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14/12/2005 13:23 - MASSIMO PRIVIERO Poetika
Grande ritorno per Massimo Priviero, dopo un lungo ...
MASSIMO PRIVIERO Poetika Grande ritorno per Massimo Priviero, dopo un lungo silenzio torna in sala d'incisione e presto in tour in tutta Italia; questo autore veneto naturalizzato milanese, uno dei pochi rocker italiani in circolazione, ha preparato per questo ritorno a casa un album composto da canzoni note composte da lui dagli inizi di carriera musicale ormai più che decennali accoppiandole a nuovi composizioni e bisogna ammettere che il risultato finale è davvero eccellente. Stupisce l'arrangiamento dei brani, ottimamente curati e molto intensi; anche la voce di Massimo, irrobustita dagli anni, gioca un ruolo importante nell'alta valutazione del giudizio di quest'album. Parliamoci chiaro come molti rocker nostrani il modello Springsteen è stato per anni il faro guida per muoversi nel lessico musicale, Priviero non è stato esente da questa infatuazione ma ora, con l'esperienza e con l'età, il suo suono si è notevolmente arricchito. S'ascoltano volentieri le vecchie canzoni come Nessuna resa mai o Angel vestite di nuovi colori ma sono altre le sorprese. Bellissima Messico Tossico in cui la Riviera Romagnola diventa una terra esotica dove «Messico e sesso vissuto da bravo cattolico/Messico prossima uscita è già Cesenatico». Oppure la nuova versione di Grande Mare con un incipit originale: «L'estate è finita e i ragazzi ritornano a casa Rimini è chiusa per nebbia fino al 2003, Penso a Marta, al bambino ai miei guai, A un lavoro da un milione e sei, Quanto fa di cappuccio e brioche, che vado via...». Ma le sorprese non sono finite, abbandonato il modello springsteeniano ora Massimo si muove sulle proprie gambe e non sono le desolate strade americane a ispirarlo ma la sua terra, le sue origini, la ricerca delle proprie radici. E Nordest è una bella canzone costruita su una struttura musicale e lirica molto particolare: la prima strofa è stata composta dal giornalista-scrittore Roberto Bianchin mentre gli altri versi sono stati scritti dal nonno di Priviero probabilmente in compagnia di altri amici. L'arrangiamento è giocato su un dolce suono d'archi e per un attimo le chitarre elettriche sono abbandonate per passare ad una fase acustica che ben si adatta all'atmosfera intimista del brano. Questa canzone apre nuovi scenari per Massimo Priviero, questa canzone sancisce, sia per la ricerca lirica sia soprattutto per la scelta musicale, la raggiunta maturità di questo autore. L'album ha una bellissima veste grafica, contiene tutti i testi - escluso la ghost track Ti chiamo domani- e le foto sono particolarmente curate in ogni dettaglio. L'album è dedicato a Franco Mamone e Guido Toffoletti entrambi troppo presto volati via.
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14/12/2005 13:23 - Massimo Priviero
Mi ricordo quand'ero bambino quando mio padre mi diceva: ...
Massimo Priviero Mi ricordo quand'ero bambino quando mio padre mi diceva: un bel giorno diventerai grande qualcuno ti amerà per molti non sarai niente solo una cosa dovrai sempre pensare: la vita è dura ma non devi mollare. Questo è un frammento del testo di Non Mollare il brano che da il titolo al nuovo album di Massimo Priviero un lavoro creato con "sangue sudore e lacrime" com'è d'uso per ogni rocker che si rispetti. Ho cercato di fare un disco intenso carico di emozioni, dice Massimo. Priviero appartiene a quella schiera di musicisti che nonostante le difficolta e i tanti problemi del pianeta musicale italiano continua ad amare il suo lavoro. Lo si capisce dal fatto che non scrive canzoni alla ricerca di facili ritornelli o testi strappalacrime. Il tasso emozionale rimane sempre ad alto livello durante tutto l'ascolto del compact: si passa da sonorità hard in brani come Gente Senza Legge e Addio Italia al liricismo più intimo all'interno di canzoni etnorock come Ballando Nella Pioggia e I Segni Del Tempo. In questo lavoro mi riconosco perfettamente; è un disco nato da una lunga pausa di riflessione, un periodo in cui mi sono sentito addosso più di altre volte l'aria pesante di cambiamento che si respira nel nostro Paese. D'altronde questa ricerca di fare del buon rock d'autore lo ha sempre distinto. Nel 1988 uscì con l'album San Valentino e due anni dopo Massimo realizzò un bel sogno: un disco prodotto da Little Steven intitolato Nessuna Resa Mai. Il chitarrista più hard che abbia suonato nella band di Bruce Springsteen si entusiasmò alla musica di Priviero fino al punto di scrivere un brano con lui per questo album. Nel 1992 fu la volta di Rock in Italia e oggi c'è Non Mollare la sua ultima creatura partorita in collaborazione con il chitarrista Elio Fabro che suona con lui già da qualche anno e con il quale ha curato la produzione e gli arrangiamenti. La band è invece la stessa che accompagna Massimo nei suoi concerti ad eccezione del percussionista Antonio Testa che ha suonato in alcuni brani. "Sono veramente felice del risultato di questo lavoro conclude Massimo e non vedo l'ora di tornare a suonare dal vivo". Il consiglio è di non perderlo perché Massimo è un vero rocker, uno che continua a vivere il suo grande sogno di libertà.







































































































































