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14/12/2005 13:23 - BEBER
Juvenile Delinquent (Marina Parade) 12" U.K.
Basso sinosidale e vischiose linee ...
BEBER Juvenile Delinquent (Marina Parade) 12" U.K. Basso sinosidale e vischiose linee di sinth per la seconda uscita di questo interessantissimo musicistA, già da alcuni simpaticamente ribattezzato come il Ken Loach del drum'n'bass.
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14/12/2005 13:23 - "Permettete una domanda? Voi siete cattolico?"
"No... so' disoccupato"
dal film 'Cafè ...
"Permettete una domanda? Voi siete cattolico?" "No... so' disoccupato" dal film 'Cafè Express' "Lei è giovanissima ed avrà una vita lunghissima" Catherine Spaak rivolta a Moana Pozzi, ad 'Harem' "Il calcio fortunatamente non è sulla lista delle droghe" "Speriamo che lo facciano presto!" Alberto Sordi da 'Il Presidente del Borgorosso FC' (1970!) "Dire vita è come dire una grande orgia organizzata da Dio" dal film 'Talk Radio' "Il destino è quello a cui lavoriamo. Il futuro non esiste ancora. La fatalità è solo per gli sfigati" dal romanzo 'Fidanzata in coma' di Douglas Coupland "... avremmo fatto passare uno dopo l'altro i negozi di CD di importazione. Visto che i soldi non erano molti, ci avremmo pensato bene prima di comprarli" dalla novella 'L'ultima amante di Hachicko' di Banana Yoshimoto "Tu tieni le munizioni pronte ed il cazzo dritto e il destino cambierà" dal film 'Platoon' "Adoro questa musica, noi non ce l'abbiamo" Willis/Cole, proveniente dal 2035, mentre ascolta nel 1996 un pezzo rock sull'autoradio, da 'L'esercito delle 12 scimmie" "La paranoia è solo la realtà su una scala più sottile" dal film 'Strange Days' "Nessuno vuole appartenere a una generazione che ignora un altro Van Gogh". dal film 'Basquiat' Strano. Avevo preventivato che a quest'ora il mondo fosse pieno di mezzi matti che se ne andavano in giro con lenzuola per vestito, barbe lunghe e cartelloni d'ammonimento (sì, i manic street preachers, insomma) a predicare la fine del mondo ed il pentimento universale, un po' come accadde nel medioevo, ma finora neanche l'ombra. Forse staranno rintanati in qualche bugigattolo ad imparare i balli latino-americani pure loro. Beh, li preferivo a rompere le palle per strada... Quale che sia la storia, assodato che è vero che il millennio non finisce tra tre mesi ma tra quindici (tesi inattaccabile), come è pur vero però che lo scaricar di cifre è occasione ghiotta per azzerare l'azzerabile, occorrerà premunirsi contro le grandi catastrofi prossime venture, che non tarderanno a divenire improcrastinabili, anno more, anno less. E per citare solo le più tremende, annoterei il solito buco nell'ozono (che ad onde sembra essere "letale" e "non poi così male"), il calo vertiginoso di verde ed acqua, il consumo irresponsabile di materie prime, la carriera solistica di Piero Pelù, il propagarsi dell'AIDS in Africa, che in sole tre nazioni ha raggiunto la paracula cifra di dos milliones, la scomparsa annuale di migliaia di specie animali (ma basta che ci sia sempre la fettina, no?), i focolai di guerra nel mondo che aumentano in maniera vertiginosa, gli stati che danno da mangiare ai loro abitanti aria e merda fritta ma non rinunciano a bombe atomiche ed armi a vagonate e chi più se ne ricorda più ne metta. Non vorrei menar gramo ma, se tendete ben benone l'orecchio, non sentite anche voi come dei rintocchi a morto? Per chi suona la campana?
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14/12/2005 13:23 - Il termine "musica dell'harem" non designa un genere musicale in ...
Il termine "musica dell'harem" non designa un genere musicale in se stesso, ma un'interpretazione femminile della musica all'interno del riservato palazzo del sultano. Nata nell'ottavo secolo, la musica classica incominciò ad essere apprezzata anche al di fuori del palazzo ottomano. Una nuova forma di musica si sviluppò progressivamente servendosi degli ingredienti stessi della musica classica, anche se più lieve sia nella forma, sia nei temi poetici. Le numerose composizioni che emersero da questa nuova sorgente di creatività arricchirono ulteriormente il repertorio dell'harem. Il complesso è costituito da cinque strumentiste (due kanuns, kemence, ud, tambur) e da quattro voci.
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14/12/2005 13:23 - GRAHAM PARKER, WILLIE NILE, JOE D'URSO
Graham Parker è con Elvis ...
