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14/12/2005 13:23 - DREAM THEATER
Charlie Dominici (canto), Kevin Moore (tastiere), John Petrucci (chitarre), ...
DREAM THEATER Charlie Dominici (canto), Kevin Moore (tastiere), John Petrucci (chitarre), Mike Portnoy (batteria) e John Myung (basso) compongono i Dream Theater, il gruppo newyorkese (ma formatosi al Berklee College of Music di Boston) che si è rapidamente posto all'avanguardia dell'heavymetal progressivo con le melodie classicheggianti, le atmosfere intense, gli arrangiamenti sinfonici e gli svolgimenti tortuosi delle sue canzoni. Nella linea evolutiva che porta dagli EL&P agli Yes e poi dai Rush ai Queensryche, i Dream Theater accoppiano le sonorità più ostili della musica rock con quelle più gravi, forgiando in tal modo poemi tragici che evocano visioni di mondi geometricamente neutri. L'album d'esordio, When Dream And Day Unite (Mechanic, 1989), metteva in luce l'abilità di arrangiatori nelle lunghe fantasie (tutte oltre i sette minuti) di The Killing Hand, con il suo tema tragico e fatalista condotto a ritmo marziale, Light Fuse And Get Away, con il suo incedere sinistro e minaccioso, e The Ones Who Help Set The Sun, con il suo inizio atmosferico e fiabesco. La magniloquenza sinfonica di A Fortune In Lies si sposava a un folle galoppo che, brano dopo brano, conduceva alla fuga barocca del gran finale di Only A Matter Of Time in una spettacolare parata di gesti grandiosi. Images And Words (Atco, 1992), con James Labrie al posto di Dominici, raffina ulteriormente il metodo, concedendo spazio ancor più ampio agli interventi sinfonici di Moore e allungando ulteriormente i pezzi, al limite della suite. I Dream Theater possono vantare soprattutto doti insolite di "registi" del suono, ovvero la capacità di edificare armonie complesse e di far fluire diversi episodi all'interno dello stesso brano: nell'orecchiabile Pull Me Under (il singolo) i travolgenti ritmi d'organo di Moore sospingono una galoppata mozzafiato che poi dà luogo a una melodia magniloquente; l'armonia tempestosa di Take The Time vive dei fremiti violenti, degli scossoni tellurici degli strumenti, tanto che la melodia deve farsi largo urlando; Learning To Live (forse la sintesi migliore del loro eclettismo) si apre su accordi classicheggianti per tendere l'atmosfera più inquietante del disco, indulgendo ogni tanto in un saltarello medievale e in una sorta di fandango; per non parlare della camaleontica Metropolis (di cui il disco riporta soltanto la prima parte), il brano più ambizioso. Gli stacchi ritmici sono fondamentali per la teatralità di queste sceneggiate: in Surrounded il ruggente tema funky-soul di LaBrie viene preparato da un attacco heavymetal di chitarra raddoppiato da uno staccato supersonico di tastiere. La loro è anche un'arte di contrasti, come quando La Brie intona l'aria orientaleggiante di Under A Glass Moon a ritmo di thrash, e di innesti, come in Another Day, ballata di gran classe, quando un romantico assolo di sassofono complementa la miglior melodia di LaBrie. Gran parte del fascino di queste partiture nasce dal contrappunto fra tastiere, batteria e chitarra, tre strumenti (il primo di sapore classico, il secondo di fattura jazz, il terzo imbevuto di tutti i trucchi del rock) che si scatenano in jam perfettamente organizzate senza che nessuno prevalga mai sull'altro e che riescono ad inanellare i rispettivi fraseggi in maniera elegante e naturale, nonostante si tratti quasi sempre di suoni "al limite" (assordanti, rapidissimi, barbari). In LaBrie il quintetto vanta poi un "urlatore" di tutto riguardo, che non perde mai una sua classica compostezza, che non si lascia mai deviare nelle sue rotte melodiche dai cataclismi strumentali in corso. Nel 1994 esce Awake, lavoro ancor più elaborato, intriso di sonorità jazz, anche se forse a spese della comunicatività. 