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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA
Oltre ai successi del recente passato, la storica formazione partenopea ...
ALMAMEGRETTA Oltre ai successi del recente passato, la storica formazione partenopea presenterà al pubblico fiorentino la sua ultima fatica discografica 4/4, un album accolto con favore da critica e fans che ha dimostrato la grande capacita evolutiva della formazione guidata dal cantante Raiss. 4/4 è il quarto album (quinto se consideriamo l ep di esordio "Figli di Annibale") della straordinaria saga sonora di ALMAMEGRETTA ad un anno e mezzo circa da "Lingo". Perché saga? Perché questo termine che sta a significare il lungo racconto di un popolo, o per estensione linguistica, di una famiglia? Proprio perché la musica di questa band ci suggerisce, album dopo album, una idea forte di compattezza, di identità precisissima e allo stesso tempo la sensazione di uno sviluppo che appassiona e coinvolge in nuove avventure del corpo e della mente. E poi, chi meglio di ALMAMEGRETTA ha rappresentato in questi ultimi anni il concetto di una famiglia, di un unico grande popolo della musica universalizzato nella mescolanza di una infinità di culture? Già il titolo, al di là della naturale interpretazione di un "tempo" musicale ben definito, è un richiamo a questo senso di unità, come spiega Raiz: " 4/4 è il nostro quarto album, quattro su quattro, un bel risultato pieno, tondo, a cui arriviamo dopo anni di convivenza. In una band è sempre difficile mantenere un equilibrio, una identità superiore capace di mantenere gli ego sotto controllo: quattro/quarti equivale a uno, il concetto si spiega da sé, anche da questa coincidenza aritmetica". Naturalmente è anche il ritmo in "quattro/quarti" a giocare in questo disco il suo bravo ruolo. "4/4" è un album che potrebbe definirsi di "derivazioni", ovvero di tutto ciò che deriva dalla musica che si può ballare, funky, reggae, rhythm & blues e naturalmente rock. "Ovvio che non si tratta di un disco dance , precisano, "ma di un disco che rappresenta bene qual è il nostro approccio allamusica che porta al movimento, il nostro modo di ascoltare la musica che ci piace e di interpretarla". "4/4" è un disco pieno di musica con molto "sangue" e sudore, attraversato da una incontenibile voglia di suonare, e - nessuno si stupisca - dal divertimento: in quale altra chiave potrebbe essere vista altrimenti una canzone come "Sempre" che rifà il verso a quella bizzarra quanto effimera corrente pop che a cavallo tra i 60 e i 70 venne etichettata come "bubblegum music" ? "Noi siamo un gruppo a forte vocazione pop", aggiunge Raiz, "a noi piace scrivere canzoni pop anche se poi abbiamo prevalentemente suonato musica che pop non è per niente. Nei nostri dischi precedenti abbiamo esaltato molto la componente underground, fino ad escludere canzoni che non rientravano in questo genere. Stavolta invece non ci siamo posti alcun freno". Piacevoli "leggerezze" a parte, la "sostanza" LMAMEGRETTA rimane profonda, immutata e stratificata. Come in "Cheap guru", il brano che introduce l'album con un campionamento fonetico seguito da un poderoso giro di basso: "ho passato gran parte della mia vita a seguire l'insegnamento di un guru da quattrosoldi", dice il testo in inglese. Ovvero dedicato a tutti quelli che hanno seguito il verbo di chi si è poi rivelato un ciarlatano: "la mia opinione sulla new age", taglia corto Raiz. Ognuno dei tredici brani del cd (64 minuti di musica) porterebbe con sé argomenti di discussione impossibili a trattarsi diffusamente a meno di non voler scrivere un trattato. Tuttavia alcuni impongono una attenzione particolare quando suggeriscono domande spontanee, come il ridimensionamento dell uso del dialetto napoletano a partire dal primo singolo in circolazione, "OreMinutiSecondi", un reggae che rotola inesorabile come appunto il tempo che passa. In "4/4" viene quindi presa quasi come una scommessa raggiungere, in italiano, la stessa intensità lirica che le vibrazioni del dialetto comunque esaltavano nella vocalità "muezzinica" di Raiz: scommessa.
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14/12/2005 13:23 - Almamegretta - Lingo (BMG)
Ecco a che servono le catalogazioni in ...