GRAHAM PARKER, WILLIE NILE, JOE D'URSO Graham Parker è con Elvis Costello e Joe Jackson la figura di maggior spicco di un certo rock d'autore inglese: è pietra d'angolo dello stile "pub" negli anni '70 e originale artista di musica senza compromessi negli '80. Nonostante il successo di classifica resti per lui lontano miraggio, Parker è tra i più genuini prodotti del rock d'oltremanica. La discografia dell'autore conta ventisei album all'attivo, l'ultimo dei quali, registrato dal vivo lo scorso anno con i Figgs, porta il titolo di The Last Rock'n'Roll Tour. Originario di Buffalo, New York, Willie Nile va a vivere nel Greenwich Village nei primi '70, dopo essersi laureato in filosofia; suona il piano, la chitarra e scrive poesie. Per diverso tempo si esibisce come folksinger nei più noti club della grande mela. Nel '77 Nile è influenzato dal suono di gruppi come Television e Patti Smith e accentua la componente rock delle proprie canzoni. Gli anni '80 segnano, tuttavia, una sorta di eclissi dell'artista dovuta ad incomprensioni con la sua etichetta (Arista) e a motivi personali. L'ultimo album di Nile è un disco dal vivo, intitolato semplicemente Live At Central Park e dato alle stampa lo scorso anno. Gli Stone Caravan di Joe D'Urso sono una formazione di roots rock che ha come coordinate musicali Bob Dylan, Elvis Presley, Bruce Springsteen, Beatles, Tom Petty, Grateful Dead, Tom Waits e Allman Bros. Sin dal 1989 gli Stone Caravan hanno ruotato attorno alle figure di D'Urso e Dan Albanese. Raffinato songwriter, Joe D'Urso rielabora la tradizione folk americana aggiornandola agli anni '90. Un concerto che mette insieme tre figure di cosiddetti outsider, ovvero quegli artisti sempre lontani dai luccichii del grande business discografico ma sempre attivi, anche se con parsimonia.
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14/12/2005 13:23 - MEDITERRANEO al FEMMINILE
La nuova operazione di Giulio D’Agnello, leader dei ...
MEDITERRANEO al FEMMINILE La nuova operazione di Giulio D’Agnello, leader dei Mediterraneo, consiste in un ensemble interamente costituito da donne. Questo gruppo intende rivisitare con gusto e con cultura decisamente acustica le prime composizioni originali dei Mediterraneo integrando il repertorio anche con canzoni popolari dell’intero mondo Mediterraneo, dalla Provenza alle ballate toscane, a tutto il grande patrimonio della canzone tradizionale del meridione d’Italia. Formazione: Filomena Menna (voce, mandolino, chitarra battente, percussioni); Federica Vaglini (voce, flauti); Luisa Di Menna (Violino); Anna Scotto (mandolino, mandoloncello); Giulio D’Agnello (voce, chitarra).
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14/12/2005 13:23 - Altri personaggi di sicuro affidamento sono gli esordienti Nile, da ...
Altri personaggi di sicuro affidamento sono gli esordienti Nile, da Greenville (South Carolina); il death metal esemplare di “Amongst The Catacombs Of Nephren-Ka” (RelapseAudioglobe) si sposa alla perfezione con la simbologia, i testi, il nome stesso e alcune lievi influenze egizie e sumere. I parziali e ben assortiti, oltre che perfettamente inseriti, innesti tribal-etnici-percussivi (il finale di “Kudurru Maqlu” e l’evocativa “Die Rache Krieg Lied Der Assyriche”), l’utilizzo ponderato di un coro di monaci tibetani e di “arnesi” tradizionali (Turkish gong, thigh bone flute e Damaru human skull drums), non scalfiscono la loro furibonda portata devastatrice (“Ramses Bringer Of War”, “The Howling Of The Jinn” e “Opening Of The Mouth”). Bravissimi.
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14/12/2005 13:23 - NILE Black Seed Of Vengance
Passando ai Nile, il rischio con ...
NILE Black Seed Of Vengance Passando ai Nile, il rischio con loro è di perdersi dentro alla soffocante brutalità di vertiginosi precipizi nell'abisso. Se però si resiste al massiccio assalto frontale e si penetra in profondità nell'uragano scatenato dai quattro, si vedranno sfilare davanti ai propri occhi i fantasmi minacciosi dei faraoni, divinità in carne ed ossa che dispongono come credono di vita e morte dei propri sudditi, frutto dell'ossessione per l'antico Egitto del chitarrista/cantante Karl Sanders. Se siete rimasti all'evocativa "Powerslave" degli Iron Maiden, le intricate composizioni di "Black Seed Of Vengance" spalancheranno sotto i vostri piedi una voragine che vi inghiottirà nei suoi neri labirinti di guerra e sottomissione. Lovecraft li adorerebbe!