6:00, costruito certosinamente su poderosi riff di chitarra, accordi solenni d'organo, tempestose sincopi funky e un tema epico del canto, dimostra subito il balzo in avanti. Altrettanto denso di elementi emozionanti, lo strumentale Erotomania costituisce forse il picco di virtuosismo. Le capacità drammaturgiche che ne conseguono si assaporano in brani complessi come Voices, capaci di alternare passaggi acustici e mitragliate heavy metal, sempre all'interno di un denso, massiccio, pirotecnico impasto sonoro. Il picco di pathos viene pero` toccato forse dalla composizione più lineare, The Mirror, i cui ritmi (dal trascinante inizio al dub finale) sono insolitamente regolari. Caught In A Web e Scarred ricorrono alla chiassosa pompa del passato per ottenere risultati inferiori. Lie ripete l'exploit commerciale di Pull Me Under. Moore sfoga le sue brame classiche nel Space Dye Vest, condotto da un motivo romantico al pianoforte, che apre per il gruppo nuovi scenari musicali. Portando a compimento le smisurate ambizioni del gruppo, A Change Of Seasons, la title-track del 1995, è una suite in sette movimenti per un totale di venticinque minuti, originariamente composta nel 1989. Meno movimentata e aggressiva di Metropolis, più patetica e classicheggiante, Seasons lascia intravedere un alter ego romantico. Re-inventando la sintassi del rock progressivo, i Dream Theater ne hanno anche messo in luce nuove possibilità armoniche. Falling Into Infinity (East West, 1997) segna il ritorno in grande stile. Invecchiando, i Dream Theater hanno abbondonato l'heavy-metal per grande platea e i suoi toni melodrammatici a favore di un progressive-rock di gran classe. New Millenium si apre su un motivo minimalista delle tastiere, presto sopravanzato da una solenne ouverture nella quale brillano le soluzioni timbriche, e finalmente LaBrie canta il ritornello, ma subito gli strumenti, guidati dalla pirotecnica chitarra di Petrucci, riprendono il controllo, e la canzone degenera in un jamming dimesso, quasi funky, e le tastiere intonano di nuovo il loro raga minimalista, prima che un riff "corazzato" riporti in auge il ritornello. Se è possibile immaginare una fusione di new age e heavy metal, questo brano ne è un ottimo esempio. Il nuovo tastierista Derek Sherinian aggiunge al loro codice genetico un tocco d'avanguardia, che torna utile nel raccordare le armonie affluenti, le ritmiche intricate e gli arrangiamenti camaleontici su cui verte ormai la loro musica. E' lui a svettare su Lines In The Sand (dodici minuti), perlomeno nei due minuti iniziali di musica cosmica ed atmosferica, prima che i leader abbiano modo di sviluppare il tema con la consueta cattiveria. È lui a coronare la ricerca di equilibrio della suite in tre movimenti Trial Of Tears (per un totale di tredici minuti), composta dal bassista Myung. E' significativo che questi Dream Theater eccellano in una ballad colma di suspence e mistero, Peruvian Skies, a metà strada fra i più leziosi Pink Floyd e il country-rock più allucinogeno. Domina, in effetti, il lato adulto, soffice e idealista, del gruppo, dalla tenera melodia mediterranea di Hollow Years all'appassionato pop di Take Away My Pain, dalla romanza pianistica in stile Elton John di Anna Lee alla cadenzata e orecchiabile You Not Me, canzoni semplici che emanano calore intimista e fanno leva su ritornelli immediati. Il singolo Burning My Soul, tutto impeto e magniloquenza, serve più che altro ad accontentare i fans di vecchia data. Il brano migliore della vecchia maniera è semmai Just Let Me Breathe, una potente arringa contro droghe, capitalismo e consumismo (degno del Sessantotto lo slogan "A daily dose of eMpTyV will flush your brain right down the drain"). Anche questo un segno dei tempi. Il nuovo corso dei Dream Theater è difficile da classificare. Ha ben poco in comune con l'heavy metal degli anni '90. Semmai, il gruppo va accreditato al tentativo di rifondare la ballad su fondamenta più nobili, sulla dialettica articolata del rock progressivo. Once I A Live Time (Eastwest, 1998) è un album doppio dal vivo che fornisce uno spettacolare compendio della carriera del gruppo. Finalmente il gruppo decide, con Metropolis Pt 2: Scenes From A Memory (Eastwest, 1999), di completare l'incompiuta suite che figurava su Images And Words (Atco, 1992). Il tastierista Jordan Rudess porta una ventata di Rush, che si amalgama a fatica con le fiondate al tempo stesso eleganti e potenti della chitarra di Petrucci. In una parola, il sound è più compatto ma meno sperimentale. L'opera rock è suddivisa