a suo nome, prodotto da un’etichetta da lei stessa fondata, per garantirsi la massima autonomia artistica. Il disco è tutto centrato su proprie composizioni, scelte tra le cento e passa canzoni che Ani aveva scritto nell’adolescenza. Ani DiFranco si segnala per l’originalità del suo piglio, per la forza e la radicalità dei suoi testi, che la vedono particolarmente vicina al circuito femminista e al movimento di liberazione delle donne. All’inizio si presenta nei club e nei college accompagnandosi soltanto con la chitarra, dopo l’uscita dei dischi successivi si uniscono a lei la bassista Sara Lee e il percussionista Andy Stochansky: gli spazi in cui esibirsi si ampliano, con ingaggi in teatri di media-grande capienza. Nonostante la sua popolarità si amplifichi e il successo le arrida anche sul mercato, con vendite sempre più significative, Ani conserva tenacemente la sua struttura produttiva e tutto, dischi, video e tourneé, fa capo alla Righteous Babe, etichetta con sede a Buffalo. Nei concerti dal vivo si riesce a catturare la grinta e la carica emotiva dell’artista e a suggello delle performance live, esce nel 1997 un doppio album, “Living in a clip”, improntato alla linearità ed a una sanguigna comunicativa: una formula che ha suggerito ad alcuni critici la definizione di “folk-punk”. Capace di alternare spigoli e durezze alla semplice melodia, la rabbia urbana alla poesia delle sue radici, Ani DiFranco è un personaggio di punta per la nuova generazione di quella canzone di protesta che nella storia degli Stati Uniti vanta un passato autorevolissimo, da Woody Guthrie a Bob Dylan, il quale in segno di stima l’ha chiamata come supporter nel suo tour americano del 1997. Nel febbraio ’98 esce “Little Plastic Castle”’ e, subito dopo, Ani è in Italia per una serie di ‘live’ per MTV e TMC2 che ottengono uno straordinario successo di critica e pubblico. Sempre in prima linea nell’impegno sociale, Ani DiFranco partecipa in estate al concerto contro la pena di morte al fianco dei Pearl Jam e di Tom Waits. Nel ’99, a gennaio pubblica il nuovo album “Up up up up up up”, poi collabora con Utah Phillips per “Fellow Workers” (giugno ’99) e a novembre ha già pronto un altro, strepitoso album: “To the Teeth” che vede la presenza di Prince in uno dei brani. A maggio 2000 la sua etichetta discografica pubblica l’album tributo a Woody Guthrie “Til we outnumber ‘em”, registrazione di un concerto tenutosi alla Severance Hall di Cleveland. Prestigiosi i nomi che vi compaiono: Bruce Springsteen, Billy Bragg, Arlo Guthrie, Country Joe Mc Donald, Indigo Girls, Ramblin ‘Jack Elliott, Tim Robbins, oltre alla stessa Di Franco. A luglio viene pubblicato l’EP “Swing Set” con quattro brani inediti oltre al brano “Swing” in versione radio e album (da “To the Teeth”). Inediti sono le rivisitazioni di tre brani di cantautori amatissimi da Ani: “Hurricane” di Bob Dylan, “When I’m gone” di Phil Ochs, e “Do Re Mi” di Woody Guthrie, registrata con Gillina Welch (Almo Sounds), oltre ad una nuova versione di “To the Teeth”. Il 10 aprile 2001 viene pubblicato il nuovo album “Revelling-Reckogning” , un doppio cd con 28 brani inediti. Negli ultimi anni ha tenuto numerosi concerti in Europa ed in Italia, con grande successo di pubblico.
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14/12/2005 13:23 - ANI DIFRANCO Knuckle Down [Righteous Babe] In questa nuova avventura ...
ANI DIFRANCO Knuckle Down [Righteous Babe] In questa nuova avventura Ani DiFranco è affiancata da Joe Henry che (cosa più unica che rara per la solitaria cantautrice americana) co-produce l'intero album. Ci si aspetterebbe un cambio di direzione ma suono e poetica di Ani rimangono testardamente gli stessi. 12 canzoni intime, pungenti, ironiche e autoironiche che si sfogliano molto piacevolmente, come un'antologia di racconti. L'autrice rimane sempre io narrante e motore immobile di tutto il suo piccolo mondo. Nei suoi momenti migliori Ani riesce a raccontare l'America di oggi attraverso lo strumento che conosce meglio: l'autoanalisi. In quelli meno riusciti rischia di aggrovigliarsi e inciampare nelle proprie idiosincrasie. Sarebbe un disco imperdibile se non si sentisse nell'aria il pericolo della ripetizione e della sovrasposizione. - Suona: 30/3 SASCHALL FIRENZE; 31/3 C-SIDE MILANO - Info: INDIPENDENTE EVENTI E PRODUZIONI SRL 0434/208631 - 524657 - Ufficio Stampa: Roberto Marziali 335/8125679 - Via del Maglio, 6/b - 33170 Pordenone - www.indipendente.com
























































































































