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14/12/2005 13:23 - JOHN MAYALL & FRIENDS "Along for the ride"
John Mayall continua ...
JOHN MAYALL & FRIENDS "Along for the ride" John Mayall continua a stupire e dopo uno strepitoso album come l'ultimo "Padlock on the blues" firma un disco ancora più vibrante e bello. "Along for the ride" è una sorta di "Back to the roots" (peraltro da poco ristampato) del nuovo millennio: un ritorno in Gran Bretagna con molti discepoli degli anni d'oro (Mick Taylor, Peter Green, John McVie, Dick Heckstall-Smith), un paio di riscritture nobilissime e un senso classico del blues. Dell'album piacciono la misura e la quieta forza che Mayall ha ritrovato come d'incanto in anni recenti, brani morbidi ma intensi, con elastici mid tempos e qualche emozionante naufragio negli abissi dell'anima come "If I don't get home", (con la tagliente chitarra di Gary Moore) e la classica "So many roads", recuperata dal repertorio dei Bluesbreakers con Peter Green. Mayall, lui è inossidabile, nonostante i 67 anni e i 44 album incisi (così giurano i contabili rock blues); e un attimo prima che l'album finisca si va a cercare una standing ovation recuperando il suo brano forse più famoso, "California", arrangiato per piccola orchestra con il sax di Red Holloway, l'elettrica di Buddy Whittington e l'acustica (guarda un po' chi si ritrova) di Davy Graham.
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14/12/2005 13:23 - JOHN MAYALL & THE BLUESBREAKERS
John Mayall è un caso curioso ...
JOHN MAYALL & THE BLUESBREAKERS John Mayall è un caso curioso e forse unico nel campo della discografia blues e rock. Ha inciso le sue opere migliori nei primi anni, e fin qui è normale; ha dilapidato buona parte del patrimonio nei decenni successivi, e anche qui niente di strano: ma dopo aver toccato il fondo con certe pessime incisioni Abc e vagabondato senza meta per piccole etichette, dal 1993 è tornato a grandi livelli, con tre album per la Silvertone tutti apprezzabili. Qui per l'appunto un best di quest'ultimo periodo, che consigliamo a quanti amavano i Bluesbreakers ai tempi d'oro e si sono arresi poi lungo la strada: non troveranno l ecelestiali armonie Mississippi Manchester di Crusade o Hard Road ma una musica onesta e non compromessa, capace di artarsi in forma di scattante r'n'b orchestrale, di slow blues a lenta combustione, di semplice e divertente skiffle. Una quindicina i brani, con due inediti: e una bella parata di chitarristi, dagli abituali Coco Monotya e Duddy Whittington a Buddy Guy, ospite nella splendida I Could Cry, fino a Mick Taylor, che suona in due brani mentre tutti lo vorremmo Bluesbreakers a vita.























































































































































