in due atti, ciascuno a sua volta suddiviso in scene. La seconda scena, per esempio, consta di una Ouverture 1928, un breve brano strumentale che accoppia la magniloquenza elettronica dei Rush a galoppi speedmetal. Poi la dizione reboante di Labrie prende a imbastire la vicenda in Strange Dejavu, con una patetica parentesi melodica. Da lì in poi i cambi di tempo animano il racconto e le tastiere lo abbelliscono ad ogni passo di nuove sonorità. La teatralità di brani come Fatal Tragedy e The Spirit Carries On sembra rifarsi ai Queen orchestrali (con l'orchestra sostituita dalle tastiere), ai Pink Floyd di Wish You Were Here e persino al glam-rock di David Bowie. La tecnica e la dinamica culminano in Beyond This Life e soprattutto nell'ibrido "raga-metal" di Home in cui l'alternanza di stili (praticamente dalla ballata folk acustica al death-metal più epilettico) è tanto pirotecnica quanto fluida. Un altro capolavoro è lo strumentale The Dance Of Eternity, un brano incalzante e classicheggiante, romantico e geometrico, che aggiorna allo speed metal i "Quadri" di Mussorgsky (con un'eleganza e una veemenza che faranno invidia a Keith Emerson e Rick Wakeman).
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14/12/2005 13:23 - DREAM THEATER tornano in italia i dream theater, dopo una ...
DREAM THEATER tornano in italia i dream theater, dopo una prima data a milano in dicembre... forse gli otiimi dati di vendita qui da noi li hanno spinti a tornare a trovarci (new entry al 10° posto della classifica italiana con il loro ultimo "metropolis pt2: scenes from a memory"). in effetti la loro ultima release è riuscita a "lavare" la macchia del loro ultimo studio album "fallin' into infinity" non molto gradito nè dagli storici fab della band ne dagli ultimi. la line up è ormai solida; allontanato derek sherinian è subentrato jordan rudess alle tastiere, peraltro gia con pertucci e portnoy nei liquid tension experiment e co all'attivo qualche data coi DT nel periodo subito seguente alla defezione di kevin moore. e il nuovo entrato ha subito dato un forte contributo alla realizzazione del nuovo lavoro che risente in maniera evidente di influenze anni'70 molto vicine allo stile di rudess. per chi (come il sottoscritto) non è potuto essere a milano...un'occasione imperdibile!!! p.s. per gli interessati...l'ex kevin moore è uscito da poco con il suo progetto solista chroma key...no comment!!! kevin, kevin...
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14/12/2005 13:23 - DREAM THEATER
La band prog-metal più famosa del pianeta. - Il ...
DREAM THEATER La band prog-metal più famosa del pianeta. - Il gruppo si forma intorno al 1980 a Long Island e, dopo degli inizi difficili, ottiene visibilità a livello internazionale nel 1992 con la pubblicazione dell'album "Images and Words". E' l'inizio di un fortunato exploit artistico e commerciale, proseguito con "Awake" (1994), il live "A Change Of Season" contenente materiale registrato live al Ronnie Scott di Londra, "Falling Into Infinity" (1997), e ancora un live, il doppio "Once In A Life Time". Nel 1999 arriva un ottimo concept come "Scenes From A Memory". Nel settembre di quest'anno James LaBrie (voce), John Myung (basso), John Petrucci (chitarra), Mike Portnoy (batteria) e Jordan Rudeness (tastiere) decidono di regalare a tutti i loro numerosissimi fan "Live Scenes From New York", un triplo CD allo speciale prezzo di un doppio con la registrazione integrale del concerto che il gruppo tenne il 30 Agosto 2000 al Roseland Ballroom di New York, compreso "A Change Of Season", l'epico brano che dura più di 40 minuti. Ma l'album assurge agli onori delle cronache per tutt'altro motivo: la copertina del disco (che avrebbe dovuto essere pubblicato negli U.S.A. il 18 settembre) rappresenta lo skyline newyorkese avvolto dalle fiamme. In seguito all'attentato dell'11 settembre la vendita viene prontamente bloccata e l'album è reinserito sul mercato con una differente elaborazione grafica. Ma la produzione dei DREAM THEATER non si ferma: il 25 gennaio 2002 uscirà un nuovo album, il doppio CD "Six Degrees of Inner Turbulence". Tanto materiale da ascoltare, dunque, per le migliaia di fans sparsi per tutta la penisola.
