Live Band
Live di questa band:
Nessun evento trovato in archivio
Testi in archivio:
-
14/12/2005 13:23 - GORILLAZ "Lofi Thriller"
Non fatevi troppe domande e divertitevi con la ...
GORILLAZ "Lofi Thriller" Non fatevi troppe domande e divertitevi con la musica dei Gorillaz. Le immagini di un manga corrono rapide sullo schermo della fantasia e la musica fa un salto indietro ad inseguire l'ultima moda. Sembra un bisticcio, ma non è così. In Inghilterra stanno tornando certi suoni dell'avanguardia funk&dub di qualche anno fa (molti per la precisione), e non c'è da stupirsi se una pregiata combriccola di buontemponi, nascosta dietro maschere di colore, riscopre il gioco favorito di un ritmo tendenzioso che prova a rimescolare diverse influenze. Chi ricorda band come Rip Rig + Panic, A Certain Ratio, Playground, musicisti come Mark Springer e produttori all'epoca modaioli come Adrian Sherwood, si può fare subito un'idea di dove vadano a parare i Gorillaz. Si era negli anni Ottanta ed il "sistema" ritmico e sonoro dell'Inghilterra alternativa andava verso altre contaminazioni dopo il passaggio cruciale del Pop Group, con quella miscela violenta e disarticolata di funk'n'punk. La musica aveva un ché di danzereccio, ma era intelligente, ibridata e politicamente scorretta. L'hip hop strumentale made in England passa per gli audio-collage di Art Of Noise, mentre nelle discoteche britanniche è in voga l'alchemica acid house degli Psychic TV. L'ecstasy diventa una variante alla moda dell'LSD. Siamo all'archeologia, ma un po' di memoria serve ad inquadrare il suono e la musica dei Gorillaz. Un tempo si sarebbe detta "muzac", oggi rischia d'essere all'ultima moda con quel suo carico di ritmo e sperimentazione, tra agganci e rimandi, passi indietro e slanci verso il futuro prossimo venturo. Le canzoni di Gorillaz sono attuali e al tempo démodé, come si confà ai dettami della moda odierna. Vanno indietro nel tempo per anticipare l'ultima contaminazione possibile. Il gruppo è misto, aperto a mille collaborazioni. Include Miho Hatori, Jamie Hewlett, Del Tha Funky Homosapien, ma in organico figurano pezzi da novanta come Damon Albarn dei Blur, Tina Frantz dei Tom Tom Club e persino Ibrahim Ferrer, prelevato direttamente dal Buena Vista Social Club, tanto per dare un colore latino. Ieri come oggi la musica rimescola influenze: dub e hip hop, funk, punk e pop, chitarre elettriche e vecchie macchine da ritmo. La domanda a questo punto nasce spontanea: le canzoni dei Gorillaz sono schegge di nuovo modernariato? In fondo si, sebbene suonino schiettamente divertenti, dalle parti del nuovo millennio.
-
14/12/2005 13:23 - GORILLAZ - TOMORROW COMES TODAY (CDS) - PARLOPHONE,UK
Ancora non s'è ...
GORILLAZ - TOMORROW COMES TODAY (CDS) - PARLOPHONE,UK Ancora non s'è spento il battàge pubblicitario per "Deltron 3030", disco a più voci e sorta di Wu-Tang Clan della scena hip-hop californiana, che già il suo autore, quel Dan The Automator stretto collaboratore del famigerato DJ Shadow, si ripropone con un ulteriore ed ennesimo progetto. Quì la voce è una sola, quella morbida e nobile di Damon Albarn ed il tentativo, neanche tanto velato, è quello di rifare "Be There". Curioso singolo quello! Uscito forzosamente da una costola di "Psyence Fiction" degli U.N.K.L.E., "Be There" era in origine uno strumentale firmato da Dj Shadow (ancora!). Lo fecero ricantare a Ian Brown per bissare il successo dello struggente "Rabbitt In Your Headlight" versione Tom Yorke, che in pratica era l'unico hit di quel strampalato disco. L'invenzione del singolo secondo risultò la cosa migliore di tutto quell'album e quì torniamo su quelle latitudini. Di Dan The Automator, grande animale da studio, c'è poco da dire che non sia già stato detto. L'asiatico produttore è un tecnico sopraffino di suo, e se finora è sempre stato l'ombra di qualcun'altro, è ora che venga fuori. Questi Gorrillaz suonano evoluti e sperimentali, unendo a dei micidiali "dub spaziali" una sorprendente "terricità" nei grooves, che farà felici i dancefloors.
-
14/12/2005 13:23 - GORILLAZ G-sides
Per essere dei personaggi bidimensionali i Gorillaz sembrano conoscere ...
GORILLAZ G-sides Per essere dei personaggi bidimensionali i Gorillaz sembrano conoscere bene le leggi del mercato. Per ingannare l'attesa di nuovo materiale e in concomitanza con il tour americano la cartoon-band di Damon Albarn ha pubblicato negli Stati Uniti (ed ora anche da noi) queste G-sides, compendio di retri di singoli, remix e un paio di bei video di Jamie Hewlett. A parte le riletture dei singoli, che non aggiungono molto alle versioni originali, nelle altre tracce dell'avvincente caleidoscopio dei Gorillaz le varie anime del progetto viaggiano più libere e separate che nell'omonimo album di esordio. Il dub si purifica dunque in Dracula, l'hip-hop è meno contaminato in The sounder e l'elettro-pop si semplifica in Ghost train e Faust, veri punti G della raccolta, dove la mano bianca di Albarn è più evidente. Sempre suo lo zampino anche dietro il breve e prezioso blues africano in bassa fedeltà di 12D3. Gli spunti sono gustosi, ma si respira aria da separazione in casa e a risentirne è soprattutto l'atmosfera di festa. Piacerà ai fan. Per i prossimi mesi intanto è stata annunciata una versione dub dell'intero album Gorillaz, di cui in pochi sentono il bisogno.











































































































































































































































































































































































