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14/12/2005 13:23 - Pin Floi
"Oi 'ndemo veder i Pin Floi. / Vip, imbarcà ...
Pin Floi "Oi 'ndemo veder i Pin Floi. / Vip, imbarcà coi fioi / invità al concerto dei Pin Floi" (Pitura Freska, 'Pin Floi'). In genere non rispondo su 'Vinile' a critiche ed elogi (anche perché il direttore non mi passa quasi niente di ciò che mi viene indirizzato proprio per paura di fiumi come questo) ma, quando possibile, lo faccio in privato. Poiché il Signore che segue ha sprecato - mi dicono - ben 5 e-mail con lo stesso messaggio, farò un'eccezione. Una per tutti, che qui comincia e qui finirà: "Nel numero di Maggio alla pagina 71 appare la recensione dell'album "Is There Anybody Out There" dei Pink Floyd, in perfetto stile "Novella 2000". Vengono infatti snobbati tutti gli argomenti trattati. Probabilmente, the Raven scrive di musica senza capirne molto, vista la sua considerazione di una pietra miliare come "The Wall". Il vero delitto sta nel mettere la faccia dei Floyd in una rubrica oscena come questa. Inoltre non si può dire che "Wish You Were Here" sia musicalmente traballante, anche se non sono stati usati i master migliori per pubblicarlo. O almeno non in un periodico apprezzabile come il vostro". Giacomo. Visto che succede, in Italia, a parlar male dei santi, specie di quelli laici? Dopo i Beatles, i Pink Floyd sono stati forse il gruppo che più ho amato, da piccolo, soprattutto quelli di Syd Barrett; quei due dischi (più 'Relics'), che per anni ho posseduto solo registrati, come quasi tutti i primi che ho avuto, li ho comprati risparmiando sull'abbonamento dell'autobus, svegliandomi ogni giorno per due anni un'ora prima del dovuto e facendo l'autostop per andare a scuola (esattamente 3.900 lire l'abbonamento e 3.900 un disco). Di più, mi sento vicino alla testa di Roger Waters più di quanto Lei immagini, per ragioni e mostri onirico-psichici che non sono tenuto a raccontarLe. Li ho amati al punto di scappare e rischiare di dormire fuori e/o farmela a piedi da solo di notte (puntualmente avvenuto, l'autostop notturno è sconsigliatissimo), da ultraminorenne, solo per andare a vedere il film 'PF At Pompei'. Li ho amati, a balzi ('Interstellar Overdrive' era anche sigla di un mio programma radio), fino a 'The Dark Side...', poi - musicalmente - non ci siamo più capiti. Non voglio riferirmi qui alle beghe legali (sebbene quando una band si parla tramite avvocati...) né alla collezione di Ferrari di Mason, sarebbe stupido. Semplicemente, 'Wish...' non mi è mai piaciuto. Dice, per questo, che io non capisco di musica? benissimo; vorrei però enunciare due punti: A) evidentemente non sono solo: 'Q', mensile tra i più autorevoli in UK, che pure lo tratta bene, scrive (pg.72, n°165, june 2000): "Presentato con l'impossibile compito di essere il seguito di Dark Side, i PF lo hanno fatto con boria. L'elegia per Syd Barrett, Shine On You Crazy Diamonds è il mellifluo rock-gospel d'apertura". Dove per mellifluo si intende (Enciclopedia Zanichelli, Ed. '95, pg.1145, colonna di mezzo in alto, seconda voce: "Che è affettatamente dolce, per blandire, ingannare e sim."). Ancora: Nick Logan e Bob Woffinden, che al tempo erano pezzi grossi del 'New Musical Express' (il più stimato settimanale inglese di musica, mica uno stupido 'Vinile' q.siasi), scrivono sull' 'Enciclopedia del Rock' (pg.183, prima edizione italiana, 1977, Fabbri): "(...) Wish You Were Here, pubblicato nel settembre del '75 e accolto con delusione dalla critica (come vede, ancora una volta, non sono il solo, ndr)...". L' 'Enciclopedia Rock anni '70' dell'Arcana riporta invece (pg. 553): "Wish... e Animals, nonostante vendite sempre consistenti, lasciano dell'amaro in bocca anche ai fans più accaniti (qual io, ad es, fui, ndr); il primo è una dedica un po' angosciosa a Barrett...". Persino a Roger Waters, pensi un po', l'album non sfagiolò in toto (da 'PF. Uno scrigno di segreti', di Nicholas Schaffner, Arcana, 1993, pg. 211): "... la natura erratica dell'ouverture, che