Almamegretta - Lingo (BMG) Ecco a che servono le catalogazioni in generi: il solo pensiero che qualcuno, anni fa, possa aver messo sotto lo stesso tetto sonoro Almamegretta ed Articolo 31 fa talmente tanto ridere che i tamagotchi che pulsano nei corpi più cagionevoli potrebbero rischiare il coccolone. In alto i suddetti tamagotchi, dunque, il tempo è galantuomo e se a qualche orecchia foderata di prosciutto ci è voluto parecchio tempo a capirlo (da 'Figli di Annibale' a qui, praticamente) ormai non credo che nessuno abbia più dubbi... E quanto al fatto che si dice che gli anglofoni non calcolino gli italiani, guarda un po' come se le beccano le band che valgono realmente: Almamegretta per un versante e vanno Oltremanica, Uzeda per un altro e trasvolano l'Oceano (entrambe band del Sud, onorevole Bossi, nel caso non ci abbia fatto caso). Entrati ufficialmente, e dalla porta principale, nel gotha del Dub internazionale (stimatissimi anche dagli dèi della On-U Sound e dal giro di Bristol), Raiss e soci han fatto un disco che gli cuce al culo magariddio gli scranni conquistati a colpi di anema e core. Un bel suono potente, velocizzato a sprazzi da qualche presina jungle e abbondanti obluzioni electroniques, il tutto costruito intorno ad uno scheletro che è quello del canto di strada napoletano (più che della canzone tradizionale napoletana comunemente intesa; il canto di Raiss ha più a che fare con quello dei venditori abusivi dei quartieri spagnoli che con le dotte ricerche del Maestro Roberto De Simone, per capirsi): date 'Respiro', ripulita, nelle mani di Nino D'Angelo (ringraziato nel disco al pari dei 99 Posse) e ve la adatterà perfettamente ai suoi standard... Gran disco, intenso e ballabilissimo, religioso e fortemente materialista come dovrebbe essere il mondo, intrigante e sensuale, con le mani ben protese nel futuro ed i piedi saldamente ficcati nella terra, con un manipolo di musicisti ed ingegneri a otto zeri (Bill Laswell al basso) ed uno scrigno di idee scintillanti. "La musica non ha razza e non ha faccia", come giustamente recitano in 'Fratelli'. Bel booklet, con testi in inglese e napoletano e cartoncino per le 'traduzioni' in italiano (curioso, su 'Fatmah', l'inizio 'Marò, comme si bbella' è stato tradotto con 'Dio, come sei bella'...). Uno dei dischi dell'anno, nonostante sia uscito a febbraio. Con buona pace degli Articolo 31.
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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA
4/4
Quarto album (quinto se consideriamo l'ep di esordio "Figli Di ...
ALMAMEGRETTA 4/4 Quarto album (quinto se consideriamo l'ep di esordio "Figli Di Annibale") della straordinaria saga sonora di ALMAMEGRETTA ad un anno e mezzo circa da "Lingo". Perché saga? Perché questo termine che sta a significare il lungo racconto di un popolo, o per estensione linguistica, di una famiglia? Proprio perché la musica di questa band ci suggerisce, album dopo album, una idea forte di compattezza, di identità precisissima e allo stesso tempo la sensazione di uno sviluppo che appassiona e coinvolge in nuove avventure del corpo e della mente. E poi, chi meglio di ALMAMEGRETTA ha rappresentato in questi ultimi anni il concetto di una famiglia, di un unico grande popolo della musica universalizzato nella mescolanza di una infinità di culture? Già il titolo, al di là della naturale interpretazione di un "tempo" musicale ben definito, è un richiamo a questo senso di unità, come spiega Raiz: "4/4 è il nostro quarto album, quattro su quattro un bel risultato pieno, tondo, a cui arriviamo dopo anni di convivenza. In una band è sempre difficile mantenere un equilibrio, un'identità superiore capace di mantenere gli 'ego' sotto controllo: quattro/quarti equivale a uno, il concetto si spiega da se, anche da questa coincidenza aritmetica". Naturalmente è anche il ritmo in "quattro/quarti" a giocare in questo disco il suo bravo ruolo. "4/4" è un album che potrebbe definirsi di "derivazioni", ovvero di tutto ciò che deriva dalla musica che si può ballare, funky, reggae, rhythm'n'blues e naturalmente rock. "Ovvio che non si tratta di un disco dance", precisano, "ma di un disco che rappresenta bene qual è il nostro approccio alla musica che porta al movimento, il nostro modo di