Live Band
Live di questa band:
Ven 14 Giu TEATRO ROSSETTI trieste - Trieste (TS) - Italia
TEATRO ROSSETTI 040/3593511 VIALE XX SETTEMBRE 45 TRIESTE www.ilrossetti.it
Sab 15 Giu RAVENNA FESTIVAL - Ravenna (RA) - Italia
palazzo mauro de andre
RAVENNA FESTIVAL RAVENNA INFO: 0544/249211-249244 www.ravennafestival.org
Mer 19 Giu LAPSUS - Torino (TO) - Italia
LAPSUS Via Principe Amedeo 8/A TORINO info@lapsustorino.it www.lapsustorino.it
Gio 20 Giu ACCADEMIA DEL SUONO - Milano (MI) - Italia
ACCADEMIA DEL SUONO 02/2593869 IGLESIAS - ASTICO MILANO www.accademiadelsuono.it
Testi in archivio:
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14/12/2005 13:23 - Steve Vai fu il cocco di noi zappiani fra il ...
Steve Vai fu il cocco di noi zappiani fra il 1981 e il 1984. Non era il primo bravo chitarrista allunato da quelle parti; prima di lui c'erano stati grandi naif come Elliott Ingber, che poi si sarebbe beefheartizzato in Winged Eel Fingerling, o raffinati virtuosi come Adrian Belew, per tacere del maestro Frank Zappa in persona, a cui il Grande Spirito delle Zucche, dopo ripetute invocazioni, aveva concesso celestiali distorsioni e magic fingers. Vai però era un tipo speciale. Non solo sapeva leggere ed eseguire 'impossible guitar parts', accontentando l'incontentabile datore di lavoro, ma aveva modi e gusti humour-fusion-metalpomp che davano colore e dinamismo irresistibili a quella indimenticabile formazione (dico la band del tour europeo 1982, mai espressasi in studio come avrebbe potuto). Era come se un figmento della personalità zappiana, il suo lato di 'ragazzo di strada' estroverso e no limits, avesse generato un clone; e l'impressione era quella non di un semplice membro della band (o di un dipendente, secondo gli usi dell'Azienda Musicale Zappa), ma di un parente stretto, di un figlioccio. Forzando un po' ma non troppo, Vai era quello che Dweezil avrebbe potuto e forse dovuto diventare se la natura non avesse fatto un salto, purtroppo all'indietro: e non a caso i due smunti dischetti incisi dallo Zappa junior nella sua specie di 'carriera' si appoggiano smaccatamente a Vai e alla sua freak fusion metallizzata. La prova di questa stretta affinità veniva anche dai nastri che l'italo-broccolino incideva e pubblicava da solo, nei ritagli della sua attività ufficiale di luogotenente zappiano, e anzi dal fatto stesso che, in barba al mondo e all'indifferenza dei discografici, volesse diffondere a ogni costo quella sbobba elettrica with no commercial potential. La sala-musica di casa sua con un Fostex a 8 tracce con nastri a quarto di pollice non era proprio il mitico Studio Z ma lo spirito era quello: e così la Urantia Records, esistita solo per un 12 pollici ("Flexable") e un 10 inch ("Flexable Leftovers") diffusi per posta e vie sotterranee in tiratura forzatamente limitata - poche migliaia di copie. Per gli zappiani era un divertimento vedere quell'uovo storto che si apriva e seguire quel Godzillino pachuco nei suoi primi, buffi passi: captando con le antenne i molti riferimenti e allusioni allo Zappa Universe, con le vocine accelerate e i rumori "We're Only In It" di "Little Green Men" o quegli strani impasti timbrici che facevano di "Salamanders In The Sun" un delizioso apocrifo di "Chunga's Revenge". A un certo punto Vai abbandonò la Zappa Band e prese la sua strada, anzi i suoi molti sentieri biforcati. Fu giusto e logico anche se un dispiacere, una puntura al cuore degli zappiani. Perché l'italian boy prese la gelatinosa massa vibrante della sua musica e, quella almeno fu la prima impressione, la versò negli stampini da supermarket dell'heavy rock, suonando con i banalissimi Alkatrazz prima di approdare alla corte di David Lee Roth e poi ancora dei Whitesnake. Il pubblico degli affezionati se la prese a male e ancor oggi qualcuno non si è rimesso dallo choc. Passare dalle somme liturgie zappiane ai riti di dei minori come i Van Halen non è in effetti quel che si dice un 'progresso' e in quel difficile momento di passaggio sembrò che, per avere quello, Vai cedesse in cambio il resto, tutti i suoi estri e ammirevoli perversioni. Walter Hill lo chiamò a far la parte del demonio chitarrista in "Crossroads", e parve una scelta emblematica: non solo aveva venduto l'anima al diavolo, era diventato Belzebù medesimo, in corna e zolfo. In realtà Vai aveva sempre rivendicato il diritto di suonare tutto e il contrario di tutto, seguendo la sua inquieta indole. Già nelle note a "Flexable" aveva confessato di avere "molti progetti per il futuro, alcuni riguardanti canzoni molto commerciali, altri una musica con il più orribile e inascoltabile conglomerato di frequenze mai riversato su nastro". In quei secondi '80 di cui parliamo, cominciava a dar sfogo a queste sue contraddizioni, che non gli avrebbero poi impedito di tornare sul luogo delle giovanili intemperanze. Respingo quindi l'idea che ci sia un Vai 'cattivo e commerciale' (quello che fusioneggia, che va in classifica, che riempie gli stadi con Joe Satriani) e uno "buono e sperimentale" (quello degli esordi, del grandissimo album con i PIL, degli ultrachitarrismi sparsi qua e là). C'è invece una complessa personalità incongruente ed estremistica, che pendola "fra angoli opposti di ordine e caos, estasi e dolore, spiritualismo e paganesimo, poesia e gusto per la trasgressione", per usare le parole di un vecchio servizio di Chip Stern su "Musician", e che rivendica il diritto alla massima libertà senza limiti "Perché condannarsi a non suonare il milione di cose diverse che ti passano per la mente?". Basta guardarlo, d'altronde, per capire l'aria che tira.
