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14/12/2005 13:23 - Moonspell
Negli anni '80, il metal era tacciato di immobilismo, o ...
Moonspell Negli anni '80, il metal era tacciato di immobilismo, o perlomeno di rinchiudersi in compartimenti stagni, sotto-categorie addirittura in antagonismo fra loro. Nell'attuale decennio la tendenza è opposta, ed il pubblico assiste a continui cambiamenti, che un tempo sarebbero risultati traumatici. Negli ultimi anni, molte bands nate nella brutale scena doom/death, si sono orientate verso lo stoner rock oppure verso il neo-gotico, opzione quest'ultima nettamente privilegiata nell'Europa Continentale. I portoghesi Moonspell sono in assoluto fra i maggiori esponenti della combinazione, un tempo proibita, fra sonorità heavy ed atmosfere esplicitamente derivate dalla new-wave goth, esplosa al seguito di Joy Division e Sisters Of Mercy. Il quintetto iberico è anche una delle punte d'iceberg del movimento in termini di riscontri commerciali, e con il secondo album “Irreligious” ha persino abbordato le classifiche ufficiali italiane! Sulla scia del crescente successo, i Moonspell hanno registrato un nuovo disco ad alta componente tecnologica, portando alle massime conseguenze un processo di sofisticazione che li vede ormai mille miglia distanti dall'EP d'esordio “Under The Moonspell”, uscito esattamente 4 anni fa. Il nuovo album “SIN/Pecado” è frutto di un accuratissimo lavoro in studio; a tratti può risultare addirittura forzato, con ingredienti di elettronica minimale, samples e drum-machines che spesso prevalgono sulla timbrica metal delle chitarre. E se il singolo apripista “Second Skin” presenta sempre un impatto roccioso, ed è pure munito di un accattivante refrain, la sequenza inaugurata da “Magdalene” (che dimostra come i Paradise Lost non siano certo un'eccezione fra le bands post-metal a nutrire una forte passione per Depeche Mode) e proseguita da “V.C. Gloria Domini” e “Eurotica” esprimono una precisa inclinazione verso il post-punk tenebroso dei primi Eighties. “V.C.” (ma anche “Dekadance”) suonano a sorpresa come una versione dark dei Roxy Music, mentre “Eurotica”, con la sua sensuale melodia rivela un accentuato savoir faire commerciale. In “Mute” la voce di Fernando Ribeiro si avvicina alquanto al Peter Steele dei Type O Negative, maestri assoluti del nuovo gotico, e lo stesso si può dire di “Let The Children” valorizzata da spettrali cori femminili. La qualità delle composizioni e la varietà delle atmosfere rendono comunque “SIN/Pecado” davvero efficace al di là della levigatura di un suono overproduced; se i Moonspell supereranno le vendite di “Irreligious” non sarà certo un traguardo usurpato: scaltrezza, intelligenza e talento non difettano certamente al gruppo portoghese.
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14/12/2005 13:23 - MOONSPELL
The Butterfly Effect (Century Media)
Resto dell'idea che a mostrare la ...
MOONSPELL The Butterfly Effect (Century Media) Resto dell'idea che a mostrare la reale validità di una band, o di un artista degno di essere definito tale, sia la sua capacità di cambiare, di mettersi continuamente in discussione e sperimentare soluzioni differenti. I Moonspell fanno parte di questa schiera "limitata" di musicisti, lo hanno dimostrato nell'arco evolutivo della loro carriera artistica, iniziata prima con i vagiti black di Under The Moonspell e Wallfheart e sviluppatasi, in seguito, nel gotico ricercato e personale di Irreligious e Sin/Pecado. Intelligenza e carattere calibrano quindi anche questo nuovo capitolo della saga di Ribeiro e soci, anzi, credo che saranno in molti a restare di stucco dopo l'ascolto dell'effetto farfalla. Dimenticate l'innesto gotico elettronico - in molti casi Depeche Modeiano - di Sin, The Butterfly Effect infatti sposa la matrice industriale cara a Nine Inch Nails e Ministry filtrandola nello stile sacrale e latineggiante tipica dei portoghesi (Tired e K su tutte). Episodi come l'iniziale Soulsick e Lustmord faranno senz'altro la gioia dei vecchi seguaci Moonspelliani, visto che si tratta di brani molto diretti, metallici, che recuperano certe sonorità black (compresa l'enfasi vocale growl di Ribeiro) condensandole in atipiche strutture gotico industriali. Già, perché sono proprio le strutture portanti dei brani a determinare "l'effetto farfalla" di cui tanto si è parlato. Prendete ad esempio la stessa title track o I Am The Eternal Spectator, noterete come i Moonspell non badano a compromessi: tribalismi, distorsioni debordanti e solipsistiche, aperture rumoristiche dal sapore apocalittico, metronomie insidiose ed epilettiche, non a caso tipiche del gotico più corrosivo ed urgente. Non mancano comunque episodi più romantici e riflessivi quali Disappear Here e Can't Bee, quest'ultima contraddistinta pure da schemi soul jazzistici. Cosa dirvi ragazzi, andate sul sicuro, visto che i Moonspell hanno confezionato l'ennesima prova del loro genio, forse quella più morbosa ed intrusiva.