ascoltare la musica che ci piace e di interpretarla", "4/4" è un disco pieno di musica con molto "sangue" e sudore, attraversato da una incontenibile voglia di suonare, e - nessuno si stupisca - dal divertimento: in quale altra chiave potrebbe essere vista altrimenti una canzone come "Sempre" che rifà il verso a quella bizzarra quanto effimera corrente pop che a cavallo tra i '60 e i '70 venne etichettata come "bubblegum music"? "Noi siamo un gruppo a forte vocazione pop", aggiunge Raiz, "a noi piace scrivere canzoni pop anche se poi abbiamo prevalentemente suonato musica che pop non è per niente. Nei nostri dischi precedenti abbiamo esaltato molto la componente underground, fino ad escludere canzoni che non rientravano in questo genere. Stavolta invece non ci siamo posti alcun freno". Piacevoli "leggerezze" a parte, la "sostanza" ALMAMEGRETTA rimane profonda, immutata e stratificata. Come in "Cheap Guru", il brano che introduce l'album con un campionamento fonetico seguito da un poderoso giro di basso: "ho passato gran parte della mia vita a seguire l'insegnamento di un guru da quattro soldi", dice il testo in inglese. Ovvero dedicato a tutti quelli che hanno seguito il verbo di chi si è poi rivelato un ciarlatano: "la mia opinione sulla newage", taglia corto Raiz. Ognuno dei tredici brani del cd (64 minuti di musica) porterebbe con se argomenti di discussione impossibili a trattarsi diffusamente a meno di non voler scrivere un trattato. Tuttavia alcuni impongono una attenzione particolare quando suggeriscono domande spontanee, come il ridimensionamento dell'uso del dialetto napoletano a partire dal primo singolo in circolazione, "OreMinutiSecondi", un reggae che rotola inesorabile come appunto il tempo che passa. In "4/4" viene quindi presa quasi come una scommessa raggiungere, in italiano, la stessa intensità lirica che le vibrazioni del dialetto comunque esaltavano nella vocalità "muezzinica" di Raiz: scommessa vinta senza riserve almeno in due canzoni dalla bellezza schietta, due capolavori intitolati "Brucia" e "Chi". Cos'altro consigliare? Forse i tre minuti e mezzo di batteria e grancassa libera di "Mbikili", forse la lunga jam di "Sainkho's Blues" con la voce incredibile della cantante mongola siberiana Sainkho Namtchylak, forse le "explicit lyrics" di Dre Love (già in "Black Athena" e qui in "Figli Di Dio") nell'assemblaggio di "alternative takes" che compone il mosaico sonoro di "Camisa Doce" (maglietta n. 12), ultimo brano del cd. O forse.....
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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA ("Anima Migrante" in antico latino volgare): Un nome scelto ...
ALMAMEGRETTA ("Anima Migrante" in antico latino volgare): Un nome scelto per rappresentare l'idea di un continuo spostamento da una cultura all'altra, di un eterno movimento alla ricerca della conoscenza, di un'insofferenza nei confronti di ogni frontiera che limiti l'espansione delle coscienze. Con il primo Cd composto da quattro brani, Figli Di Annibale, gli Almamegretta, ovvero, Raiss, Gennaro T. e Paolo e D. Rad, si impongono nel '92 all'attenzione del pubblico, della critica e di tanti musicisti, tra gli altri, Pino Daniele, Litfiba, Lucio Dalla, che manifestano pubblicamente la propria stima nei loro confronti. Solo quattro brani (registrati in 5 giorni ed in assoluta economia), Figli Di Annibale, Sanghe E Anima, O Bbuono, O Malamente, O Pace, ma più che sufficienti per tracciare tutte le linee sulle quali si svilupperà la fortissima personalità del gruppo: dai contenuti antirazzismo militante, la sofferenza e le tensioni dei popoli di tutti i sud del Mondo: all'uso del dialetto, esigenzea di un'immediatezza espressiva e di una teatralità che l'italiano non consentirebbe, insieme alla volontà di dimostrare non solo la possibile ma felicissima integrazione di forme di espressione apparentemente lontane, alla musica vero e proprio documento della contaminazione, manifesto della sperimentazione, forte affermazione ideologica di un principio di multietnicità basato sulla fusione delle musiche popolari del Mondo e sulla rivisitazione delle loro tradizioni. Musica Nera e Musica Mediterranea, Canto Popolare che rimbalza dai quartieri spagnoli di Napoli alle moschee, ritmi