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14/12/2005 13:23 - STEVE VAI
«L'Ultra Zona è quell'area dell'indescrivibile che si può raggiungere ...
STEVE VAI «L'Ultra Zona è quell'area dell'indescrivibile che si può raggiungere solo zittendo la mente e lasciando parlare l'anima - la musica può aiutare ad arrivarci». Non pensate alla New Age, siete fuori strada. Steve Vai quel luogo perfetto vuole raggiungerlo non con cembali risonanti o arpe divine ma con il laser fiammeggiante della sua Jem Universe a 7 corde e con il vulcano attivo di una mente che da vent'anni, da quando Frank Zappa lo aggrega alla sua banda, non smette di eruttare musica e idee. Un "metallico spiritualista" può essere? E' un futuristico uomo-orchestra, un poeta artificiere, un guerriero elettrico che ha estratto la sua spada sonora dalla roccia degli Zappa e degli Hendrix e la fa roteare per il mondo. Quest'album e il suo più bello da molti anni in qua, per la ricchezza e l'energia delle idee profuse, la maestria strumentale e la candida passione che Vai sa infondere nonostante il lungo viaggio intrapreso fin qui. Molti strumentali dei suoi, agitati e levitanti, costruiti a strati; due commossi omaggi ad amati maestri che non ci sono più (Frango per Zappa, e Jigboom, per Steve Ray Vaughan); una futuristica devozione come The Blood & Tears, costruita con campionamenti di preghiere orientali; e una straordinaria fantasia come Voodoo Acid, con un coro di vocine accelerate Indo-"Uncle Meat" che trapuntano un grezzo tessuto ritmico techno. Una festa, una gioia, una esagerazione. E chi arriva senza fiato al 68° minuto si alleni, perché per la primavera 2000 Vai ha programmato un suo box addirittura di dieci Cd.
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14/12/2005 13:23 - STEVE VAI The 7th songs
Solo uno spirito originale come Steve ...
STEVE VAI The 7th songs Solo uno spirito originale come Steve Vai poteva concepire un disco come questo, antologia particolarissima della sua produzione e volume uno di una serie che ha voluto denominare Enchanting guitar melodies archives; non un "best of " nel senso classico del termine ma un quaderno con le canzoni n. 7dei suoi dischi, là dove batte, secondo le particolari convinzioni dell'artista, "il cuore dolce" delle sue canzoni, "la melliflua ballata chitarristica che serve la melodia su un piatto d'argento". Gusto del gioco e numerologia mistica si combinano, ma con Vai è sempre così: l'unico rocker del globo terracqueo capace di conciliare "sex & religion", come voleva il titolo di un suo celebre album, e di essere l'apostolo preferito di Zappa, il cocco dei virtuosi fusion e uno stimato fiancheggiatore del mondo metal. L'idea funziona, la sequenza è avvincente e Vai, nonostante qualche annaspìo qua e là, riesce a non annegare nell'oceano radioso che la sua chitarra gli spalanca innanzi. Degli undici brani, più ghost track, sette sono gia noti (rieccoci al numero fanale); in più, una Christmas time is here già n. 7 di un album natalizio e tre inediti assoluti, fra cui la commovente Melissa's garden, dedicata alla figlia scomparsa di un amico.
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14/12/2005 13:23 - Steve Vai - Real Illusions: Reflections (****) «Quest'album ...
Steve Vai - Real Illusions: Reflections (****) «Quest'album è la prima parte di uno sfaccettato serraglio di storielle basato sulle esagerazioni mentali amplificate di un folle in cerca della verità che vede il mondo... Oh, non fateci caso». Steve Vai (non) spiega così la sua nuova opera, progettata come trilogia, una favola mistico-metallico in cui, con il consueto gusto dell'iperbole e del paradosso, accosta gli insegnamenti dell'amato maestro Zappa con poderosi massaggi musicali hard&heavy e curiosità di spiritualismo orientale (che ancora una volta, peraltro, non vanno oltre il colorito e il superficiale). Niente di nuovo under it all, per citare il pezzo che chiude il disco, ma l'ennesima conferma di un geniale talento irrefrenabile, con una chitarra modulare che può essere megarobot (Yai Yai), martello degli dei, kriss malese, avere la voce assorta di un sitar (K'm Pee Du Wee) o cinguettare fin troppo melodiosamente (la stra-orchestrata Lotus Feet, che occupa la strategica posizione di brano numero 7). Come d'abitudine, Vai ha registrato quasi tutte le parti strumentali, lasciando solo il basso a Billy Sheehan e la batteria a Jeremy Colson (oltre alla Metropolis Orkest nel confettone che si diceva). Nei mesi prossimi però sarà in giro con The Breed, aggiungendo al trio di base il tastierista Tony McAlpine e un secondo chitarrista, Dave Weiner www.vai.com - SUONA: 23/9 Saschall - Firenze 24/9 Vox Club - Modena 25/9 Alcatraz - Milano -- INFO: Clear Channel Entertainment - Via Pietrasanta 14 - 20100 Milano - 02/530061 - 02/53006401 - 02/53006501 - 347/1040966 - www.clearchannel.it

















































































































































































































































































































































































