si trascina a lungo, all'infinito... Penso che sia stato un errore fatale quello di non arrangiarla in altro modo (...)". E son certo che Lei, da bravo cultore del gruppo, saprà che 'Have A Cigar' fu affidata alla voce di Roy Harper perché Gilmour si rifiutò di cantare un testo tanto "mournful" (lamentoso, per dirla con parole del chitarrista). E potrei continuare... Quanto a 'The Wall', non so com'è lo stile 'Novella 2000' perché, al contrario di Lei, non leggo certa roba ma non mi sono addentrato perché credo che l'operina in Italia sia nota a chiunque si interessi di musica anche da soli due mesi. Non si scrive la trama delle repliche... Le cito però in proposito l'incipit di una lettera scritta da tal Dave Carlin di Sheffield (un altro, loro connazionale per di più, che ne sa poco di musica, come vede) che su 'Mojo' n° 79, pg. 6, june 2000 (a proposito: guardi che i mesi si scrivono con la minuscola, non essendo nomi propri), afferma: "Never mind is there anybody out there?" (e credo che il feroce calembour non Le sia sfuggito), che in fondo racchiude il senso del mio sacrilegio maggiaiolo. Potrei trovarLe un quintale di stroncature di 'The Wall' (non si preoccupi, sarà tutta gente che capisce poco di musica) ma spazio e tempo me lo vietano; se vuole, glieLe invierò via e-mail. Inoltre guardi che per pietra miliare, in senso lato, si intende q.cosa che per la sua importanza ha dato vita a fenomeni epocali (es. 'Bitches Brew' di Miles Davis che ha dato il via al jazz-rock, 'Deja Vu' di CSNY che ha santificato la West Coast music; i singoli dei Sex Pistols (checché, immagino, Lei ne possa pensare) sono pietre miliari, il futurismo è pietra miliare, la concezione di Pop Art warholiana è pietra miliare. O l' 'Ulisse' di Joyce, 'Il giovane Holden' di Salinger e la pittura di Paolo Uccello lo sono. O l'uso della camera che Kubrick ha fatto in 'Shining'. Non mi risulta che 'The Wall' abbia - fortunatamente - dato vita a nient'altro che alla riproposizione di se stesso in vari formati e rappresentazioni e a q.che balletto di 'Domenica In'. Se poi vuole intendere che è stato molto seguìto e comprato, beh, la forza dei numeri non mi è mai piaciuta, e comunque 'Bad' di Michael Jackson ha venduto di più - dunque è migliore? - e Adolf Hitler, in illo tempore, ebbe più seguito popolare dei PF; cos'è, una pietra miliare anche lui?). 'The Wall', inoltre, non compare in nessuna delle classifiche specialistiche dei 100 dischi più importanti del secolo, del millennio o faccia Lei (per quel che valgono, le classifiche). Legga, invece, 'Mojo' di dicembre '99 ('Danger! Band imploding' c'è scritto in copertina sotto a due martelli incrociati), dove i PF impiegano ben 16 pgg. (!) per sparlare l'uno dell'altro e del disco in questione (evidentemente non lo considerano una pietra miliare neanche loro. Pensi, sembra che Wright non abbia suonato quasi niente, in quel disco). Continuando, Le consiglio la lettura di q.siasi pezzo post barrettiano di Riccardo Bertoncelli, il quale viene ritenuto il decano della critica rock in Italia (ma evidentemente, a questo punto, non capisce niente nemmeno lui, anzi, soprattutto lui), in particolare 'La faccia nascosta dei PF' e la sbeffeggiatura totale del gruppo sull'articolo intitolato (scherzo del destino!) 'Wish You Were Here' (l'omonimo disco è bollato come "Stolta melodia inglese"), entrambi pubblicati su 'Paesaggi immaginari' (Giunti, 1998) dove, tra l'altro, il Suo 'The Wall' viene liquidato come "disinnescata favoletta surreale". Le assicuro, se si è peritato di scrivermi per così poco, il buon Riccardo, dopo aver letto quanto suggeritoLe, dovrà sfidarlo a singolar tenzone! Mi fa sorridere, inoltre, la premurosa segnalazione che i ns eroi non abbiano usato "i master migliori" ("Solo i tonni migliori diventano Rio Mare", isn't it?); evidentemente a Lei interessano i magici su-e-giù dei led sullo stereo e le carambole sonore di Alan Parsons, mentre, guardi un po', io trovo che ci sia più magia nel continuo scricchiolìo dei solchi di 'The