ossessivi dell'Africa tribale che dilatati elettronicamente, inducono ad una specie di trance ipnotica: questo il potente biglietto da visita degli Almamegretta a cui segue un anno dopo Animamigrante, il primo vero album che indirizza decisamente la musica del gruppo verso la fusione della tradizione partenopea, espressa secondo i canoni di una vocalità classica che il gruppo acquisisce e rivendica come patrimonio personale con il battito interetnico del Reggae e del Funky. Una saldatura che rafforza l'idea di un concetto totalmente nuovo di musica popolare e delle tante strade percorribili in questa direzione. Nel '94, pubblicano infatti Fattallà, un Cd che contiene brani dal vivo e le versioni remix di materiale già pubblicato ad eccezione di una particolare e quasi irriconoscibile versione di Panama di Ivano Fossati. Nel '95, segue Sanacore, il secondo album di inediti, interamente prodotto dal gruppo e mixato da Adrian Sherwood all'On U Sound studio di Londra che esalta la musica del gruppo verso un nuovo elemento, il dub, ovvero l'essenzialità di una base ritmica resa profonda ed esageratamente esaltata dalle frequenze basse attraverso l'uso di echi, reverberi, effetti, mezzi tecnologici che nel dub non sono più accessori alla creatività del musicista, spiega Raiss, ma veri e propri strumenti che costruiscono una grammatica musicale molto semplice su un'ossatura ritmica di base, su questa base, ci si può mettere tutto, e noi ci abbiamo provato con le cose napoletane. Il dub, rappresenta per noi il biglietto per salire su una nave che ti fà fare il giro del Mondo, molto più di un suono, dunque, ma un vero genere musicale che gli Almamegretta si trovano a rappresentare a pieno titolo e a livello internazionale, quando, su invito degli inglesi Massive Attack, incidono una particolare versione del brano Karmacoma che in uno dei quattro remix realizzati, prende il nome di The Napoli Trip. Le infinite strade percorse dagli Almamegretta, oggi portano a Lingo, l'attesissimo nuovo Cd uscito il 29 Gennaio '98. Un'opera del Mondo, perchè del Mondo è figlia, un disco universale che è sintesi suprema dei suoni e dei sorprendenti molteplici indirizzi della nuova comunicazione planetaria. In Lingo (neologismo inglese per definire un idioma incomprensibile), non c'è più modo di distinguere punti di partenza e di arrivo, è impossibile sezionare i vari strati che si sono sedimentati via via nel tessuto di una musica che ha fatto dimenticare la sua origine per regalarci una esaltante multiidentità. E' un tutt'uno: Rap (liriche scritte da Julie Higgins, Dave Watts, Dre Love), Drum'n'Bass, Reggae, Dub, la chitarra di Pino Daniele, frammenti di un DNA vocale isolati su di un vinile jurassico di Sergio Bruni, Nino D’Angelo, i bassi profondi delle corde toccate da Count Dubulah e Bill Laswell, gli archi scritti da Pasquale Minieri e diretti da Tommaso Vittorini, il canto wolof di Mamuur... "aggio girato pe' mille città/senza me fermà/a Londra, 'a Francia, a 'Spagna, 'a Tunisia stongo a gasa mia..." (da "Rootz"). Parola di un'anima migrante, parola di Almamegretta.
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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA
Quattro quarti (BMG/RCA)
La paura di tanti hippopperz nostrani non particolamente ...
ALMAMEGRETTA Quattro quarti (BMG/RCA) La paura di tanti hippopperz nostrani non particolamente inclini alla politica era che la stampa li avrebbe abbandonati quando il fenomeno li avesse stancati. Invece sembra che si siano stancati prima loro, in tanti, lasciandoci solo i migliori (più gli Articolo 31 e copiecarbone varie ma questa è un’altra storia). E musicalmente tra i migliori, i migliorissimi più meglio sono naturalmente gli Almamegretta. Che altro aggiungere sull’unica band italiana presa in considerazione dai master dubbaroli inglesi? Magari che questo disco occhieggia un po’ di più alle classifiche ma anche quando lo fa, come in ‘Oreminutisecondi’ dal ritornello ammiccante o in ‘Sempre’, frizzante ska che ritarda l’estate puttana, il palato auricolare si lappa le labbra (bigz & littlez); abbassare il tiro mica è automaticam. sinonimo di immerdarsi, orpo! Birbantello il non-testo di ‘Riboulez Le Kick’. Musica popolare per nuovi popoli. Il solito otto.