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14/12/2005 13:23 - MOONSPELL
"The Butterfly Effect"
Unica formazione iberica di livello internazionale, i portoghesi ...
MOONSPELL "The Butterfly Effect" Unica formazione iberica di livello internazionale, i portoghesi Moonspell avevano finora realizzato tre album dove si riconosceva la costante ricerca di un linguaggio musicale più sofisticato, dalle ancor grezze sonorità di "Wolfheart" alla matura linea gotica di "Sin/Pecado". Ascoltando il quarto "The Butterfly Effect", si ha però la sensazione che il quintetto preferisca riavvicinarsi al suo passato, forse preoccupato di aver ecceduto nel rendere più accessibile la sua proposta, e di alienarsi le simpatie dei fans 'storici'. Comunque sia, questo "Effetto Farfalla" contrasta apertamente con "Sin/Pecado", mediando l'impronta dark con le dure sonorità dell'industrial metal, pur senza raggiungere la violenza espressiva dei Fear Factory o dei Soulfly; in tal contesto, l'efficace vocalist Fernando Ribeiro recupera parte del suo stile più selvaggio, memore dei trascorsi Death (per esempio in "Soulsick"), alternandolo a ponderose intonazioni goth. Sono quest'ultime comunque che caratterizzano gli episodi migliori, come "Disappear Here", "Soulitary Vice" e "Angelizer", che si riallacciano alle melodie funeree della new wave inglese anni '80 (Sisters Of Mercy, Joy Division etc.) in chiave hard. Riconosciamo ai Moonspell la volontà di diversificare ad ogni uscita discografica il mood delle proprie composizioni, ma qualcosa hanno perso in termini di freschezza espressiva, e dopo l'eclettismo di "Sin/Pecado", il nuovo disco risulta più monocorde. In ultima analisi, una prova positiva nel suo genere, ma non certo esaltante.
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14/12/2005 13:23 - MOONSPELL The butterfly effect (LP/CD Century Media/Self) Sempre eleganti i ...
MOONSPELL The butterfly effect (LP/CD Century Media/Self) Sempre eleganti i Moonspell, autentici stilisti del death/doom/industrial (e vacci tu a trovarla tu un’etichetta per 'sta musica…) sin dalla copertina che per fortuna non riporta anticristi, né tutto il merchandising del buon vecchio Caprone. Si parla di farfalle, ma Puccini è lontano, seppure latino come Ribeiro e compagnia. E’ più vicina la new-wave in questo caso, seppur non si tratti di maledettissimo revival, qui siamo di fronte più che altro alla sepolcralità evocativa dei Sisters Of Mercy, senza però che si arrivi mai al plagio dei Type O Negative; oppure a certe ballate del Murphy solista. Avvolgenti ed inquietanti, ma mai tediosi per fortuna, una vera mosca bianca (anche se di candore qua ce n’è pochino) nel panorama musicale europeo odierno. INFO: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com















































































































































































































































































































































































