Freewheelin' Bob Dylan' (voce nasale, chitarra acustica, armonica, batteria e via andare) o nello scalcagnato pressappochismo registratorio del qui recensito Jeff Tarlton, che in tutte le duemila piste dei gruppi-azienda di cui è inutile stilare elenco. B) come immaginerà, non corre molta stima da parte dei musicisti nei confronti dei cosiddetti 'critici' (ma io, facendo mia una convinzione del Campo Alberto da Torino, preferisco il termine 'cronista musicale'). Vorrei farLe notare, però, che se pensa che io non capisca niente di musica, ci sono - caso strano assai per un 'critico' - musicisti come i Ramones (avevo stilato una lista di oltre 20 nomi ma mi sembrava lodo-sbrodolatura; sarò però lieto di fornirLe privatamente anche quest'elenco) che sostengono l'esatto contrario, senza contare i direttori delle riviste in cui ho scritto e/o scrivo (praticamente tutte, mi creda) e quelli che mi pubblicano le enciclopedie di musica, i quali dovrebbero essere o matti o incapaci a loro volta per far collaborare un incompetente. Sono anche matti coloro che mi han fatto suonare nei loro pezzi (sorpresa! vado almeno a tempo) o produrre gli album (ed ho pure q.che infarinatura di suono!) e l'Exotica, label inglese che mi fa fare da scout per l'Italia. Che dire? forse si sbagliano tutti ed invece ha ragione Lei. A questo mondo non si può mai sapere. Quanto alle accuse di oscenità (e qui, invece, un po' mi sono incazzato), beh, mi limito ad osservare di essere in buona compagnia (sottolineate le debite, abissali distanze, per carità): il Vaticano ha bollato come oscene le opere di Michelangelo, Pasolini e di migliaia di altri artisti; Giordano Bruno, poi, l'hanno arrostito direttamente, i nazisti quelle di Picasso e del Bauhaus (pescando nel mucchio dei messi al bando), la censura ha messo al rogo (let-te-ral-men-te!) "l'osceno" 'Ultimo tango a Parigi' di Bertolucci ed 'Ossessione' di Visconti (film giudicato poi come il capostipite del neorealismo italiano) ed il Ku Klux Klan ha bruciato "gli osceni dischi dei Beatles". Per mia fortuna, ho sempre creduto che l'oscenità sta nell'occhio di chi guarda o, per dirla con Bertrand Russell, "L'oscenità è ciò che accade per scioccare magistrati anziani e ignoranti" (da 'Look', 1954). Inoltre, mi importa poco assai di essere 'osceno', tengo più a che congiuntivi ed accenti siano tutti al loro posto e che, invece, il maggior numero di maiali (non tema, non mi riferisco a quelli di 'Animals') lascino i loro, di posti. Mi trovo d'accordo con Lei, infine, sulla foto dei Pink Floyd inserita su 'Vinile', (anche se potrà decidere Lei che cosa mettere e che cosa no quando diventerà direttore di una rivista o dittatore della repubblica delle banane): purtroppo io scelgo solo le 'oscene' immagini sul fascione in alto, in caso contrario, avrei preferito dare spazio a gente meno conosciuta. E' tutto, se vuole continuare a leggere 'Vinile' sarà il benvenuto, altrimenti ci sono molte altre riviste pronte a parlar bene dei Suoi beniamini (e, ricordi, per buona parte anche miei), come 'Musica' o 'Rockstar' (che dà 10 a 'The Wall Live' e 6 a David Thomas o ai Marcy Playground), le quali tra l'altro hanno anche, rispettivamente, la posta del cuore ed i redazionali di moda; tutt'altra musica che parlare di poveri cristi che sbarcano dai canotti in cerca di fortuna e vengono presi a calci nei coglioni (oops, ha visto? sono irrecuperabilmente 'osceno') da un popolo che confonde la solidarietà con la solidità del proprio uccello, quando, 'ste profughe, le reincontra sui viali, di notte. Lì, dicevo, troverà rassicuranti conferme alle sue convinzioni (e se poi parlano con uguale ardore degli Articolo 31 o dei Five, non ci faccia caso... è un caso!). Avviso ai naviganti: il troppo spazio (Never More!) non è stato tolto ai consueti ed 'osceni' lettori di 'Vinile' ma graverà in costo pgg. - ahilui - sulle spalle del direttore.
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14/12/2005 13:23 - Questo numero di 'Vinile', chiuso il 2 giugno, è dedicato ...