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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA
Nati nel 1992, colpiscono presto l’attenzione degli addetti ai lavori ...
ALMAMEGRETTA Nati nel 1992, colpiscono presto l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico per il sound moderno legato a liriche in dialetto, un ponte tra la tradizione e i nuovi suoni. Nel 1993 esce il primo album, “Figli di Annibale” che riscuote un ottimo successo a livello underground e nello stesso periodo incominciano le collaborazioni con i gruppi italiani come 99 Posse, Africa Unite e molti altri. Nel 1994, con l’uscita del secondo Lp, “Alma Migrante”, (traduzione in italiano di Almamegretta), prodotto da Ben Young (Massive Attack), si aggiudicano il premio della critica al Tenco 1994. Si consacrano definitivamente ad un pubblico più vasto nel 1995, con “Sanacore”, prodotto da Adrin Sherwood (One-Sound) e con la collaborazione di cantanti tradizionali napoletani. Sanacore raggiunge le 70.000 copie vendute e gli Alma iniziano una tournée interminabile in tutta Italia e in alcuni festival europei. Nel 1997 esce “Lingo”, vende 100.000 copie, ed è un album ancora più ricco di contaminazioni dei precedenti e si avvale della collaborazione di personaggi come Dave White (Transglobal Underground) e Julie Higgings (Fondamental), dimostrando così l’abilità del gruppo a spaziare nei vari generi musicali. Nel 1998 esce “4/4”, Rais, cantante e leader del gruppo, etichetta il disco come “MEDROTRONICO” ovvero “MEDITERRANEA + ELETTRONICA”, l’influenza mediterranea unita a ritmi europei come l’elettronica e il pop. L’ultimo album “Imaginaria” (2001) suggella i dieci anni di attività del gruppo, un sound ancora più vario dei precedenti, la musica viaggia attraverso i club londinesi, le strade del Pakistan, le spiagge della Jamaica, il timbro vocale di Rais è imponente, le liriche spaziano dallo spagnolo al napoletano all’inglese con fluidità e scioltezza. Gli Almamegretta conquistano sempre più i musicisti d’oltremanica e dopo collaborazioni con i Massive Attack ora Rais darà il suo contributo al nuovo album degli Asian Dub Foundation. Ecco perché il concerto al Leoncavallo degli “sperimentatori” napoletani è da un appuntamento importante dell’autunno musicale milanese.
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14/12/2005 13:23 - ALMAMEGRETTA Dalla stessa stagione creativa di Sud Sound System arrivano ...
ALMAMEGRETTA Dalla stessa stagione creativa di Sud Sound System arrivano Almamegretta anche se il loro percorso creativo è differente. Almamegretta non sono mai stati una reggae band tout court ma hanno sempre attinto a vari linguaggi ritmici come il reggae, l'hip hop, il funk mescolandoli con la loro origine napoletana e la tradizione mediterranea e le molteplici influenze che arrivano da sud e da oriente, creando così un 'lingo' dettato dalla somma di tutte le influenze e dal loro indiscutibile temperamento. La loro fama è ben presto uscita dai confini italiani e vantano collaborazioni con personaggi straordinari come Adrian Sherwood e Massive Attack. Ultimamente stanno proponendo una visione personale del 'groove' continuando ad attingere a fonti differenti. Sono di sicuro una delle migliori band di 'qualità' ad aver raggiunto una ottima popolarità in Italia. - SUONANO: G 15/9 - Angri (SA) - Festa dell'Unità (TBC) V 16/9 - Stadio Comunale San Vito - Cosenza S 17/9 - Salerno - Piazza S 24/9 - Roma - Qube (inaugurazione) V 7/10 - Biancavilla (CT) - Stadio Comunale - INFO: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com







































