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14/12/2005 13:23 - Dream Theater tribute
Nel 1998 avviene l’incontro tra Fabio Leperdi ed ...
Dream Theater tribute Nel 1998 avviene l’incontro tra Fabio Leperdi ed il chitarrista mestrino Marco Vaona. Questi (essendo in possesso -nonostante la giovane età- di una notevole cultura musicale nonché di una consolidata tecnica che spazia nei più disparati generi del rock, ma più spiccatamente metal) "Marmo" -dicevamo- si presenta proponendo alcuni brani di sua composizione, da sviluppare in un eventuale futura band. Fabio e Roberto Scaramella non esitano un momento e cercano a loro volta di coinvolgere nel progetto il loro tastierista per ottenere un risultato che abbia chiare influenze progressive. Daniele Bergantin esita un attimo, vista la lunga parentesi di inattività forzata, ma poi decide di rituffarsi nell’ennesima avventura. Tutto questo grazie anche al nuovo entusiasmo del gruppo, che per iniziare può attingere ispirandosi alle band super collaudate del filone metal progressive americano, quali Queensryche, Dream Theater, Shadow Gallery e non ultimi gli Spock’s Beard. Completa la band l’arrivo nel 1999 del cantante Max Bastasi il quale -grazie soprattutto alle indubbie qualità vocali- contribuisce alla definitiva riuscita del progetto".
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14/12/2005 13:23 - DREAM THEATER
Non è facile prevedere gli scherzi della Storia. Capita ...
DREAM THEATER Non è facile prevedere gli scherzi della Storia. Capita allora che lo stesso giorno in cui la Storia decide di voltare pagina, facendo schiantare due aerei sulle Twin Towers di Manhattan, i Dream Theater decidono di pubblicare Live scenes from New York, dopo aver disegnato sulla copertina del triplo disco dal vivo le Torri Gemelle avvolte nelle fiamme. Più che uno scherzo del destino, una beffa da collasso astrologico. O più semplicemente, «un'orribile coincidenza, di cui noi per primi siamo rimasti senza parole: l'unica cosa che abbiamo potuto fare è stata quella di ritirare subito il disco dai negozi». Rimedio indispensabile per una band che con Live scenes from New York voleva semplicemente immortalare la magia di un concerto tenuto al Roseland Ballroorn il 30 agosto dello scorso anno. Quando il terrorismo era ancora materia per film dai budget miliardari e i Dream Theater pensavano di infiammare la Grande Mela con il suono di un progressive intriso di epica e leggende: «Nell'immaginario della band», afferma ancora allibito il batterista Mark Portnoy, «un cuore in fiamme è sempre stato un simbolo carico di significati: per rappresentare il successo dello show avevamo così deciso di disegnare delle T-shirt avvolgendo nelle fiamme le Torri Gemelle di Manhattan. E senza dubbio, nessuno di noi aveva in mente una tragedia simile». Adesso, New York e tutto il mondo dovrà aspettare un po' di tempo (fine ottobre o, più probabilmente, il mese di novembre) per vedere pubblicato con una nuova copertina il disco dei Dream Theater. Un progetto maestoso, disponibile anche su DVD e immortalato in un home video (Metropolis: Scenes from. New York) la cui regia è stata curata dallo stesso Portnoy: «Quella sera», racconta il batterista, «la mia paura più grande era che, nonostante avessi studiato ogni cosa nei minimi dettagli, una volta iniziato lo show molte situazioni sarebbe state fuori dal mio controllo. Arrivato alla fine, però, ho capito di aver affirontato un'esperienza completamente diversa dal solito». Stress da debutto trasformato nella testimonianza di come un concerto sia sempre da considerarsi un evento unico e imprevedibile: «Anche perché, quando affronti una tournée molto lunga e proponi lo stesso show per cento serate consecutive, ogni volta che sali sul palco devi saper emozionare il pubblico con uno spettacolo che non cada mai in un'inevitabile routine». Adesso bisogna solamente aspettare che la fantasia con cui i Dream Theater hanno sempre costruito la loro musica regali al gruppo immagini nuove. E, loro malgrado, meno profetiche. Del resto dopo lo scorso 11 settembre l'arte della divinazione spetta solo ai capi di stato. Perché al gruppo di Mark Portnoy interessa esclusivamente fare musica, «pensando alla musica come a qualcosa di aperto, capace di far confluire suoni e stili differenti. É un lavoro difficile, ma senza dubbio il più divertente che io conosca».