Questo numero di 'Vinile', chiuso il 2 giugno, è dedicato al grande Dirk Bogarde che ha invocato l'eutanasia per sé nel caso il suo già difficile stato di salute peggiorasse ed a Marco Pantani; come finirà domenica il Giro ormai lo avete saputo tutti tranne me che, adesso, vi sto scrivendo dal passato ma una cosa è certa: finalmente, una volta tanto, il vecchio ciclismo, quello sudato sulle salite, quello vero, l'ha messo nel dedrìo al nuovo ciclismo, ipertecnologico, coloratissimo, spettacolare (?), con gli sponsor perfino dietro il culo (it's true!) e tanto, tanto freddo. Le volatone e le cronometro di 64 Km. non le vincono i ciclisti, le vincono forse i grandi atleti, i grandi personaggi, le simpatiche figure d'avanspettacolo ma il ciclismo è un'altra cosa: un affare privato tra gli abeti e le aquile. E restando al ciclismo, val la pena menzionare il campione di Svizzera, che di cognome fa CAMENZIND, proprio come il personaggio di un romanzo di...? Scrivete la risposta su una cartolina illustrata a Vil Vinile c/o Kinkakuji Arts Corporation, Casella Postale 23, 62010 Montefano (MC). A chi scriverà la risposta esatta sulla cartolina più strana, un CD promo in omaggio. Buona estate, corvetti.
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14/12/2005 13:23 - Vil Vinile 2 (la vendemmia)
Visto che il dissondaggio di opinione ...
Vil Vinile 2 (la vendemmia) Visto che il dissondaggio di opinione ha funzionato, ci riproviamo; rispondete al seguente quesito: 'Qual è la canzone più brutta della storia del rock e perché?' e, ad insindacabile opinione della giuria (sempre I, me, mine) regaleremo alla migliora risposta una COPIA PROMO di 'Joya', l'ultimo, stupendo CD di Mister Will 'Palace' Oldham ed una cartolina di mail art in tiratura limitatissima (23 copie). Fatece strabbuzzà l'occhi ed indirizzate a (attenzione, nuovo recapito, prestatoci gentilmente dal Bolli): 'Vile Vinile' c/o Kinkakuji Arts Corporation, casella postale 23, 62010 Montefano (MC). Fate pervenire entro e non oltre il 22 aprile, hanx! Sul prox numero l'over-exposition del vincitor... Il libro di Paolo Rossi e la cartolina, premi dello scorso quesito vanno invece ad Andrea, adolescente umbro, che alla domanda 'Qual è il gruppo o il cantante rock che odiate di più e perché?' ha risposto 'I Beatles perché piacciono ai miei genitori'. Non fa una piega, r'n'r spirit allo stato puro...
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14/12/2005 13:23 - VINILE
Si formano a Pisa nel 1995. Sono: Guido (vox, chitarra); ...
VINILE Si formano a Pisa nel 1995. Sono: Guido (vox, chitarra); Giuseppe (chitarra, basso); Pietro (batteria). Hqnno un'intensa attività live. Nell'estate '97 suonano di spalla ai Massimo Volume e ai Three Second Kiss. Contatti: Guido Silotto Via Mazzini, 128 - 56125 PISA, Tel. 050.23607. Giuseppe Uras Tel. 050.555948.
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14/12/2005 13:23 - Due anni e mezzo di assenza ed il refrain è: ...
Due anni e mezzo di assenza ed il refrain è: "E' cambiato tutto!" Mi dicono che la sinistra è al potere e poi chi ti vedo? Prodi! "Ma Prodi mica è di sinistra!" faso mi "Adesso sì" mi sento rispondere; avevo lasciato in piena tangentopoli e chi è che alla fine ci ha rimesso? Zerbinati, il sosia di Craxi, che è l'unico ad aver perso il posto. Perfino 'La settimana enigmistica' ha cambiato un po' per rimanere il più uguale possibile a se stessa (bye bye, tenero Giacomo)! Eccola qua l'Italia, l'egoismo sotto mentite spoglie anarchiste applicato al capitalismo, una via di mezzo fra 'Il gattopardo' e '1984': cambiare tutto per non cambiare niente, riscrivere la storia passata ad uso corrente e millantare finte vittorie contro il nemico (cangiante a seconda delle necessità). Ah già, ma noi ci occupiamo di musica. E sia, sotto col primo tondino metallico, non senza aver fatto una premessa: troverete qui di seguito anche qualche prodotto un po' stagionato ma poiché non ho riscosso soldi dal Grattevvinci (primo perché non ci gioco, secondo perché non pagano, domandate a quelli di Curno) e non ho ancora ripreso a ricevere album dalle lodevoli indie nostrane, avrei a stento riempito una delle due pagine che mi sono state concesse. Ed a proposito:
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14/12/2005 13:23 - Era inevitabile, lo sapevo che prima o poi la 'Vinileide' ...
Era inevitabile, lo sapevo che prima o poi la 'Vinileide' sarebbe arrivata. Giorni fa ho comprato un libro in offerta, o meglio, era un 'paghi uno prendi due'; poiché il due era Paolo Rossi ('Era meglio morire da piccoli'), che personalmente non amo come il 90% di quel tipo di comici, ho pensato bene di regalarlo ad uno dei dieci lettori di 'Vinile'; per averlo, scrivete (entro il 20 marzo) qual è il gruppo o il cantante ROCK che odiate di più e perché. La migliore giustificazione sarà premiata dalla giuria (I, me, mine) con il suddetto libro e con una delle cartoline 'artistiche' handmade ed a tiratura limitata (max 23 esemplari) create dal sottoscritto. Schizzate il vostro veleno a: 'Vile Vinile' c/o 'Music Club', Corso Cavour 89, 63023 Fermo (AP).
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14/12/2005 13:23 - WILLIE NILE fa un sano rock urbano, privo di strumenti ...
WILLIE NILE fa un sano rock urbano, privo di strumenti superflui, vigoroso e salutare. Willine Nile, dopo anni di problemi, è tornato lo scorso anno con "Places I Have Never Been", un signor disco pieno di musicisti di nome e prodotto come si deve: purtroppo l'album, pur avendo avuto buone critiche, ha venduto poco tanto che la Sony ha immediatamente liquidato l'artista. E Wille si è ritrovato a spasso. Ma l'uomo, attivo e vitale, non ha voluto lasciare che altri dieci anni si frapponessero tra un disco e l'altro e si è autoprodotto, andando poi a cercarsi una etichetta disposta a spendere qualche lira sul suo lavoro. "Hard Times in America" e un mini CD, solo cinque brani venti minuti di musica, ma la classe di Nile non è acqua, e anche se non tutti i brani sono di grande livello il piccolo compaq merita una parte della vostra attenzione. "Hard times in America" (la canzone) non vale molto, ma "Seeds of a Revolution", byrdsiana, è molto bella; "Somebody" ha un tocco springsteniano, forse non molto briginale ma piacevole, mentre "Sorry" segue una linea melodica forse già sentitata ma piena di passione. Notevole "Heart Of Wonder", voce e piano (è lo stesso Nile alle tastiere), che mostra il valore compositivo del nostro.
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14/12/2005 13:23 - WILLIE NILE BAND
Un grande della musica rock americana, quella per ...
WILLIE NILE BAND Un grande della musica rock americana, quella per intenderci,che parte da Dylan, passando per Springsteen, fino ad arrivare ai primi Rem. Willie Nile, cantautore rock di Buffalo è un personaggio culto della scena americana. Ascoltarlo dal vivo è un'occasione più unica che rara. La contraddizione tra l'alto valore artistico del suo graffiante e potente sound chitarristico e l'incomprensione delle case discografiche che non hanno mai puntato sulle sue eccezionali qualità, hanno creato attorno a Willie un alone di leggenda. Dieci anni di carriera, diversi dischi, solo uno con una grande produzione Sony: "Places I Have Never Been",con ospiti eccezionali come Richard Thompson e Roger McGuinn. Ha effettuato diversi tours accompagnato dalla band di Patti Smith. Willie Nile è un vero animale da palcoscenico, forse uno dei più importanti rappresentanti del rock urbano USA, che propone un mix di trascinanti ballate elettriche ed emozionanti liriche folk-rock. Dal vivo in Italia con la sua band, tra i quali forse il nuovo chitarrista di John Mellencamp.
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14/12/2005 13:23 - WILLIE NILE
Beautiful Wreck Of The World
Willie l'indomito torna, con un ...
WILLIE NILE Beautiful Wreck Of The World Willie l'indomito torna, con un nuovo album. Torna con le sue forze, dopo che diverse case discografiche gli hanno chiuso la porta in faccia, dopo che i suoi dischi, ricercati da molti fans, sono stati messi inopinatamente fuori catalogo. Willie è un rocker, vive di rock e crede nel rock. E Beautiful Wreck Of The World lo conferma. Nile è accompagnato da una solida band: Andy York, chitarra, Rich Pagano, batteria; Brad Albetta, basso: l'album è stato inciso a New York. Ci sono anche ospiti di valore: Mickey Raphael (della band di Willie Nelson) suona l'armonica in Calvary, mentre Chris Byrne dei Black 47 suona le uillean pipes ed il tinwhistle in Beautiful Wreck e Oatmeal Box. Il disco è elettrico e roccato, come nella miglior tradizione del nostro. E l'ispirazione è tornata. Ballate dure e potenti, chitarre in grande evidenza, ritmica solida come il granito. La produzione, cento per cento rock, è dello stesso Nile. Apre la torrida You Gotta Be A Buddha: chitarra in gran spolvero, batteria dura e la voce