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14/12/2005 13:23 - I Dream Theater nascono attorno al 1980 a Long ...
I Dream Theater nascono attorno al 1980 a Long Island e, dopo gli inizi difficili, ottengono visibilità a livello internazionale soltanto nel 1992, con la pubblicazione dell'album Images and words: frutto di session strumentali avvenute dopo l'abbandono del cantante Charles Dominici, sostituito da James LaBrie. L'album offre parti vocali appassionate, crescendo strumentali drammatici e momenti chitarristici pregevoli che candidano i Dream Theater a migliore band Progressive-Metal del decennio. E' l'inizio di un fortunato exploit artistico e commerciale, proseguito con il Live Awake del 1994, disco di platino in Giappone e album della definitiva consacrazione dei Dream Theater dove il chitarrista John Petrucci, in particolare, assurge al rango di guitar hero. Poi c' il live a change of season, contenente materiale registrato live al Ronnie Scott di Londra. Nel 1997 esce Falling into infinity, dove le asperità di Awake vengono in parte levigate in favore di un Prog-Rock ancora epico e votato più alla melodia, anche se comunque non mancano nell'album brani aggressivi. L'anno dopo, nel 1998, esce Liquid Tension Experiment e ancora un live, il doppio Once in a life time (1998) che racchiude un'era di crescente successo. Nel 1999 arriva un ottimo concept come Scenes from a memory, seguito da Live Scenes From New York e l'ultimo cd, uscito nel gennaio di quest'anno, Six Degrees Of Inner Turbulence. Il gruppo è attualmente composto da James LaBrie (voce), John Myung (basso), John Petrucci (chitarra), Mike Portnoy (batteria) e Jordan Rudeness (tastiere)
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14/12/2005 13:23 - OCTAVARIUM - Il nuovo album dei Dream Theater I Dream ...
OCTAVARIUM - Il nuovo album dei Dream Theater I Dream Theater hanno terminato il loro ottavo album in studio, il disco è intitolato "OCTAVARIUM" ed uscirà sul mercato per l'Atlantic Records intorno al 7 giugno 2005. Questi i nomi dei songoli brani: 1. The Root Of All Evil 2. The Answer Lies Within 3. These Walls 4. I Walk Beside You 5. Panic Attack 6. Never Enough 7. Sacrificed Sons 8. Octavarium Il World Tour inizierà il 10 giugno in Svezia con la partecipazione ad alcuni festivals ed a selezionate date come headliner. A seguire ci sarà un tour americano durante i mesi di luglio ed agosto insieme ad altre bands il cui nome verrà annunciato a breve. www.dreamtheater.net Line Up: James LaBrie - voce; John Myung -basso;John Petrucci -chitarra;MikePortnoy - batteria;Jordan Rudess - tastiere - SUONANO: Sabato 29 Ottobre Forum,Assago, Milano 30,00€+dp Domenica 30 Ottobre Palamalaguti, Bologna 30,00€+dp Lunedi 31 Ottobre Palalottomatica, Roma 30,00€+dp - INFO: LIVE s.r.l. - Via Pascoli 2 - 50129 FIRENZE - 055/5520575 - Fax 055/5520524 www.liveinitaly.com















































































































































































































































































































































































