tonica di Willie per una canzone che è un'ode al rock. Black Magic White Lies inizia quasi allo stesso modo: un accordo secco di chitarra, la batteria molto alta, e la canzone, tesa e vitale, che si sviluppa lentamente. Bello il ritornello, Black Magic And White Lies, Can I See You Tonight..., costruito su un classico rock'n'roll anthem. Bread Alone inizia lenta, poi si apre e si elettrifica sempre di più. Interessante il testo Wasn't Born No Frank Sinatra, Born And Raised A Bakers Son, Throught The Dust Of Louisiana, Daddy'd Tell Me How It's Done... L'entrata della chitarra di York è possente e scandisce la ballata. Every Time The World Turns Around è una composizione elettrica, mossa e incalzante. History 101 è un altro brano rock teso, duro e concitato. Una ritmica dura, la chitarra che morde il freno e la voce del nostro che racconta una storia assurda: anche in questo caso c'è un ritornello che cattura subito, molto orecchiabile ed in contrasto con la durezza della canzone. The Man Who Used To Be rallenta le tensioni: l'inizio è acustico e la canzone poi diventa una ballala soffice, cantata con voce confidenziale. E' quella che, al momento, mi piace meno. Beautiful Wreek Of The World ha una melodia di derivazione irlandese: sia la voce che l'accompagnamento sono tipici di una ballata che arriva dall'isola colore smeraldo. Nile è tornato a scrivere belle canzoni, è ispirato. Brain Damage rocca di brutto sin dalle prime note. Ritmo veloce, svisate di chitarra, per una composizione abbastanza comune. The Black Parade è evocativa e profonda. Nile canta con il cuore in mano e lascia scorrere le note sopra un testo interessante. Questa volta il resto della band suona in modo classico, senza alzare il volume. E la canzone, di sicura presa, è tra le più belle del disco. The Oatmeal Box sbarca di nuovo sulle rocce irlandesi: affascinante dal punto di vista della melodia, interessante l'arrangiamento, grazie all'intervento di Chris Byrne. Somewhere It's Raining è un rock and roll ben suonato con echi anni sessanta. Tjorunda Surprise inizia con un bel piano, poi Nile si inventa una melodia di stile dylaniano. Sembra una outtake di uno dei primi dischi di Dylan e la canzone infatti tratta della classe lavorativa di un quartiere povero, alla periferia di Buffalo, dove Nile è nato ed ha vissuto a lungo. Il disco si conclude alla grande con la splendida On The Road To Calvary. La ballata, dedicata a Jeff Buckley è una canzone di grande qualità. Si tratta di un brano lento di matrice folk rock, dalla struttura armonica distesa, suonato in modo pulito e cantato con grande trasporto. E' il Nile di un tempo, quello legato al folk rock, quello passionale e profondo. Willie non ha ricevuto molto dal mondo del rock, ma ha saputo dare, e tanto. Questa canzone, di grande spessore e molto emozionante, è tra le cose più belle che ha scritto e riporta alla luce la grande tradizione cantautorale americana, da Woody Guthrie in poi.
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14/12/2005 13:23 - Se il death metal in questi ultimi tempi è tornato ...
Se il death metal in questi ultimi tempi è tornato di moda, tanto che molte vecchie black metal band si sono deathizzate con risultati spesso interessanti ma spesso anche modesti, lo si deve anche ai Nile, una band che negli ultimi 3 anni si è dedicata ad una veloce scalata dell'olimpo del death metal. Certo l'impresa è proibitiva anche per questi autentici mostri, arrivare sul podio dove Deicide, Morbid Angel e Cannibal Corpse dimorano incontrastati è quasi impossibile, ma i nostri americani hanno scalato tantissime posizioni. Spettacolare la parte centrale del pezzo con la riproduzione di un'autentica invocazione, e poi break allucinanti, ripartenze: l'emblema di questo nuovo album. Da citare "Hall of Saurian Entombment" intro della suite "In their Darkened Shrines" composta da 4 diversi movimenti: davvero un pezzo da colonna sonora che non ha nulla da invidiare ai vari compositori Elfman, Zimmer, Williams e Goldsmith, che trasuda epicità, riportando l'ascoltatore indietro nel tempo. Un pezzo eccezionale, ma a dire il vero tutto l'album si assesta su livelli d'eccellenza, la band ha oramai raggiunto livelli eccelsi considerato anche il responso che hanno in sede live. - Info: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com

























































































































































































































